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Il priore oscuro

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Un cavaliere senza nome torna a casa dalla guerra, ma non è più lo stesso uomo. Forse non è più nemmeno un uomo. La sua anima e il suo corpo sono stati reclamati per arrestare il declino del mondo, il cui equilibrio basato sui dodici elementi è corrotto dalla creazione di un tredicesimo la stregoneria. I Dodici Priori stanno morendo, mentre un nuovo ordine si diffonde sotto forma di un morbo che fa impazzire gli uomini e trasforma le donne in mostri sanguinari. Per contrastare questa marea oscura, un eroe è costretto a risorgere; né vivo né morto, né uomo né dio, inquisitore e boia, temuto dai mortali e odiato dagli immortali. Aiutato da Vesper, una gatta mutaforma, e da Averil, una veggente senza un occhio, il Priore oscuro dà la caccia a untori, vampiri e demoni ancestrali, mentre i regni dell’Espero continuano a farsi la guerra tra loro per il predominio su un mondo prossimo alla rovina. Nell’ora più buia, Valka, una regina decaduta, trova il coraggio di affrontare il proprio destino e abbracciare la causa del Priore oscuro, ma la stregoneria ormai cammina per il mondo sotto mentite spoglie, seminando fuoco e orrore. Le speranze del futuro sono minacciate dai segreti del passato, perché il filo rosso che separa bene e male si intreccia con i legami di sangue.

658 pages, Paperback

Published November 13, 2023

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About the author

Jack Roland

3 books4 followers

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5 stars
18 (31%)
4 stars
26 (45%)
3 stars
8 (14%)
2 stars
2 (3%)
1 star
3 (5%)
Displaying 1 - 19 of 19 reviews
Profile Image for Krell75.
435 reviews86 followers
October 7, 2025
"La guerra mi ha lasciato morto e i morti non posseggono nulla."

Questo romanzo è una cavalcata a pelo, bisogna aggrapparsi con forza o si rischia di finire sbalzati a terra e venire calpestati. Ti prende e ti bastona, pesantemente e con cattiveria.

Un grimdark con elementi horror, con antieroi che muovono i loro incerti passi in un'ambientazione che richiama il basso medioevo e che strizza l'occhio all'opera "Magdeburg" di Altieri e alla "Prima Legge" di Abercrombie, tra vicoli fetidi di un mondo decadente e sporco, conflitti religiosi e creature dalla natura demoniaca.

La speranza fa ricchi i poveri mentre tutto sembra precipitare nell'abisso più profondo e verso la rovina.
Aggiungete un morbo incurabile che trasfigura le vittime in mostruosità aberranti e un conflitto all'orizzonte che metterà in crisi l'equilibrio dell'intero mondo e il piatto è servito.

Non mancano frasi e situazioni che allentano la tensione e suscitano una certa ilarità. L'ironia non manca. Ho adorato i Norreni e la loro follia, i loro modi e i dialoghi assurdi mi hanno ricordato Tarantino ed Erikson.

Il ritmo serrato assicura una lettura coinvolgente con personaggi che hanno il loro spazio e il loro perché. Il protagonista Tristo è un cacciatore di mostri che non ha nulla da invidiare a Geralt di Rivia. I personaggi femminili sanno il fatto loro, coprotagoniste alla pari.

Un lavoro curato fin nei dettagli che esalta il meglio del genere fantasy adulto e che consiglio senza alcun dubbio.

"Irruppe nella stanza con l'efficacia bellica di un asino morto."

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"The war left me dead and the dead own nothing."

This novel is a bareback ride, you have to hold on tightly or you risk being thrown to the ground and trampled. He takes you and beats you, heavily and viciously.

A grimdark with horror elements, with antiheroes who take their uncertain steps in a setting that recalls the late Middle Ages and that winks at Altieri's "Magdeburg" and Abercrombie's "First Law", among fetid alleys of a decadent and dirty world, religious conflicts and creatures with a demonic nature.

Hope makes the poor rich while everything seems to fall into the deepest abyss and towards ruin.
Add an incurable disease that transfigures the victims into aberrant monstrosities and a conflict on the horizon that will undermine the balance of the entire world and the dish is served.

There is no shortage of phrases and situations that ease tension and arouse a certain amount of hilarity. The irony is not lacking. I loved the Norsemen and their madness, ways and absurd dialogues reminded me of Tarantino and Erikson.

The fast pace ensures an engaging read with characters who have their space and their why. The protagonist Tristo is a monster hunter who has nothing to envy of Geralt of Rivia. The female characters know their stuff, co-protagonist equally.

A work with attention to detail that highlights the best of the adult fantasy genre and which I recommend without any doubt.

"He burst into the room with the combat effectiveness of a dead donkey."
Profile Image for Fabiano.
316 reviews120 followers
December 12, 2023
Amate l’Adult Fantasy? Amate il Dark Fantasy con qualche tocco Grimdark e Weird? Bene, mettetevi comodi perché oggi vi parlo de “Il Priore Oscuro” di Jack Roland, romanzo autoconclusivo che fa al caso vostro, credetemi!

