Una nuova edizione del grande romanzo di Thorkild Hansen sulla vita del marinaio Jens Munk (1579-1628) e sulle sue numerose spedizioni nel tentativo di navigare verso il Nord America.
L’avventura resta una delle categorie irrinunciabili del romanzo, quella che meglio appaga la nostalgia di grandi spazi, la sete di libertà, il sogno di un’esistenza piena. E forse ci emoziona ancora di più quando il protagonista non è un personaggio inventato, ma un uomo realmente esistito, uno di quei grandi navigatori vissuti alle soglie della modernità, uno di quegli irrequieti esploratori che hanno contribuito a ridisegnare le mappe del mondo. Jens Munk è di questa razza. Danese, contemporaneo di Shakespeare e Cervantes, è arrivato a solcare tutti i mari: mozzo, mercante, cacciatore di balene, capitano della Marina Reale; ha vinto battaglie, catturato pirati, guidato spedizioni alla ricerca del passaggio a nord-est e poi di quello a nord-ovest per raggiungere la Cina attraverso l’Artico. Grande conoscitore dell’arte della navigazione, è ben armato contro la crudeltà del mare ma lo è meno contro quella umana che regna in terra. Riesce a sfuggire al labirinto di ghiacci della Baia di Hudson, ma non all’invidia e all’umiliazione, al sopruso e all’ingiustizia, alla vendetta e alla prigione. Con romanzi-biografie basati su documenti e fatti reali, Hansen dà alle vite di grandi sconfitti che la Storia ha relegato a qualche nota a piè di pagina uno spessore epico che le rende emblematiche del destino umano. Jens Munk non è un anarchico ribelle, non è un pirata, non è un Achab perso nella sua sfida infernale, è un uomo che lotta per veder riconosciuto il suo posto nella società, un sognatore che sa che il sogno è come il mare, copre i tre quarti del mondo ed è composto di una soluzione simile alle lacrime umane.
Thorkild Hansen (9 January 1927 – 4 February 1989) was a Danish novelist most noted for his historical fiction. He is commonly associated with his trilogy about the Danish slave trade including Slavernes øer (1970) for which he received the Nordic Council Literature Prize in 1971.
Hansen was born at Ordrup in Gentofte Municipality, Denmark. He attended Holte Gymnasium and from 1945-47 studied literature at the University of Copenhagen. In 1947, he moved to Paris where he wrote dispatches for the Copenhagen-based Ekstra Bladet. After returning to Denmark in 1952, he devoted his efforts to a series of novels. Several featured aspects of the Danish era of imperialism. Det Lykkelige Arabien: En Dansk Ekspedition (1962) covered the Danish Arabia expedition (1761–67) led by Carsten Niebuhr. His book Jens Munk (1965) was about Danish-Norwegian sea captain Jens Munk and his attempt to locate the Northwest Passage.
He died prematurely during a voyage in the Caribbean
Non una lettura scorrevolissima, e pericolosamente al confine tra biografia e romanzo - si basa su fonti storiche, ma ricostruisce/inventa l'intimo pensiero dei protagonisti.
Fatte queste premesse, un grandioso scorcio dell'epoca delle grandi esplorazioni nei mari del Nord, di cui il capitano danese Jens Munk fu protagonista di non secondo piano. Spintosi prima alla ricerca del Passaggio a Nord-Est, rischiò poi la vita nel tentativo di scoprire per conto di re Cristiano IV il Passaggio a Nord-Ovest: impresa che non poteva riuscire agli inizi del XVII secolo, e che fallirà per i tre secoli seguenti, fino al passaggio di Amundsen nel 1903-1906.
Måske ikke så monumentalt gribende som første gang man læser Thorkild Hansen. Men meget, meget gribende.
Handler både om at vælge sig selv og sin skæbne samtidig med man prøver at ændre den, og om den danske sjæl og historiens indflydelse på den. Egentlig meget stort tænkt. Christian IV troede på fremtiden, men fremtiden troede ikke på Chritian IV.
Den eneste grund til, at den ikke skal have fem stjerner er at bøgerne om Niebuhr og Hamsun er endnu bedre.
Þessi bók er stórkostleg. Mikil saga, firnavel skrifuð og þýðing Magnúsar Kjartanssonar hreint frábær og einstök. Þetta er klassík. Ein af mínum uppáhaldsbókum, ein þeirra fimm sem ég tæki með mér á eyðieyju.
