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Gli altri

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«Lo zio Antoine è morto martedì, vigilia di Ognissanti, probabilmente intorno alle undici di sera. Quella stessa notte Colette ha tentato di buttarsi dalla finestra». Ha un incipit brusco e drammatico questo romanzo (scritto, caso più unico che raro nella vasta produzione di Simenon, in forma di diario), che ci immerge nell’atmosfera soffocante di una città di provincia – universo angusto e abitudinario, con le sue rigide gerarchie sociali, i suoi riti immutabili e, soprattutto, il peso schiacciante dello sguardo altrui sul destino degli individui. Attraverso il racconto dell’autore del diario, «un mediocre soddisfatto», e tuttavia capace di una visione lucida e disincantata della realtà, Simenon amplia l’orizzonte narrativo e mette in scena, come lui solo sa fare, la rappresentazione tragicomica della famiglia Huet, dilaniata da conflitti latenti e malcelati rancori, da rivalità e tradimenti. In attesa delle esequie dello zio, e soprattutto dell’apertura del testamento, verranno alla luce fragilità e solitudini, ambizioni e frustrazioni, meschinità e bassezze – ma anche, per una volta, virtù morali, e perfino eroismi.

145 pages, Paperback

First published January 1, 1962

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About the author

Georges Simenon

2,738 books2,303 followers
Georges Joseph Christian Simenon (1903 – 1989) was a Belgian writer. A prolific author who published nearly 500 novels and numerous short works, Simenon is best known as the creator of the fictional detective Jules Maigret.
Although he never resided in Belgium after 1922, he remained a Belgian citizen throughout his life.

Simenon was one of the most prolific writers of the twentieth century, capable of writing 60 to 80 pages per day. His oeuvre includes nearly 200 novels, over 150 novellas, several autobiographical works, numerous articles, and scores of pulp novels written under more than two dozen pseudonyms. Altogether, about 550 million copies of his works have been printed.

He is best known, however, for his 75 novels and 28 short stories featuring Commissaire Maigret. The first novel in the series, Pietr-le-Letton, appeared in 1931; the last one, Maigret et M. Charles, was published in 1972. The Maigret novels were translated into all major languages and several of them were turned into films and radio plays. Two television series (1960-63 and 1992-93) have been made in Great Britain.

During his "American" period, Simenon reached the height of his creative powers, and several novels of those years were inspired by the context in which they were written (Trois chambres à Manhattan (1946), Maigret à New York (1947), Maigret se fâche (1947)).

Simenon also wrote a large number of "psychological novels", such as La neige était sale (1948) or Le fils (1957), as well as several autobiographical works, in particular Je me souviens (1945), Pedigree (1948), Mémoires intimes (1981).

In 1966, Simenon was given the MWA's highest honor, the Grand Master Award.

In 2005 he was nominated for the title of De Grootste Belg (The Greatest Belgian). In the Flemish version he ended 77th place. In the Walloon version he ended 10th place.

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37 (13%)
1 star
9 (3%)
Displaying 1 - 30 of 32 reviews
Profile Image for Sandra.
964 reviews337 followers
July 2, 2024
Un romanzo diverso dai soliti “romans dur” di Simenon. In primo luogo è narrato in forma diaristica, per la durata di 4 giorni, nel periodo di Ognissanti, in un clima freddo e piovoso, grigio e buio come invece spesso avviene in Simenon. Poi i fatti sono narrati in prima persona da Blaise Huet, un uomo che si definisce un “mediocre soddisfatto”, uno che ha sempre vissuto nella provincia francese, smanioso di fuggirne ma al contempo adagiato nella noia di una esistenza piatta e monotona fatta di un lavoro insoddisfacente e di un matrimonio fallito. Ma quali sono i fatti narrati? Principalmente la morte improvvisa dello zio Antoine Huet, l’unico della famiglia che aveva realizzato le sue ambizioni ed era divenuto un illustre avvocato, ma la cui morte dimostra che pure l’uomo realizzato ha lati segreti di fragilità che vengono mimetizzati agli occhi degli “altri”, dell’ambiente borghese e benpensante della provincia ed in primis agli occhi della famiglia, in cui rancori, rivalità e tradimenti covano sotto la cenere.
Come sempre la capacità di analisi psicologica di Simenon è profonda.
Le mie tre stelle sono dovute al fatto che il romanzo non mi ha coinvolto come gli altri suoi romanzi, forse per alcuni personaggi (femminili) non così ben delineati. Magari sono tre stelle e mezzo.
Profile Image for Gabril.
1,050 reviews260 followers
February 12, 2024
“Un mediocre lucido”, “un mediocre insoddisfatto” si definisce Blaise, narratore di questa storia scritta in forma di diario, un espediente inusuale per Simenon, che si rivela tuttavia molto efficace per farci entrare nel vivo pullulare di opposti sentimenti.