Poche chiacchiere, questo mattoncino di 650 pagine è un candelotto di dinamite, nitroglicerina allo stato puro, pronto a esplodervi tra le mani. Partiamo dal Worldbuilding. Espero è un mondo ricco e variegato, dal passato opulento e misterioso, crocevia di popoli ed etnie che richiamano il nostro Medioevo. Il presente, invece, pone di fronte al lettore un’ambientazione decadente, segnata da guerre e profezie nefaste. L’atmosfera cupa che si respira dall’inizio alla fine è resa alla perfezione, ogni pagina trasuda oscurità, disperazione e decomposizione. Un mondo in rovina pronto a trascinare tutti nell’abisso di una convergenza blasfema e apocalittica. Avrei voluto esplorare ogni anfratto di Espero, ogni confine e ogni storia, c’è tantissimo materiale da utilizzare per approfondimenti futuri. Sono soddisfatto ma curioso.

E i personaggi? I personaggi non sono da meno, riflettono in pieno la complessità del worlbuilding, sono stratificati, sfaccettati, diversi e soprattutto umani. È la loro umanità che colpisce, il loro essere fallibili, imperfetti e insicuri. Tristo, Valka, Vesper e Averil sono personalità forti e deboli, implacabili e misericordiose, pavide e coraggiose. Eroi ed eroine dall’anima grigia, uniti nelle loro fragilità, uniti nella lotta contro il male, mai domi nonostante le avversità e gli abomini che devono affrontare. Menzione d’onore per le figure femminili, assolutamente credibili e ben caratterizzate.

“Il Priore Oscuro” è una storia che porta a riflettere sui concetti di destino e umanità, è una storia d’amore e amicizia, una storia di caduta, rinascita e riscatto, una storia potente. Tra divinità Lovecraftiane, mostri e mutanti, feroci inseguimenti, violentissime battaglie e stregonerie sanguinose, sarà un viaggio EPICO da fare a rotta di collo. Super consigliato!
Profile Image for Llona ❤️ "Così tanti libri, così poco tempo.".
642 reviews42 followers
December 29, 2025
la prima cosa da dire è che vale la pena leggerlo (su amazon è disponibile)

la seconda è che ho truccato la mia valutazione 😁
veramente sarebbe un pò meno ma c'è solo la recensione di Fabiano e non voglio abbassare la media, quindi diciamo che una stella in più è per sostenere il fantasy italiano, ma solo quello di qualità , mentre la quinta stella è decisamente guadagnata, se non dal libro di sicuro dall'autore che ci risparmia escamotage, contentini vari e strizzatine d'occhio: non è un autore ruffiano (finalmente!)
Soprattutto non ha buttato giù questo libro durante le pubblicità dello show in prima serata come sembrano fare molti suoi colleghi, anche più affermati.

c'è del lavoro qui, parola dopo parola, pagina dopo pagina, Jack Roland ha lavorato sodo

TRAMA e forse spoiler
Dodici Dei cadono sul pianeta e se ne stanno in panciolle a farsi venerare fino a che una sacerdotessa, la cui vita è votata all'adorazione dei suddetti, si rompe i maroni e decide di prendersi il potere divino. Ci riesce e contro ogni logica (solita maledizione di Eva) invece di diventare la 13esima Dea diventa il nemico pubblico N1 e uomini e Dei le muoveranno guerra nei secoli dei secoli

CIT: sentì i fili del destino frusciare, intersecandosi gli uni negli altri. Sotto l’albero del mondo, dove i draghi
dormivano, tre vecchie cucivano il grande arazzo, senza posa



c'è un ultima cosa ma ci penso ancora prima di scriverla
Profile Image for Elena Rodríguez.
1,210 reviews495 followers
November 3, 2024
(ESPAÑOL-ITALIANO)

Gracias, Davide.

ESPAÑOL

“I lupi cantano stanotte,
il gatto è nascosto nella botte,
non russar più, non dormir più”.


Il priore oscuro es un libro de fantasía Grimdark escrito por Jack Roland. Este es el primer libro Grimdark que leo en esta lengua. Ha sido un buen descubrimiento, a decir verdad.

“Ció che è morto non resterà morto”.

Lo he leído en italiano. No hay todavía ninguna traducción. En cuanto a su nivel lingüístico, yo lo clasificaría con un +B2. El autor nos presenta un mundo propio y al mismo tiempo, la novela contiene bastante vocabulario de la Edad Media.

“Cosí che il giorno splenda anche la notte, e che le altre stelle siano per te luminose come il sole”.

En cuanto a mi experiencia, debo admitir que ha sido una lectura lenta ya que fue la primera vez que leo un libro de este género y el resto han sido más ligeros. Esto ha sido un buen ejercicio para mí porque me ha permitido de conocer nuevo vocabulario al mismo tiempo que ha mejorado mi comprensión en esta lengua.

“+Non sono un dio. Nessuno di noi lo è.
-Allora cosa sei.
+Soltanto un uomo”.


El argumento me ha gustado. No es nada nuevo en el mundo Fantasia-Grimdark. Ha sido una buena lectura. Los personajes han sido carismáticos, típicos de esta novela. Ni buenos ni malos, pero que se mueven dentro de esta moral gris.

