Sono trascorsi mesi da quando Gwen e Maryon si sono ricongiunte. I tentativi di Gwen di ricucire il loro rapporto si scontrano spesso con una realtà che, al pari del potere della sorella, è fuori dal suo controllo. A sconvolgere definitivamente il loro equilibrio saranno però le notizie riportate da Peter. Sentieri dai contorni oscuri si delineano davanti alle due decidere di percorrerli potrebbe segnare per sempre le loro esistenze. Nella solitudine della sua casa, Judith è preda di incubi terribili. Le pagine del suo diario l’aiutano a restare ancorata alla realtà, ma al contempo le ricordano tutto ciò che ha perso. Quando il passato bussa alla sua porta, seguirlo potrebbe essere l’unica occasione per ritrovare se stessa.
Ultimo tassello di una storia che sorprende e saluta il lettore con una sensazione dolce e amara nel cuore. Ultimo volume di una trilogia che sa incuriosire, emozionare e far riflettere sull’animo umano. Niente è dato per scontato, nulla resta prestabilito, poiché tutto può ancora cambiare, sorprendere, evolvere, ed è quanto dimostrano Gwen e Maryon, due facce della stessa medaglia, due personaggi che lasciano il segno.
La narrazione, in questo terzo volume, è ancor più fluida e coinvolgente ed ho apprezzato moltissimo la profondità, la tridimensionalità caratteriale e psicologica dei diversi personaggi presenti. Maryon è stata una delle protagoniste che mi ha colpita e sorpresa maggiormente, e mi ha davvero commossa nella propria evoluzione e nel legame con sua sorella Gwen.
Un volume che chiude degnamente la trilogia della Curatrice, una storia intrisa di magia e umanità che incide nel cuore del lettore e alla quale ci si affeziona davvero.
I miei complimenti all’autrice, della quale voglio recuperare tutti i romanzi.
Mi avvicino sempre con cautela al capitolo conclusivo di una serie, perché il rischio che deluda o che stravolga quanto già raccontato è dietro l'angolo. Ecco, questo senz'altro non succede in questa trilogia: in questo ultimo volume l'autrice ha saputo condurmi verso la perfetta conclusione della storia di Gwen, Maryon e Judith, portandomi con sé attraverso vicende che non mi sarei aspettata, facendomi scivolare con agilità tra i dubbi, le incertezze, le speranze delle tre protagoniste, delle quali emerge così il lato più umano e proprio per questo anche contraddittorio. Quella con la quale ho empatizzato di più è sicuramente Maryon, che sono riuscita a capire nella sua complessità fatta di speranze deluse, ingenuità, scoppi d'ira, desiderio di essere semplicemente amata e, soprattutto, nel suo difficile percorso di accettazione e comprensione di sé. Se avete seguito Gwen fin dall'inizio non potete non accompagnarla in quello che è il capitolo a tinte più dark della trilogia, tra oscuri rituali, ricerca della verità e redenzione.
Salve! In questa recensione potrei iniziare con lo scrivere che alla fine di questo libro avevo le lacrime agli occhi ma voglio dirvi anche che quest’ultimo libro è stato ben scritto.
In questo libro troviamo tre pov e quello che più ho apprezzato è quello di Maryon, incuriosita dal secondo libro volevo conoscere più a fondo questo personaggio e infatti non ne sono rimasta delusa, ci si addentra nei suoi pensieri capendo anche i cambiamenti per poi arrivare al finale. Maryon è un personaggio che può risultare poco simpatico, già dal secondo libro, ma più si andrà a fondo più si percepirà tutto il gran dolore che prova.
Ho apprezzato il tema delle scelte che muovono l’intera storia, ed è una cosa che ho ritrovato molto nel rapporto, già di per se teso,fra sorelle, ma anche in Judith. Quest’ultima ha un percorso molto profondo, doloroso, quasi oscuro e a tratti inquietante. Posso dire di aver empatizzato tantissimo con lei.
L’ambientazione rimane, come sempre, ben descritta, tant’è che ci si sente veramente all’interno del libro, circondata da quest’atmosfera perennemente dark e nebbiosa. Consiglio la lettura nel periodo autunnale.
Per quanto riguarda il finale, come ho scritto all’inizio, avevo le lacrime agli occhi e non me l’aspettavo, quello che so è che mi ha lasciato un sentimento di nostalgia e ho trovato l’atmosfera, che nei primi libri era cupa, più calda e confortevole ma anche triste.
Una trilogia che parla di vita e di morte, raccontando la storia di due sorelle e del loro destino, immersi in un ambientazione dark, lettura che vi consiglio.
Gwen e Maryon stanno ritrovando un equilibrio, ma una notizia imprevista le costringe a separarsi ancora. Ciascuna seguirà la propria strada, alla scoperta di sé stessa e del proprio dono, mentre Judith si ritroverà a domandarsi se accettare un aiuto dal passato possa essere la scelta giusta.