Blaise è un componente della famiglia Houet, di cui racconta gli intrecci e le dinamiche, a partire dall’evento luttuoso che apre il racconto: la morte improvvisa del settantenne zio Antoine e il conseguente tentativo di suicidio della moglie quarantenne Colette, donna sensuale e psicologicamente fragile.

Entriamo così nell’atmosfera e nell’humus del romanzo: una città di provincia, la pioggia sottile e incessante, le tendine alle finestre, l’aria sonnolenta di paese che va celando le relazioni fedifraghe del clan degli Houet, i rancori espliciti e quelli sotterranei, i segreti sepolti in un remoto passato, le tensioni tenute sotto controllo ma pronte a deflagrare nel momento cruciale: il funerale e la successiva apertura del testamento del facoltoso zio Antoine.

“Eravamo così piccoli, tutti, nell’alta navata della cattedrale dove gli uomini si inginocchiano da cinquecento anni, ed era tale la massa di persone che si stringeva attorno al nostro gruppetto soffocandolo, che la famiglia mi sembrava come diluita”.

Con la consueta perizia Simenon sa renderci spettatori partecipi del dramma degli Houet, attraverso lo sguardo disincantato ma solo apparentemente estraneo del suo insolito narratore.
Profile Image for Theresa.
412 reviews46 followers
June 30, 2021
This is the first non-Maigret book of Simenon that I've read. It's not a mystery but more of a psychological story about a French family and all its layers, following the death of the narrator's uncle. The setup took a long time, but fortunately the book is short, so I finally got to a point of understanding.
Profile Image for Adam.
145 reviews8 followers
Read
March 18, 2025
A probable suicide and an attempt, entwined family histories, there's a lot here it feels like that Simenon has hidden away. Midway through the matter of collaboration rises which gives the narrative a new hue. As well as these enigmas which way the inheritance will pass dangles until the end of the novel.

It's evocative of the time, post war hints, the generational shifting perspectives.
Profile Image for Andy Weston.
3,214 reviews227 followers
December 26, 2025
Uncle Antoine had been the major figure of the Huets family, a benevolent provider of favours though otherwise distant, aloof, and shady in his dealings. The novel begins with his death, strange in that at the age 72 he poisoned himself. On finding his corpse, his wife, thirty years younger than him, tried to defenestrate herself.

If there’s any question of foul play that isn’t discussed, instead Simenon concentrates on what he does so well in these romans-durs novels, considers family dynamics. Antoine’s death is a catalyst that precipitates mayhem in relations between the two sides of the family, and flares up old tensions between siblings. The consequences affect every one.

As always Simenon never overwrites. Some passages read like a series of epigrams on French village life. I’m not sure the plot is as coherent as in his best work, some episodes are confusing, especially at the beginning. But there’s still plenty to enjoy.

Note to Simenon completists like me, this is also called The Others, that edition published in 1975. That has a better cover than this, the edition I read published in 1962.
Profile Image for Ibbo.
158 reviews8 followers
September 20, 2025
2025 #53 🫆

Simenon è un vero maestro della brevitas, il suo dire così tanto in così poco -tralasciando la sua produzione sconfinata- mi lascia sempre senza parole.