“ Come il drago che morde la coda, l’universo è un ciclo, e ciò che è accaduto”.

No clasifico con cinco estrellas porque ha habido algunos giros narrativos que no me han gustado y han sido innecesarios para la historia. Al menos esta ha sido mi impresión. Me hubiera gustado una segunda parte o una precuela. La historia es buena y tiene potencial, así como la escritura de Jack Roland.

En conclusión, lo recomiendo sin lugar a dudas. Gracias a esta lectura podré leer con más facilidad otros libros del género. Esto es solo el inicio. Hay un mundo por descubrir.

“Ogni creatura ha un volto di luce e uno di tenebra”.

ITALIANO

Grazie, Davide.

“I lupi cantano stanotte,
il gatto è nascosto nella botte,
non russar più, non dormir più”.


Il priore oscuro è un fantasy Grimdark scritto da Jack Roland. Questo è il primo libro Grimdark che leggo in questa lingua. A dire il vero, è stato una buona scoperta.

“Ció che è morto non resterà morto”.

L’ho letto in italiano. Non c’è ancora nessuna traduzione. Per quanto riguarda il livello linguistico, io lo classificherei con un +B2. L’autore ci presenta un mondo proprio e allo stesso tempo, il romanzo contiene abbastanza vocabolario del Medioevo.

“Cosí che il giorno splenda anche la notte, e che le altre stelle siano per te luminose come il sole”.

Per quanto riguarda la mia sperienza, devo ammettere che è stata una lettura molto lenta per me giacché è la prima volta che leggevo un libro di questo genere e il resto di fantasy che ho letto sembravano più leggeri. Questo è stato un buon esercizio per me perché mi ha permesso di conoscere nuovo vocabolario allo stesso tempo che ha migliorato la mia comprensione in questa lingua.

“+Non sono un dio. Nessuno di noi lo è.
-Allora cosa sei.
+Soltanto un uomo”.

L’argomento, mi è piaciuto. Non è niente di nuovo nel mondo Fantasy-Grimdark. È stata una buona lettura. I personaggi, sono stati carismatici, tipici di questo tipo di romanzo. Né buoni né cattivi, ma che si muovono dentro di questa morale grigia.

“ Come il drago che morde la coda, l’universo è un ciclo, e ciò che è accaduto”.

Non valuto le cinque stelline perché ci sono stati alcuni giri narrativi che non mi sono piaciuti e che sono innecessari per la storia, almeno questa è la mia impressione. Mi sarebbe piaciuta una seconda parte o un prequel. La storia è buona e ha potenziale così come la scrittura di Jack Roland.

In conclusione, lo raccomando senza dubbio. Grazie a questa lettura potrò leggere con più facilità altri libri del genere. Questo solo è il l’inizio. C’è un mondo da scoprire.

“Ogni creatura ha un volto di luce e uno di tenebra”.
Profile Image for Sara Cardelli.
127 reviews6 followers
September 11, 2024
Parliamo di un dark fantasy, autoconclusivo, ambientato in un mondo in lotta con un male che lo affligge fin nelle radici e che il nostro protagonista è chiamato a eradicare una volta per tutte

Ci troviamo davanti a uno stile asciutto, punto di forza del romanzo, che mi ha aiutata a proseguire la lettura fino in fondo. A mio avviso però rimane troppo distaccato dall'emotività dei personaggi, alle volte ci sono salti di PdV e l'immersione rimane superficiale, aspetto che mi ha tenuta distante dalla storia e non ha generato l'empatia sperata

La trama procede in maniera molto lineare e semplice, e all'inizio questo aspetto non lo trovavo particolarmente problematico. Purtroppo a un certo punto mi sono resa conto che la storia iniziava a diventare scontata, fin troppo prevedibile... e ve lo dice una che è perspicacie quanto un broccolo, quindi la questione si fa ancora più problematica

Non ci sono stati colpi di scena a mio avviso, a ogni nuovo snodo di trama si capiva come come sarebbe andata a finire, finale incluso. Il tutto condito da scene e situazioni ripetitive e di poco spessore

Tante volte la mia percezione è stata quella di giocare a un videogioco: personaggio sblocca la missione, la porta a termine e ricomincia da capo

Altro tasto dolente sono i personaggi e le interazioni fra loro

Il nostro protagonista poteva essere un personaggio meravigliosamente tormentato, invece è passivo nello scorrere degli eventi e fa quello che deve fare perchè è stato scelto per farlo, ma lui non è mai davvero attivo nella storia.
Ho sentito che non è stato dato il giusto spazio alla sua psicologia e questo lo ha appiattito molto.