🖋️ A ogni libro viene inserito un nuovo POV, e quest'ultimo l'ho adorato. Conoscere i pensieri e le sensazioni di questo terzo personaggio è stato interessante, un elemento chiave del libro. 🖤 Ho visto Maryon molto più umana di quanto appare agli occhi dei personaggi che le stanno attorno, e ne ho apprezzato ogni minima sfaccettatura, dall'intelligenza al grande coraggio. ✨ Gwen è un personaggio difficile, che si pone forse troppi dubbi e talvolta è esageratamente ferma sulle proprie convinzioni, ma forse è proprio per questo che posso definirla ben caratterizzata e che riesco a comprendere con chiarezza ciò che la spinge alle sue azioni. 💛 Il rapporto tra i personaggi, specialmente quando si incontrano i diversi POV, mi è piaciuto molto. Ho rivalutato Judith (che all'inizio del terzo volume quasi non sopportavo) e... rullo di tamburi... anche Thomas. 📚 Ho amato l'ultima parte, che ho divorato un capitolo dopo l'altro, e che mi ha fatto cambiare decine di volte prospettive sul possibile finale. Alla fine dell'epilogo sono rimasta un po' spiazzata. Non me l'aspettavo affatto, e mi sono chiesta se doveva proprio finire così (la risposta è stata sì). In conclusione, faccio i miei complimenti a Laura e consiglio assolutamente la lettura dell'intera trilogia.
Non delude mai!! Come gli altri suoi libri è bellissimo, tiene sempre il lettore incollato e lo trasporta nella storia! Scritto benissimo, finale non scontato, anche se mi è dispiaciuto tanto! Assolutamente consigliato!!!
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L'altra metà del male è il terzo e ultimo libro della trilogia fantasy low magic scritta da Laura Usai.
Eccoci arrivati al finale di questa trilogia che mi ha affascinata da subito. Un finale che mi ha soddisfatta appieno, commovente e ricco di colpi di scena. La storia è molto scorrevole e intrigante e lo stile è piacevole e semplice. I personaggi sono ben caratterizzati e in ogni volume sono sempre più sfaccettati e complessi e anche le varie relazioni e interazioni si fanno più difficili e interessanti. In questo ultimo volume l'autrice dà molto spazio alla parte psicologica e più profonda dei vari personaggi. Una saga appassionante e originale dove l'elemento fantasy non è preponderante e questo la rende adatta anche a chi vuole approcciarsi per la prima volta al genere.
Ultimo libro della trilogia de ‘La Curatrice’ di Laura Usai. Il primo, ‘Il segreto della Curatrice’, mi è piaciuto per le descrizioni evocative dei luoghi, di un tempo imprecisato ma ipotizzabile grazie ad alcuni elementi come carrozze e abiti. Il secondo, ‘La donna senza nome’, l’ho trovato piacevole grazie ai riferimenti a Jane Eyre,. Il terzo volume, ‘L’altra metà del male’, mi ha persa subito e ho fatto un grosso sforzo per arrivarci in fondo. Prolisso, e se si esclude qualche passaggio, alquanto noioso.
“L’altra metà del male” è il terzo e conclusivo romanzo della saga della Curatrice, scritta e prodotta da Laura Usai.
Ho atteso tanto questo romanzo e ho dovuto prendermi del tempo prima di leggerlo, per essere sicura di gustarmelo al meglio: non sono rimasta delusa.
In questo volume, troviamo Gwen che cerca di trovare una soluzione al potere assassino della sorella Maryon, che, tuttavia, nutre grande risentimento verso il mondo e che quindi fatica ad essere aiutata. Judith, dopo gli eventi de La donna senza nome, è in una sindrome da stress post traumatico e lotta per ritrovare la stabilità.
Le cose si complicano con il ritorno di personaggi dal passato, in particolare Caroline Dixon e Thomas Barrow (quest’ultimo non so se fosse un voluto omaggio a Downton Abbey, ma ho apprezzato il nome), che mineranno il già fragilissimo equilibrio tra le sorelle.
Era difficile dare una conclusione adeguata a due primi volumi stupendi, ma qui l’autrice ha unito tutte le linee narrative. Ho trovato che ci fosse qualcosa di Fichtiano nella trilogia, cioè l’idea di tesi (Primo libro: Gwen- cura), antitesi (Secondo libro: Maryon- morte) e sintesi (terzo libro), cosa che ho apprezzato immensamente.
La storia scorre veloce, complice uno stile pulito e piacevole, senza punti morti; il romanzo è più lungo dei precedenti, ma non per questo non lo divorete in poco tempo.
