Vivere nella Londra del 1840 non è affatto la Regina è un vampiro, un demone minaccia di guidare i Non-Umani alla rivolta, ricchi industriali si innestano ingranaggi nel corpo e a un sacco di gente piace il pudding. La vita si fa ancora più difficile per Catherine Webster dopo che suo padre, noto parlamentare, viene rapito da una banda di Strix priva di scrupoli. La sua unica speranza per ritrovarlo è affidarsi ad Harvey Langston, un avventuriero scapestrato, dalle limitate capacità magiche e con l’attitudine sociale di una latrina. E non di una pulita. Immersi in una Londra forgiata nella magia e nel vapore, dove nulla è mai come sembra, i due scopriranno ben presto un intrigo più grande di quello che si aspettavano… Prendete la vostra tazza di tè e accomodatevi, signori, l’avventura sta per iniziare.
«Ha mentito, lo sai?» «Signore?» «I ricordi che mi ha mostrato erano contraffatti. Sia il suo dialogo con Bankes che la scoperta del rapimento di suo padre avevano la tipica patina opalescente dell’immaginazione anziché quella sfocata del ricordo. Era come guardare attraverso una bolla di sapone. Ci sta nascondendo qualcosa, ma non saprei dire perché. La ragazza potrebbe rivelarsi un problema.» «Sono certo che lei pensa lo stesso di voi, padron Langston. Fortunatamente ci sarò io a tenere a bada entrambi.» «Sembra quasi una minaccia.» «Lo è, signore.» Alford sorrise. «Ora suggerisco di scendere. Come insegna il galateo, non è carino far attendere una signorina, specie se dotata di un carattere impetuoso e di una calibro 25.»
Felicissima di aver iniziato il 2025 con questa splendida lettura, ho amato tutti i personaggi, li ho trovati mai scontati e banali, l’intrigo si fa seguire benissimo, alternando momenti di azione e spiegazione del worldbuilding (che non appesantiscono ma anzi arricchiscono la narrazione). L’autore ha mescolato scienza, magia e tecnologia vittoriana in modo eccellente. È un libro che ho letto tutto d’un fiato e non vedo l’ora di scoprire cosa succederà ai nostri improbabili eroi nel prossimo! Consiglio questo libro a tutti gli amanti del genere fantasy investigativo e a chi adora i personaggi buffi che posseggono quel pizzico di ironia non-sense che ti strappa sempre un sorriso.
Molto vapore per nulla è un'avventura mistery che unisce lo steampunk al fantasy e lo fa con una scrittura elegante e fluida, che sfoggia, in maniera calibrata, picchi di ironia geniale. L'intreccio non è troppo complicato ma è sviluppato con cura e intrattiene fino alla fine. Si parte con la situazione classica in cui la protagonista incarica l'avventuriero per ritrovare il padre scomparso. Un classico, no? No! Perché i personaggi ribaltano gli stereotipi e avremo quindi la fanciulla in cerca d'aiuto che in realtà salva l'avventuriero più volte e quest'ultimo che invece è un totale disastro! Ho apprezzato anche che alcuni villain non siano cattivi senza motivo, ma anzi, dietro le loro azioni ci sia una logica e una motivazione credibile. La caratterizzazione è buona pur non portando a empatizzare con nessuno in particolare, ci si gode il viaggio e le stramberie di questi strani figuri! I dialoghi sono sempre spassosi e dinamici, non è facile far ridere in un libro, qui l'autore c'è riuscito e anche bene. L'ambientazione vittoriana è curata e solida, regge anche all'inserimento dell'elemento fantasy. Ci sono creature note al lettore di genere: non mancano i vampiri, (addirittura la regina Vittoria fa parte dei succhiasangue!) mutaforma, licantropi e goblin... vogliamo fare una menzione d'onore per come sono stati caratterizzati i goblin?! Credo sia stata la mia scena preferita! Oltre alle solite creature citate ci sono anche degli androidi e, a tal proposito, ho trovato molto interessante e ben fatta la riflessione su cosa si possa definire "umano" e il concetto stesso di umanità (vibes alla Westworld 🖤) A mio parere, le parti in cui viene spiegata la magia forse sono un po' macchinose, ma a parte questo ho apprezzato l'originalità della storia, dei personaggi e dello sguardo dell'autore. Ho intuito il colpo di scena, più che altro perché il numero dei "giocatori" in campo è piuttosto limitato, ma non mi aspettavo il modo in cui è stato reso. Sicuramente è una storia che ha ancora molto da dire, anche perché il finale è in pratica un cliffhanger e ci lascia con il fiato sospeso. 👀
Questo libro mi è piaciuto TANTISSIMO. Si presenta come un miscuglio di generi ( steampunk, fantasy, comico, mistery etc ), che poteva diventare un enorme paciugo, e invece si sposano tutti perfettamente dando origine a una storia fresca, forte e divertente. 🎭Siamo metà strada tra Dirk gently, un'opera teatrale e una botta in testa.
Non so bene come valutare questo libro, quindi seguirò un insegnamento di Harv (pessima idea?): Quando non sai cosa dire, "cinque" è un ottima risposta.
Umorismo forzatissimo che non fa ridere e rende tanti dialoghi estremamente infantili e senza senso. Personaggi piatti. Trama con potenziale ma sviluppo lento, di fatto succede pochissimo. Zero emozioni, zero pathos. Scene di azione inesistenti. Dovevano essere le più belle, ma sono quelle che mi hanno annoiato più di tutte
"Molto vapore per nulla" è un fantasy steampunk di Stefano Ottaviani, pubblicato alla fine del 2023 per Gainsworth Publishing.
Ho scoperto questa casa editrice da qualche mese e questo libro è stato proprio il primo su cui ho messo gli occhi e ho inserito in wishlist!
La storia è ambientata nell'Ottocento, in una Londra vittoriana che sembra tutt'altro piacevole e luminosa rispetto a come appare in altri libri e serie tv ambientati in questo stesso periodo.
Dovete immaginarvi non una sola Londra, ma due: la prima è composta da parchi verdi, strade ben lastricate, giganti ville da ricchi e gente per bene che si aggira con bei vestiti e ombrellini. La seconda invece è cupa, sudicia e puzzolente, piena di persone che non vorresti incontrare mai.
Nei primi capitoli abbiamo modo di conoscere il protagonista, un certo Harvey Langston. Scopriamo subito che Langston ha un debito molto oneroso in scadenza con la banca, e se non riuscirà a ripagarlo diventerà in breve pappa per vampiri.
Aspettate... Vampiri?
Ebbene sì!
In "Molto vapore per nulla", non manca la parte paranormale che si divide in più categorie. La popolazione londinese è composta da umani e non-umani. In questo primo libro infatti ne conosciamo ben due principali: i vampiri (appunto) e gli Strix (una classe che raccoglie mostri "minori" come goblin, demoni e mutaforma).
Scopriamo che i vampiri, sempre figure altezzose, sono praticamente a capo di tutta Londra: la regina Vittoria stessa è sul trono da decenni ed è una di loro.
I vampiri dominano con il pugno di ferro la camera dei Lord, affiancati solo da qualche umano.
È molto interessante come in questo libro non manchi o risvolti politici declinati in lotte di potere e lotte di classe. È una sfumatura che mi è piaciuta molto e che a suo modo riesce ad essere attuale anche per noi.
Ma solo perché i vampiri sono al potere non significa che le classi dei "mostri" se la vivano bene tra di loro, o che ci sia equilibrio nella società.
Ritornando alla trama: Langston ha un debito che deve estinguere il prima possibile.
Poco dopo alla sua porta bussano due persone: Catherine Webster, figlia di un Lord, accompagnato da un fedele amico di suo padre.
Il problema di fondo è che Lord Webster è scomparso.
Oltre alla dimensione affettiva che lega Catherine a suo padre, e che è il motivo di base per cui la Lady si mobilita a ritrovarlo, scopriremo che Lord Webster prima di sparire nel nulla aveva tra le mani una certa arma in grado di decimare la popolazione londinese in un batter d'occhio.
Di che arma si tratta? E perché Lord Webster l'aveva tra le mani? Ci sarà forse sotto qualcosa?
Di questo libro mi è piaciuto tutto: do raramente le mie cinque stelle, ma leggere questa storia mi ha soddisfatta sotto ogni punto di vista.
Sapevo che sarebbe stata una lettura di alta qualità e sono stata felice di constatare che le mie aspettative non sono state deluse.
