Nath: Non so nulla della Seconda Terra se non che non è la Quarta, quella in cui sono nata e cresciuta, e tanto mi basta. Non so nulla della comunità in cui mi ritrovo a vivere se non che è un luogo in cui ho un tetto sulla testa, del cibo e protezione da bestie mutate e puri, e tanto mi basta. Non so nulla di Reks se non che è il mutaforma immortale che mi ha salvato la vita e… No, questo rischia di non bastarmi. Ma sarà molto meglio che io trovi il modo di accontentarmi, perché Reks è legato da sempre a qualcuno che non sono io.
Reks: Una mortale, immutata, dal sangue impuro. Questa è la ragazza che ho salvato, questo l’ennesimo tiro di quel Disegno che mi tormenta con le sue trame fin dall'inizio della mia vita immortale, questo il mistero che il comandante della comunità vuole che sveli. Lo farò perché devo obbedire, lo farò perché ogni distrazione dalla mia rabbia e dal mio dolore è la benvenuta e lo farò perché Nath saprà sorprendermi non poco. Quello che non farò sarà avvicinarmi a lei, perché nella vita ha già sofferto fin troppo e non ha bisogno delle attenzioni di un immortale che non potrà mai darle più di una notte. Non lo farò, anche se più tempo passerò con lei più ne sarò attratto. Non lo farò, perché so che non potrò mai sceglierla. Non lo farò, anche se i miei istinti mi porteranno a volerla sempre più vicina…
“Nath era brava a nascondersi, ma io ero bravo a cercare.”
ROMANZO FANTASY ROMANCE AUTOCONCLUSIVO
NB: “Centaurea” può essere letto indipendentemente da “Helichrysum”, il primo volume della serie “Storie della Nuova Era”.
Norma è nata nel 1982 a Imperia nel cui entroterra vive, felicemente nel bel mezzo del nulla, con il marito Roberto (aka “Marito”) e un cagnone beige, Ettore. Il suo viaggio nel mondo della scrittura è iniziato ormai più di dieci anni fa quando, seduta al sole con un quaderno e una penna, ha deciso di dare vita a un racconto che le passeggiava nella mente da un po'. Una parola dopo l'altra, il racconto si è trasformato in una serie urban fantasy, "Eternity". Da allora ha pubblicato altre tre serie fantasy romance: la saga epic fantasy "Le Custodi", la dilogia urban fantasy "Hooded Shadows" e la fortunata serie fantasy di ambientazione distopica “Storie della Nuova Era”. “Un’estate al Fragoline Selvatiche” è il suo primo contemporary romance.
Se avete domande, curiosità, o se semplicemente avete voglia di scriverle, il suo indirizzo mail è: normatarditiautrice@yahoo.com. Potete trovarla anche su Facebook, Instagram e TikTok.
Wow. Letteralmente wow. Finalmente a qualche giorno dall'uscita sono riuscita a leggere questo gioiellino che ero sicura al 100% avrei amato e divorato. Dopo aver letto Helichrysum a soli una settimana prima dell'uscita di Centaurea ero al settimo cielo.
Che dire...Norma Tarditi non delude MAI. Scrittura scorrevole, descrizioni perfette e un world building altrettanto magnifico. Se ho e soprattutto avete amato Gale e Nour... Vi dico già che di Reks e Nath non ne avrete più abbastanza (e ce n'è in abbondanza ve lo assicuro.) Le relazioni che si sono create sono stupende, amo tutto dei suoi libri, dai protagonisti principali a quelli secondari. Ognuno di loro ha delle caratteristiche ben precise che ci aiuta a capirli meglio. Inoltre vorrei spendere queste due parole di apprezzamento anche per le protagoniste femminili che mai una volta mi hanno fatto alzare gli occhi al cielo o venuto voglia di insultarle, ed è davvero rara come cosa.
Non posso scrivere altro per convincervi a comprare questo libro e leggerlo, vi dico solo che davvero i fantasy italiani scritti bene sono numericamente inferiori al resto eppure lei non lo fa sembrare affatto.