La famiglia Huet è una famiglia come le altre, con i suoi pregi e i suoi difetti, i suoi punti di forza e i suoi segreti.

Tutto succede ma niente cambia.
Profile Image for Ginevra.
37 reviews
February 21, 2024
Libro abbastanza criptico, semplice nella storia ma, a mio parere, difficile nel significato.
Le due stelle non sono dovute a niente se non al fatto che non sono riuscita ad andare a fondo, pur apprezzandone la scrittura e la trama, non comprendendo forse ciò che veramente voleva trasmettere.
Lo rivaluterò in futuro, magari a seguito di una rilettura.
Profile Image for Marc Tiefenthal.
326 reviews8 followers
November 23, 2021
Dit is geen Maigret en toch baadt het boek in een zelfde sfeer. Het is een ware Simenon, kortom. Met genoegen gelezen. Er zit een zekere spanning in het boek, de vertelling is uitstekend. Over de vertaling geen opmerkingen.
Profile Image for Myle.
13 reviews2 followers
April 4, 2024

Scrittura lucida e semplice, eppure fortemente evocativa. È bello vedere espressi a parole i sentimenti di chi vive “intrappolato” in provincia.
Profile Image for Angela Saba.
137 reviews
July 20, 2024
Un po’ noiosetto come la vita di Blaise Huet movimentata solo dal ménage della moglie Irène, libera e vivace e dalla morte dello zio Antoine. La vita in provincia scorre lenta.
5 reviews
May 27, 2021
First rate author.
What an interesting book.
such rich characters, complicated relationships, typical French family and ordinary French lives.
Just the right length.
it proves that no need for great events to make an interesting book, as long as you know what you are doing and who your characters are.. I could see and smell them.
Truly enjoyed reading.
Profile Image for Bob.
460 reviews5 followers
September 10, 2020
About 150 pages that read like they're 10,500. Ponderous and unlikeable: both the plot and its handful of self-absorbed interachangeable characters.
Profile Image for Alfonso D'agostino.
937 reviews73 followers
January 16, 2024
Sei seduto al tuo posto, hai allacciato la cintura, osservato la hostess spiegare quella roba della maschera per l’ossigeno, l’aereo ha rullato muovendosi sulla pista e ha iniziato la procedura di decollo. Sei schiacciato contro il sedile mentre accelera, guardi fuori dal finestrino ostentando sicurezza, e tu non lo sai ma il pilota ha pronunciato la sigla “V1”. Pochi secondi dopo, “V2” e l’aereo stacca le ruote da terra, il suolo si allontana e qualcuno tira un sospiro di sollievo, perché da qui in poi sarà più o meno come essere su un autobus.

“Una volta raggiunta la V1, il decollo non può essere annullato anche in caso di problemi, in quanto oltre la V1 è impossibile evitare di oltrepassare il termine della pista di decollo”.

Eh già. Nei pochi istanti, secondi, fra la V1 sopra descritta e la V2, hai viaggiato a una velocità che non rendeva ancora possibile il decollo, ma non consentiva neppure di interromperlo.

Leggevo “Gli altri” di Simenon, e pensavo che il maestro del genere fa esattamente questo: si preme l’acceleratore (in questo caso con un incipit fulminante), si porta il lettore alla V1 con una voce narrante che è un apparentemente grigio insegnante di disegno dell’Accademia, si mantiene per qualche istante (narrativo) il controllo con un romanzo che, più che sugli avvenimenti, si concentra sui caratteri psicologici degli abitanti di una cittadina francese e su una certa suddivisione sociale, si regala al lettore l’illusione di aver capito che saranno apparenza e convenzioni sociali a farla da padrone e poi… “V2”, lo si invischia fra triangoli amorosi, storie (e scorie) familiari, con una spruzzatina di cronaca nera che ha più a che fare con l’occupazione tedesca nella seconda guerra mondiale che con un delitto coevo alla narrazione, e il gioco è fatto.

