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In the Sea There Are Crocodiles

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I read somewhere that the decision to emigrate comes from a need to breathe.



The hope of a better life is stronger than any other feeling. My mother decided it was better to know I was in danger far from her; but on the way to a different future, than to know I was in danger near her; but stuck in the same old fear.



At the age of ten, Enaiatollah Akbari was left alone to fend for himself. This is the heartbreaking, unforgettable story of his journey from Afghanistan to Italy in an attempt to find a safe place to live.

226 pages, Kindle Edition

First published January 1, 2010

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About the author

Fabio Geda

49 books124 followers
Born in Turin in 1972, Fabio Geda is an Italian novelist who works with children in difficulties. He writes for several Italian magazines and newspapers, and teaches creative writing in the most famous Italian school of storytelling (Scuola Holden, in Turin). IN THE SEA THERE ARE CROCODILES is his first book to be translated into English.

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Displaying 1 - 30 of 1,317 reviews
Profile Image for Orsodimondo.
2,449 reviews2,423 followers
July 18, 2025
QUANDO SEI NATO NON PUOI PIÙ NASCONDERTI


Quando sei nato non puoi più nasconderti.

Storie così si sono già lette, e anche viste al cinema: ma c’è sempre posto per altre, non cala mai la mia attenzione su vicende simili.

Come mai allora questa volta mi sono annoiato fino al punto di sbadigliare?



Perché la scrittura di Geda è piatta e priva di qualsiasi fascino, uccide qualsiasi buona intenzione.
A tratti sembra quasi che voglia mettersi all’altezza d’occhi del bambino Enaiat (quando a raccontare è però un ventenne), senza considerare che è una delle magie più difficili da raggiungere, e raramente riescono, e succede più spesso al cinema che in narrativa.


Copertina

E proprio non riesco mai ad associarmi al coro degli entusiasmi per il Contenuto, se la Forma è così meno che modesta.
Quanto sarebbe stato meglio pubblicare una semplice buona intervista.
Così, invece, è sciacquatura di piatti.

Non conoscevo Fabio Geda ed ero curioso di leggere qualcosa di suo: spero di avere solo sbagliato punto di partenza, spero che la sua opera mi riservi momenti migliori.
La garanzia è che, comunque, peggiore di così non potrebbe essere.

Profile Image for Brenda.
5,047 reviews3,004 followers
November 7, 2018
Based on the true story of Enaiatollah Akbari’s life from the age of around ten until he met Febio Geda and concluded his telling at age twenty one, In the Sea There are Crocodiles is a story of one child’s determination to live; to survive and find somewhere he could call home.

From Afghanistan with his mother, her desertion and his sole journey through Pakistan, Iran, Turkey and Greece, until finally he arrived in Italy, Enaia’s journey took approximately five years. He found work along the way; made a few friends; was grateful for the kindnesses of others and never lost his courage.

A remarkable story told to Fabio Geda, with the Author’s Note explaining Enaia’s memories were fragmented, and although he’s “been as true to his voice as is possible, it needs to be classed as fiction as it’s a recreation of Enaia’s experiences”. I guess it’s one of those we call “faction”. A quick, easy and intriguing read which I recommend.
Profile Image for Haniye safarpour.
130 reviews27 followers
November 25, 2020
در تمام زمانی که این کتاب رو میخوندم، چهره پسربچه‌ای که تو یک گلخونه دیده بودم جلو چشمم بود. اون پسر بچه ۹-۱۰ ساله هم تازه از افغانستان اومده بود ایران و خوشحالی تو چشماش موج میزد، میگفت خیلی شجاع بوده و تقریبا جزء معدود ادمایی بوده که تونسته از مرز رد بشه، میگفت به‌خاطر جثه ریزش ندیده بودنش، میگفت چقدر از مسیر رو پیاده اومدن و چقدر رو با موتور! می‌گفت ماهی تو گلخونه قراره بهش نیم میلیون بدن و به‌نظرش مبلغ زیادی بود، حتی به رفتن به ترکیه هم فکر میکرد البته عقیده داشت هنوز خیلی کوچیکه و باید یکم زمان بگذره!
تو چهره و حرفاش علاوه‌بر درد و سختی که کشیده ی حالت قهرمانی هم دیده میشد، اون پسر بچه یک قهرمان بود.
Profile Image for Gattalucy.
380 reviews161 followers
August 22, 2021
forse sono i giorni giusti per leggere un libro sull'Afghanistan. Che racconta le peripezie di un Hazara, figlio di un popolo sfigato, sciita in mezzo a sunniti che li massacrano.
Però ho scoperto che non parla molto di Afghanistan. Parla di un bambino, che è diventato grande fuggendo, dal suo paese, da altri che ha attraversato, pagando, lavorando per pagare i trafficanti di uomini, che è stato riportato indietro enne volte. E altrettante ci ha riprovato.
E poi ho scoperto che non so nemmeno bene dove sono sulla cartina i Paesi che ha attraversato, io che la Geografia a scuola sono una che ancora l'ha fatta, eppure non ho le idee ben chiare chi sta a sinistra di chi, o a destra dell'Iran, e dove confina con la Turchia, come ha fatto ad arrivare in Grecia, e poi in Italia.
Non sarà letteratura, lo so, è la storia di uno dei tanti che fuggono, e la storia di ciascuno di loro farebbe impallidire l'Odissea. Niente venti contrari, o divinità maligne, solo poliziotti, frontiere chiuse, Kalashnikov, paura. E non la dolce Itaca ad aspettarti, ma una terra che non ti vuole, una lingua che non conosci. Però continuano a farlo.
perchè: "la scelta di migrare nasce dal bisogno di respirare"