In genere non mi aspetto che i seguiti siano migliori del libro principale, ma questa è un'eccezione. I libri di questa serie sono tutti stand alone inseriti nello stesso universo, quindi seguono le vicende di personaggi diversi in periodi diversi e in posti diversi, con piccoli collegamenti tra loro che però non impediscono la lettura separata. Che dire? I personaggi sono ben caratterizzati, l'elemento distopico ben spiegato e contestualizzato e la storia è interessante. Non è un libro particolarmente pesante o che affronti temi sensibili non alla portata di tutti, è un libro con poche pagine, capitoli ben strutturati e ben scritto. È una serie sicuramente da continuare
Norma Tarditi si riconferma anche con questo libro una delle mie autrici italiane preferite. La storia di Nath e Reks è stata una bellissima scoperta, soprattutto dopo aver letto di lui nel primo libro. Non mi piaceva per niente come personaggio. Grazie a “Centaurea” mi sono ricreduta e ne sono felice. Tutti meritano una seconda occasione, specialmente in amore.
Da sempre, per sopravvivere, Nath nasconde la sua vera natura. In realtà nemmeno lei sa con esattezza cosa sia diventata: sa solo che la reclusione nel Contenimento l’ha cambiata profondamente. Le sue peculiarità accendono la curiosità di Kadhi, il comandante a capo della comunità dove convivono immortali e mutati, che decide di accoglierla. Un altro tipo di interesse stuzzica invece Reks, l’immortale che l’ha salvata da morte certa. Di questa storia della Nuova Era ho apprezzato molto lo scenario post apocalittico della Seconda Terra, con tutti i suoi pericoli e le regole che governano questo nuovo mondo in declino. Nath e Reks sono entrambi ben caratterizzati e il loro arco di trasformazione va di pari passo con l’evoluzione del loro rapporto. Altrettanto interessanti sono i personaggi secondari, specie Leth e Jana, di cui mi piacerebbe leggere altro. Norma si conferma ancora una volta capace di spaziare con grande disinvoltura da momenti di azione ad altri più introspettivi, dando vita a una storia piacevole e scorrevole, che alterna avventura a romanticismo e che riserva qualche colpo di scena fino alla fine.
Con Centaurea, Norma Tarditi mi ha riportato nel mondo duro e pieno di contraddizioni che è nato con la Nuova Era.
Siamo nella Seconda Terra e, anche se qui la contaminazione è meno devastante che altrove, la vita è comunque una continua lotta.
In questo scenario post apocalittico, si muove una piccola comunità in cui convivono mutati e immortali, dove la tirannia è mascherata sotto forma di mutuo aiuto, dove le catene sono invisibili ad occhio nudo, ma legano e vincolano cuori e menti di tutti.
È tra loro che, per caso o destino, si muove una figura inclassificabile, la cui unica certezza è cosa non è. Si fa chiamare Nath e, se c'è una cosa che sa fare bene, è sopravvivere, senza farsi illusioni, senza piangersi addosso, semplicemente adattandosi.
Il suo personaggio è completo, concreto, originale. Ha un animo intenso, misterioso, capace di adeguarsi, senza però perdere la sua unicità, in grado di tracciare un limite invalicabile tra compromesso accettabile e non. Ha un cuore grande, una mente acuta, che sa vedere oltre l'apparenza, cogliere dettagli e sfumature. Forse è proprio il suo non sapersi dare una definizione di ciò che è, a renderla capace di capire, comprendere, immedesimarsi, di provare empatia e solidarietà.
Lei è magnifica e indimenticabile, è un ponte che unisce e collega ciò che prima sembrava separato, è la fune che si tende verso la speranza, una protagonista che riempie le pagine e dona un colore unico alla storia.
Altra straordinaria figura è quella di Reks, un immortale tormentato, dall'animo ferito così in profondità, da farmi sentire, bruciante e tagliente, tutta la sua sofferenza.
È un lungo cammino, fatto di incontri, curiosità, ammirazione, amicizia e attrazione, quello che intreccia la sua vita con quella di Nath. E lo snodarsi delle vicende che li riguardano, finisce inevitabilmente con il coinvolgere tutta la comunità detta 1721, creando legami prima inimmaginabili, abbattendo barriere che, pur essendo invisibili, erano reali e solide, portando un vento di cambiamento che sarà inarrestabile.
