«Se stai leggendo queste pagine, io so che cosa cerchi. È tutta la vita che hai la sensazione che ci sia qualcosa che non quadra nel mondo, non sai bene di che si tratta ma la avverti. È un chiodo fisso nel cervello, da diventarci matti! È questa sensazione che ti ha portato da me. Tu sai di cosa sto parlando: dei vecchi». Un giovane squinternato si aggira per la città di Roma accusando di ogni nefandezza una sola categoria umana: gli anziani. La sua vita sta prendendo una piega miserabile: la fidanzata lo tollera a malapena, gli amici cominciano a evitarlo, lui sta letteralmente andando fuori di testa. Poi accade qualcosa di davvero incredibile. Con questa satira deliziosamente politically incorrect, Mattia Tombolini irride, in un solo colpo, tutte le teorie del complotto (migranti, dittatura sanitaria, terrapiattisti) che infestano ogni discorso pubblico dei nostri tempi. Postfazione di Giancane.
Idea di base molto carina ma poco sviluppata. Alcuni passaggi poco divertenti, ma si legge rapidamente. Un po' come bente un bicchiere d'acqua tiepida.
Geniale. E il romanaccio l’ha reso ancora più divertente. Mano a mano che leggevo mi rendevo conto di aver già visto esempi lampanti delle azioni della Vecchidemmerda S.p.A., semplicemente non ne ero consapevole. Ma questo libro mi ha aperto gli occhi. Ho subito acquistato anche il secondo volume, e sono sicura che non mi deluderà. Forza Mattia, qualcuno doveva pur dire la verità.
Loro giovani, non sono rappresentati da nessun partito o movimento politico, non rappresentano niente non ci servono, se non a pagare le nostre pensioni ma com'è noto, la nostra organizzazione li sta già sostituendo con gli immigrati, che sono meno rompicoglioni e molto più ricattabili.
La fotografia dei vecchidemmerda è precisa e veritiera, a tratti divertente, tuttavia: alla lunga (non troppo, come vedremo, ma abbastanza) diventa un piatto lamento indiretto; in fondo non si regge - purtroppo - su un'idea così fantasiosa; i caratteri di stampa sono proprio da vecchidemmerda (17 righe - corte - per pagina); ho sganciato un euro per ogni 10 pagine del libro. Ci sono cascata come una vecchiademmerda e non sono contenta.
libro simpatico, veloce da leggere e con tanta ironia e fantasia. perché la trama ha un suo perché, non vi svelo nulla, ma l'ucronia applicata così non è comune. la postfazione fatta da giancane che ha fatto il brano che deduco sia l'origine di questo libro, o ne ha dato la possibile intuizione, è totale.
Un libro carino che si legge in fretta, troppo. L'idea di partenza è buona, ma la storia proprio non c'è e sembra più un'idea abbozzata che un libro vero e proprio. Strappa qualche sorriso, ma spesso si rifà alla miriade di meme e battute sui vecchi che affollano la rete. Per questo anche la critica sociale, sacrosanta e condivisibile, che ne deriva ne esce un po' appannata.
Libro caruccio, scritto a caratteri giganti, proprio per vecchi presbiti La postfazione di Giancane non poteva mancare e l’idea è simpatica, come lo svolgimento.
Libricino che si legge in meno di un’ora. Svela e descrive le linee guida del complotto ai danni della società tutta portato avanti segretamente-volutamente dai vecchi in Italia.
Come da titolo il libro mi ha fatto sorridere più che ridere: ho sorriso leggendo riportati tutti i comportamenti irritanti esercitati quotidianamente da tutti i vecchi d’Italia, vissuti e subiti personalmente innumerevoli volte; non sono arrivato invece a ridere dato che la descrizione, seppur dettagliata, non raggiunge il livello comico o sagace che una scrittura / punto di vista migliore poteva far raggiungere.
Passabile a meno che vi troviate con una mezz’ora da ammazzare alle Poste in coda d’attesa (dietro dei vecchi, ovviamente).