Devo approfondirle quelle terre, quei luoghi, quei popoli. Sento l'urgenza di capire di pù, di andare oltre le notizie dei telegornali. Per ora tre stelle per la scrittura, cinque per la storia. farò la media.
Profile Image for Diane S ☔.
4,901 reviews14.6k followers
July 28, 2013
As a ten year old Enaiatollah lived in a small village in Afghanistan with his family. When Afghanistan falls to Taliban rule in 2000, his mother fearing for his future, takes him across the border into Pakistan and leaves him there. This book was narrated to a reporter who works with displaced youth, so the story is told from the viewpoint of a ten year old boy. In this way the writing is simplistic, but powerful and informing all the same. What this young boy, and others like him managed to do by themselves, living in parks, working when they could, is just so unbelievable.

I never knew there were so many displaced children in this day and age, of many different ethnic types, and many different ages. It reminded me of the tenements in New York and all the children of immigrants living on the streets and taken to the orphan trains. Here though there are taken by coyotes to make difficult border crossings, which were dangerous and where many died. This novel is also translated and the tone is very matter of fact, this is how his life was, this is what he had to do, there was very little time for sorrow. Did love the ending though, so glad it ended with a ray of hope and chance for a very different life. So sad that someone so young has had to witness do much.
Profile Image for Laura V. لاورا.
543 reviews77 followers
December 14, 2018
Dall'Afghanistan all'Italia lungo le strade perdute d'infanzia