Lo stile di scrittura è fluido e ciò che rende facile la lettura è la buona parte di ironia che guida la penna dell'autore. Non penso di essermi mai divertita tanto durante una lettura, o almeno non di recente.
Per quanto riguarda i personaggi mi sono piaciuti tutti [un pochetto speravo nel risvolto amoroso, lo ammetto] anche se mi sarebbe piaciuto conoscerli in modo più approfondito. Purtroppo alcuni non hanno davvero avuto molto spazio, ma sono certa che prenderanno ciò che meritano nel seguito [eh sì, questo libro NON È AUTOCONCLUSIVO].
La trama mistery mi è piaciuta molto, non è eccessivamente complicata da seguire ma è molto interessante! Non si capiscono subito le trame e i colpevoli finali e mi ha preso un sacco il modo in cui la verità [oppure ciò che sembrava tale] venisse ribaltata di continuo.
Parola d'ordine: colpi di scena!
L'unica nota che ha un po' rallentato la lettura sono stati dei capitoli un po' lunghi, situati all'inizio.
Avrei preferito qualche divisione in più, ma infondo non ha inciso così tanto sul mio parere finale.
La storia è davvero super originale, ogni dettaglio ha un ruolo fondamentale e tutto è curato in modo minuzioso.
Certo che il colpo di scena finale non ce lo meritavamo. Almeno non così sospeso!
Nelle ultime pagine del libro era ben chiaro che i personaggi avessero altro da raccontarci e sono ben contenta di sapere che potrei rincontrarli prima di quanto penso. Aspetto solo quello!
Londra, 1840: scienza e magia vivono in equilibrio ciascuna compiendo i propri miracoli a fronte di un consumo di energia. Già questo è un bell’approccio all’argomento. La classe dominante è quella dei vampiri, tra i quali vi è ovviamente la regina, un po’ più sotto ci sono gli umani e infine, ai bordi della società, ci sono le altre creature magiche, gli strix. Il libro parte con un rapimento e un caso da risolvere e i protagonisti sono un investigatore dell’occulto incompetente; il suo fidato Grouch…no scusate, maggiordomo Alford; la frizzante Catherine, nobile figlia dello scomparso; un demone terrificante e uno strix mutaforma. Mi è piaciuto che l’autore non abbia spinto i personaggi oltre i loro limiti, che abbia valorizzato le loro debolezze e non li abbia fatti diventare qualcosa che non sono. Mi è piaciuta l’ambientazione steampunk per le fumose vie di Londra popolate di spettri e di vampiri. È un libro che tiene il ritmo e, cosa non da poco, è un libro scritto bene. Per cosa storco solo leggermente il naso? L’umorismo, alle volte, è un po’ troppo forzato per i miei gusti. Verso la fine del libro questo aspetto trova un migliore equilibrio generale inglobandosi nella storia senza appesantirla, ma all’inizio mi è sembrato che rompesse un po’ il ritmo e buttasse un po’ troppo via i personaggi. A parte questo, bella scoperta! Attendo il seguito.
Un fantasy steampunk ben costruito e dal tono decisamente umoristico. Abbiamo un colorito gruppo di personaggi grigi e ben delineati ( i miei preferiti sono stati forse Catherine e il Demone Cremisi) che per un bizzarro gioco del destino si trova a collaborare per scoprire e fermare un complotto di proporzioni terribili attraverso una rocambolesca avventura che porta il lettore a visitare ogni parte di una sorprendente Londra steampunk, dai bassifondi alla corte della regina Vittoria, dal parlamento al villaggio dei globin. Il finale è arrivato, almeno per me, con un paio di sorprese esplosive che lasciano presagire un seguito con molta carne al fuoco.
c'è un seguito? ditemi che c'è un seguito per favore
Londra metà 1800 e vapore, dirigibili e tecnologia quasi anacronistica. Molto vapore per nulla è un romanzo steampunk che mi ha reso una persona molto felice. La storia ed i personaggi molto interessanti, umani, vampiri ed altri esseri con caratteristiche diverse e magie. Una Londra governata da Vampiri e umani che stanno sotto la corona.
Personaggi ambigui, protagonisti un po’ tonti e un po’ sfacciati. Una storia interessante con più sfumature. Un rapimento e una sorta di Sherlock Holmes dei poveri. Una protagonista cocciuta e un personaggio che non è ciò che dice di essere ma che comunque non è totalmente malvagio. Lì dipende dai punti di vista.
Sarcasmo, battute irriverenti, momenti adrenalinici. Scontri a parole quanto corpo a corpo. Antagonisti che non sono reali antagonisti e amici che si rivelano serpi traditrici. C’è di tutto e non risulta nulla di eccessivo. Un bellissimo romanzo che finisce in un modo terribile perché non so (nessuno sa) se ci sarà mai un seguito. Sarebbe una tragedia se non ci fosse un seguito perché ho imparato ad amare tanto Langston e Cat, come Alford e Fenton Bower. E non sapere se mai li leggerò di nuovo mi rattrista ma non troppo, perché so che almeno esistono in questo libro.
Un bel libro, divertente e ironico, che ho letto con piacere. È molto ben costruito e la narrazione ha il pregio di mantenere inalterato lo stile scherzoso durante tutto il romanzo. Un libro umoristico che consiglio.
Questo libro non è un granché. Viste le premesse nelle recensioni super positive qui su GR, ho deciso di andare avanti fino alla fine.
L’idea è carina, anche se è un po’ banale ambientarla in una Londra dell’800 per renderla “steampunk” (Arcane insegna).
Gli elementi per un romanzo urban fantasy ci sono tutti, peccato per la scrittura. Il problema di questo libro è la costante insistenza dell’autore nel dare dettagli e voler controllare ogni singolo pensiero del lettore. Le frasi si fanno (troppo) ricche di subordinate, descrizioni, esempi, metafore, similitudini, e chi più ne ha più ne metta, che appesantiscono ogni passaggio. Soprattutto quelli dove la lettura dovrebbe essere snella e seguire le vicende della narrazione. Un vero peccato. A volte lasciar immaginare il lettore e favorire la narrazione, aiuta a tenere le persone incollate alla lettura. Io ho fatto una gran fatica a leggere questo libro, proprio perché il mio pensiero andava ovunque: come la scrittura di questa storia. Forse qualche taglio in più dall’editore e un po’ meno “strafare” dell’autore, potrebbero portare in futuro opere migliori. Non lo consiglio a meno che proprio non sappiate cosa leggere.
Prima di tutto, ci tengo a ringraziare Gainsworth Publishing per la fiducia e per avermi inviato una copia digitale del libro 🐁
La lettura di questo mystery dalle atmosfere steampunk è stata simile alla visione di un episodio special di Doctor Who, la serie TV fantascientifica più longeva del Regno Unito (nonché la mia preferita in assoluto): struttura autoconclusiva aperta però a sviluppi futuri, scorrevolezza unita alla presenza di cliffhanger disseminati qua e là, unione tra scienza e magia con momenti inaspettatamente epici, tante battute senza scadere nel volgare o nello stucchevole e, verso il finale, la piacevole sensazione di aver imparato qualcosa di nuovo.
Infatti i personaggi principali, nel loro essere iconici e decisamente sopra le righe, mi hanno ricordato tantissimo il Dottore e i suoi compagni (spesso di disavventure); Harvey Langston, come l'alieno di Gallifrey, è goffo in ogni cosa che fa e apparentemente mediocre nel suo campo, ma in realtà è un individuo dalle tante sfaccettature che riuscirà a fare breccia nel vostro cuore. Catherine e Zeph, proprio come i compagni del Dottore, sono pronti a collaborare per raggiungere un obiettivo comune senza accettare passivamente gli eventi assurdi che si susseguono uno dietro l'altro, ma diventandone i protagonisti indiscussi.
L'autore dimostra inoltre una grande conoscenza degli stilemi del teatro e del romanzo investigativo britannico (a dispetto del titolo, qui di cose ne succedono eccome), ma con la tecnica del rovesciamento li ripropone senza dare un sentore di "già visto". Sono i personaggi a tenere le redini della trama, piena di rivelazioni, depistaggi, azione al cardiopalma e scontri fra maghi e magnati industriali.
Anche se si entra fin da subito nel vivo della vicenda (cosa che rende il libro un candidato perfetto per uscire dal blocco del lettore), da un certo punto in poi è quasi impossibile non fare congetture per risolvere il mistero. Alla fine dell'avventura, rimarrà al lettore l'invito a non prendersi mai troppo sul serio e a non fermarsi alla superficie delle cose: c'è sempre un asso nella manica nascosto, pronto a venire fuori nei momenti più inaspettati.