I personaggi secondari sono indimenticabili tanto quanto i due protagonisti, tutti, nel bene e nel male, sono tratteggiati con incisività e ricchezza di sfumature.
La narrazione è appassionata, trascinante e appagante. La capacità della Tarditi di raccontare eventi e descrivere situazioni, stati d'animo, luoghi e personaggi è, direi, cinematografica, densa di dettagli tra cui non ci si perde mai, ma che prendono per mano il lettore e lo portano proprio lì, al centro dell'azione.
Lo stile è curato, ricco, avvolgente.
Se c'è un difetto in questo romanzo, è che purtroppo finisce, perché, credetemi, non avrei mai voluto lasciare tutti gli amici che ho trovato tra queste pagine.
Sono, letteralmente, senza fiato. Già dal primo libro di Norma aveva capito il suo talento nella narrazione e la capacità di creare storie incredibilmente intense e profondo, ma non mi aspettavo di venire coì totalmente rapita da questa storia e dai suoi protagonisti. L'incredibile bravura nel tratteggiare personaggi e situazioni con poche, significative parole, rendendo vividi gli ambienti, complesse e strutturate le caratteristiche di ogni personaggio senza risultare mai stucchevole o pesante da seguire, mi hanno talmente trasportata nella storia che finirla mi ha lasciato in stato di shock. Potevo vedere il grigio polveroso del cemento e sentire il fruscio dell'erba dei boschi, così come le luci e le ombre che assumono sempre maggior significato man mano che la storia si sviluppa. E' una storia di guarigione e di scoperta, di sofferenza subita ma anche auto-inferta, di speranza e adattamento. E di libertà, soprattutto. Temi potenti e difficili, che basta poco per rendere banali ma qui non lo sono mai. Nath, una delle migliori protagoniste femminili mai incontrate in un libro, sempre coerente a se stessa, molto più di quanto lei stessa ne sia consapevole. Decisa eppure mai dimentica degli altri intorno a lei. Convinta di non avere un posto nel mondo, di non appartenere. Sempre pronta a non aspettarsi nulla dagli altri e per questo mai preda di atteggiamenti vittimistici. E poi Reks, spezzato in modi indicibili eppure ancora capacità di una sensibilità profonda; che non si concede mai tregua dalla sofferenza che ha dovuto subito e dalla quale poi sono nati rimpianti, rimorsi e sensi di colpa. E tutti i personaggi che ruotano attorno ai protagonisti, da Aesis (che dea, io innamorata di lei da subito!), Leth (nonostante tutto ho una forte simpatia per lui, ma per motivi che al momento non posso condividere; Norma, sappi che leggere il suo nome completo mi ha emozionato in mille modi diversi), Kadhi e Kira. Tutti personaggi "secondari", come siamo soliti definirli, ma che hanno un loro spessore e una loro impronta, definita e chiara, e aiutano a guidare la storia. I dialoghi si mostrano sempre la grande forza dei libri dell'autrice, ma in particolare in questo libro ho AMATO le interazioni tra i protagonisti, che non fanno altro che accentuare e rendere credibili i loro caratteri, le loro inclinazioni e peculiarità. E per quanto in Centaurea il finale non è così sconvolgente come il primo, è comunque una storia in cui quasi niente è come sembra, fin dai primissimi momenti e che mi ha fatto molto riflettere su quello che spesso consideriamo come normale o naturale. Anche l'ambientazione sempre distopica della Nuova Era lascia sempre spunti di riflessione, amara e tristemente consapevole, su cosa stiamo facendo alla nostra Terra, al punto che i luoghi e le particolarità di questo mondo non sembrano tanto strane, se guardiamo le previsioni degli studiosi. Continuerò a ringraziare le ragazze del gruppo "Io leggo fantasy" per avermi finalmente dato occasione di leggere questa autrice, perché è stata davvero una magnifica scoperta e ora attendo con incredibile emozione il prossimo libro, sicura di venire nuovamente trasportata in una storia degna di ogni emozione che Norma, con la sua penna, riesce a scatenare.
Comincio ringraziando infinitamente norma_tarditi per avermi onorato con questa collaborazione.
