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Le montagne poesie 1933-1937
Le montagne (tema che ha guidato nuovamente la nostra scelta, dopo la pubblicazione di Acqua alpina, sue poesie del 1927-1933 di stessa ispirazione) sono state per la Pozzi lo scenario privilegiato nel quale riporre le note salienti del suo alto lavoro poetico. Ispirate e scritte dal 1933 al 1937 prevalentemente a Pasturo, sua sede prediletta, le sue pagine sono segnate da una cadenza temporale talmente assidua, da conferire ai singoli componimenti un andamento diaristico straordinariamente intimo.
- GenresPoetry
80 pages, Paperback
Published October 30, 2023
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Community Reviews
Displaying 1 - 2 of 2 reviews
May 3, 2024
Pozzi fu allieva di Emilio Comici, uno dei principali alpinisti italiani in attività negli anni ‘30. A lui dedicò dei versi durante la permanenza a Misurina, nel 1936 (“A Emilio Comici”, presente in questo libro).
Non so perché lo scrivo.
Forse mi ha colpito che Comici fosse podestà fascista mentre il suicidio di Pozzi si lega al destino imposto ai suoi amici dalle leggi razziali.
Forse perché quando Pozzi morì per ingestione di barbiturici davanti alla Abbazia di Chiaravalle il padre negò l’evidenza: polmonite, disse. E quando Comici morì per un cordino difettoso le autorità fasciste negarono l’evidenza per non incrinare l’immagine di perfezione a cui anelavano.
Le poesie di questa raccolta non toccano nulla di tutto ciò.
Parlano con voce da sirena di natura, di paesaggi, di stagioni inarrestabili. Di una vita che va oltre l’umano, con le sue debolezze, le sue imperfezioni, le sue vergogne.
Forse è per questo.
Le montagne restano. L’uomo no.
E anche la poesia resta.
Non so perché lo scrivo.
Forse mi ha colpito che Comici fosse podestà fascista mentre il suicidio di Pozzi si lega al destino imposto ai suoi amici dalle leggi razziali.
Forse perché quando Pozzi morì per ingestione di barbiturici davanti alla Abbazia di Chiaravalle il padre negò l’evidenza: polmonite, disse. E quando Comici morì per un cordino difettoso le autorità fasciste negarono l’evidenza per non incrinare l’immagine di perfezione a cui anelavano.
Le poesie di questa raccolta non toccano nulla di tutto ciò.
Parlano con voce da sirena di natura, di paesaggi, di stagioni inarrestabili. Di una vita che va oltre l’umano, con le sue debolezze, le sue imperfezioni, le sue vergogne.
Forse è per questo.
Le montagne restano. L’uomo no.
E anche la poesia resta.
August 15, 2025
Un piccolo libro di grandi poesie. La montagna, il gelo delle nevi ed il risveglio sono protagonisti di questa lirica nostalgica, di immagini velate e dolci ricordi.
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