Prendiamo la Londra Vittoriana, inseriamoci le macchine al vapore, una spolverata di vampiri e creature magiche, e abbiamo la ricetta base per un buon piatto. Ora aggiungiamo un protagonista stralunato e fuori fase, una protagonista forte e risoluta, Senza dimenticarci del maggiordomo migliore del mondo, ed ecco che ci troviamo davanti ad un piatto spettacolare. Ho iniziato a leggere MVPN Senza aspettative, avevo sentito buone recensioni e onestamente non ho nemmeno letto la trama, sono andata sulla fiducia. E ho fatto benissimo!!!! Un libro divertente, al limite del tragicomico in alcuni momenti, con dei voltafaccia assurdi e dove il bianco e nero non esistono più. Insomma, se non lo avete letto, FATELO! Questo libro è davvero una chicca ✨ Insieme ad Harvey e Catherine giriamo per le strade (e le fogne) di Londra alla ricerca del padre di lei. Un investigativo dove continuano a darti risposte, e queste risposte manderanno in pappa il cervello di chiunque, facendoci cambiare idea su praticamente qualsiasi personaggio. Battute irriverenti, coinvolgenti e soprattutto divertenti ci accompagneranno per tutto il libro, anche in alcuni momenti abbastanza tragici, Senza farci però mancare il lato emotivo della storia.
Ammetto che ho iniziato questo libro con un certo scetticismo poiché i libri ''commedia'' non sono proprio il mio genere. E invece ecco la rivelazione: una trama sagace, dei protagonisti veri e una scrittura sopraffine.
I protagonisti mi hanno ricordato molto il mio gruppo di D&D: caotici, in contrasto, divertenti, non sempre positivi. Ma esiste davvero qualcuno che è positivo al 100%? Molto spesso i libri ci fanno credere che esiste o il buono o il malvagio. ''Molto vapore per nulla'' smentisce questo iter letterario e presenta invece il reale, seppur arricchito con vampiri, Strix di ogni sorta e molto altro.
E tutto ciò sullo sfondo di un'Inghilterra vittoriana spinta al progresso dalla moderna industria.
Tante stelline e tantissime parole belle per questo libro. Ecco la recensione. Le parole non bastano per descrivere quanto mi sia piaciuto ma nel comunque ci ho provato: https://lattaccodimarty.blogspot.com/...
Quando ci si ferma a riflettere sul modo in cui il nostro cervello funziona, non si può non rimanere stupiti.
Più di vent’anni fa ho letto un libro di Luciana Littizzeetto, in cui si esponeva un concetto definito come ‘i belli venuti male’, cioè quelle persone che in teoria avrebbero tutte le caratteristiche fisiche in genere associate alla bellezza (tipo essere alti, biondi e con gli occhi azzurri), ma, non si sa bene come, belli non sono per nulla (la signora Littizzetto usava un termine più diretto di questa perifrasi, ma non voglio risultare offensiva, per cui evito di riportarlo).
E’ possibile che questo concetto sia passato per la mia testa nel corso di questi vent’anni, ma, anche se così fosse, non è certo stato un pensiero ricorrente. Eppure, eccolo rispuntare qui con prepotenza nel 2025 e rimanermi fisso in mente per parecchi giorni.
Vi starete chiedendo se per caso io non abbia sbagliato posto e stia parlando di cose che nulla hanno a che fare con quello che dovrei scrivere qui, ma non preoccupatevi: so che questo dovrebbe essere – e, in effetti, è – il mio commento a Molto Vapore per Nulla, romanzo d’esordio dello scrittore italiano Stefano Ottaviani.
Parliamo allora di questo libro. L’ho comprato l’anno scorso al Salone del Libro di Torino (e l’ho finalmente letto in preda ai sensi di colpa, perché tra meno di tre settimane ci sarà la nuova edizione e non voglio andarci avendo ancora in libreria troppi tomi intonsi dell’edizione 2024). I motivi di questo mio acquisto sono stati molteplici, perché ho trovato diverse caratteristiche attrattive in questo libro. Ve le vado a elencare:
- prima di tutto la copertina. E’ bella, niente da dire: colori, grafica, impostazione. Tutto davvero ottimamente realizzto - il genere richiamato dalla copertina in questione, oltre che dal titolo: puro steampunk, un genere che trovo molto affascinante e di cui ho letto meno di quanto vorrei - una sola battuta in quarta di copertina, messa lì a indicare che non è un libro da prendere troppo sul serio e che l’autore di certo ci ha messo una buona dose di umorismo - il riassunto sul risvolto di copertina. Ci viene presentata l’ambientazione, una Londra vittoriana ucronica, in cui la regina è un vampiro, magia e tecnologia convivono naturalmente, così come esseri umani e non-umani. Intrigante. Sono introdotti altresì i protagonisti: Lady Catherine Webster, il cui padre è stato rapito da una banda di Strix (cosa saranno? La curiosità aumenta) e Harvey Langston, l’avventuriero che viene incaricato della ricerca, un uomo di certo molto particolare.
Insomma, questo libro si presentava con tutti gli ingredienti possibili per essere davvero una creazione geniale, una lettura appassionante, un debutto con il botto e in effetti, anche iniziando a leggerlo, quest’impressione dovrebbe mantenersi perché – udite udite, notizia incredibile – questo libro è scritto bene, anche molto bene, direi. Si vede che l’autore non è un dilettante allo sbaraglio raccattato per strada che non sa nemmeno la grammatica italiana, al contrario: la struttura e il linguaggio sono di alto livello e pure l’editing è stato fatto con una certa cura (un paio di sviste ci sono, ma sono poche rispetto alla media di altri libri che mi sono passati tra le mani).
E allora, dov’è il ‘ma...’? Perché è ovvio che, dopo tutte queste premesse, ci debba essere almeno un ‘ma...’. Difatti c’è, e qui ci ricolleghiamo al discorso iniziale, cioè quello a proposito dei ‘belli venuti male’, che suppongo a questo punto non sia ristretto alle persone, ma si possa applicare anche ad altre categorie, in questo caso i libri.
Già, perché Molto Vapore per Nulla mi ha dato proprio l’impressione di un libro ‘bello venuto male’, cioè un libro che sulla carta ha tutte le caratteristiche per essere spettacolare, invece non lo è.
Partiamo proprio dall’unico elemento che, per forza di cose, non ho potuto verificare di primo impatto in fase di acquisto: la scrittura. Ho detto che il libro è scritto bene e lo ribadisco: l’autore ha curato molto questo aspetto del suo lavoro. Forse un po’ troppo. Il libro non è scorrevole, lo stile è esageratamente barocco, arricchito da cascate di aggettivi, similitudini, metafore, subordinate e descrizioni dettagliate fino allo sfinimento. Sembra molto più lungo di quanto non sia in realtà e perfino la caduta al rallentatore di una fialetta di vetro è raccontata come se fosse una sequenza di un film in slow motion. Un libro però non è un film e qualcosa può – deve – essere lasciato alla mente del lettore, perché se la mente è convinta di non avere alcunché da aggiungere, il rischio è che si allontani dal libro e si metta a vagare per i fatti propri. E sì, alla mia è successo più volte di quante sia perdonabile.
Passiamo all’umorismo. Far ridere non è facile, anzi. E’ molto più difficile che far piangere. L’umorismo è un’arte complessa, costituita da molti elementi che devono bilanciarsi in modo pressoché perfetto per funzionare. Certo, è anche soggettivo: l’umorismo è differente nelle diverse culture, ma anche nei diversi individui e una battuta che fa ridere me come una pazza può lasciare qualcun altro del tutto indifferente. Di certo, l’umorismo non può essere imposto: non si può costringere qualcuno a trovare divertente ciò che per lui non lo è. Stefano Ottaviani però sembra volerci provare. Così come la scrittura, l’umorismo è calcato, inserito a forza quasi in ogni frase, in ogni dialogo, in ogni descrizione, in ogni similitudine. Sì, abbiamo capito. Questo libro non deve essere preso troppo sul serio, ma nemmeno in libri dichiaratamente parodistici l’autore cerca di essere così pervasivo con il suo umorismo. All’inizio le battute possono anche far sorridere, perché non sono neppure male, ma dopo una decina di pagine diventano ripetitive e ci si è già stancati di leggerle.
