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I mangiafemmine

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A un passo dalle elezioni, la placida vittoria di Valerio Corti – uomo forte dei Conservatori – è minata da una vera e propria epidemia di donne, di donne ammazzate a casa, dai mariti, dagli amanti, dagli ex fidanzati, donne fatte a pezzi da compagni devoti. Ma il candidato premier non intende occuparsene, perché le donne sono sempre morte, perché le donne per bene, normali, le madri di famiglia, le fidanzate discrete non corrono rischi. Oltre ogni strategia politica però pare che la strada della sua incoronazione a presidente del consiglio sia lastricata di sangue, con l’opinione pubblica che chiede conto e le poche voci delle attiviste che gridano al massacro. Ma c’è davvero un’epidemia di donne? C’è davvero un problema? E che cosa succede quando la politica, un’intera classe politica, uno Stato, il problema non sono in grado di risolverlo? Con I mangiafemmine Giulio Cavalli firma la sua opera più radicale e provocatoria, con lo stile riconoscibile di un narratore raffinato che non ha paura di raccontare un mondo che già c’è. DF è ora più che mai lo specchio oscuro di una società in cui non vorremmo mai guardarci.

188 pages, Kindle Edition

Published November 14, 2023

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Giulio Cavalli

16 books16 followers

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6 (4%)
Displaying 1 - 20 of 20 reviews
Profile Image for Grazia.
509 reviews219 followers
November 24, 2023
“Quando ti libereranno?”. “Io sono già libera”, ho risposto. E voi?

Si supponga per assurdo che esita una nazione, DF, in cui i femminicidi siano all'ordine del giorno.

Si supponga che in questo paese il potere sia detenuto da forze che, infastidite da questo perpetrarsi di omicidi, trovino come prima soluzione per spostare l'attenzione e far credere di essere attenti alla questione, l'elezione di un presidente donna.

Si supponga che il governo ad un certo punto per risolvere il problema alla radice emani una legge che è ancora più assurda della supposizione per assurdo, ovvero che il governo decida di emanare la legge 55, con cui si legalizza e si norma il femminicidio come attività venatoria, lo si regolamenta e si definisce chi può essere, tra le femmine, legalmente ammazzato (a metà tra il medioevo delle streghe e i campi di sterminio).

Supponiamo che in questo panorama allucinato e allucinante ci sia una sola donna che mantiene nonostante tutto e tutti la lucidità, che, non a caso, si chiama Clementina Merlin.

I recenti sconvolgenti fatti di cronaca toccano tutti, imponendo una profonda riflessione sulle motivazioni che qui ci hanno condotti.

Giulio Cavalli, attore, scrittore, giornalista, regista teatrale, drammaturgo e politico italiano, bestia da stile, con una distopia (!) violenta e spaventosa urtica e scuote.

E fa PAURA.

"Ho deciso di vivere e sono morta"

[Italia-Novembre 2023]. "Tutte le donne che decidono di interrompere una relazione in maniera unilaterale si devono considerare a rischio di un'escalation di violenza" - Fabio Roia - Presidente del Tribunale di Milano.
Profile Image for Come Musica.
2,072 reviews632 followers
January 9, 2024
Un romanzo distopico che fa riflettere sul tema del femminicidio.

Nella città DF è stato varato il Decreto Legge 55/4231 che crea non poche ambiguità:

“CONFUSIONE E AMBIGUITÀ nel Decreto Legge 55/4231: Tra Attività Venatoria e Femminicidio

Il panorama di DF italiano è stato recentemente segnato dall’introduzione del Decreto Legge 55, un provvedimento che ha destato diverse preoccupazioni e interrogativi a causa della sua natura ambigua e della confusione che sembra regnare nei suoi contenuti. Il decreto si propone di stabilire misure straordinarie per la regolamentazione temporanea dell’attività venatoria speciale, ma introduce anche riferimenti al fenomeno del femminicidio, creando un collegamento poco chiaro tra queste due tematiche. Uno dei punti di critica più rilevanti riguarda proprio l’oggetto del decreto, che sembra affrontare sia questioni legate alla caccia che aspetti relativi al femminicidio. Questa ambiguità intrinseca rischia di confondere e rendere difficile la comprensione del suo contenuto e delle sue finalità. In un momento in cui la chiarezza e la coerenza delle leggi sono essenziali per garantire la certezza del diritto, il Decreto Legge 55 sembra dare origine a un groviglio di interpretazioni e incertezze.”