È un viaggio durato anni quello che, da un piccolo villaggio afghano, ha condotto il bambino protagonista di questo libro fino alla città di Torino. Un libro che si legge come un romanzo, ma che in realtà romanzo non è, semmai una storia tremendamente vera.
Lo scrittore Fabio Geda, con straordinaria empatia e cuore immenso, ha dato voce a Enaiatollah Akbari, afghano di etnia hazara, il quale all'età di circa dieci anni partì alla volta del Pakistan in compagnia di sua madre per poi ritrovarsi all'improvviso da solo senza nessuno su cui poter contare. Sarà soltanto l'inizio di un'odissea durante la quale l'infanzia verrà sopraffatta dalle necessità della sopravvivenza quotidiana, sfamarsi, trovare un posto in cui dormire, lavorare.
Fa molto male leggere di un ragazzino che vive di espedienti, che fatica da mattina a sera per un tozzo di pane o per mettere in tasca qualche soldo, spesso in mano a trafficanti di uomini, costretto a nascondersi perché clandestino. Piange il cuore sapendo che in certe parti del mondo tutto ciò è la norma per un numero incalcolabile di bambini a cui il diritto all'infanzia viene negato dalla vita stessa. E inquieta anche solo pensare che questa massa di piccoli diseredati possa cadere vittima di traffici ignobili (in primis, sesso e organi) o di pericolosi estremismi che li rendono fanatici strumenti di morte. Pure Enaiatollah sarebbe potuto diventare uno di quei ragazzini indottrinati che sgozzano malcapitati prigionieri al grido di “Allah akbar”, ma a lui non è accaduto; a proteggerlo, chissà, sarà stata una di quella miriade stelle che i suoi occhi cercavano di contare la notte durante il viaggio verso il Pakistan o, forse, la buona fortuna che qualcuno gli ha augurato strada facendo. E così, mentre si preannunciava un'adolescenza anch'essa scandita dalla medesima esistenza precaria e randagia di sempre, il tragitto è proseguito attraverso l'Iran, la Turchia e la Grecia prima di concludersi, dopo infinite pene e peripezie, compresa una rischiosa traversata del Mediterraneo, in Italia. Prima di trovare un posto che il suo cuore potesse finalmente chiamare casa. Prima di ascoltare di nuovo, dopo tanto tempo, il sospiro intriso di lacrime di una madre che anni addietro aveva compiuto un tragico atto d'amore.
Una lettura bellissima e commovente fino alle lacrime, la quale ci insegna che i coccodrilli possono nascondersi nel mare, ma qualcuno anche sulla terra ferma! Un libro che dovrebbero leggere pure i nostri ragazzini, figli di una società ormai sempre più tecnologica, apatica, indifferente, molto spesso spietata, per comprendere il significato di essere bambino in mondi lontani dal nostro.
Profile Image for Lupurk.
1,094 reviews34 followers
April 30, 2017
Uno di quei libri che mentre lo leggi continui a pensare "Ecco un libro che tutti dovrebbero leggere". Scritto benissimo, riesce a strappare un sorriso anche narrando vicende terrificanti, in più di un momento ho avuto la pelle d'oca, leggendo, e pensando che sono cose che succedono davvero, è tutto reale, a volte anche peggio di così. Eppure il tono di fondo riesce a rimanere leggero e positivo, la speranza nell'umanità riesce in qualche modo a superare l'atrocità di certe situazioni e di alcune persone. E leggendo non potevo fare a meno di pensare che tutto ciò che possiamo fare (e non è poco) è cercare di essere esempi positivi, perché come dice Enaiatollah, "tanta gentilezza, la si tramanda solo con l'esempio".
Profile Image for giulia.
211 reviews
June 24, 2022
"- Come si fa a cambiare vita cosi, Enaiat?
- Una mattina. Un saluto. Lo si fa e basta, Fabio. La scelta di emigrare nasce dal bisogno di respirare."
Profile Image for Toni.
224 reviews109 followers
July 15, 2013
Абсурдно тъжна, абсурдно красива… абсурдно е думата, която не мога да си избия от главата. Абсурдно е да прочета с такава лекота историята на едно малко момче, което е изоставено от майка си, за да има, забележете, по-добър живот някъде там, далеч от дома, който въпреки всичко обича. Историята на едно дете, което ще премине пътя през Афганистан, Пакистан, Иран, Турция, Гърция и Италия, и ще преживее най-абсурдните препятствия, за да се добере до този по-добър живот. Абсурдно е да плачеш, докато четеш за съдбите на тези хора, които доста трудно биха се сравнили с твоята, защото ти най-малкото знаеш кога е рожденият ти ден и какво означава семейство. Абсурдно е, че докато четеш тази книга, тези съдби най-вероятно се повтарят някъде там.
Свят широк, свят жесток, свят абсурден, но красив. Защото когато си на десет и се каниш да си лягаш в една нощ, която е досущ като всички нощи и майка ти ти каже: не кради, не лъжи, ��е употребявай наркотици и не използвай оръжия и през ум не би ти минало, че това, което всъщност ти казва е сбогом. През ум не би ти минало и да заминеш, да си тръгнеш от дома, в който няма модерни технологии, но виждаш звездите и луната; където имаш подаръка ябълкови дървета, череши, нарове, праскови, кайсии и черници, aла заминаваш. Абсурдно е да си помислиш, че ще прекосиш половината свят сам и ще оцелееш, без да имаш нищо. Абсурдно е да мислиш, че някой непознат би ти помогнал безвъзмездно, че ще ти купи билет за влака, ще ти даде храна или ще те приеме в своето семейство, но все пак тези неща се случват и все пак ти успяваш да намериш това място, което не е идеално, но не ти причинява страдание и където най-накрая ще можеш спокойно да приложиш онези три правила, които майка ти ти е казала някога. Абсурдно ли е… или пък е просто живот?

Никак не ми беше приятно да безпокоя когото и да било. И най-вече да търпя да се държат зле с мен. Но всички (включително и аз) обичаме живота, нали? И за да живеем, сме готови да вършим и неща, които не са ни приятни.
Profile Image for Sve.
609 reviews189 followers
May 18, 2013
Силата на тази книга е в автентичността й. Разказът на Енаят за мъчното му бягство едва ли би бил по-въздействащ ако беше украсен с художествену измислици. В книгата почти липсват описания- било то на места или душевни състояния. Книга на случването, на страданието, но и пълна с такава силна надежда и оптимизъм, че няма как да не повярваш в щастливия край.
Profile Image for Peter.
733 reviews111 followers
October 14, 2023
"Facts are important, the story is important. It's what happens to you that changes your life, not where or who with."

This was a very moving story that follows Enaiatollah Akbari, an Afghani boy who at around ten years old (dates of birth are no registered in his village so he is unsure of his exact age) is whisked away from his home and siblings by his mother and taken to Quetta, Pakistan. After a few days staying in a sort of human warehouse he wakes up to find himself alone. Harassed by the police with threats of repatriation to his homeland Enaiatollah embarks on a perilous journey to Europe and asylum. Along the way Enaiatollah is shown touches of kindness but these are rare and he is generally exploited by those around him.

He tells us about sleeping on the streets, crossing freezing mountains, working on building sites and in a dangerous stone factory, sailing across the sea on a tiny dingy, losing friends, before reaching Italy where he finds stability with a foster family.

The book is basically written in interview style, where the author of the is recording Enaiatollah's story. He occasionally interjects with a question or comment, but for the most part, it is Enaiatollah just talking. Although perhaps not to everyone's taste this is an interesting way to convey the story, simultaneously very personal yet distant.

It was heart-breaking to read about all of the things that Enaiatollah and many other children went through. I cannot fathom how dire a situation would be for a mother to sneak her child to another country and then just abandon him there. He harbours no ill feelings toward his mother, just said that was probably for the best.

