Quest'opera ci porta in una dimensione onirica in cui identità, simboli culturali e sensazioni si mescolano in quello che sembra un viaggio alla ricerca di sé e allo stesso tempo una discesa nel concetto Io. Immagini e testi si fondono delicatamente, ampliando la potenza espressiva dei rispettivi linguaggi. I testi scritti dall'autore accompagnano la parte grafica realizzata con le tanto dibattute AI. D'Isa si conferma un grande artista digitale e un importante sperimentatore culturale, forza lo strumento alla ricerca dell'umano e dell'imperfetto. Il vero viaggio è quello nei nostri immaginari, molteplici e mai univoci, ci ritroveremo davanti a paesaggi fuori dalla realtà in cui ci sembra di essere già stati, attraverseremo frammenti di ricordi mai vissuti. Una ragazza ne cerca un'altra, che forse è se stessa, e una chimera mutaforma, sintesi perfetta del lavoro iconografico che regge l'intera narrazione: alla fine ci sembrerà di risvegliarci da un sogno.
Francesco D'Isa (Firenze, 1980), di formazione filosofo e artista visivo, dopo l'esordio con I. (Nottetempo, 2011), ha pubblicato romanzi come Anna (effequ 2014) e Ultimo piano (Imprimatur 2015) e saggi per Hoepli e Newton Compton. Direttore editoriale dell'Indiscreto, scrive e disegna per varie riviste.
Questo è un libro molto particolare. È una storia illustrata che usa il linguaggio del fumetto. Ma la cosa che lo rende diverso è che i testi sono realizzati a mano e le illustrazioni delle vignette con l’intelligenza artificiale. Onestamente a me il lavoro ha colpito per il titolo e la copertina, sembrava avesse qualcosa da dire. L’effetto è molto particolare e sembra incredibile che immagini così evocative, oniriche ed inconsce siano stato generate artificialmente. Al di là della polemica sull’utilizzo artistico delle AI il risultato di ricerca, generazione e selezione delle immagini dell’autore mi è piaciuto. Per quanto riguardo le AI ci ho riflettuto molto, e credo che se l’arte sia d’aiuto all’uomo come catarsi, per liberarsi non credo sia il caso di utilizzare l’AI, sarebbe come rinunciare di nutrirsi coi prodotti naturali per utilizzare pillole. Ma in caso di prodotto e processo industriale, credo che utilizzare gli ultimi risvolti della tecnologia per agevolare il lavoro non sia un peccato grave, anzi. Fatto si sta che anche utilizzando l’AI c’è una ricerca dell’autore, un intento, un gusto, una scelta, una selezione. E questo fumetto lo dimostra. Onestamente mi ha fatto piacere leggerlo. Spaventa un po’.
Romanzo illustrato molto particolare, onirico e perturbante, realizzato tramite software text-to-image, mostra come la forza di questi programmi sta nel riuscire a piegarli per dare forma al proprio progetto creativo. Molto affascinante, originale come si combinano immagini e testo in una sorta di eco.