Devi essere Simenon, sia chiaro, perché altrimenti – fra una velata critica al giudizio “degli altri” e un perdono che puzza molto di convenzione sociale – beh, rischia che fra la V1 e la V2 ti schianti. Simenon no, ovviamente non si schianta, e a me i “non maigrettiani” piacciono sempre di più.
Profile Image for A.
551 reviews
November 10, 2024
Story of a man and his family when his successful Uncle Antoine dies. He writes up the story, sends it to a publisher and is told it is too personal, unseemly and one feels guilty reading so many family secrets- well- that's a corker of a way to start a book in my way of thinking. After the rejection, the author burns the manuscript in disgust, but immediately starts to write it again so we are left with a tale of an unreliable narrator. We are dumped into the world of a weird family where the wife has a known lover, and the family all gets along great. The husband in this cuckold relationship visits other women and prostitutes freely and all is well. The uncle that has died is in a similar situation with his beautiful young crazy wife, Collette. Most of the book devolves into who will inherit from the the uncle and it will be the 3 nephews, but not Collette. We are introduced to the third brother Eduoard, who is a player and had turned in his brother during the occupation. We are led to the possible reconciliation of Eduord and the betrayed brother. This is another of the typical Simenon sordid family dramas - hard novels. I purchased this item at Powell's in Portland on my 24 train trip, and read it in about one day on the way back.
Profile Image for Massimo Monteverdi.
705 reviews19 followers
December 23, 2023
Un Simenon beffardo che propone un ventaglio di personaggi legati dalla bramosia, come nei migliori noir, ma perennemente in bilico tra ridicolo e seriosità. L'assenza di suspense è necessariamente voluta, visto che il registro scelto è quello della satira velata di una società frivola e di minimo spessore. C'è di mezzo un'eredità, ma è come fosse un terzo incomodo, un intralcio, nell'incedere lento e ambiguo della trama. Alla fine tutto torna, come non sempre accade con il grande belga. Forse, manca per donargli forza quel senso di tragico incombente che ne caratterizza le prove migliori.
Profile Image for Antonio Ippolito.
418 reviews41 followers
October 22, 2025
Rileggere un libro che ci ha colpito non pochi anni, ma alcuni decenni prima, è un’esperienza insolita: di questo romanzo sapevo che è stato importante per me (trovato insieme ad altri suoi da un “bouquiniste” nel ’94, mi fece scoprire Simenon), ma non ne conservavo che sensazioni vaghe, dettagli di qualche scena.
Coincidenze della vita: leggo questo romanzo, basato su una famiglia eteroclita che si raduna dopo anni per l’occasione del funerale del decano della famiglia stessa, proprio nei giorni in cui ho visto al teatro Franco Parenti “Agosto: Osage County”, il dramma di Tracy Ritts che nel 2008 vinse il Pulitzer e il Tony (e da cui fu poi tratto un film con Meryl Streep e Julia Roberts), in un’ottima produzione dello Stabile di Torino. In entrambi i casi esplodono i conflitti generazionali ma anche quelli tra rami della famiglia, e le peggiori cattiverie vengono dalle donne, che a differenza dei loro uomini giocano letteralmente “in casa”; ma il problema di fondo è esistenziale: come dice la protagonista Barbara, “se sapessimo prevedere il futuro non ci alzeremmo dal letto la mattina”; nonchè “la vita è lunga, troppo lunga”. Consiglio caldamente lo spettacolo, se la tournée lo porta da voi!
Tornando a Simenon, il romanzo ha una struttura insolita: scritto come se fosse il diario del protagonista (protagonista per modo di dire: è un uomo del tutto passivo e demotivato), ha una “falsa partenza” in cui questi racconta di un suo diario proposto come romanzo a un editore e rifiutato perchè immorale, senza che se ne specifichi il perchè; poi parte la storia vera e propria, cioè il suicidio dello zio Antoine, grande giurista e celebrità di famiglia, con i conseguenti dubbi su chi saranno gli eredi della sua favolosa fortuna (non ha figli). Contemporaneamente ritorna in questa mai nominata città di provincia il losco cugino Édouard.