The book is very short and a quick read. However, this brevity is also a downside to this book as at times the details are a bit sketchy and in need of fleshing out. For example, whilst I realise that Enaiatollah was only 10 when he left Afghanistan I would still have liked to hear some background about the way that the Hazares are treated there, as such he comes across more as an economic migrant rather than one escaping persecution. Whilst the author does a great job of portraying one boy’s escape and survival I'm not convinced that it really adds much to the debate which is exercising most of the world in one way or other around this very contentious topic .
Profile Image for Allie.
369 reviews39 followers
October 16, 2014
I'm so glad this book is over. I feel terrible saying that, but it's true.

Enaiat's story is incredible--there is absolutely no doubt about that. His mother drops him off in Pakistan to start his life as an Afghan immigrant because she fears for her son's life. He then travels to Iran, Turkey, Greece, and Italy. He often travels with traffickers in deplorable conditions. His story of being shuffled across borders in the false-bottom of a truck with numerous other children for three days, with one bottle of water, nearly brought me to tears.

And that's sort of my critique of this book. It nearly did, when I think it absolutely should have. Maybe it's entirely because I listened to this as an audiobook, but it really just wasn't well-written. It was so hard to concentrate on and listen to because both the narrators (one for Enaiat, one for Fabio Geda, the author) were so bad. They didn't bring the story to life whatsoever. That might just be because of how it was written. I didn't find it engaging at all. I feel so much sympathy and sorrow for what Enaiat had to go through, but at the same time, I couldn't connect with the story at all.

It should also be noted that this book is categorized as a novel and being "based on a true story" because there are lots of facts that are unknown and Fabio Geda was the author. However, I regarded it as a memoir.
Profile Image for Sue.
1,431 reviews650 followers
May 16, 2012
The author's note describes the background for the construction of this book and the gradual reconstruction of Enaiatollah Akbari's migration from Afghanistan to Pakistan, Iran, Turkey, Greece and finally, to Italy. The journey started when he was around 10.

"The book is ... based on a true story. But of course
Enaiatollah didn't remember it all perfectly. Together we
painstakingly reconstructed his journey, looking at maps,
consulting Google, trying to create a chronology for his
fragmented memories. I have tried to be as true to his voice
as possible, retelling the story exactly as he told it. But
for all that, this book must be considered a work of fiction,
since it is the "re-creation" of Enaiatollah's experience---a
re-creation that has allowed him to take possession of his own story."

This is a compelling story of a young boy's attempt to find a better place for himself after his mother began the process by taking him out of Afghanistan to remove him from the reach of the Taliban. The details are recreated years later but show a resilience and residual childishness that is amazing given his experiences. It is a quick read with occasional excerpts of conversations between subject and author included throughout the book.

Highly recommended
Profile Image for Patryx.
459 reviews151 followers
November 19, 2012
Si tratta della versione ridotta per bambini dell'omonimo libro di F. Geda. Un libro da leggere assolutamente perchè con la leggerezza di una storia per bambini (grandicelli) ci narra il dramma di chi deve abbandonare il proprio paese, attraversare il mare e giungere sino qui per avere una vita migliore (e quindi immaginatevi cosa lascia). Io ho anche versato qualche lacrimuccia leggendolo, soprattutto quando il protagonista (un bambino di 10 anni) si ritrova da solo senza la madre!
Profile Image for Lynda.
219 reviews163 followers
January 30, 2013
An extraordinary story of a ten year old Afghan refugee (Enaiatollah) who, via human traffickers, spends over five years of his life moving from Afghanistan to Pakistan, Iran, Turkey, Greece and Italy. Based on a true story.