Centaurea è un romanzo che rapisce il lettore già dalle prime pagine.. Nath, la nostra protagonista, nasconde tanto di se stessa mentre fugge sia dal suo passato nella Quarta Terra, luogo in cui è nata e cresciuta, sia dal Contenimento, un luogo di prigionia e torture che abbiamo avuto modo di conoscere nel primo libro della serie, Helychrisum. Una fuga che dura comunque poco quando, arrivata nella Seconda Terra, viene "fiutata" da Reks, il nostro intrepido e ringhiante Protagonista. Viene scortata al 1721, un luogo dove gli immortali si nascondono per proteggersi l'un l'altro, luogo in cui la sua vita cambierà per sempre. Nath non sa cosa è, non sa qual'è il suo destino ed è totalmente e irrimediabilmente disillusa dalla vita. è un personaggio complesso, dal cuore grande almeno quanto il suo coraggio e vi assicuro che è impossibile non amarla. Reks è un immortale mutaforma con il cuore spezzato e un legame vincolante con il "capo" del 1721...e qui mi fermo perché non voglio fare spoiler ma vi posso assicurare che non tutto è come sembra e fidarsi anche di chi sembra dalla parte dei buoni, potrebbe risultare una scelta sbagliata...
Ho amato le dinamiche di relazione tra i due protagonisti, il loro rapporto che cresce poco a poco, una piccola conquista alla volta...
Il mondo creato da Norma è descritto e studiato alla perfezione, un fantasy ambientato in un futuro distopico/metropolitano veramente suggestivo e accattivante! Ogni personaggio, anche quelli di contorno, è caratterizzato benissimo, e in poche pagine ci si trova ad affezionarsi a ognuno di loro... I colpi di scena e le rivelazioni sul passato dei protagonisti sono la ciliegina sulla torta di questa storia che mi ha fatto emozionare e che non posso fare a meno di consigliarvi
Norma Tarditi si riconferma una delle mie autrici preferite. Ammetto che il racconto non mi ha emozionato e scosso le viscere come il primo, ma direi che essere rimasta sveglia tutta la notte senza riuscire a staccarmi dal libro fino a vedere l'alba sorgere, direi sia particolarmente eloquente sulla bellezza di questo libro. Ho particolarmente apprezzato il POV che passava da uno all'altro protagonista, senza che le scene si ripetessero. Leggendo sentivi proprio il desiderio di sapere cosa l'altro stesse pensando. Il racconto è fluido e scorrevole come pochi libri. Assolutamente consigliato
Quando un libro ti crea problemi nella vita reale, perché dovresti anche dormire e lavorare.
Confermo, dopo Helichrysum, quanto mi piaccia lo stile di scrittura di questa autrice. Aggiungo anche l' intelligenza dei personaggi, mai odiosi né petulanti, cosa moooolto importante per il mio piacere di lettura. Trama che interseca la prima, all'inizio temevo mi sarebbero mancati i protagonisti di H., ma ne conosciamo altri altrettanto se non più interessanti. Lo spicy c'è, a volte forse avrei apprezzato meno riservatezza, ma in realtà è perfetto così, non distrae troppo dal complesso della storia. In questo secondo racconto il quadro della Nuova Era si amplia, io non vedo l'ora di leggerne ancora!
Io amo i libri di Norma! Ma Centaurea l'avevo lasciata lì dopo Helicrysum e Stramonium (sicuramente ho sbagliato a scrivere ahahah). Lo avevo lasciato lì per via dei trascorsi tra Gale e Reks...per fortuna che non mi sono arresa! Reks da' moltissime soddisfazioni si... Un personaggio complicato, perennemente tormentato e arrabbiato. Chiuso nel suo legame con Gale, concentrato sul quell'errore, lascia entrare Nath nella sua vita senza nemmeno rendersene conto, e in questo Norma è stata fantastica. Nulla è lasciato al caso, nessuno osservazione o sensazione. Nella sua complessità Relax è coerente con se stesso fino alla fine, anche quando la realtà gli viene sbattuta in faccia, che nemmeno un cartello al Neon. È proprio un uomo insomma😂 Nath, il mistero che l'avvolge mi ha lasciata come un gatto che cerca di afferrare la luce del pallino rosso del laser. Non ci sono arrivata... Un po' come Reks ho avuto bisogno del cartello al Neon 😂 Il mondo della quarta era continua ad affascinante e inquietare (si Norma mi inquieta moltissimo) però affascina si... Insomma se ancora non conoscete le storie della quarta era vi consiglio di recuperarle perché meritano!