Five years it took me. Five years to find a new soulmate in the form of a book. Started reading it in 2013 before a sail voyage in the Baltic Sea but gave it up after some hundred pages. Guess the timing wasn't accurate. Found one of the books of my life in 2014 in The Son by Philipp Meyer. This summer I planned a trip to Kopenhagen, picked Jens Munk back up. Timing was accurate this time! Wow! The right book at the right time. Perfect literature if you visit Denmark and go sailing in the Skagerrak. Jens Munk was the real deal. Archetypical captain that survived incredible hardships. Great writer too this Thorkild Hansen. Wrote about Denmark's colonial history and their part in the slave trade. Wish they translated his Coast Of Slaves into Dutch as well. One spoiler? Self made man Jens Munk gets beaten by high society, however incompetent some born into nobility were in those days. Some things never change.
Mai avrei pensato di imbattermi in una lettura che potesse rivaleggiare La chimera di Sebastiano Vassalli nella rapidità di movimento circolare con cui ci si stropiccia le tempie con indice e medio in preda alla disperazione...
Un "infodump" più arido del lungo immoto afoso estenuato morto pomeriggio di settembre che fa da sfondo al biblico ed imponente Assalonne, Assalonne! di William Faulkner, in cui di romanzato c'è solo un insieme di misura nulla - rispetto alla densità di lettura, trionfo di pedisseque nozioni storiche d'un eccellente "cronista" - di caratteristiche che (manco a dirlo!) fanno parte di qualsiasi figura narrativa accalappia-lettori: intraprendenza, orgoglio, solitudine, malinconia, irrequietezza... se ci fosse stato anche spazio per quel tipo di disperazione che caratterizza l'infestante amore nevrotico non corrisposto da letteratura rosa o pseudo-psicanalitica, Jens Munk le avrebbe avute proprio tutte!
A corollario di questa recensione - che mi vede più scomposto del solito, lo so; ma chiedo venia: per me la lettura deve avere un grado di piacevolezza... e a questo "romanzo" di tempo per riscattarsi ne ho concesso fin troppo - mi sento di segnalare che la parte più bella del libro è data dal goffo intervento finale ad opera dell'editore dell'edizione Iperborea, che non sa perché sta parlando di Jens Munk, si professa ignorante in materia di letteratura danese, però consiglia vivamente di leggere il libro senza averlo mai letto... dopo questa direi che l'Iperuranio del marketing letterario è stato raggiunto!
Nonostante io non abbia mai letto romanzi storici, vi posso garantire che questo deve essere letto. È con una penna precisa, oggettiva, a tratti ironica che lo scrittore ci porta indietro nel tempo in un'avventurosa ricostruzione di aneddoti fatti di alti e bassi, sconfitte e lotte, con uno sfondo spazio-temporale ben descritto che ci consente di avere un quadro generale completo e soddisfacente delle vicende storiche di quel periodo.
Ikke min favoritt av Hansen (det er og blir Arabia Felix), men han har gravd fram og fortalt en spennende historie også her, både om Munk, om sjøfart, om Danmark (og Norden), om håpløsheten når man ikke lever i et meritokrati, liv og død på 1600-tallet, pest og skjørbuk, seilskutenes verden.
Efter at have perfektioneret den litterære historieskrivning med Det Lykkelige Arabien kunne det næsten kun gå een vej i næste forsøg i samme genre, og det er svært ikke at hæfte sig ved svaghederne i forhold til forgængeren. For det første har Thorkild Hansen i Jens Munk besluttet at undskylde og komplicere den særegne hybrid af fag- og skønlitteratur ved at indføre en kronikør, som til ingens overraskelse afsløres som forfatteren selv i sidste kapitel. Dette har han muligvis følt nødvendigt fordi kildematerialet er noget mere sporadisk og ufuldstændigt og kaldte lidt oftere på digteren end på forskeren, men det virker på mig bare unødvendigt og kluntet. For det andet savner bogen de personintriger, der udgør den egentlige nerve i Det Lykkelige Arabien, og det selvom Jens Munks liv tydeligvis ikke skortede på intriger. Alle andre end titelpersonen er bipersoner.
Og dermed ikke mere brok, for Jens Munk er også en fantastisk fortælling - Christian 4.s København står levende for os, stinkende og stolt, lurvet og lystigt, storslået og småligt, og vi kommer med ombord blandt mandskabet på togter til jordens barskeste egne under de mest håbløse forhold, vi kommer på sørøverjagt og i fængsel og meget tæt ind på livet af skørbug. Jeg var rigtig godt underholdt.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Il libro si presenta bene, ma non mantiene le promesse che fa. Il racconto della vita di Jens Munk (personaggio realmente esistito) è piatto e non avvince.
Fantastisk og velskrevet roman om søfareren Jens Munk, der forsøgt at finde søvejen til Kina, frøs inde i Hudson Bay og ydmyget vendte hjem til Danmark for blot at falde i unåde hos Christian IV.