It is a very personal story of life as a refugee and of life-or-death battles and experiences. Superbly written. Fabio Geda beautifully delivers the human experience of Enaiatollah, whose will for survival is more than remarkable. The story also provides insight into just how brutal this world can be and how simple acts of kindness can change the fortunes of others.
Profile Image for Tonkica.
732 reviews147 followers
October 12, 2016
Svaki put u sličnim pričama budem sretna gdje sam rođena! Svaki put se posjetim biti za to jako zahvalna. Nimalo lak put jednog ostavljenog dečkića.. Izostalo mi je emocija u cijeloj priči, nisam se povezala s njime, ali priča je i dalje dobra.
Profile Image for Saturn.
619 reviews77 followers
May 22, 2019
La storia di Enaiat è uno di quei racconti che è importante leggere, conoscere e diffondere. Parla di un bambino afgano che si trova solo a dieci anni, in paesi stranieri, a dover affrontare la vita potendo contare solamente sulle proprie forze. La sua vita sarà una vera odissea alla ricerca di un posto da chiamare casa, un luogo dove sentirsi al sicuro, da cui non è necessario scappare. Attraverso la sua storia veniamo a conoscenza della dura e precaria vita dei clandestini in Pakistan, in Iran, in Turchia, in Grecia - una vita che sembra sospesa tra un'espulsione e un'altra, tra una nuova fuga e un nuovo viaggio. I luoghi peggiori sono i confini. Ogni attraversamento significa nuovi pericoli e nuovi orrori da provare a superare. La differenza fra chi ce la fa e chi no, sopravvivere, salvarsi, è una questione di ceca fortuna.
Ribadendo quanto siano importanti i fatti di questo libro (si tratta di una storia vera), non posso però non dire quanto poco mi sia piaciuto lo stile di Geda. Mi è sembrato affettato, poco naturale. A narrare in prima persona è il protagonista, un bambino di dieci anni, a cui poi però si fanno dire cose come "caravanserraglio"... Proseguendo il racconto si scopre che a parlare è un adulto di ventuno anni e a maggior ragione il tono che Geda mantiene per tutta la storia stride con colui che dovrebbe essere la voce narrante. La narrazione è intervallata da brevissimi scambi di battute tra Enaiat e Fabio Geda che servono a sottolineare la veridicità del racconto; appaiono però artefatti ottenendo l'effetto opposto di dare alla storia un senso di artificiosità.
Al netto di tutti i difetti, è comunque un libro che consiglio perché non è una storia come tante, anche se in tanti, troppi, la vivono. È una testimonianza e conoscerla significa contribuire a farla diventare passato anziché continuare a restare vergognosamente attualità.
Profile Image for Dejavu.
73 reviews2 followers
January 25, 2025
Dovrebbe essere obbligatorio.
Non importa come stilisticamente sia scritto, il valore che trasmette è immutabile, è la sua semplicità lo rende accessibile a qualunque lettore.
Profile Image for kpanic.
103 reviews14 followers
September 27, 2022
Un incubo che parte dall'Afghanistan e che (forse) diventa normalità in Italia, passando dal Pakistan, l'Iran, la Turchia, la Grecia e approdando nel nostro paese.
Una storia drammatica dove Enaiatollah Akbari è da ammirare perché riesce anche a farci sorridere in alcuni punti, nonostante le tragedie che si susseguono.
Credo che Enaiatollah sia stato molto fortunato. È riuscito a sopravvivere e costruirsi una vita.

Ciò mi fa pensare a tutte le persone che non lo sono state e ad altre persone che riescono ad arrivare in Italia cercando di costruirsi una vita, ma restano intrappolati tra burocrazia e sfruttamento tentando di ottenere il pezzetto di carta. Il permesso di soggiorno.

Ringrazio Enaiatollah Akbari e Fabio Geda per aver condiviso questa storia.

Da leggere sicuramente.

4,5
Profile Image for Milena Tasheva.
477 reviews324 followers
May 12, 2013
Някъде към средата си обеащх, че няма да плача на тази книга, че не може аз да рева, когато хората минават през това, което е описано в нея. Ами не издържах, не си спазих обещанието. Тази книга те стиска за гърлото и те кара много внимателно да помислиш за живота си.
И да си благодарен за всичко, което имаш.
Profile Image for Virginia.
946 reviews39 followers
January 5, 2015
Come si trova un posto per crescere, Enaiat? Come lo si distingue da un altro?
Lo riconosci perché non ti viene voglia di andare via
Profile Image for Federico Escobar Sierra.
298 reviews118 followers
September 5, 2020
Esta historia transmite el dolor del migrante. La apuesta al todo o nada por encontrar un lugar en el mundo, ese sitio en que la palabra “presente” sea opción, porque “futuro” no se concibe. Este es, ante todo, un libro de esperanza, donde la compasión hace milagros.
Que decir del autor? Que no se si a su favor o no, escribió la historia de uno de los grandes dolores de nuestra historia sin drama, pasando suavemente y sin hacer ruido sobre abandonos, hambre, maltrato, muerte y discriminación.
Es claro, esta historia no necesita autor.
Profile Image for Rama_flh.
83 reviews3 followers
November 18, 2025
هرموقع داستانی درباره بچه‌های هزاره‌ی افغانستان میخونم بیشترسن غم دنیا تو دلم میشینه.
نمیتونم باور کنم فقط چون یکی هزاره‌جات هست باید انقدر ظلم رو تحمل کنه.
داستان دردناک و زیبایی بود برام با پایان‌بندی خوش.
Profile Image for ម៉ូនីក.
58 reviews
June 23, 2020
.

i don't feel comfortable rating this anything but five stars because who am i to judge one boy's life on how easily i can consume it or how much i enjoyed it?

i've never encountered a book like this before- an afghan boy tells an italian author his life story, and the author them writes this novel in the first person with the narrator being the afghan boy himself. it reads like a person simply rambling (but in an impressive linear fashion) about their life, but sometimes they're disrupted by the author with questions or comments. and honestly... i wish the author didn't include his own voice at all. it felt incredibly out of place and also made me uncomfortable because it almost seemed condescending at times. just let the boy speak! i almost didn't want to rate this book 5 stars or even 4 because of the author, but again, this book is about enaiatollah akbari. not the author.