Il resto del romanzo non è che l’analisi che questi eventi, soprattutto il primo, provocano a cascata sul resto della parentela: come palle mosse da un primo colpo di biliardo. Il de cuius aveva due fratelli minori e una sorella, ognuno con numerosa figliolanza; tra tutti questi cugini sono insorte negli anni complicazioni e ruggini (adulterii, ma anche una delazione ai tedeschi durante l’occupazione), ma soprattutto una generica mediocrità: tutti dopo la guerra sono stati sistemati dalle raccomandazioni profuse a destra e a manca dal decano; ora la sua morte da un lato sconcerta, dall’altro fa sognare a molti un’eredità che permetta di cambiar vita (a un marito divorziare dalla moglie, a una moglie abbandonare un amante/protettore, o almeno comprarsi un’auto propria, ancora rara nel ’61..).
La vera poesia del romanzo è nella raffigurazione della mediocrità generale, dello spaesamento di questi piccoli borghesi per una volta ammessi ai margini dell’alta borghesia; mediocrità che ha l’apice nel protagonista Blaise, “marito compiacente” (come diceva Totò ai tempi: “non sarò mica un marito co.. un marito co.. compiacente?”), architetto fallito e insegnante svogliato, ma dolorosamente consapevole della sua situazione: cui peraltro si è adattato molto bene, dopotutto ha anche una cameriera che si lascia trattare come oggetto sessuale delle fantasie di lui (peraltro ben poca cosa: gli basta esaudire sogni adolescenziali). Notevole la sua epifania nel ristorante Globe, quando finalmente solo, lontano tanto dalla confusione della ritrovata famiglia d’origine quanto dall’ambigua comodità della sua famiglia di elezione (un ménage à trois, rimproveratogli dalla madre, su cui il narratore, cioè lui stesso, si mostra, oltre che inaffidabile, piuttosto reticente), è libero di rievocare le speranze e le amicizie della innocente giovinezza, tutte ormai perdute.
Ci sono parenti migliori di altri: Lucien, il fratello minore di Blaise, arrestato durante la Resistenza, cattolico militante, gran lavoratore e dedito padre di famiglia; la zia Juliette, vedova Lemoine, che da sola guida il figlio e i generi nel mandare avanti l’azienda di trasporti del marito (e quindi snobbata da cognate e nipoti perchè troppo plebea); la solida Marie Taboué, prigioniera del suo amore per il pessimo marito Édouard pur sapendo di essere il sogno della vita di Lucien.. ma nel mondo di Simenon la virtù non è premiata: è solo un capriccio individuale.
Nel solenne rito funebre finale (non una Messa, anche se celebrato in cattedrale: lo zio non era praticante, forse nemmeno credente), i familiari hanno sempre più la sensazione di esseere comparse di una messinscena organizzata a loro uso dai veri pari del potente zio, i maggiorenti della città che restano dietro di loro nelle panche della chiesa.
Il grande giurista, obbedendo forse a un’antica promessa fatta alla madre, ha lasciato unici eredi i figli maschi dei fratelli maschi, “portatori del nome” Huet; saranno solo Édouard, Blaise e Lucien a dividersi il palazzo sul lungofiume e quant’altro. Ma anche così, con l’imposta di successione francese che è ben altra da quella italiana, nessuno cambierà davvero vita. E non si capirà il perchè del suicidio, se non per un generico “mal di vivere”, che in fondo rende il grand’uomo in qualche modo simile allo smidollato nipote.
E la mia rilettura? Rileggendolo l’ho trovato affascinante, ma diverso da qualunque cosa potessi aver già letto: i miei vaghi ricordi erano in parte deformati, in parte addirittura inventati. Una vera lezione su come funziona, o malfunziona, la memoria: e come è cambiato in trent’anni il modo in cui creo ricordi a partire da una stessa lettura!
39 reviews
March 15, 2024
perfetto libro di atmosfera, come gli altri di questo autore.
ho voluto leggere questo libro per ritrovare la penna confortevole di Simenon e le aspettative sono state rispettate totalmente.
niente colpi di scena, poca suspense e tipiche scene di vita quotidiana, ma con un senso di nostalgia e disillusione (il mio pane quotidiano ormai).
si legge in pochissimo tempo e lascia delle riflessioni uniche.
ho messo 4 stelle perché mi aspettavo forse un finale più "a sorpresa".
Profile Image for NoID.
1,582 reviews14 followers
June 28, 2025
Plus une nouvelle qu’un roman, les autres dissèque les liens familiaux à l’occasion du suicide du grand oncle avec, en point de mire, l’héritage. Un décès opportunément accompagné du retour du fils prodigue.