Per gli altri personaggi il discorso è il medesimo, non sono stati all'altezza di catturare l'attenzione e coinvolgermi nella lettura

Faccio anche un appunto sui dialoghi, spesso stereotipati e alle volte poco verosimili. Avrei preferito una maggiore naturalezza e meno sensazionalismo, soprattutto nelle scene in cui i personaggi principali si interfacciato con l'antagonista, altro personaggio che ha poco da dire e le cui motivazioni sono abbastanza piatte

Detto ciò, voglio essere sincera. Mi dispiace tantissimo portare una recensione negativa di un collega autore italiano, fosse per me mi piacerebbero tutti i romanzi nostrani, ma purtroppo non va sempre così

Ci tengo però anche a portarvi la mia sincera opinione, perchè fingere non serve a niente

Di sicuro darò un'altra possibilità alle prossime storie dell'autore, confidando di poterle apprezzare di più ❤️
Profile Image for Marco Landi.
629 reviews41 followers
July 3, 2024
Un libro davvero bello, nonostante la mole di questa seconda edizione si aggiri sulle 500pg non mi è bastato, ne avrei voluto ancora.. avrei voluto fosse una trilogia, perché mi è dispiaciuto staccarmi da quel mondo, mi ha rattristato abbandonare i personaggi.. (edizione contenente mappa interna bellissima!)
È un dark fantasy autoconclusivo, cosa rara di sti tempi, per niente scontato e mai banale, in un ambientazione simil tardo medioevo europeo con le prime armi da fuoco..
La trama di per sé può sembrare semplice, ci sono 12 dèi reali, ognuno signore di un elemento che padroneggia grazie alla magia, e c'è una strega che vuol diventare una dea, uccidendoli e rubandogli i poteri.. ha creature orrorifiche ed efferate, e sparge un morbo che trasforma le donne in mostri assetati di sangue.. per difendersi i 12 priori inviano un cavaliere morto a contrastarla, il Priore Oscuro..
Ecco, può sembrare tutto qua, e invece niente di più falso!! Il libro segue una narrazione spesso imprevedibile, con più punti di vista, ognuno reso in modo ottimo.. Oltre al Priore Oscuro, saranno le donne a farla da padrone: impossibile non amare Valka, Vesper e Averil..
È un libro brutale, crudo, che non si preoccupa di mettere in mostra gli orrori della guerra, dell'estremismo religioso delle torture e dell'Inquisizione, e che non sceglie mai la strada più ovvia..
Il Worldbuilding è davvero eccezionale, con tanta originalità e inventiva.. la mia unica nota negativa è qua, anche se è una cosa minima che non inficia sul voto finale..
Tra tanta creatività, addirittura mesi, stagioni, settimane, punti cardinali, sono stati reinventati (con tanto di glossario) per rendere questo secondary world realistico, ho trovato straniante l uso di alcuni nomi o riferimenti del nostro mondo: norreni, mori, frisoni, messia morto sulla croce, diavolo.. che non c entravano nulla e che non apportano nulla, anzi interrompono l immersione nel mondo.. avrei preferito usasse l immaginazione vulcanica che ha per creare anche questi dettagli, ma ok, poco male..
A parte questo, è un romanzo perfetto, con un crescendo finale epico e drammatico..
Tutta la parte della Lore secolare che c'è alle spalle è davvero esaltante, e noi che assistiamo al suo epilogo percepiamo tutta la sua potenza!
Per atmosfere (non per stile!) mi ha ricordato un po' la Trilogia di Magdeburg di Altieri e un po' alcune sensazioni di Vilupera del seminale duo Mazza-Sensolini.. la prosa è alta, curata ed efficace come molti autori famosi si sognano.. non resta che attendere il prossimo romanzo di Roland!!!
Profile Image for Maurizio Ferrero.
Author 25 books38 followers
April 4, 2024
"Trovo solo tutto molto ironico."
"Cosa?"
"Che l'ultima speranza del mondo sia nelle mani di un uomo morto."

Tante volte ti capitano tra le mani libri incensatissimi che hanno il potere di causare solo grosse delusioni. Altre volte invece ti giungono in mano libri sconosciuti che si rivelano essere tra le letture più appassionanti degli ultimi anni.
Il Priore Oscuro è proprio uno di questi ultimi.

Dark fantasy in piena regola che molto spesso sfuma nell'epicità, questo romanzo narra la storia di un cavaliere morto in una guerra per la salvezza del mondo e riportato in vita dagli dei per poterla combattere di nuovo. La sua antica nemica è tornata, e il mondo è di nuovo prossimo a bruciare nella corruzione della stregoneria.

Mondo con un worldbuilding piuttosto peculiare, che ricorda un'Europa rinascimentale con alcuni rimandi piuttosto diretti (si parla di mori e norreni, ma anche di un'antica religione con un messia morto in croce), ma risulta evidente fin da subito che no, non è la Terra che conosciamo. Eppure questo mash-up funziona piuttosto bene ed è ben definito esattamente quando i protagonisti: il cavaliere Tristo, l'esperide Vesper, la veggente orba Averil e la regina dei predoni Valka.

Lo narrazione salta tra diversi PoV (sia dei protagonisti che dei personaggi secondari) adottando uno stile misto, che fa uso sia di show che di tell senza abbandonarsi in spiegoni inutili e senza andare alla ricerca del dettaglio non necessario. In buona sostanza: il libro non annoia mai. E scusate se è poco.