Anche il modo in cui i vari personaggi, soprattutto il protagonista, falliscono sono usati come fonte per aggiungere umorismo non necessario. Mi spiego. In un libro, è ovvio che ai personaggi debbano capitare battute d’arresto, che debbano commettere degli errori, altrimenti ricadiamo nello stereotipo di Mary Sue e l’interesse per la storia va a perdersi. Ci può anche stare che uno di questi problemi faccia scaturire involontariamente un effetto un po’ comico, ma se questo è ripetuto più e più volte di proposito, non è più comico, è cringe. Questo libro non si presenta come una smaccata parodia di genere, come invece per esempio la serie Mondo Disco di Terry Pratchett, e il suo protagonista non è un completo incapace con una buona dose di sfiga ma anche di fortuna, come Scuotivento: non lo si può rendere ridicolo così spesso, altrimenti il suo lato serio rischia di perdere del tutto di credibilità.
Sembra incredibile a scriversi, visto che prima ho parlato di quanto l’autore si dilunghi, tra le altre cose, in descrizioni non necessarie, ma il worldbuilding non è molto approfondito. Al di là dei pochi elementi sui quali ci si focalizza, il resto è lasciato in sottofondo. Conosciamo l'organizzazione sociale, una piramide al cui vertice sono i vampiri, sotto di loro gli umani e infine gli Strix, cioè gli altri esseri non-umani che non sono vampiri. Gli Strix dovrebbero essere i più interessanti, ma, oltre a essere i classici elfi, nani, orchi, goblin e demoni (nessuna creazione originale che prenda vita nel testo, solo qualche nome sparso un po’ qua e là a caso, e solo per tentare un effetto comico, di nuovo), ben pochi hanno rilevanza nella trama e soltanto due hanno un minimo di spessore come personaggi. I goblin sono addirittura utilizzati come linea comica nella prima parte del libro.
E i personaggi umani? Almeno loro hanno un po’ di spessore? Se devo essere sincera, non moltissimo. Sono piuttosto piatti, stereotipati (il maggiordomo fedele ed efficiente che si chiama Alford, e che, ovviamente, in prima battuta ho letto Alfred? Davvero?) e superficiali: non sono riuscita a empatizzare con nessuno di loro.
Colpi di scena ampiamente prevedibili: è evidente fin da subito che
Sono rimasta anche un po’ delusa dal fatto che Magari mi sono lasciata trasportare troppo, e questo è un aspetto che verrà approfondito negli eventuali seguiti.
Non voglio però essere esageratamente cattiva e bocciare del tutto questo romanzo, per vari motivi.
Il primo, anche se non è di certo lusinghiero, è che ai nostri giorni si pubblica molto di peggio e quel peggio diventa spesso un successo di portata mondiale (ogni riferimento a fatti, persone o libri intitolati Fourth Wing è da considerarsi volutamente casuale).
Il secondo è che si tratta di un debutto e che, anche in questo caso, si vede di molto peggio (si vede di molto peggio anche tra scrittori non debuttanti, ma questa è un’altra storia).
Il terzo, e il più importante, è che Stefano Ottaviani ha talento. Lo so, mi vorrete far notare che quello che ho scritto fin qui potrebbe far pensare il contrario, ma non è così. Ottaviani sa scrivere, ha senso dell’umorismo, molta fantasia, creatività e originalità, oltre – cosa non da poco di questi tempi – una cultura di fondo da non sottovalutare. Il fatto che il suo libro d’esordio sia un po’ zoppicante non è indice che anche i prossimi lo debbano essere. Il libro ha un finale compiuto per quanto riguarda la trama principale, ma si lascia aperte le strade per uno o più sequel: gli spunti proposti sono molto interessanti e con qualche aggiustatina nello stile, un po’ di contenimento delle spiritosaggini non necessarie, un po’ di approfondimento dei personaggi principali, penso potrebbe trarne delle ottime storie. Me lo auguro, glielo auguro, e aspetto il prossimo libro.
Ho letto questo libro con il gruppo di lettura di Spaghetti Fantasy. Sono stata attirata dalla trama assurda e dall’umorismo che si intravede già dalla sinossi. Questa storia parla di Catherine, una giovane donna che in seguito al rapimento del padre si rivolge ad Harvey Langston, una sorta di detective strambo in grado di usare la magia. E così inizia la ricerca. Questo libro l’ho divorato. Credo mi abbia fatto realizzare appieno che il mio sottogenere prediletto di fantasy sia il fantasy umoristico. Di questi tempi poi un po’ di sorrisi ci vogliono. Questo libro ha le vibes dei film di Sherlock Holmes, quelli con Robert Downey Jr. È spiritoso, ha alcune parti della trama che mi hanno ricordato MOLTO quel film, e poi Langston è assurdo quanto quella versione di Sherlock (tutti punti a favore del libro per quel che mi riguarda). La trama era intricata e interessante, vedere i personaggi percorrere Londra in lungo e in largo e finire in ogni casino possibile mi è piaciuto. Anche il worldbuilding dei vampiri al potere e delle altre specie, delle macchine a vapore, del Sangue Nero, della magia e di come funziona. Una gran figata. I personaggi erano fantastici. Langston come ho detto mi ricordava Sherlock Holmes dei film, ma nel suo essere un po’ assurdo mi ricordava anche i personaggi di Johnny Depp. Niente di quel che fa sembra aver mai senso, eppure prosegue nella giusta direzione ugualmente. Catherine anche è fantastica. Sopporta Langston e le stranezze che dice, va in giro armata di pistola, deve destreggiarsi con gente strana e/o pazza e lo fa senza troppa fatica… La amo, lei e il suo Sopracciglio. Alford invece sono sicura sia stato ispirato a Groucho di Dylan Dog e l’ho AMATO. Mi è piaciuto molto come personaggio anche Bower, il Demone Cremisi (ha un cuore sotto sotto awww), mentre invece Zeph lo avrei preso a sberle. Anche Bankes. La vera sorpresa di questo libro è che nonostante i capitoli lunghi (che in genere non sopporto), ho divorato la storia. A un certo punto ho realizzato che ero a 100 pagine dalla fine ed ero lì “what????” L’unica cosa che aspiravo davvero a vedere era Langston messo alle strette che usava il suo incantesimo di emergenza. L’angst che si portava dietro una simile immagine… Chef kiss. Quindi sì, voto pieno. Adoro.
"Molto Vapore per Nulla" è un romanzo steampunk ambientato nella Londra vittoriana che apparentemente segue il semplice schema di persona che cerca altra persona addentrandosi in una serie di situazioni e misteri.
Raramente mi capita di trovarmi di fronte a un testo così solido. E' solido nella struttura, nei dialoghi e nel ritmo. Ha un'ironia sottile e dei personaggi carismatici. Ma soprattutto è a livello tematico che da il meglio di sé.
La protagonista Catherine infatti non trova più suo padre e che sembra scomparso nel nulla e assume il misterioso Harvey Langston, investigatore sui generis che in maniera più o meno ortodossa prova ad aiutarla.
La cosa più sconvolgente di "Molto Vapore per Nulla" è la semplicità con cui sa presentare la complessità. Il mondo è sfaccettato e dettagliato così come lo sono i personaggi, c'è tanta carne al fuoco, tanta politica, tante creature, era facile cadere nell'errore che io chiamo "Errore del Tacchino" (vi lascio il link qui per approfondimenti https://libriitaliani.wordpress.com/2...). Eppure non è accaduto perché il testo riesce sempre a essere solido e scorrevole riuscendo a consolidare tante informazioni in poche righe. L'autore è capace di trovare sempre con ogni periodo la perfetta sintesi senza mai dare un senso di pesantezza al testo.
Di solito io trovo difetti ovunque in qualsiasi testo, ma in questo caso sono in difficoltà, ha rotto il mio senso ipercritico affinato da anni di letture di ogni tipo, spesso terribili. Pur essendo un testo derivativo a più livelli non restituisce mai l'idea del libro che copia ciò che è già stato fatto da altri con poche variazioni, ma tutt'altro ha la capacità di trovare un sua voce forte e innovativa anche decostruttiva. E per decostruttiva si intende del canone classico della narrazione sotto molteplici aspetti. Il discorso centrale colpisce ovviamente dato il tema portante della trama il rapporto padri-figlie non sempre affrontato senza cadere nei cliché e il discorso padri-figli e alunni e maestri. Decostruttivo perché le creature sono rilette sia in chiave canonica che in chiave comica e trovano una funzione nella società logica e sensata che non è puramente estetica. Così come funziona la magia che si lega alla fisica e ai principi della fisica.
