Non leggevo un romanzo così intenso da molto tempo. Francesca Reboa riesce a far vibrare le corde dell’anima come quelle del violoncello di Anna. La sua scrittura è delicata e tagliente insieme racconta di giovinezza, di prime volte, ma anche di tradimenti, silenzi e verità che fanno male.
Mi ha colpito come la storia riesca a essere così intima e universale allo stesso tempo. Anna non è solo una ragazza: è ognuno di noi, intrappolato tra ciò che gli altri ci dicono di essere e ciò che scopriamo da soli. Chi sei veramente è un libro che non si dimentica. È una ferita dolce, un ricordo che continua a suonare.
Non è solo un giallo, non è solo una storia d’amore è un viaggio nel cuore di chi cerca la propria verità. Ho pianto per Anna, ho temuto per Gaia, ho provato rabbia e tenerezza per Alex. Francesca Reboa intreccia tutto con una sensibilità rara: la musica, il mistero, le ombre del passato.
Il messaggio anonimo, la scomparsa improvvisa, i segreti dei genitori… tutto costruisce una tensione che non ti lascia andare. Ma ciò che resta, alla fine, è una domanda che ognuno di noi si pone almeno una volta nella vita: chi sono davvero
Francesca Reboa scrive con un’eleganza che penetra l’anima: ogni parola suona come una nota, ogni silenzio pesa come un segreto non detto.
Quando il passato dei genitori emerge e le bugie si svelano, ho sentito il cuore stringersi non solo per i personaggi, ma per tutte le volte in cui anche noi non sappiamo davvero chi siamo. È un romanzo che parla di identità, di dolore e di rinascita. Un piccolo capolavoro che ti accompagna molto dopo aver chiuso l’ultima pagina.