Nello stile di un quaderno di Teacher Training il volume presenta agli insegnanti della scuola secondaria di primo grado suggerimenti utili per affrontare con successo 15 comportamenti problema tipici dei disturbi emotivi.I disturbi emotivi in età evolutiva si riferiscono a difficoltà psicologiche e comportamentali e si esprimono con un’incapacità di gestire in modo efficace le proprie emozioni in generale o in relazione a specifici contesti. Sono caratterizzati da sintomi specifici che possono invalidare in modo significativo la vita di bambini e ragazzi, interferendo negativamente sulla loro crescita affettiva e relazionale.La struttura del libroDisturbi emotivi cosa fare (e non) nello stile di quaderno di Teacher Training propone suggerimenti e indicazioni utili per affrontare con successo 15 comportamenti problema tipici dei disturbi emotivi raggruppandoli in 3 paura e ansia, rabbia e collera, tristezza e depressione. Ogni capitolo prende in esame un comportamento problematico che l’insegnante può trovarsi ad affrontare in aula e che può essere indice di difficolta emotive dell’alunno.Ciascun capitolo include una breve panoramica su un comportamento specifico (cosa tenere a mente), indicazioni sull’intervento (come intervenire), suggerimenti e approfondimenti (consigli dell’esperto e approfondimento). L’insegnante verrà guidato alla comprensione delle situazioni descritte attraverso una lettura emotiva, cognitiva e comportamentale. Gli strumenti presentati si riferiscono a interventi nel breve e nel lungo termine.La serie Cosa fare (e non)Il motivo di ogni comportamento viene all’inizio spiegato in poche sintetiche frasi (Perché fa così?), a cui seguono indicazioni semplici e chiare per l’insegnante sugli atteggiamenti da adottare e da evitare (Cosa fare, Cosa NON fare). Segue un approfondimento sul tema (Cosa tenere a mente) e vengono forniti strumenti e strategie su come intervenire.La serie Cosa fare (e non) ha ricevuto il premio BELMA - Best European Learning Materials Award 2023.
Libro molto interessante che offre spunti di riflessione, attività pratiche e approfondimenti bibliografici su come comprendere prima e trattare poi i disturbi emotivi a scuola. Breve, scritto in maniera chiara, da tenere sullo scaffale sempre pronto alla consultazione.
L'unico punto che mi ha fermato dal dare 5 stelle è il seguente: l'autrice prende atto in maniera passiva del fatto che, ormai, la famiglia non riesca più a svolgere il suo ruolo di agenzia educativa primaria e che, di conseguenza, tutto sia scaricato sulla scuola, anche elementi come l'educazione sociale e affettiva, in capo tradizionale ne alla famiglia. Capisco che non sia il tema centrale del libro e che la società si complichi sempre di più rendendo sempre più complessa la gestione dei rapporti familiari, ma questo non giustifica l'abdicazione dal tentativo di restituire alla famiglia il suo ruolo nello sviluppo dell'individuo (e quindi della società). È chiaro che l'autrice non può far altro che prendere atto di questo cambiamento in corso e non può certo permettersi di commentarlo in un libro con scopi così differenti, tuttavia mi sembra un sottotesto molto pericoloso, soprattutto quando a parlare sono studiosi e operatori della scuola.