Moleculocracy è un pamphlet politico di ecologia radicale, un invito a trasformare la nostra percezione del mondo assumendo il punto di vista delle lotte anticapitaliste ed ecologiste. Utilizzando un linguaggio semplice e diretto, Braga mette a confronto le lotte dei movimenti per i commons con le principali scuole teoriche che stanno fornendo strumenti concettuali all'ecologia radicale. La provocatoria tesi di questo libro è che la scienza contemporanea si basa su concetti potenzialmente rivoluzionari e anticapitalisti: l'indeterminazione, la turbolenza e l'entropia della fisica termodinamica, della meccanica quantistica e della cibernetica sono in totale sintonia con le idee dell'autonomia, dell'operaismo, del comunismo libertario, del transfemminismo e dei movimenti indigeni. A partire da questa sintonia, Braga elabora una proposta politica all'intersezione fra ecologia, rifiuto del lavoro e rifiuto del tecno-soluzionismo, un appello a un'alleanza anticapitalista tra umano e non-umano. Moleculocracy è un testo di immaginazione radicale, che sottolinea anche il ruolo politico dell'arte nella sfida di performare il reale attraverso il conflitto.
Molecularocracy è uno di quei libri che non regge rispetto alle aspettative formatesi dopo la lettura delle prima pagine. Del tentativo, dichiarato nel primo capitolo, di incorporare idee e schemi epistemiologici della scienza moderna all’interno della comprensione delle lotte, nel resto del libro rimane poco. La critica maggiore che gli faccio è proprio questa: che non so cosa volesse comunicarmi l’autore. Rimangono alcuni isolati spunti interessanti, ma complessivamente deludente.