Con questo Decreto Legge i politici della città di DF, facendo propria una frase del Gattopardo ("Tutto cambia perché nulla cambi"), ratificano l'orrore: “Continua ad accadere ciò che è sempre successo, non cambia niente, non è cambiato niente. Hanno semplicemente codificato l’orrore in una legge.”

Quello che è successo nella città di DF è davvero così lontano da noi? Giulio Cavalli scuote le coscienze dei lettori in modo radicale per far vedere cosa può succede quando sia la politica sia un’intera classe politica sia uno Stato non sono in grado di risolvere un problema così serio come quello dei femminicidi.

“Le compagne mi hanno chiesto:
“Quando ti libereranno?”.
“Io sono già libera”, ho risposto.
E voi?”


Tra 3 e 4 stelle
Profile Image for Ester Graziosi.
25 reviews2 followers
November 27, 2023
Spaccato di una realtà che, fa paura dirlo, è alquanto simile alla quotidianità che una qualsiasi donna subisce ai giorni nostri.
Profile Image for Anna Toniolo.
26 reviews
June 16, 2024
Un libro che ho trovato pessimo. Non mi è piaciuto lo stile di scrittura. Nel libro le donne sono raccontate solo come vittime. Racconta qualcosa che pensa che sia distopico, in realtà è molto più simile alla realtà di quanto si pensi. Parla di violenza di genere ma non prova a decostruire niente, ad andare a fondo, a dare una visione complessa. Casi di cronaca e, in alcuni casi, pornografia della violenza abbastanza intule. Per me la violenza di genere non si racconta così.
Profile Image for Ilaria.
147 reviews11 followers
December 29, 2023
Una distopia (che si spera rimanga tale!) che colpisce, infastidisce, disturba.
Il racconto di una società, che sembra troppo simile alla nostra realtà quotidiana.
Profile Image for Mighty Aphrodite.
618 reviews60 followers
January 13, 2024
Quello che Giulio Cavalli si proponeva in “I mangiafemmine” era la riproduzione spietata e distopica della realtà contemporanea. Tra le pagine del suo romanzo è come stare seduti davanti ad uno specchio: osservi il tuo riflesso, sai che ti appartiene, ma c’è sempre qualcosa che te lo rende estraneo, una sensazione ambigua ed indecifrabile che risale dal tuo inconscio e striscia insinuante lungo la tua schiena. Ti senti osservata, anche se gli occhi che ti scrutano sono i tuoi. O forse soprattutto per quello.

Ci ha provato Cavalli e – siccome non aveva gli strumenti stilistici per creare un mondo completamente diverso, per immaginare nazioni, leggi, dittatori, ribellioni, repressioni e spie – ha riprodotto nel suo romanzo un collage fatto di stralci di notizie tratte probabilmente dai giornali e dalla quotidianità, ha provato ad ergersi a paladino degli oppressi, il difensore delle donne che incontrano la morte per mano dei compagni, dei mariti, dei conoscenti.

Se non fosse che l’edificio di buone intenzioni e rivendicazioni crolla dopo poche pagine. Se si presta particolare attenzione, infatti, è quasi possibile sentire l’autore scalpitare tra le pagine, agognare il nostro apprezzamento. Ad aprire bene le orecchie, si può sentirlo dire che lui non è come tutti gli altri uomini, che lui si interessa delle donne, che lui ha a cuore la loro sicurezza, che lui non crede che i femminicidi siano da trascurare; che lui non è assolutamente come i personaggi che ha creato, come gli uomini che ha forgiato con il suo stile elementare e ripetitivo, che spesso ferisce gli occhi con le sue parole inventate, i refusi e le frasi incomprensibili.