Una storia della Nuova era, un viaggio dalla quarta alla seconda terra, la speranza di una vita migliore per la giovane Nath, nonostante le incognite.
Le prime pagine del romanzo ci trasportano sulla nave insieme alla protagonista e all’incertezza di quello che il futuro le riserverà; ma quando si ha un passato da cavia nel Contenimento, qualunque alternativa sembra essere migliore. Poi tutto diventa caos: il naufragio, il recupero da parte di un gruppo di innaturali, il viaggio sul cingolato per poi ritrovarsi con un tetto sulla testa, cibo buono nel piatto e abiti puliti; per una con il suo passato è un buon passo avanti e Nath, che ha imparato a gestire le sue emozioni, cercherà anche in questa situazione di adattarsi senza dare nell’occhio.
Cosa è diventata Nath dopo gli esperimenti nel Contenimento, cosa avrà causato la tox al suo organismo? Non è pura, non è immortale, non ci sono mutazioni… questa sua ambiguità susciterà la curiosità di Kadhi, ai vertici della comunità che l’ha accolta, e l’interesse di Reks, l’ immortale che l’ha salvata.
Il dubbio di essere finita da una prigione all’altra la coglie, le parole non dette, le sensazioni percepite la mettono in allarme.
Nath è una ragazza forte, resiliente, osserva, deduce, non mostra i suoi timori; cerca di sopravvivere in questa realtà che nasconde sotto l’ideologia dell’aiuto comunitario, un intento differente. Nessuno che è al potere è immune dal farsi travolgere e questo trasforma una buona idea in dispotismo.
Fra una missione e l’altra Nath si ambienterà sempre più alla sua nuova “famiglia” e la vicinanza con Reks le creerà turbamenti inaspettati.
Avevamo già sentito parlare di Reks negli altri volumi della serie, era l’immortale che si era legato a Gale di Helichrysum e che era rimasto devastato quando lei aveva spezzato il loro legame. Vivere sapendo che non potrai amare più nessuna donna perché per te il legame ti vincola ancora all’unica che non ti ha più voluto, è devastante. Ma qualcosa in Nath lo sorprende da subito, una traccia nell’odore del suo sangue, il suo carattere:
“Tu, coraggiosa anche in un mondo sconosciuto, ironica al limite dell’impudenza, sfacciata, intelligente e acuta, bellissima, sensuale e particolare; tu, impossibile da incasellare, mistero che mi sono ritrovato a voler risolvere mentre senza che neanche me ne accorgessi scivolavi fra i miei pensieri e nella mia vita”
Due esseri diversi che trovano sempre più affinità, giorno dopo giorno si affiancano, si apprezzano e approfondiscono la conoscenza.
Tutti i romanzi di Norma partono in sordina per poi esplodere e mostrarci il disegno, questo ha mantenuto questo ritmo ancora per più tempo facendomi impazzire perché ero sicura del suo schema: il colpo di scena sarebbe arrivato, la narrazione avrebbe iniziato la sua corsa frenetica. E così è stato, pagina dopo pagina ho vissuto la stessa incertezza di Nath, ho sentito crescere in Reks un germoglio che si è schiuso lentamente e poi la tanto attesa svolta è arrivata e ho ritrovato quella sensazione di meraviglia che i suoi romanzi mi danno. Ma l’attesa è stata troppa e l’eccessiva aspettativa ha scalfito un po’ il tutto.
Quindi abbiate pazienza, perseverate e avrete il vostro premio, fatto di chiarimenti, emozioni e passioni.
Bello, bello, bello, bello! Reks nel primo libro quasi lo odi ma qui, dopo aver letto la sua storia e compreso il suo punto di vista, inizi ad odiare Gale 😂 Nath invece un cuor di panna, la si ama da subito. Inutile dire che ormai adoro tutto di questa saga: trama, personaggi, scrittura, ambientazione, T U T T O e ogni nuovo libro rafforza questa convinzione. Brava zia Norma per averci regalato un altro capolavoro 💕