about the story itself- i'm not sure what to say. i feel a little numb but am tearing up at the same time. akbari was just a child when his mother smuggled him to pakistan so he could leave behind the prevalent violence from his village's taliban, especially because he is a shia hazara boy. i was amazed at the way he narrated his story and how certain emotions (or lack thereof) were presented, and it struck me that this is how my mother, an orphan at 6 from a genocide, must have felt and processed her emotions too. the reality of trauma was so tangible to me again and again because of the parallels i saw between akbari and my own mom. i'm infinitely grateful for akbari (hopefully i can write a letter to him about this too lol) because his own story provided so much insight to my mother's life and childhood that i can't bring myself to ask her about. understanding akbari was like understanding my own blood- how life only focused on survival, how trauma can erase who and what you've lost yet continue hurting, how emotions come and settle differently for them than they do for me. thank you, enaiatollah. you are so brave but i wish you didn't have to be.
Profile Image for Claudia Aliberti.
37 reviews
September 23, 2018
"Nel mare ci sono i coccodrilli" è un libro di Fabio Geda. Ciò che racconta è tratto dalla storia vera di Enaiatollah Akbari, un ragazzo afgano che ora vive a Torino.
La storia inizia quando Enaiatollah, si ritrova da solo in Pakistan poiché la madre voleva un futuro diverso per il suo bambino. La sua vita di continui spostamenti alla ricerca di situazioni migliori inizia, ha fine solo quando arriva in Italia. Questo libro ci apre gli occhi sulla vera situazione afgana, l'emigrazione, il razzismo, l'importanza dello studio e di quanto sia pericolosa la vita di un emigrato. Per me è difficile pensare di scappare dal paese in cui sono nata, ma la realtà è un'altra, in altri paesi del mondo succedono cose orribili e disumane che portano le persone a scappare sperando in una vita migliore per se stessi e per i propri cari. La madre del protagonista ha preferito cercare di mettere in salvo la vita di suo figlio piuttosto che vederlo prigioniero del proprio paese natale. "Nel mare ci sono i coccodrilli" mi ha commosso, intenerito, mi ha reso triste e speranzosa ma anche felice e soddisfatta. È stata una lettura piena di emozioni e la consiglio a chiunque vuole leggere di una storia vera di emigrazione e di commozione. In questo periodo questa storia potrebbe far riflettere su quanto l'emigrazione sia difficile, ma per alcune persone del mondo necessaria per vivere una vita dignitosa.
#nelmarecisonoicoccodrilli #fabiogeda
Profile Image for Cristina (Cricci) Casanova.
144 reviews35 followers
November 29, 2021
Mi interessano molto le storie che parlano di persone reali, di vita vissuta, specie se le vite di cui si narra sono sofferte e dure, specie se mi raccontano di realtà lontane e “critiche”, per dirla con un eufemismo; quindi ho apprezzato moltissimo questa lettura.
Non lo definirei un romanzo, più un reportage, un memoir, un’intervista, un racconto verità, che è anche storia di formazione e riscatto. Enaiatollah Akbari è il protagonista, ragazzino afghano di etnia hazara, che racconta la sua infanzia dai (forse) dieci anni, quando la madre lo lascia in balia della sorte per dargli la possibilità di lasciare l’Afghanistan e con la speranza di costruirsi un futuro altrove, lontano dalla realtà di miseria e pericolo rappresentato dai talebani. Einaiat attraverserà, tra molte difficoltà e ritorni forzati, Pakistan, Iran, Turchia, Grecia per approdare finalmente in Italia da clandestino, dove dopo diverse vicissitudini, incontrerà la famiglia affidataria che gli cambierà la vita.
Un libro che dovrebbero leggere tutti, soprattutto i ragazzi nelle scuole. Un libro che fa riflettere sulle condizioni disperate dei migranti, costretti a lasciare la propria famiglia e la propria terra per sfuggire a persecuzioni politiche, religiose e razziali.
In questo caso c’è il lieto fine, e ne siamo felici. Purtroppo non sempre è così.

Profile Image for Dhe.
58 reviews6 followers
September 28, 2011
ho preso in prestito questo libro dalla biblioteca appena arrivato. il motivo è semplice: avevo assistito alla presentazione del libro un paio di anni fa, al salone del libro di torino, più per caso che per altro, ed ero rimasta molto colpita dal ragazzo da cui nasce la storia, un ragazzo molto giovane ma molto determinato che invece che essere in balia dell'intervistatrice aveva il controllo (cosa piuttosto rara). l'episodio che più mi aveva fatto sorridere e che mi aveva spinta a rimanere ad ascoltare invece che vagare per gli stand era stata la risposta pronta e sicura alla domanda, piuttosto stupida, dell'intervistatrice: "coe ti sei sentito quando il tuo amico è morto?" "piuttosto male, non ci sarebbe rimasta male anche lei?". dire che è partito un grande applauso è poco.