Continua a leggere qui: https://parlaredilibri.wordpress.com/...
Profile Image for Martina De Vita.
118 reviews5 followers
Read
December 11, 2023
Molto difficile da valutare, davvero molto crudo infatti è stato un pugno nello stomaco, molto bello ma devo ancora prendermi del tempo per digerirlo
Profile Image for Miriam.
93 reviews
March 1, 2024
Mi dispiace per questa recensione, avevo delle alte aspettative nei confronti di questo libro, ma per me è no.

Un libro che parla di femminicidio ma in cui i protagonisti (delineati male) sono per lo più uomini, mentre le donne sono relegate al ruolo di vittime, comparse o stereotipi.
I personaggi femminili, nelle poche scene in cui appaiono, vengono descritti in un modo assurdo, per lo più facendo affidamento a luoghi comuni, e fanno scelte senza motivo. I dialoghi sono abbastanza assurdi, soprattutto quando a parlare è una donna.

Una storia confusa e sconclusionata, di cui non si capisce l'obiettivo. Scuotere le coscienze? Scandalizzare? Portare attenzione su un fenomeno importante? Secondo il mio modesto parere, nessuno di questi obiettivi è stato raggiunto. La storia si concentra troppo sulle cose sbagliate, soffermandosi sui lati meno rilevanti delle coscienze di questi uomini omertosi, senza fornire una critica originale o costruttiva alla tragedia dei femminicidi, e senza offrire un punto di vista nuovo o diverso. Ma nemmeno volendola vedere dal punto di vista emotivo è una storia valida: il racconto degli omicidi si riduce alla semplice pena per la vittima, e la rabbia che certe scene dovrebbero in teoria suscitare non emerge, rimane sulla carta senza prendere minimamente vita.

Non vogliamo la pena di nessuno. Non penso che questa storia sia adatta a portare attenzione su questa questione, e penso che si sarebbe dovuto fare un migliore lavoro per far emergere spunti di riflessione seri ed evitare di cadere in banalità già viste.
Profile Image for Alessandra.
13 reviews1 follower
January 19, 2024
Lo stato di DF si affaccia alle nuove elezioni politiche, Valerio Corti, candidato premier del partito dei Conservatori, sembra avere la strada spianata per vincere, ma la sua ascesa al potere viene compromessa da una serie di femminicidi. Carico di odio e sete di vendetta, lui ed il suo gruppo approvano un nuovo decreto-legge per la “regolamentazione dell’attività venatoria del femminicidio”. Non è una legge che deve preoccupare il popolo di DF, perché è una legge giusta, che segue la giusta natura delle cose. Se sei donna non devi temere, perché in “pericolo” sono solo le donne non normali, quelle non vere, che non sanno stare al gioco.
Un romanzo distopico, che tratta però temi estremamente attuali. È un libro particolarmente duro, che fa arrabbiare, fa stringere lo stomaco e fa paura. Fa paura perché la linea tra racconto e realtà è davvero sottile. Quello che più mi ha spaventato di questo libro sono, infatti, le similitudini con la società moderna.
Ho trovato diversi temi che mi hanno fatto riflettere sulla società attuale. Il primo tema che si staglia sovrano ed indiscusso è quello del femminicidio. In questo libro le donne cadono, in modo estremamente violento, immerse nell’odio, senza motivazione apparente ed è difficile non pensare che non si sia ampiamente ispirato a vicende realmente accadute. Secondo tema che mi ha toccato è quello della delegittimazione della donna; le donne uccise vengono chiamate per nome oppure definite “questa donna”, loro non “erano mai delle sante” e sicuramente "se la sono cercata". Le donne vengono poi delegittimate anche da vive: quando si ribellano sono isteriche in preda alle passioni, perché non hanno rapporti sessuali da troppo tempo, quando lavorano sono invece lì solo perché qualcuno le ha messe e non sono di certo da rispettare. Un episodio che vedo spesso in televisione e nei giornali è la delegittimazione della figura femminile non attribuendole cognome o titolo di studio e questo libro non si tira certo indietro sull’argomento: quando la giornalista si rivolge “all’Onorevole Corti”, riceve in risposta il suo nome, Clementina, o tutt’al più un “signorina”. Infine, ho visto il tema del gioco politico, dove è molto più importante l’apparenza: dietro il volto del politico c’è, infatti, una squadra che lavora per fornirgli discorsi, pose, movimenti, vestiti. Valerio Corti e la sua squadra puntano sulle reazioni di pancia, bisogni primari che fanno leva sul senso di insoddisfazione e sull’invidia dei loro elettori e rimandano spesso alla cultura e alle tradizioni del paese.
Rosa D’Ascenzo, Maria Russ, Delia Zarniscu, Teresa Sartori, Elisa Scavone, Ester Palmieri sono le donne vittime di femminicidio in Italia dall���inizio del 2024.
“Questo è il paese che siamo diventati”
Profile Image for Michela nonostante.
187 reviews4 followers
January 18, 2024
Ho letto I mangiafemmine di Giulio Cavalli pensando a Sottomissione di Michel Houellebecq.
In una società leggermente distopica (ma solo in apparenza appena più estrema della nostra), si sta consumando un'epidemia di femminicidi. La politica dovrebbe forse occuparsene? Che accadrebbe se invece di occuparsene per risolvere il problema se ne occupasse per legalizzarlo e non farlo più essere un problema?