Forse rispetto ai precedenti l’elemento fantasy è più presente, ma resta un punto minore, chi la fa da padrone sono i personaggi e le loro caratterizzazioni. Ho trovato proprio in questo aspetto una forte femminilità: c’è collaborazione, dialogo, attenzione verso i sentimenti e le intenzioni, volontà di comprendersi. Soprattutto mai e poi mai trova posto l’aggressività o la prevaricazione; per carità, ci sono meschinità e morte, ma non vi è mai un’esasperazione di questo e i personaggi trovano il modo di capirsi, magari anche senza accettarsi. Devo dire che questo aspetto, dopo mille mila fantasy cupi e oscuri dove tutti “venderebbero la madre per ottenere ciò che vogliono”, l’ho trovato meraviglioso, bello da leggere. Non è apparso meno realistico di altri libri, ma mi ha lasciato un senso di pace addosso, vera e propria soddisfazione.
Judith è il personaggio meno coinvolto nell’azione principale, ma è rimasta comunque la mia preferita. Ho apprezzato vedere il suo trauma psicologico, la difficoltà di accettarlo e di poterne parlare con gli altri; anche la sua storia d’amore con Edgar, che è tutt’altro che perfetto o stereotipato, mi ha convinto molto. L’ho trovata vera e delicata.
Maryon è il personaggio che vediamo crescere maggiormente, mentre Gwen sembra lasciare più spazio alle altre; anche nella narrazione si vede il potere dei personaggi, la sorella che porta morte si rafforza, mentre l’altra si indebolisce; tuttavia, nulla è come sembra.
In conclusione, una saga che mi è piaciuta davvero tantissimo, sicuramente una delle più belle che ho letto di emergenti italiani. Se mi chiedono una brava autrice self consiglio sempre Laura Usai e questo volume conclusivo me ne ha dato un ulteriore motivo.
“«E tu, lo sai chi sei?». Avrei voluto risponderle prontamente, invece mi ritrovai a riflettere sulla sua domanda. Ero Maryon Pierce. Avevo diciassette anni. Ero maledetta. Cos’altro mi definiva come persona?”
Gwen e Maryon sono sorelle, ma il loro legame si sta sfaldando sempre di più: Gwen è determinata a tenere Maryon richiusa così che non possa fare del male agli altri e soprattutto nessuno possa vendicarsi di lei o rapirla per il suo dono, ma Maryon desidera la libertà che le è sempre stata negata e scoprire di più sulla maledizione che incombe su di loro. Nuove difficoltà le metteranno alla prova: riusciranno a scoprire di più sui loro poteri e a scovare un modo per convivere con la maledizione o spezzarla?
Nel frattempo, Judith, a causa di ciò che ha passato, è tormentata dagli incubi e ormai si è rassegnata a vivere per sempre infelice e sola. La sua strada è destinata a incrociarsi, però, ancora una volta con quella delle due sorelle: potrebbe essere questa la chiave per superare tutto ciò? Il destino è proprio uno dei temi principali: la maledizione condanna le vittime ad agire in un certo modo o esiste sempre una scelta? Esiste per ognuno un sentiero prestabilito o ciò che si crede già scritto può essere rovesciato?
Una cosa è certa: “esistono prigioni peggiori di una stanza chiusa a chiave”, mura costruite dalle paure e dai brutti ricordi, a volte costruite dagli altri, a volte inconsapevolmente erette da noi stessi. Proprio la ricerca di sé è un altro dei temi principali di questo libro che mette in scena personaggi profondamente umani, imperfetti, insicuri, ma anche animati da una scintilla che lotta per sopravvivere circondata da ombre con cui i protagonisti devono imparare a convivere.
Mentre la prima parte è più introspettiva, la seconda è più ricca di azione e magia. Punti fermi rimangono le ambientazioni affascinanti e misteriose sempre ben descritte e suggestive, i segreti e gli inganni, l’importanza di non fermarsi alle apparenze e la determinazione dei protagonisti nel trovare sé stessi e lottare per le persone che amano e ciò in cui credono.
Ho letto le ultime pagine in lacrime: il finale, parzialmente avvolto del mistero, tira le fila di tutta la storia e ben rispecchia l’equilibrio tra morte e vita, luce e oscurità, su cui si sviluppa la trilogia.
L'altra metà del male è il libro più lungo della saga ma l’ho letto in un paio di pomeriggi con voracità. Di sicuro l’aspetto che più mi piace in un libro, nessun tempo morto e una trama che mi tenga incollata per sapere come va a finire. Non ci sono particolari scene d’azione, a parte verso la fine, però l’azione non è l’unico modo per tenere alta l’attenzione. Secondo me l’autrice ci riesce attraverso il conflitto non banale delle due sorelle. Gwen ha il potere della vita, Maryon quello della morte. Gwen cerca di controllare il potere distruttivo di Maryon mentre l’altra cerca di ribellarsi. Ciascuna ha il suo punto di vista ed entrambe hanno torto e ragione allo stesso tempo. Ma, come dice la mia frase preferita del libro, la vita e la morte prima o poi trovano un equilibrio. Recensione completa su https://andreinagrieco.it/2024/01/15/...