L'ironia poi è stato il lato della narrazione che più ho apprezzato perché è talvolta sottile talvolta più manifesta ma sempre presente, mai esagerata ma sempre sottointesa in modo da rendere il libro divertente.
Quando dico che come libro non ha grande debolezze è proprio perché riesce a risultare convincente ogni volta che tenta di comunicare qualcosa. E' solido il mondo che propone, è solido nelle descrizioni, nella struttura interna dei personaggi.
Harvey Langston è un personaggio semplicemente adorabile nella sua intelligenza tanto quando nelle sue idiozie e battute fatte nei momenti meno opportuni. E' quello nettamente più carismatico nelle sue stranezze e nelle sue particolarità anche perché sembra più vicino ai "freaks" di Londra rispetto agli ingessati vampiri nobili elitari. Nonostante di fatto non sia un mostro comunque sceglie l'isolamento esattamente come fanno i mostri. Lady Catherine è un personaggio femminile complesso e mai banale nonostante l'apparente semplicità. E' il motore della trama nonché la parte idealista e progressista, lei è il futuro laddove tutto il resto della nobiltà è passato, padre compreso.
A fare da padroni però sono soprattutto i mostriciattoli del sottobosco della città che seppure incoerenti e disgustosi non sono mai pericolosi quanto l'élite di vampiri. E in ogni caso sanno anche nelle loro bassezze catturare l'empatia del lettore oltre che la sua curiosità. Pur non essendo un libro per bambini mi ha ricordato lo stile di Roald Dahl, sempre paradossale ma al contempo credibile, con quella ironia cattiva e spietata di sottofondo che lo contraddistingueva.
L' "Orlando Furioso" utilizzava l'artificio dell'abbassamento per narrare una storia epica in maniera dissacrante e ironica. Direi che si può parlare di artificio dell'abbassamento anche in questo caso. La vera critica sta in chi pretende di voler eliminare la diversità e il pluralismo in difesa di un miglioramento della razza umano impossibile.
Altra cosa che colpisce è la grande attenzione ai dettagli, specialmente quelli appartenenti all'estetica steampunk saggiamente inquadrati in descrizioni mai ridondanti anzi, con una genuina capacità riassuntiva. La grande abilità sintetica dell'autore permette a questo libro di essere denso di avvenimenti senza essere pesante. Credo il grande merito sia anche del naturale stile di scrittura che sa essere ricco e fluido al contempo. Non si dimentica di mettere sul piatto la complessità dei personaggi, quello di Langston troneggia tra tutti, difetto che di solito in un libro con un impianto mistery e ricco di avventure è sempre in agguato. In definitiva mi ricorderò di questo libro come del libro che ha rotto il mio senso critico e che mi mette in difficoltà a trovare dei difetti anche dopo un attenta riflessione a posteriori. Il che non è assolutamente poco perché non mi capitava dalla prima media almeno. E ci era voluto "Breaking Dawn" per farmi capire che esistevano anche libri orribili a questo mondo.
Meno male che esiste anche "Molto Vapore per Nulla" che mi fa tornare entusiasta dopo tanto tempo per qualcosa che ho letto."Molto Vapore per Nulla" è un romanzo steampunk ambientato nella Londra vittoriana che apparentemente segue il semplice schema di persona che cerca altra persona addentrandosi in una serie di situazioni e misteri.
Raramente mi capita di trovarmi di fronte a un testo così solido. E' solido nella struttura, nei dialoghi e nel ritmo. Ha un'ironia sottile e dei personaggi carismatici. Ma soprattutto è a livello tematico che da il meglio di sé.
La protagonista Catherine infatti non trova più suo padre e che sembra scomparso nel nulla e assume il misterioso Harvey Langston, investigatore sui generis che in maniera più o meno ortodossa prova ad aiutarla.
La cosa più sconvolgente di "Molto Vapore per Nulla" è la semplicità con cui sa presentare la complessità. Il mondo è sfaccettato e dettagliato così come lo sono i personaggi, c'è tanta carne al fuoco, tanta politica, tante creature, era facile cadere nella ridondanza. Eppure non è accaduto perché il testo riesce sempre a essere solido e scorrevole riuscendo a consolidare tante informazioni in poche righe. L'autore è capace di trovare sempre con ogni periodo la perfetta sintesi senza mai dare un senso di pesantezza al testo.
Di solito io trovo difetti ovunque in qualsiasi testo, ma in questo caso sono in difficoltà, ha rotto il mio senso ipercritico affinato da anni di letture di ogni tipo, spesso terribili. Pur essendo un testo derivativo a più livelli non restituisce mai l'idea del libro che copia ciò che è già stato fatto da altri con poche variazioni, ma tutt'altro ha la capacità di trovare un sua voce forte e innovativa anche decostruttiva. E per decostruttiva si intende del canone classico della narrazione sotto molteplici aspetti. Il discorso centrale colpisce ovviamente dato il tema portante della trama il rapporto padri-figlie non sempre affrontato senza cadere nei cliché e il discorso padri-figli e alunni e maestri. Decostruttivo perché le creature sono rilette sia in chiave canonica che in chiave comica e trovano una funzione nella società logica e sensata che non è puramente estetica. Così come funziona la magia che si lega alla fisica e ai principi della fisica.
L'ironia poi è stato il lato della narrazione che più ho apprezzato perché è talvolta sottile talvolta più manifesta ma sempre presente, mai esagerata ma sempre sottointesa in modo da rendere il libro divertente.
Quando dico che come libro non ha grande debolezze è proprio perché riesce a risultare convincente ogni volta che tenta di comunicare qualcosa. E' solido il mondo che propone, è solido nelle descrizioni, nella struttura interna dei personaggi.
Harvey Langston è un personaggio semplicemente adorabile nella sua intelligenza tanto quando nelle sue idiozie e battute fatte nei momenti meno opportuni. E' quello nettamente più carismatico nelle sue stranezze e nelle sue particolarità anche perché sembra più vicino ai "freaks" di Londra rispetto agli ingessati vampiri nobili elitari. Nonostante di fatto non sia un mostro comunque sceglie l'isolamento esattamente come fanno i mostri. Lady Catherine è un personaggio femminile complesso e mai banale nonostante l'apparente semplicità. E' il motore della trama nonché la parte idealista e progressista, lei è il futuro laddove tutto il resto della nobiltà è passato, padre compreso.
A fare da padroni però sono soprattutto i mostriciattoli del sottobosco della città che seppure incoerenti e disgustosi non sono mai pericolosi quanto l'élite di vampiri. E in ogni caso sanno anche nelle loro bassezze catturare l'empatia del lettore oltre che la sua curiosità. Pur non essendo un libro per bambini mi ha ricordato lo stile di Roald Dahl, sempre paradossale ma al contempo credibile, con quella ironia cattiva e spietata di sottofondo che lo contraddistingueva.
L' "Orlando Furioso" utilizzava l'artificio dell'abbassamento per narrare una storia epica in maniera dissacrante e ironica. Direi che si può parlare di artificio dell'abbassamento anche in questo caso. La vera critica sta in chi pretende di voler eliminare la diversità e il pluralismo in difesa di un miglioramento della razza umano impossibile.
Altra cosa che colpisce è la grande attenzione ai dettagli, specialmente quelli appartenenti all'estetica steampunk saggiamente inquadrati in descrizioni mai ridondanti anzi, con una genuina capacità riassuntiva. La grande abilità sintetica dell'autore permette a questo libro di essere denso di avvenimenti senza essere pesante. Credo il grande merito sia anche del naturale stile di scrittura che sa essere ricco e fluido al contempo. Non si dimentica di mettere sul piatto la complessità dei personaggi, quello di Langston troneggia tra tutti, difetto che di solito in un libro con un impianto mistery e ricco di avventure è sempre in agguato. In definitiva mi ricorderò di questo libro come del libro che ha rotto il mio senso critico e che mi mette in difficoltà a trovare dei difetti anche dopo un attenta riflessione a posteriori. Il che non è assolutamente poco perché non mi capitava dalla prima media almeno. E ci era voluto "Breaking Dawn" per farmi capire che esistevano anche libri orribili a questo mondo.
Meno male che esiste anche "Molto Vapore per Nulla" che mi fa tornare entusiasta dopo tanto tempo per qualcosa che ho letto.