Altro grosso pro, almeno dal mio punto di vista: è una storia autoconclusiva. Se siete stanchi delle saghe che iniziano e non finiscono, questo è il libro che fa per voi.
1 review
May 5, 2024
Una storia che ti coinvolge fin da subito, personaggi che ti entrano dentro e ti accompagnano per un pezzo di vita mentre leggi l'evolversi degli eventi che li coinvolgono.
Jack Roland riesce a farti immaginare quello che succede in maniera semplice, chiara, mai contorta o elaborata: mai criptica.
Ho amato il libro, dalla storia ai personaggi, dalla narrazione all'evoluzione. A volte un piccolo capolavoro può nascere da qualsiasi parte. Complimenti

Andrea
Profile Image for Matteo.
135 reviews24 followers
May 9, 2024
Ho poco da aggiungere a quanto di positivo è già stato scritto nelle altre recensioni di questa splendida gemma del fantasy italiano.
Sicuramente uno dei migliori libri fantasy italiani che ho letto, anche se, almeno per il mio gusto personale, ho trovato l'ambientazione un po'troppo grim e cupa.
Intorno alla metà del libro mi sono posto la stessa domanda che poche pagine dopo si sono fatti due dei protagonisti: vale davvero la pena di combattere per salvare un mondo così disperato, sporco e malvagio?
In compenso ho adorato tutti i personaggi, anche quelli secondari, e il finale, secondo me perfetto.
Valeva la pena di combattere....

Complimenti a Jack Roland, che mi auguro ci regali presto altre perle come questa.
Profile Image for Scandal Wonder.
186 reviews26 followers
June 25, 2024
Se state cercando un fantasy dalle tinte molto cupe e dai personaggi memorabili “Il Priore Oscuro”, pubblicato da Astro edizioni, è ciò che fa per voi! Jack lascia in secondo piano il worldbuilding per concentrarsi sulla caratterizzazione dei suoi protagonisti: vividi tanto da uscire dalle pagine, così umani da lasciarsi trasportare dalle emozioni, ne buoni ne cattivi ma che possiamo piazzare in una variegata scala di grigi! Valka la Sanguinaria ad esempio, è la prima seguace della terribile strega Wèn, ma fin da subito la vediamo alle prese con l’amore per la sua amata e con le difficili scelte che deve fare per la salvezza della sua gente.
Tristo è un guerriero formidabile ma che non è più padrone delle sue azioni, viene indirizzato verso il suo destino dai Priori, figure potenti ma ammantate di mistero.
Vesper poi, è la mia preferita: mutaforma gatta nera e umana sensuale e arguta, è uno spettacolo vederla in scena! Ma anche i personaggi secondari rimangono impressi, da Averil a Blasco, dal re bambino a Scroto. Si vede che dietro c’è stato un grandissimo lavoro.
Durante la narrazione i generi del fantasy si mischiano insieme, infatti si possono trovare tracce di adult, grimdark, dark, epic e una buona dose di cappa e spada, e questo mi ha impressionato positivamente.
I nostri eroi dovranno capire da che parte schierarsi prima che la guerra li travolga, ovvero quando Wèn torna sulla scena con le più cattive intenzioni, determinata a vendicarsi dopo essere stata sconfitta.
Vorrete sempre girare la prossima pagina, assicurato!

Per chi vuole approfondire ne parliamo in diretta giovedì 27 Giugno alle 21.00 sul mio canale YouTube con l’autore Jack Roland e con il blogger Fabiano (Leggendoefantasticando). Dopo quella data sarà reperibile il video nella sezione “live” del canale!
Profile Image for Alessandra.
19 reviews
August 14, 2024
Un dark fantasy assolutamente da leggere!!
Per il suo world building e soprattutto per i suoi personaggi.
E per tutto quello che sarete bravi a scovare tra le righe…
Profile Image for Barbara Poscolieri.
Author 8 books31 followers
July 15, 2025
Romanzo di spessore, adulto, che si legge molto volentieri. Non posso dire che sia un libro che “mi ha preso”, nel senso che non è stato uno di quelli che ho aperto in ogni minuto libero perché non riuscivo a staccarmi dalla storia, ma quando poi ci tornavo mi dava sempre molta soddisfazione. Gran merito va all’atmosfera generale in cui si viene immersi, cupamente e perfettamente dark fantasy, con uno sfondo di mostri e dèi decaduti e un protagonista dei più classici: potente guerriero in potente armatura con potente spada che va in giro ad ammazzare potenti mostri. Sì, viene in mente qualche predecessore illustre, Geralt e Gatsu tra tutti, e il confronto è ovviamente impari, ma anche il nostro Priore è un personaggio che funziona. Tuttavia, non il mio preferito, visto che considero Valka migliore e non di poco.

