L''ideologia gender' minaccia la nostra società! Confonde l'identità e le menti dei nostri figli, mette a repentaglio l'ordine naturale delle cose, quello che distingue in maschi e femmine! Ma davvero esiste un progetto globale per renderci tutti 'fluidi'? Dove nasce l'ossessione per le questioni di genere e gli orientamenti sessuali non conformi? E quali sono le fratture politiche che si nascondono dietro a questi temi?
Già a metà degli anni Novanta, destra populista e cattolicesimo tradizionalista hanno cominciato a lanciare allarmi contro i pericoli a cui una fantomatica 'teoria del gender' esporrebbe la società (o anche la nazione, la famiglia, la civiltà, la gioventù, l'infanzia e chi più ne ha più ne metta). Oggi, il nemico è l''ideologia gender', un'etichetta che serve a evocare l'attacco, unitario e programmatico, che una molteplicità di soggetti (le femministe e le persone Lgbtq+ prima di tutti) starebbero sferrando all'ordine naturale alla base della nostra società. Da chi si aggirerebbe per le scuole a confondere l'identità sessuale di ignari bambini agli uomini che mettono la gonna, fino ai fanatici delle lettere e simboli finali (schwa, u, *). Ma sono davvero questi gli oggetti del contendere? Perché ci si accalora tanto su questi temi? Quali sono le istanze portate avanti dagli antigender e, sul fronte opposto, da chi sfida l'ordine 'naturale'?Se gender è una parola moderna, questa sfida è iniziata molto tempo fa. Una lunga storia a cui conviene prestare attenzione, oltre le comode semplificazioni.
Oh, io pian piano me li sto leggendo tutti i Fact Checking di Laterza, che per chi non lo sapesse è una collana di carattere divulgativo in cui si prendono le frasi da meloniani o salviniani o generici blateratori "io non sono né di destra né di sinistra ho anche amici gay", insomma avete capito, e si cerca di spiegare con metodi storiografici perchè queste frasi sono sostanzialmente delle stronzate. Vi dico anche che io delle volte in treno mi vergogno a leggere questi libri perchè sulla copertina ci sono appunto queste frasi e non vorrei che il tizio di fronte a me pensasse che io sia uno di quelli da "allora le foibe": la soluzione è metterci sopra la copertina che quest'estate regalava Feltrinelli (regalava se compravate dei libri) oppure cercare di non alzare troppo il libro e stare un po' ingobbiti, facendo ben attenzione a girarlo dalla parte neutra (anche se con tutto quel rosso chissà cosa pensa quel tizio) quando lo riponete per soffiarvi il naso. Vabbè, ho blaterato anche io: tornando a noi, io non posso fare altro che consigliare anche il libro di Schettini, che illustrando come si è arrivat* alla necessità di arrivare a studiare il genere e la sua storia, ci spiega anche da dove deriva la frase che dà il titolo all'opera (c'entra quella cosa che comincia per c e finisce per hiesa) e quanto questo termine quantomeno nebuloso - non lo sanno neanche loro esattamente cosa vuol dire - venga usato un po' alla cazzo di cane come strumento contro i vari movimenti femministi e lgbtq+ che vogliono DISTRUGGERE LA FAMIGLIA TRADIZIONALE ANDANDO CONTRONATURA. Brr. Buona lettura edificante, tanto per rimanere in tema ecclesiastico.