Giulio Cavalli ha scritto il libro che andava scritto, e lo ha fatto benissimo.

"chiese al suo professore di liceo, non ne ricorda il nome, perchè diventando adulti si diventasse anche più disposti a sopportare l'orrore.
Perchè voi giovani trovate orribile ciò che è naturale, le rispose il professore."
Profile Image for Aurora.
25 reviews
January 28, 2024
Racconto distopico che si coniuga perfettamente con la realtà attuale, Italiana ma non solo. La domanda che fa da sottofondo al libro è: "se da domani fosse legale, per gli uomini, uccidere le donne, cosa accadrebbe?". E ancora: "Quanti uomini ucciderebbero, e quanti avrebbero paura di doverlo fare?". Struggente, perché si avvicina tantissimo alla realtà quotidiana.
Profile Image for Adriana Attolico.
173 reviews1 follower
March 12, 2024
La storia in questo libro sembra "al contrario",il femminicidio raccontato in modo da suscitare nel lettore riflessione e lotta perché il tutto sembra talmente assurdo che non si può non reagire! Un libro particolare che mi è piaciuto ma dal quale mi aspettavo un pelo in più.
Profile Image for Clelia Marri.
7 reviews2 followers
December 22, 2023
Un libro crudo che leggendolo mi ha fatto piangere, innervosire ed incazzare tantissimo!
Una realtà distopica che oggi fa più paura che mai.
Profile Image for Emanuela.
5 reviews
November 23, 2025
Scrittura tagliente e raffinata, come l’immaginazione dell’autore che ha saputo creare e raccontare un mondo distopico e in realtà vicinissimo a noi, fra violenza di genere e fragilità maschile.
Profile Image for Alessandra Marin.
11 reviews1 follower
March 24, 2024
Lo definirei un romanzo distopico inaspettato, l'inizio non mi ha preso e non dà segnali di come si evolverà la storia, che è, fin da subito, una copia della cronaca giornaliera dei femminicidi in Italia. Il romanzo poi procede pian piano verso una situazione paradossale e, appunto, quasi distopica, che coinvolge la politica del Paese descritto (il Paese di DF), ma l'aggettivo "distopico" è quasi fuori luogo, dato che sembra uno scenario che potrebbe realmente presentarsi davvero nel giro di poco nell'Italia del 2023, in cui cariche dello stato, sindaci e testate giornalistiche hanno il coraggio di insinuare la colpa della propria morte alla donna uccisa/stuprata/molestata del giorno.
È un romanzo che mi ha irritato, per il senso di impotenza di fronte ad una situazione fin troppo reale. Non tra i miei preferiti, per il modo in cui è scritto, però sono contenta di averlo scoperto e letto.
Displaying 1 - 20 of 20 reviews

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