Arcodamore è una tipica storia di Andrea De Carlo. Una storia d'amore, per molti versi, tra due personaggi di una certa classe sociale (lui fotografo professionista, lei arpista di fama quasi internazionale), che si cercano, si assaggiano, si lasciano, litigano, e poi si trovano di nuovo.
Una storia già vista nella produzione dell'autore, che la scrive con il suo solito stile abbastanza freddo e meccanico.
Pessima la caratterizzazione dei personaggi: solo Manuela, la protagonista, viene dipinta in modo abbastanza accurato, mentre tutti gli altri, da Leo (il fotografo) al cugino, all'ex compagno dell'arpista, vengono soltanto abbozzati.
Anche questo abbastanza tipico della produzione dell'autore.
Solo i sentimenti e le relazioni tra le persone sono descritti a fondo, anche se in quel modo distaccato e freddo, quasi meccanico, che hanno portato Andrea De Carlo nell'Olimpo degli autori italiani. La metafora dell'Arco d'Amore, nonostante tutto, rimane terribilmente banale.
Un libro tutto sommato piacevole, anche se la mancanza di forza e di passione si fanno alla lunga sentire.