Trovo un po’ strana la scelta di ciò che l’autore ha voluto raccontare e ciò che invece ha relegato sullo sfondo. Mi spiego meglio: le scene mostrate sono sostanzialmente battaglie o politica, fatte sempre molto bene e sempre in linea con i personaggi e con coerenza. Nulla da dire sull’aspetto qualitativo in sé (semmai sulla ripetitività). Le parti che però, secondo me, sono più meritevoli, in termini di potenza narrativa e visiva ma anche proprio di trama, sono altre, purtroppo solamente accennate o riportate: ad esempio, la natura dei Priori o l’ascesa di Wén, altro ottimo personaggio. Questi e altri eventi sono tasselli che al lettore arrivano in modo indiretto, che resta comunque funzionale ma che fa perdere molto, perché si intuisce che dietro c’è tanto altro. In una parola: trama. E forse, a mio giudizio, è questa la pecca più grande del romanzo: non aver messo il focus sulla trama ma aver scelto invece di valorizzare singole scene a schema ripetuto (arrivo in un posto, uccido mostro, ricevo ricompensa).
Cosa più marginale e assolutamente legata al gusto personale: ritengo che il libro andasse asciugato, sia strutturalmente (si poteva appunto fare a meno di qualche reiterazione di scene simili) sia proprio come scrittura. Tutto corretto, tutto piacevole, ma è abbondante in tutto: in metafore, similitudini e parole. “Se puoi dirlo in cinque parole invece che in undici, dillo in cinque”: Jack non è di questa teoria e lo dice in venti.
91 reviews1 follower
January 2, 2026
4/10
Un libro che ho trovato scarso su più fronti e che ho finito a fatica.
Prossimamente scriverò una recensione più completa e approfondita.


continua...
Profile Image for Riccardo Paul A G.
66 reviews
May 22, 2024
Prologo, pagina 8, siamo già infilati nella storia del vecchio inquisitore Bèroul, che armato di coraggio e sputafuoco cammina attorno a un lago attorniato da cadaveri, sangue, armi dei caduti, rovine di una tremenda battaglia. Il vecchio è alle prese con una strega di cui non sappiamo nulla. La sua sputafuoco vomita lingue di fiamma, fine.
Subito dopo, capitolo 1, pagina 23, accompagniamo un cavaliere solitario, senza nome, senza passato, a uccidere un’altra strega che vive in una foresta ammantata di neve. Dal loro scontro si snoda la storia di quest’uomo inquietante, con gli occhi circondati da cicatrici e una missione che non comprende.
Le vibes di Dark Souls sono già potentissime, ma altri dettagli s’aggiungeranno e non c’è bisogno che io li spoileri.
Il cammino del protagonista è intervallato dalle tappe necessarie per acquisire potere e conoscenza; il potere, donatogli dai Priori attraverso artefatti legati al loro Dominio. La conoscenza di ciò che successe nel passato del mondo e in quello del protagonista, che si fa chiamare Tristo, come il mietitore. C’è un destino che lo lega ad altri individui, e questo Fato, dopo averlo munito dell’equipaggiamento necessario, lo porterà ad affrontare il boss finale.
La storia, scritta così in soldoni, è piuttosto semplice e lineare, ma in realtà non lo è così tanto. Devo ammettere che, nelle prime 200 pagine del mattonazzo di Roland, la narrazione girovaga un po’ come le pareva, parlandoci di fatti e di sogni, di apparizioni misteriose, introducendo e mostrando personaggi altri, tanto che mi sono chiesto, a un certo punto, dove “andasse a parare.” Molti momenti di intermezzo – incontri, affascinanti e anche interessanti, dilungandosi mi staccavano dal canovaccio della storia. Con un po’ di titubanza sono arrivato a superare quella pagina 200, sperando che la storia accelerasse, e l’ha fatto! Da lì in poi la lettura è stata decisamente più agevole e focalizzata. Non che prima fosse brutta o poco interessante, ma faticavo a metterla a fuoco.
Il libro è scritto in una onesta terza persona davvero ben gestita; personaggi e pensieri non si sovrappongono, si capisce esattamente chi fa cosa, dove e come (cosa rara con il N.O) e il narratore non è affatto invadente (a parte rare eccezioni, come i “titoli parlanti” dei capitoli che non apprezzo, perché sembra che lo scrittore mi stia facendo l’occhiolino) tanto che, a volte, mi son trovato a pensare che l’autore avesse cambiato tecnica in fieri adottando un P.O.V, ma non è così, è semplicemente narratore onnisciente miracolosamente ben gestito. La prosa, a parte qualche ingenuità, è funzionale alla storia, bella ed evocativa.
Ci sono dei frangenti, in questo libro, in cui mi pareva di stare guardando un qualche dark fantasy dei ruggenti anni 80 e 90, da Conan il Barbaro a Fantaghirò, e non lo propongo come elemento negativo, anzi, perché si tratta di un recupero anche italiano e che fa parte della nostra tradizione. Avete presente la dama del lago che si solleva dall’acqua senza bagnarsi, avvolta da una luce irreale, e il protagonista che la vede si chiede se stia sognando o sia sveglio? Nel Priore Oscuro ci sono molti, moltissimi momenti simili. Per dirla in parole povere, il buon Roland ha recuperato egregiamente la figura un po’ dimenticata della “gnoccolona esoterica” TM (da oggi è mio trademark) che appare accecandoti con la sua conoscenza e la sua bellezza ultraterrene. Ci sono diverse di queste figure nel romanzo e devo dire che mi ha colpito favorevolmente, perché l’autore non lo fa mai in modo morboso e grottesco come accade in tanti altri casi, ma riesce a trasmettere le sensazioni di indeterminatezza, mistero e occulto che intende evocare. Quell’involucro “gnoccolone” è lì a rappresentare più l’alterità della figura non – umana che non per essere il sollazzo del lettore e del protagonista.
In effetti il romanzo è ricco di personaggi femminili e l’autore riesce a dargli la giusta importanza (dal momento che, alla fine, sono più loro le protagoniste) senza scivolare quasi mai (tranne un ruzzolare sonoro sul finale) nella solita moraletta dell’ “uomo bad, donna good” di cui è piena la produzione artistica attuale. Il mio personaggio preferito del romanzo, probabilmente, è proprio Averil.
Stando sui personaggi, da un lato appaiono archetipici, funzionali al loro ruolo nella storia, dall’altro hanno un background e una interiorità approfondita, specie alcuni. Per i miei personalissimi gusti credo che Roland avrebbe potuto fare qualcosa in più sull’introspezione. Ci sono momenti davvero forti o dolorosi che in fondo vengono risolti con una arrabbiatura, un urlo e un pianto, ma senza “mostrare” sul serio cosa accade nel personaggio. Forse è una caratteristica del narratore onnisciente, forse di Roland che, anche giustamente, non voleva aggiungere una componente psicologica troppo approfondita alla storia, resta però il fatto che i personaggi sono affascinanti, per alcuni versi originali (Vesper, nota e originale allo stesso tempo) e soprattutto funzionano in ogni momento della storia.
C’è anche da dire che questi personaggi non hanno plot armor, non sono immortali fortissimi e intelligentissimi, non sono infallibili. Soffrono, sanguinano, muoiono. I combattimenti, contestualmente, ci mostrano la fragilità dei protagonisti e sono scenografici e coinvolgenti. Avrei preferito fossero un po’ più calati nel punto di vista del personaggio, trovo che siano ancora un po’ “dall’alto” e molto scenografici. Ma ripeto, parliamo ancora di gusti. Io voglio “sentire” la spada che cozza contro lo scudo, l’armatura squarciata e il sangue. Spesso non l’ho sentito.