Consigliato! Molto vapore per nulla è un romanzo fantasy steampunk ambientato in un'ucronica Londra Vittoriana governata dai vampiri. La storia ruota attorno un mistero da risolvere ben sviluppato e pieno di colpi di scena. L'ironia è forse l'elemento che ho apprezzato di più. Pervade sia i dialoghi che la narrazione, portando il lettore a divertirsi dalla prima prima all'ultima riga del libro. Il finale è... inaspettato e promette un seguito altrettanto imprevedibile.
Riuscite ad immaginare la sensazione di aver appena scoperto un titolo che sembra essere stato scritto apposta per voi, caratterizzato da tutti quei dettagli che in qualche modo vi rappresentano? Per me è stato così con 𝘔𝘰𝘭𝘵𝘰 𝘷𝘢𝘱𝘰𝘳𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘯𝘶𝘭𝘭𝘢 di Stefano Ottaviani e, non potendo essere altrimenti, l’ho assolutamente adorato 🤎
Un romanzo fantasy steampunk dall’ambientazione londinese e dalle tinte mystery, un’epoca vittoriana in cui la società britannica e la Corona sono nelle mani dei vampiri - la Regina Vittoria stessa ha i canini. Due mondi entrano in collisione: magia e meccanica 🗝️
«L’evoluzione non può essere imposta: il miglioramento è tale solo se viene dall'interno, se è una spinta consapevole del nostro io.»
⏳ La pace tra umani e non-umani è precaria, con i vampiri al comando e gli umani ancora influenti, gli altri esseri dotati di capacità magiche sono considerati inferiori, prossimi ad una rivolta. Lord Webster gioca un ruolo chiave nel Parlamento per gestire i Non-Umani e, quando viene rapito, sua figlia Catherine ingaggia Harvey Langston per salvarlo e cercare di tenere nascosti i suoi progetti.
Una fitta rete di intrighi, di piani e di innovazioni tecnologiche fa sì che il lato mystery sappia tenere sulle spine, rendendo la narrazione adrenalinica. Il world building è costruito nei minimi dettagli e ho trovato geniale il modo in cui i fatti storici siano stati rivisitati adattandoli a quest’epoca vittoriana alternativa, con i vari riferimenti all’industrializzazione, alla discrepanza tra le classi sociali e alla rappresentazione di una Londra ricca e prospera in contrasto con una Londra tetra e sinistra. Assistiamo persino all’inaugurazione del Tower Bridge 🍂
» Cosa non poteva mancare? L’umorismo inglese! Far emozionare il lettore è fattibile, ma farlo ridere è un altro paio di maniche, e per questo romanzo io ho riso di cuore come non mi capitava da molto. Anche nelle situazioni più disperate l’ironia e il sarcasmo dei personaggi ti sa strappare un sorriso. E un pizzico di non-sense in un romanzo dall’ambientazione londinese è doveroso 👀
🪶 Per quanto riguarda i personaggi, li ho trovati memorabili e ogni stereotipo viene ribaltato. Catherine Webster non è la classica madamigella in difficoltà che si fa salvare dal nostro eroe, anzi è una Lady dalla lingua tagliente che si aggira con una pistola e non ci pensa due volte a lanciarsi in situazioni pericolose. Harvey Langston è un avventuriero scapestrato dalle teorie bizzarre e una serie di fallimenti magici alle spalle, schernito da tutti, con un istinto di sopravvivenza non particolarmente sviluppato ma che in qualche modo lo rende incredibilmente geniale o incredibilmente folle nel sapersela cavare, pur con qualche aiutino. Anche i personaggi secondari offrono ironia e strategie insolite: Alford, il povero maggiordomo non pagato di Langston, Zeph Creighton, un appassionato di Shakespeare dalle mille maschere, Fenton Bower, un piccolo ometto che alla fine dà tante soddisfazioni ☁️ Mi sono affezionata proprio a tutti e spero di rivederli presto!
«La perseveranza nel tentare, pur sapendo che avrebbe solo peggiorato le cose, lo rendeva unico e prezioso. Era un incapace, sì... ma il miglior incapace che sia mai esistito.»
🕰️ Ricca di plot twist, la narrazione è fluida e sagace, risulta un po’ ostico orientarsi nelle varie spiegazioni sul funzionamento della meccanica e sul suo legame con la magia, ma questi tecnicismi sono ciò che rendono il world building ancor più originale. Spero che arriveranno presto notizie sul seguito perché 𝘔𝘰𝘭𝘵𝘰 𝘷𝘢𝘱𝘰𝘳𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘯𝘶𝘭𝘭𝘢 termina con un bel cliffhanger!
Per ricapitolare, farebbe sicuramente al caso vostro se apprezzate: 🕯️un’ambientazione steampunk 🕯️ creature non umane nella Londra vittoriana descritta come da Dickens 🕯️l’umorismo inglese 🕯️un protagonista scapestrato quanto Jack Sparrow 🕯️azione alla Sherlock Holmes del 2009 🕯️studio della magia antica come per Jonathan Strange & Mr Norrell.
Un debutto brillante, ironico e avventuroso. A mio parere imperdibile 🪐 Ringrazio di cuore la Gainsworth per la copia digitale del romanzo 🤎
Parto subito dal dire che non è il mio sottogenere preferito, quindi prendete con le pinze la mia recensione. Sicuramente mi sento di consigliarlo a chi ama il genere. Ma... questo libro mi ha frustrato da morire! Perché poteva benissimo diventare un 4, anche un 5 stelle, la potenzialità c'è tutta. Ho dato 3 stelle perché 2 sarebbero state troppo poco, 3 un po' troppe ma sicuramente più vicino alla mia valutazione, che se potessi mettere i punti sarebbe un 2.7. Partiamo dalle parti positive. Divertente, ma davvero davvero tanto. L'inizio del libro è riuscito molto bene: mette in chiaro fin da subito che si tratta di un narratore onnisciente, che ha una voce piuttosto forte, e questa cosa all'inizio mi ha fatto storcere il naso perché non ne sono una grande fan. Mi sono ricreduta nelle prime righe: mi ha convinta fin da subito, è irriverente, spiritoso ma ha anche classe. L'ironia con cui occupa le righe è pesata davvero bene e l'impatto iniziale è "Wow, questo è proprio il libro giusto per far apprezzare il narratore onnisciente anche a chi non lo ama!". Ho apprezzato anche tantissimo la cura dello stile: pochi refusi, frasi mai banali, parole ricercate numerose ma non messe a caso. Personaggi abbastanza ben delineati, anche il mondo è apprezzabile. Storia interessante e originale, si respira un'atmosfera fantasy e fantascientifica in una Londra steampunk, il tutto dosato bene e senza spiegoni non necessari. Bene, quindi cos'è che andato storto, fin qui tutto bene no? Tutto alla grande, sì, finché non entriamo nel vivo. E dopo un'introduzione eccellente a ognuno di loro... basta, diventa tutto un casino. Troppa confusione nella narrazione con tanti pg. Troppi salti nello stesso paragrafo da un pov all'altro, poi si torna a narratore onnisciente, poi c'è una frase dal punto di vista di un cattivo, poi nel bel mezzo di una scena c'è una vera e propria interruzione di scena, ma la scena subito dopo riprende esattamente da lì e a volte persino dallo stesso pov. Un'incoerenza che per me ha reso davvero difficile continuare la lettura e portarla alla fine. Non so se fosse voluto dall'autore, è sicuramente stato un azzardo, e forse ai lettori di questo genere non dà fastidio, ma a me ha dato un fastidio tremendo, tanto che tutta l'esperienza di lettura ne ha pagato le conseguenze. Il che è un peccato, perché appunto, tutto il resto è fatto veramente bene! Però, ripeto, magari la maggior parte della gente neanche lo nota.
Preparatevi a immergervi in un mondo dove gli ingranaggi sferragliano, il vapore fischia e l'avventura è dietro ogni angolo.
⚙️ "Molto vapore per nulla" non è solo un titolo intrigante, è la porta d'accesso a una narrazione vivace e splendidamente orchestrata che sa come catturare il lettore fin dalla prima pagina. Questo libro è un vero e proprio gioiello per gli amanti del genere steampunk e per chiunque cerchi una lettura ricca di fantasia, umorismo e personaggi indimenticabili.
🖋️ L'autore tesse una trama avvincente, intrisa di mistero e azione, che si dipana attraverso scenari vividi e dettagliati. La capacità di costruire un universo credibile e affascinante, pur mantenendo un tono leggero e divertente, è uno dei punti di forza del romanzo. Ogni congegno a vapore, ogni invenzione bizzarra, ogni angolo delle città descritte prende vita nella mente del lettore, trasportandolo completamente in questa realtà alternativa.