il libro non è troppo lungo nè troppo corto. è un racconto. è la trascrizione dei dialoghi fra il ragazzo e l'autore vero e proprio, in cui il ragazzo racconta la sua vita, dall'inizio fino ad ora. è un racconto semplice, senza i fronzoli che spesso "abbelliscono" le storie vere, soprattutto di donne o uomini che arrivano dai paesi più poveri. la storia è quella ben conosciuta, purtroppo, dalla maggior parte delle persone che guardano i telegiornali. ma allo stesso modo nella sua "normalità" della tragedia è assolutamente da leggere, perchè spesso 2 minuti di servizio al tg non riescono a rendere l'idea di ciò che davvero significa, per quaeste persone, arrivare nel nostro paese.

il ragazzo vive nel suo paese, senza grandi pretese. quando rimane orfano di padre oltre che far fronte al lutto deve anche nascondersi dalle persone a cui il padre doveva dei soldi. il tutto va anche bene, fino a quando lui diventa troppo grande per nascondersi vicino a casa quando i creditori lo cercano. la madre lo porta allora in viaggio, una situazione nuova, in cui si incontrano persone nuove e il mondo è diverso da quello che ha sempre conosciuto nel suo villaggio. va tutto bene, fino a quando una mattina si sveglia e sua madre non c'è più accanto lui: è tornata a casa e l'ha abbandonato. a questo punto il ragazzino (presumibilmente dice che avrà avuto 11 anni) deve decidere cosa fare, se rimanere lì, se viaggiare, se disperarsi o rimboccarsi le maniche. opta per l'ultima ed ecco che lavora di qua e di là per sopravvivere. ad un certo punto gli si presenta l'opportunità di partire e andare in un altro stato. qualche dubbio e poi decide di partire. la sua vita fino all'arrivo in italia sarà così: uno, due, tre anni in un posto, lavorando e risparmiando e poi un viaggio per cambiare stato e cercare di stare meglio. ovviamente questi viaggi sono opera di trafficanti di uomini che si fanno pagare più che bene e che in realtà fanno viaggiare le persone in condizioni assurde. toccante il racconto del viaggio su un camion in un sottofondo in cui per tre giorni è stato fermo immobile e al buio, tanto che una volta arrivati li hanno scaricati come sacchi perchè erano incapaci di muoversi... fino al viaggio nel mediterraneo, che fra l'altro crea l'occasione per il titolo del libro. uno dei ragazzi infatti è convinto che nel mar mediterraneo ci siano i coccodrilli, e ne è terrorizzato. sono in 3, molto giovani, molto inesperti, che si trovano su una spiaggia con un gommone e una pompa a piede per gonfiarlo. un paio di giorni per prendere coraggio e poi i ragazzi fanno quello che onestamente in pochi di noi avrebbero il coraggio di fare: si buttano nel mediterraneo con un gommoncino, dei remi, senza viveri nè strumentazione. incredibilmente arrivano a destinazione (o meglio arrivano ad una riva, ma non sanno dove sono), ma uno di loro è caduto in mare e l'hanno perso. il viaggio è anche costelllato di gentilezze, che mi ha fatto piacere leggere, sintomo che nonostante le difficoltà e la vita difficile le cose belle si notano lo stesso. una signora che gli dà dei soldi e lo mette su un treno, un sorriso da uno sconosciuto, il ragazzo si ricorda tutto.

la storia ha un lieto fine: attualmente il ragazzo è stato adottato in italia, da una famiglia che è stata la prima ad ospitarlo e che lo ha aiutato. è andato a scuola e sta studiando. è anche riuscito a dare notizie di sè alla sua mamma, immaginate che dramma deve essere stato per questa donna fare ciò che ha fatto.

personalmente l'ho trovata una bella storia, ricca di umanità e molto diversa dalle storie "vere" spesso raccontate nei libri. ho volutamente omesso gli stati in cui si è trovato il ragazzo, dal mio punto di vista la sua storia è universale. non penso faccia grande differenza se è nato in africa o in pakistan... cosa che mi ha incuriosita molto è invece la concezione di tempo che emerge nel libro. il ragazzo non sa quando è nato (cosa che per noi è inconcepibile), non sa quanto tempo è stato in un posto o in un altro. presume 6 mesi, ma lui stesso dice che potrebbero essere anche 8 o 9, a meno di eventi unici (come il crollo delle torri gemelle) non ha idea di quando si siano effettivamente svolti i fatti.

vi invito a leggere questo libro, ne vale assolutamente la pena!
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November 28, 2016
The main reason why I decided to read In the Sea there are Crocodiles was mainly because I thought the title and book cover was interesting. It has been on my TBR list for quite a long time - I don't remember the initial reason why I added it there, but one day I was just browsing through my list, thinking what I should read next, and I saw an ebook of this one and I thought, why not!

This novel is about the retelling of sort of an "interview" between the writer, Fabio, and Enaiatollah, the main character. It's similar to novels like The Kite Runner (which I looooved) and Nothing to Lose But Your Life: An 18-Hour Journey With Murad . The story is fairly new and almost 100% based on a true story. It really feels like the main character is telling you a story instead of you reading a novel to be honest. There are moments between the narrator and the writer that was great, but mostly it was the main character telling about his life and his journey.