Il Worldbuilding è stato un po’ croce e delizia, per me. Da un lato Roland c’ha buttato tutto ciò che adoro: riferimenti alla storia reale, dark souls, berserk, the witcher, dark fantasy anni 80, zweihander, mutaforma, necromanzia, i vampiri / zombie di The Strain di Del Toro, scene alla Die Hard, il protagonista tormentato e carismatico, combattimenti al cardiopalma, popolo vari e culture diverse. S’è perfino inventato i nomi dei mesi e delle stagioni! (cosa che io trovo difficilissima) e proprio per questo ho storto un po’ il naso ritrovando elementi ripresi in scala uno a uno dalla realtà: ci sono i mori, che sono proprio i mori con la mezzaluna, corsari del mare con il turbante, ci sono i norreni, che si chiamano norreni e guidano le drakkar e fanno i saccheggi, ci sono i mercenari frisoni che si chiamano frisoni e che usano le zweihander e gli archibugi etc. Inoltre, dietro tanti avvenimenti io personalmente vedevo la “lunga ombra” dell’accadimento storico reale rimaneggiato (il “vallo di numeriano”), cosa che, secondo me, se si limita a due o tre chicche e ispirazioni è molto carino, ma se diventa un aspetto così massivo della storia, gli toglie originalità. Mi sono chiesto come mai darsi la pena di inventare i nomi dei mesi, le rune di ogni priore (che comunque sono le rune norrene) con il potere collegato, e poi non creare nomi e usi nuovi per i popoli che costellano la geografia del tuo mondo secondario. Forse un po’ di pigrizia? O forse Roland voleva mettere nel libro tutto ciò che gli piace anche della realtà, fregandosene. Non so, sinceramente a volte mi ha “staccato” dalla credibilità della storia.
Sul finale ci sono state delle scene che secondo me potevano essere pensate meglio: azioni dei personaggi e battute stereotipate, tratte direttamente da “arma letale” o capolavori simili. E in generale altre scelte che non ho apprezzato troppo (“quella” arma che serve a uccidere “quegli esseri” incredibili, proprio “quella” forma? ☹), compreso l’arrivo del “salvataggio” finale un po’ a costo zero. Ma non spoilero nulla.
Detto ciò, il libro mi è piaciuto moltissimo. Non è morboso, non è ammiccante, è maturo, ricco di azione e si prende dannatamente sul serio. Lo metto insieme agli altri due dark fantasy italiani in vetta. Il signor Jack Roland è un autore da tenere ben presente, perché se vorrà continuare su questa strada si scaverà un posto d’onore nel panorama del fantasy adulto italiano. E secondo me già lo sta facendo con questo volume.