Ma ciò che rende "Molto vapore per nulla" davvero speciale sono i suoi personaggi. Sono figure complesse, ognuna con le proprie peculiarità, i propri difetti e i propri momenti di brillantezza. Il loro sviluppo è graduale e appagante, e si finisce per affezionarsi a loro, ridendo delle loro disavventure e tifando per i loro successi. Tra di loro, c'è un personaggio che mi ha particolarmente colpito: il maggiordomo Alford. Con la sua imperturbabile compostezza, la sua fedeltà incrollabile e la sua saggezza misurata, non ho potuto fare a meno di vederci un'adorabile eco del leggendario Alfred Pennyworth di Batman. Un omaggio, forse involontario, che aggiunge un delizioso strato di familiarità e affetto a un personaggio già di per sé ben delineato.
➡️ L'umorismo pervade ogni pagina, mai forzato, ma sempre presente, con dialoghi brillanti e situazioni che strappano più di un sorriso. Nonostante la leggerezza di fondo, il libro non rinuncia a esplorare temi interessanti, celati sotto la superficie della narrazione avventurosa.
🔝 In conclusione, "Molto vapore per nulla" è una lettura altamente raccomandata. È un'evasione pura, un'opera che dimostra come la fantasia e l'inventiva possano creare storie capaci di divertire, emozionare e rimanere nel cuore. Se cercate un libro che vi faccia sorridere, vi tenga con il fiato sospeso, allora questo è il libro che fa per voi.
🐭 Grazie a Gainsworth per avermi inviato la copia digitale del libro! 💚
Era da tanto, ma davvero tanto che non ridevo di gusto leggendo un libro. Ma se credete che MVPN sia solo una lettura divertente, beh, vi sbagliate di grosso.
Certo, è ironico sia nei dialoghi che nelle parti introspettive e descrittive, ed è quell'ironia a volte sottile a volte puramente comica, ma senza mai essere sciocca; ma se devo cercare una parola per descriverlo, oltre "divertente", sarebbe "inaspettato". Sì, perché non ti aspetti che in tutta questa leggerezza e avventura si nascondano temi pesanti e importanti, come la megalomania dell'essere umano che tenta sempre di superare i propri limiti, anche a costo di perdere la propria umanità. Si parla delle differenze tra gli umani e gli Strix, questi ultimi che vengono sempre guardati con sospetto perché "diversi" e quindi pericolosi, e di cosa è umano e cosa è mostro. Ma spesso non c'è niente di più mostruoso di un essere umano.
L'altra parola l'ho spoilerata poco prima, ovvero "avventuroso". È un libro con un ritmo serrato e incalzante, che ti coinvolge e ti costringe a leggere un altro capitolo, solo uno! – e poi diventano dieci. Ai protagonisti capita di ogni, per loro immensa gioia; a volte si rialzano, a volte tentennano, a volte gettano la spugna. Ed è questo l'altro lato meraviglioso di questo romanzo: non ci sono eroi. Ci sono persone normali, a volte che non hanno nemmeno la stoffa per vivere alla giornata, ma che si ritrovano catapultati in una situazione più grande di loro e ce la mettono tutta per fare la cosa giusta. Anche se spesso non ne hanno la forza e hanno paura. In tutto ciò sono ben caratterizzati, con una voce unica e riconoscibile, e sono spassosissimi – forse solo uno appare un po' troppo stereotipato da avermi fatto scattare l'allarme in testa immediatamente (e non mi sono sbagliata), ma mi è piaciuto lo stesso.
E che dire dell'ambientazione steampunk londinese? Perfetta in tutta la sua decadenza. Gli elementi steampunk, come quelli magici, sono parte integrante della società e ricercati nei minimi dettagli. Ho amato tutto.
Insomma. Mi sono innamorata di questo libro nel primo istante in cui la @gainsworth.publishing ne ha parlato e ora lo amo ancora di più. Esigo il secondo ora, subitissimo, prima di ieriiihh!
Questo libro ha un unico grande (ma assolutamente rimediabile) problema...è un primo libro, e non so ancora quando potrò leggere il prossimo.
Ecco qui possiamo chiudere il capitolo "difetti del libro" e posso cominciare a sclerare allegramente come al mio solito, riesco a percepire la vostra gioia.
La prima cosa che ho notato, e che mi ha tenuta immediatamente attaccata alle pagine, è lo stile dell'autore. Il modo scanzonato, ironico, colloquiale, ma in realtà molto studiato con cui introduce i protagonisti e il mondo in cui si muovono.
L'idea di base in cui umani, vampiri, e altri Strix convivono; il sistema magico che si fonde con la tecnologia, la magia con l'alchimia, la fisica e la chimica; l'ambientazione della Londra vittoriana e i personaggi, grigi, imperfetti, in alcuni casi del tutto inaffidabili sono tutti punti che hanno reso la lettura emozionante, mai banale (e che mi ha procurato diversi infarti, fino all'ultima pagina)
Lo sapete ormai, la parte che per me è fondamentale in un libro sono i personaggi. E qui sono stati qualcosa di straordinario. Primo fra tutti il nostro Harvey, l'eroe che è tutto meno che un eroe, un avventuriero sempre senza soldi ricco solo di guai, che esercita la magia ma non è così bravo, che ha idee brillanti ma che non sa quasi mai che farsene (lo amo, si capisce?). C'è Catherine decisa, fiera e indipendente e altre cose che spiegano perfettamente il suo essere ancora nubile. C'è Alford l'inglesissimo maggiordomo di Harvey (che ormai per me è Alfred il maggiordomo dei cartoni di Batman), c'è Zeph il mutaforma, il re delle maschere, furbo, opportunista ma affascinante (voglio proprio vedere chi non rimane affascinato da questo perdonaggio dopo aver letto il libro), c'è il balbettante ma fidato Fenton, ci sono gli spaventosi vampiri, i ricchi industriali, e studiosi che non dovete mai sottovalutare.
È stato un viaggio magnifico, che spero con tutto il cuore di poter continuare presto.
«Non sono un eroe» sussurrò. «Non c'è la farò mai.» «Non è necessario che tu ci riesca.» Langston la guardò confuso. «Non penso che un eroe sia colui che riesce» spiegò Cat, fissandolo negli occhi. «Penso sia colui che ci prova, nonostante tutto.»
"Un pendolo d'argento ticchettava in uno dei dieci salotti di Webster Manor, tagliando fette di tempo con enfatica precisione".
Si tratta di un romanzo fantasy scritto da @stefano_otta, edito @gainsworth.publishing, che ringrazio di cuore per la copia eArc 🙏
Benvenuti nella Londra del 1840, dove la Regina è un vampiro, i demoni minacciano di guidare una rivolta, e i ricchi industriali si innestano ingranaggi e parti meccaniche nel corpo (un po' come la serie Cyberpunk: Edgerunners, che ho amato!).
La vita di Catherine Webster viene stravolta dal rapimento del padre, noto parlamentare, e la sua unica speranza sarà quella di rivolgersi a Harvey Langston, scapestrato avventuriero, mago mediocre dalle abilità sociali pari a quelle di un pudding. In una Londra forgiata nella magia e nel vapore, nulla è come sembra, e Catherine e Harvey scopriranno un complotto molto più grande di quanto avessero mai immaginato (e no, non c'è una storia d'amore, e nemmeno lo spicy, vi avviso!).
📚 TRE MOTIVI PER LEGGERLO
🚂 Atmosfere steam-punk: l'autore dipinge con maestria un mondo dove tempo, scienza e magia sono indissolubilmente intrecciati, con un world-building dettagliato e curato, e una scrittura ricercata e studiata, che viene adattata di volta in volta in base al personaggio, rendendo il tutto molto scorrevole.
🦿 Tono ironico, molto british: mi sono davvero divertita! Tra humor tagliente, sapientemente dosato, studiato e intelligente, personaggi intriganti e ben delineati, e avventure esilaranti, il romanzo si è rivelato un continuo susseguirsi di azione, colpi di scena e misteri da risolvere, alla Sherlock Holmes (mi ha ricordato i film con Robert Downey Jr., ma anche una certa stagione di Disincanto di Matt Groening).
🔎 Riflessione sul rapporto uomo-macchina: qual è il confine tra l'uomo e la macchina? Cosa ci rende umani?In tutto ciò, ho colto un rimando a Blade Runner e alle leggi della robotica di Asimov.