I thought the writer managed to make this relatively short novel interesting and unique because of that different narrative style. I think he doesn't want this story to be overshadowed by Khaled Hosseini's work, because he knows it will, so he takes on a different turn. I think it did manage to quite stand out, and the fact that this is a true story made it better. It almost felt like a biography, but more in the fictional side.

The story itself is quite fun but also interesting to read. I liked the main character, he's a very hardworking and positive person, even when he was young. His journey is incredible, and some parts I can't help but imagine that if I were him, I'd probably give up and not continue. I love the whole adventure theme of the book, it reminds me of a middle grade novel about children traveling to find something, and one thing I also liked from this book is how it was separated chapter by chapter using the countries the character went to.

I don't really know myself why I only gave this book a 3 out of 5 stars. Maybe it was because it didn't touch me in the way lots of war novels do. Or maybe because it had a happy ending but also because I know from the start that this was a true story and that the real main character is now safe and sound. Or maybe throughout the book, all we really got to know was Enaiatollah, so we never really got to fall in love and get attached to the other characters.

But all in all, this was a very good read. It's insightful, quite touching, adventurous, and wasn't boring the readers with too many historical or geographical facts. I really had fun reading it.


Fear is seductive when you don't really know what it means.

I'm never scared, Enaiat, he said. And I'm always scared. I can't tell the difference anymore.

When you don't have a family, your friends mean everything to you.

How do you choose a place to settle, Enaiat? How can you tell one from another?
You recognize it because you don't feel like leaving. Not because it's perfect, obviously. There aren't any perfect places. But there are places where at least no one tries to hurt you.

It was only after obtaining asylum, only after I'd acquired the necessary tranquility, that I started thinking again about her and my brother and sister. For a long timeI had wiped them from my mind. Not out of spite or anything, but because before coming to terms with other people you have to come to terms with yourself. How can you give love if you don't love your own life?
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November 19, 2017
Non ho mai visto un coccodrillo dal vivo, e credo che la maggior parte delle persone attorno a me li abbiano visti al massimo allo zoo o in qualche safari. I coccodrilli, come i leoni o i rinoceronti, sono animali domati, sono personaggi sorridenti dei cartoni animati. Non penseremmo mai a un coccodrillo come a qualcosa di davvero pericoloso per la nostra vita, mai. Eppure...

Nel mare ci sono i coccodrilli è un libro scritto da Fabio Geda, ma la voce è quella di Enaiatollah Akbari, un ragazzino che oggi avrà circa la mia età, e probabilmente avrà uno smartphone come me e sogni per il suo futuro come me. La differenza tra me è Enaiatollah in realtà sta nel percorso che lo ha portato a oggi: perché Enaiatollah, a differenza mia, non ha avuto la fortuna di nascere in Italia, in un paese libero che non conosce la guerra da decenni.

Enaiatollah è vissuto in Afghanistan fino ai dieci anni, assieme ai genitori e ai fratelli. Poi però si è messa di mezzo la guerra, le eterne lotte tra fazioni diverse, l'odio gratuito verso diversi popoli e diverse correnti della stessa religione. E così il padre di Enaiatollah è morto, e così la madre è stata costretta è allontanarlo da casa, per provare a salvargli la vita.

Non è semplice, la vita di un ragazzino abbandonato a se stesso e costretto a racimolare lavori e soldi per sopravvivere. Enaiatollah si sposta in Pakistan, poi in Iran, poi in Turchia. Ogni volta incontra nuovi amici e nuove sfide, nuovi pericoli e nuove paure. Dalla Turchia poi ha inizio un viaggio disperato verso le isole Greche, e da qui un ultimo viaggio verso l'Italia. E a Roma, poi a Torino, Enaiatollah diventa uno dei tanti che chiedono asilo politico - uno dei tanti che vengono quotidianamente aggrediti dalla nostra intolleranza.

C'è un lieto fine, in questa storia, ma non voglio svelarvi il finale. Quello che voglio svelarvi, invece, è che lungo il suo percorso questo ragazzino ha trovato persone che lo hanno aiutato come hanno potuto, con piccoli gesti e spesso con piccole somme di vil denaro. C'è tanta fiducia, lungo questo percorso - fiducia che certamente avrebbe potuto essere sprecata e sfruttata, ma che in questo caso ha trovato una degna dimora nel cuore di questo ragazzino coraggioso. Sicuramente è più facile, avere paura e aggredire il prossimo - ma sicuramente è più bello, sapere che nel nostro piccolo abbiamo fatto qualcosa per rendere il mondo un posto migliore.

Una volta ho letto che la scelta di emigrare nasce dal bisogno di respirare.
È così. E la speranza di una vita migliore è più forte di qualunque sentimento. Mia madre, ad esempio, ha deciso che sapermi in pericolo lontano da lei ma in viaggio verso un futuro differente era meglio che sapermi in pericolo vicino a lei ma nel fango della paura di sempre.


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