Leggete il Priore Oscuro e non ve ne pentirete.
13 reviews
July 16, 2025
Il priore oscuro è un romanzo dark fantasy con tutti gli elementi per piacere agli appassionati di questo genere. Abbiamo un protagonista tormentato che persegue il suo obiettivo con fermezza; un mondo decadente, sconquassato dallo squilibrio degli elementi e dall'uso della stregoneria; personaggi sfaccettati (Valka su tutti), toni oscuri e vicende violente. È una storia solida che, a parte una certa linearità soprattutto nella prima parte (che però a me non ha dato particolare fastidio), scorre senza intoppi e riesce ad appassionare.
Se proprio dobbiamo trovare delle pecche, le scene più spinte con i Norreni a mio avviso non erano in linea col tono cupo del resto della storia, un certo intervento nel finale sa un po' di deus ex machina e il protagonista a mio avviso non rispetta del tutto le premesse gettate nel primo capitolo, che me lo avevano fatto immaginare più cupo e inflessibile di quanto sia nel resto della narrazione. Devo dire che in generale ho trovato meglio caratterizzati i personaggi femminili, del resto, come dice uno dei personaggi, "Sono le donne a fare la storia, come regine sulla scacchiera".
Come voto sarebbe un 4 e mezza, che alzo volentieri a 5.
2 reviews
September 2, 2024
Ci sono libri che, una volta finiti, ti lasciano un senso di vuoto. "Il Priore Oscuro" di Jack Roland è uno di questi. Non perché manchi qualcosa, anzi, ma perché ti trascina così a fondo nel suo mondo oscuro e tormentato che, quando torni alla realtà, ti accorgi di portare ancora dentro quel peso, quella malinconia sottile.

Il protagonista, un cavaliere senza nome, è l'incarnazione perfetta di questo sentimento. Non è più un uomo, o almeno non del tutto. È una creatura spezzata, né viva né morta, costretta a camminare in un mondo che sembra aver perso ogni speranza. È difficile non sentirsi toccati dalla sua storia, dalla sua missione disperata di arrestare il declino del mondo e combattere una stregoneria che non avrebbe mai dovuto esistere.

E poi c'è quel senso di ironia tragica che permea il libro. Come non sorridere, anche se amaramente, di fronte a una realtà dove l'eroe è temuto dai mortali e odiato dagli immortali? È quasi come se Roland ci dicesse che, alla fine, non importa quanto ci sforziamo, il mondo troverà sempre il modo di torcerci contro.

Ma non fraintendermi, non è un libro che ti lascia solo con la disperazione. C'è anche una bellezza oscura in questo universo in rovina, una sorta di poesia nel modo in cui i Dodici Priori, ormai morenti, cercano di resistere all'inevitabile. E mentre i regni dell’Espero continuano a farsi la guerra per un mondo che sta andando in pezzi, non puoi fare a meno di pensare che forse, in tutta questa follia, c’è qualcosa di profondamente umano.

Le dinamiche tra i personaggi sono un altro punto forte. Vesper, la gatta mutaforma, e Averil, la veggente senza un occhio, sono più di semplici compagni d’avventura; rappresentano, a modo loro, quelle piccole luci che resistono nell’oscurità. E Valka, la regina decaduta, con il suo coraggio malinconico, è il simbolo di chi sceglie di lottare, anche quando la lotta sembra persa in partenza.

Roland ha un talento unico nel far emergere l’assurdità del male e la fragilità del bene, spesso separati solo da un filo sottile e rosso. E lo fa con una scrittura che sa essere cruda, ma anche sorprendentemente tenera, come quando il Priore oscuro si ferma un attimo, guarda il cielo, e sembra quasi rimpiangere il mondo che è andato perduto.

In definitiva, "Il Priore Oscuro" è un libro che ti fa sorridere, ma di quei sorrisi che sanno un po’ di lacrime. È una lettura che ti lascia con più domande che risposte, ma forse è proprio questo il suo bello. Se ti piace riflettere sulla sottile linea che separa la speranza dalla disperazione, e se non hai paura di affrontare un viaggio nei meandri più oscuri dell'animo umano, allora non posso che consigliartelo.
242 reviews9 followers
January 16, 2025
Contravvenendo a molti usi, l'inizio del libro potrebbe esserne la fine. Ma è difficile eliminare il male se gli lasci il tempo di trovare una via d'uscita. Così i dodici spiriti divini arrivati un tempo in questo mondo setacciano ascendenze e discendenze e riportano in vita chi era già morto per avere un nuovo araldo che combatta in vece loro la discepola invidiosa, che prima voleva essere solo divina e che ora vuole divenire l'unica stella nel firmamento degli dèi. Da qui una sarabanda avventurosa in un mondo ricco e variopinto tra norreni, mori, nobili signori e cricche mercantili. Vedremo amori e battaglie sanguinose, parenti ritrovati e mostri malvagi, tutto in crescendo fino allo scontro finale dove ognuno incontrerà il proprio destino. Una storia fantasy adulta per un bel momento di evasione. Ad maiora


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4 reviews
December 5, 2025
Probabilmente uno dei libri più brutti che io abbia mai letto, un insieme dei più banali e stupidi cliché e scopiazzature varie da altri libri e racconti studiati con ben altra maestria e acutezza.
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