Ho amato la storia, i personaggi, lo stile, le descrizioni precise senza essere prolisse, e i dialoghi mai banali. E soprattutto, che finale!
Ho incominciato Molto vapore per nulla con delle grandissime aspettative e forse proprio per questo ho deciso di dare tre stelline.
Se tutto il libro fosse rimasto come i primi cinque capitoli ne avrei sicuramente messe una per capitolo. Ottaviani ha un umorismo che è come piace a me e non nego di aver riso più volte durante la lettura. MA...
Ci sono tanti ma: ad un certo punto della lettura ho cominciato ad arrancare, respinta da personaggi troppo cliché e da situazioni già viste e riviste. Sono dettagli che ci sarebbero potuti stare in un romanzo dallo stampo umoristico, anzi, un pò di cliché avrebbe potuto aiutare a snellire il tutto, a renderlo più fluido e divertente, forse anche più assurdo, il problema è che così non è stato.
Il mistero viene risolto subito dal lettore, si capisce immediatamente chi è il cattivo e anche cosa farà. Quando la storia si incanala su certi binari è impossibile non capire che fermate farà questo treno. Questo ha reso (almeno per me) la storia molto pesante, a volte anche ripetitiva. Non concordo con chi dice che è stato l'umorismo ad appesantire le vicende, nel mio caso mi ha salvata, perché senza Ottaviani a tenermi compagnia, probabilmente avrei mollato il romanzo dopo metà.
C'è una conoscenza molto buona da parte dell'autore di tutti quei trucchetti narrativi per tenere il lettore incollato alle pagine, ma dopo essere stata fregata qualche volta, non avevo più quel desiderio di scoprire come sarebbe andata avanti la storia, non aspettandomi (purtroppo) niente di che.
Anche il mondo descritto, che potrebbe essere interessantissimo!!!, in realtà non viene mai approfondito molto (a parte i goblin, la mia parte preferita del romanzo è la loro descrizione, avrei potuto sentirne parlare per ore e ridere ad ogni battuta). Mentre tutto il resto è stato lasciato un pò troppo all'immaginazione del lettore, infatti io ho mille domande.
Insomma, non è sicuramente un libro brutto, però è un libro a mio avviso con molti difetti. Non sono sorpresa che sia piaciuto tanto e a tanti, non si può sicuramente dire che non sia simpatico e che sia stato "costruito" molto bene.
🌹La Londra del 1840 è divisa tra umani e non umani. Al potere vi sono i vampiri. Ma non a tutti sta bene: non agli strix, creature dotate di magia, discr1minati e Oppressi; non agli esseri umani. Così, all'ennesimo atto discr1mitatorio per gli Strix, il parlamentare umano Lord Webster viene rap1to. La figlia, Cathrine, non perde tempo, assolda Langston per ritrovare il padre, un avventuriero che non ha nulla dell'eroe. Perché viene rap1to proprio un essere umano? Riuscirà la figlia, Cathrine, a ritrovarlo?
🌹Tra maggiordomi, lords, un avventuriero e un affabile mutaforma che aiuterà i nostri eroi (forse), Ottaviani ci porta a passeggio in una Londra dagli ingranaggi ingarbugliati con il sofisticato humour inglese che stende il lettore. Forse avrei preferito che l'ironia fosse una caratteristica solo di uno o due personaggi. Ho amato il maggiordomo di Langston, Alford, e lo Strix Zeph, dall'umorismo pungente e mai scontato.
🌹La scrittura è molto fluida e scorrevole. Ottaviani, essendo un ingegnere, mescola magia e principi fisici, quindi occhio al livello di attenzione!
🌹Un romanzo che non solo strappa al lettore più di qualche risata, ma che fa riflettere anche sul ruolo che la nostra vita delle volte ci impone, anche se non siamo ben disposti a ricoprirlo. Un romanzo che fa comprendere bene come l'importante non sia per forza riuscire in un intento, ma provarci, fino alla fine.
🌹Ottaviani ci ricorda anche che un popolo sottomesso alla legge dei più forti, prima o poi, espl0de. E non sempre si intuisce da che parte arriverà l'espl0sione e quanto sarà potente.
🌹Sapientemente l'autore pone l'attenzione anche ad un tema cruciale: l'ingegneria biomeccanica. Quando un uomo smette di essere umano? Quale parte del corpo, se cambiata in macchina, non ci distingue più da un automa? Tema attuale e quanto mai affascinante ai miei occhi.
🌹Non vedo l'ora di leggere cosa partorirà la mente acuta di Ottaviani
Mi sono innamorata dei due protagonisti: e chi sono?
Lady Catherine Webster e Harvey Langston ovviamente 💕
Congratulazioni a Stefano Ottaviani e a Gainsworth Publishing per aver scritto e pubblicato "Molto vapore per nulla": ottimo lavoro 👍🏻✨
La box del cartaceo è splendida e quel segnalibro in legno una vera meraviglia ❤️
Nel carosello le due citazioni meno spoiler che ho segnato durante la lettura e che ci tengo a inserire per incuriosirti e farti recuperare questa lettura ASAP!
Ma veniamo al sodo...
È uno steampunk ambientato in una Londra vittoriana un po' sui generis: la regina Vittoria è una vampira e come lei, tutte le persone che detengono il potere.
Gli umani sono sudditi privi di potere e il padre della protagonista, Lord Webster, è fautore di una legge che va a catalogare tutti gli esseri magici inferiori (ovvero tutti quelli che non sono vampiri: dai temibili Stryx ai reticenti Goblin).
Il tutto si mette in moto quando quest'ultimo si fa rapire e quindi la sua ironica, pirotecnica, coraggiosa figliola si vede costretta a ingaggiare l'indebitato investigatore dell'occulto e il suo maggiordomo tuttofare Alfred. E perché no? Si uniscono pure il timoroso Fenton Bower e il Signore delle Maschere.
Si ride, ci si preoccupa, ci si emoziona, si sta sulle spine, ci si meraviglia, ci si fa prendere alla sprovvista da inaspettati colpi di scena: così posso riassumere la mia esperienza di lettura!
Se ti piace Dungeons & Dragons, Westworld, il vapore, l'estetica Steampunk, l'ironia e l'azione questo libro fa per te.
Se non ti piacciono te lo consiglio comunque perché merita tantissimo 😂 e ti farà innamorare di tutto quello citato nella frase precedente.
Si dai insomma, l'hai capito, mi è piaciuto tantissimo.
Conto che il seguito non tardi a arrivare perché quel finale, così illegale, non può essere conclusivo.
Devo ammettere che ci ho messo un po' a leggerlo (un po' per gli impegni) ma anche perchè non l'ho trovata di per sè una lettura veloce (non intendo sicuramente fare a gara con nessuno ne tantomeno dire che bisogna leggere i libri velocemente), ma il mio è per dire che ci sono alcuni libri che sono, da un certo punto di vista, più leggeri, mentre altri più tosti, e questo fa parte di quest'ultima categoria.
Ciò è dovuto dal tema trattato, perchè anche se si racconta di un'indagine per ritrovare il padre di Charlotte, nasconde in sè in realtà molti significati relativo all'uso delle macchine, della scienza e della magia. Che poi, chi l'ha detto che sono facoltà diverse che non possono unirsi?
E' il primo libro steampunk che leggo, ma quello che mi ha più sorpreso è stato la presenza di creature magiche, gli Strix, che corrispondono a vampiri, folletti, lupi mannari, demoni... E devo dire che la trama mi ha incuriosito, contando anche la parte mistery (di cui io sono fan). Per non parlare che l'ambientazione descritta (e Londra) sia fatta apposta per questo genere, tanto che sembrava quasi potesse essere reale.
Questo libro mi ha fatto ridere più di una volta, il suo stile ironico e che prende in giro, mi ha completamente conquistato. Soprattutto per quanto riguarda quello dei personaggi. E il fatto che in realtà sono così seri quando parlano, rende il tutto ancora più iconico.
Scegliere solo un personaggio, risulta molto difficile, perchè Stefano è stato in grado di far in modo da farmi appassionare ad ognuno di loro. Infatti con i loro tratti antieroici, riescono a conquistare ancora di più il lettore. Ormai ci si stufa di leggere di personaggi sempre perfetti e senza un capello fuori posto, mentre qui possiamo immedesimarci in loro, sperando che forse anche noi, con i nostri difetti, riusciremmo in qualcosa.