Io, arabo e musulmano di nascita, non riesco a trovare le parole per esprimere l’orrore per ciò che Hamas ha fatto il 7 ottobre 2023. La barbarie non ha scuse né giustificazioni. Sul fronte opposto, i palestinesi di Gaza vivono sotto embargo da oltre quindici anni, hanno imparato a conoscere la morte in tutte le sue forme. Adesso l’esercito israeliano non colpisce soltanto i miliziani, ma bombarda interi quartieri e uccide famiglie indifese. Davanti a questi eventi, la mia rabbia non sa più che direzione prendere. La rabbia è impotenza, è il fuoco dentro che non riusciamo a controllare. Questo è il tempo della guerra, il tempo della rappresaglia, il tempo della vendetta, mentre dovremmo pretendere il tempo del dialogo. Ma nessuno, al momento, sembra guardare a quel giorno.
Tahar Ben Jelloun (Arabic: الطاهر بن جلون) is a Moroccan writer. The entirety of his work is written in French, although his first language is Arabic. He became known for his 1985 novel L’Enfant de Sable (The Sand Child). Today he lives in Paris and continues to write. He has been short-listed for the Nobel Prize in Literature.
Scritto a ottobre 2023 e pubblicato in Italia nel successivo mese di novembre, quindi "a caldo" dopo l'attacco di Hamas del 7 ottobre e tutto ciò che ne è immediatamente conseguito, questo "piccolo scritto" sembra voglia cavalcare un po' l'onda del momento, anche se espone considerazioni decisamente condivisibili. Diciamo che da uno scrittore e intellettuale del calibro di Tahar Ben Jelloun ci si aspetta di più, e soprattutto qualche svista in meno dovuta appunto alla fretta di pubblicare (a pag. 43 non si tratta della nakba نكبة , ma della naksa نكسة in merito alla guerra dei sei giorni).
"In questi giorni in cui tutto è esarcebato, in cui le parole sono pericolose, in cui la confusione è ovunque, cosa può fare la poesia, cosa può fare la letteratura, cosa può fare un poeta? Anche se la pace è sempre più illusoria, anche se il dialogo è sempre più impensabile, la poesia deve essere stampata, diffusa, tradotta e viaggiare [...]"
è una raccolta di articoli, simili ai articoli sui eventi di attualità.
Taher è uno scrittore marocchino di lingua francese, residente in Francia e che scrive per l'occidente. è Molto attento a non far arrabiare il lobby sionista, non vuole essere nella lista nera in Francia che ha leggi per criminalizzare ogni pensiero libero sulle tematiche legati agli ebrei e l'olocausto...ecc. dunque non l'ho percepitto come personaggio affidabile a parlare sulla Plaestina. NON HA USATO IL TERMINE DI PULIZIA ETNICA, PER QUELLO DEL GENOCIDIO, è STATO USATO UNA SOLA VOLTA VERSO LA FINE DEL LIBRO.
alcuni esempi di non esatezza:
Pagina 42: I palestinesi hanno lasciato le loro case nel 1984 e vogliono tornare ma le loro case non appartengono più a loro. Ha scritto così per dire che vengono cacciati dalle loro.
Pagina 43: La guerra dei sei giorni nel 1967 si chiama naksa e non nakba, questa è del 1948.
Pagina 60: prendono le loro case, per dire rubano.
Non attaca israele malgrado che bombarda ospedali, scuole, chiese e moschee e ha un lungo passato con la violazione dei diritti umani, ma preferisce focalizzarsi sulla condanna dei combatenti di Hamas ....ecc. mi aspetto da uno scrittore connazionale più di questo, soprattutto nato nel 1944 e ha frequentato i palestinasi esiliati e rifugiati in Europa e non di parlare come un estraneo dalla causa palestinese che cerca di essere neutrale e parlare in modo diplomatico ma quando menziona hamas, ripete ogni volta che sono disumani e barbari..ecc. Mi sembra comunque un libro superficiale e commerciale, scritto a ottobre subito dopo gli eventi del 7 ottobre 2023.
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عبارة عن مجموعة من المقالات، تشبه المقالات المتعلقة بالأحداث الجارية في الجرائد.
الطاهر كاتب مغربي ناطق بالفرنسية، مقيم في فرنسا ويكتب للغرب. وهو حريص جداً على عدم إثارة غضب اللوبي الصهيوني، فهو لا يريد أن يوضع على القائمة السوداء في فرنسا التي لديها قوانين تجرم أي فكر حر في القضايا المتعلقة باليهود والمحرقة...الخ. لذلك لم أعتبره شخصًا موثوقًا به للتحدث عن فلسطين. لم يستخدم مصطلح التطهير العرقي، أما بالنسبة للإبادة الجماعية، فقد تم استخدامه مرة واحدة فقط قرب نهاية الكتاب.
بعض الأمثلة على عدم الدقة:
صفحة 42: غادر الفلسطينيون منازلهم عام 1984 ويريدون العودة لكن منازلهم لم تعد ملكاً لهم. لقد كتب هذا ليقول إنهم طردوا من منازلهم.
صفحة 43: حرب الأيام الستة عام 1967 تسمى النكسة وليست نكبة.
الصفحة 60: يأخذون منازلهم ليقول إنهم يسرقونها
وهو لا يهاجم إسرائيل رغم أنها تقصف المستشفيات والمدارس والكنائس والمساجد ولها تاريخ طويل في انتهاك حقوق الإنسان، لكنه يفضل التركيز على إدانة مقاتلي حماس... إلخ. أتوقع أكثر من هذا من كاتب مغربي، خاصة آنه من مواليد 1944 وتعرف على المنفيين الفلسطينيين واللاجئين في أوروبا، وألا يتحدث كغريب عن القضية الفلسطينية، يحاول أن يكون محايدا ويتحدث ك دبلوماسي، لكنه عندما يذكر حماس، فهو يكرر اوصات مثل غير إنسانية وهمجية.. الخ. في النهاية يبدو لي أنه كتاب سطحي وتجاري، كتب في أكتوبر/تشرين الأول مباشرة بعد أحداث 7 أكتوبر/تشرين الأول 2023.
Il libro è una raccolta di riflessioni, di considerazioni, quasi un diario dei giorni successivi all'attacco del 7 ottobre. La rappresaglia di Israele diventa giorno dopo giorno più violenta, e l'autore descrive questa sproporzione con crudezza. All'inizio sembrava abbastanza equilibrato, ma poi emerge nettamente la predilezione per la causa palestinese: ma del resto è veramente difficile, per chiunque, adottare una prospettiva razionale ed equilibrata su una questione così complessa. E' il punto di vista di un arabo e musulmano, ed è giusto che sia così. E' un invito alla riflessione, su un crimine atroce che si sta perpetrando in questi giorni e che rimarrà impresso sui libri di storia.
"Non ho mai avuto emozioni selettive. Non mi è mai piaciuta la doppia morale. Una persona che muore è prima di tutto un essere umano. Poi viene la sua origine".
Adoro questo saggista, questo scrittore, quest'uomo! Se in geopolitica i potenti della Terra avessero la sua stessa visione moderata sulle grandi questioni che avvelenano il mondo, davvero non esisterebbero più guerre di intolleranza né d'incomprensione. Ancora una volta ringrazio Tahar Ben Jelloun per la sua grande capacità di osservare i fatti con umanità e intelligenza.