Une nouvelle racontée – une fois n’est pas coutume – par un des protagoniste (un des trois frères en vue pour le partage), dans un journal pour un récit détaché, sans surprises ni envolées et pourtant d’une grande acuité

https://www.noid.ch/les-autres/
Profile Image for Mikee.
607 reviews
September 21, 2020
Vintage Simenon. The wealthy patriarch (Antoine) dies and the family comes together (physically, at least) for the funeral and the reading of the will. The underlying truth is that the more things change, the more they stay the same..
Profile Image for Alessia Boni.
10 reviews
August 13, 2024
Uno sguardo centellinato dentro una famiglia complicata ma comune allo stesso tempo. Scritto come un diario in cui il protagonista vive la morte di un parente come un momento di rinascita e unione.
Profile Image for Viola Conti.
15 reviews
September 15, 2024
classico libro che mi aspetto da questo autore, libro d'atmosfera da leggere in primavera validissimo
Profile Image for dalmo.
62 reviews
June 7, 2025
Carino e gradevole da leggere. Mi affascinano sempre le storie sulle famiglie, in particolare questa ti fa rendere conto di quanto ogni tanto anche tra i familiari ci siano degli sconosciuti. Mi dispiace che la faccenda dell'Olocausto sia stata solo accennata perché sarebbe diventato molto più interessante.
Profile Image for Agnes.
462 reviews222 followers
November 10, 2023
Sempre, e so che mi ripeto, un grande grande Simenon.
Trama semplice e arco temporale di pochi giorni ma quanta maestria nel tratteggio psicologico dei personaggi .
Descrizioni degli ambienti, dell’abbigliamento, dei personaggi: tutto al top , con una scrittura scorrevole ed avvincente.
È stata una prima lettura ( che fortuna, come diceva Dorfles ) ma , non troppo presto, lo rileggerò sicuramente: troppo bello.
3 reviews
January 12, 2026
Dinamiche familiari che seguono ad un lutto: perdono, commozione, rivalità, narrate da un pigro sognatore, seppur lucido.
Profile Image for giuls.
34 reviews
May 30, 2024
La grandezza di questo libro sta nel fatto che per quanto la trama possa essere semplice, già vista e scontata, il suo significato non sia per niente così, come del resto non lo sono da capire le dinamiche famigliari, perché per quante cose possano accadere, ci sarà sempre una specie di filo che inevitabilmente vi lega.
Il narratore, nonché protagonista del libro è l’unica motivazione per la quale a una persona, a mio avviso, possa non piacere il libro; il classico parente che nessuno vorrebbe avere.
Profile Image for Phillip Kay.
73 reviews27 followers
December 29, 2012
The Others was first published as Les Autres in 1962, and was translated into English by Alaistair Hamilton. Blaise Huet has written a novel about his extended family, and life in a provincial capital city in France: it was rejected by publishers as “too confessional”. Now his Uncle Antoine has died, and as the family gather to console one another (or not), and to wonder about the provisions of his will, Blaise tells their story, and his own, all over again. This is one of Simenon’s rare first person narratives. I don’t think it works, because Simenon is limited by the perceptions of one character, no matter how self aware, and so prevented from exploring from within the psyches of those he examines. The various family members and their relationships takes up an inordinate amount of time to sort out, and I was never really sure whom was who. And, after all, nothing really happens. Antoine dies, the family are introduced, their background sketched in, their reaction to one another, the will is read, the story ends. Rather a minimalist book, with none of the richness of description of milieu that Paris seems to evoke in Simenon.
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