Con il suo libro Anna Banti fonda il mito di Artemisia e ci consegna uno straordinario romanzo modernista, una delle opere più significative del Novecento.
Nella primavera 1944 Anna Banti ha quasi ultimato il suo racconto biografico dedicato all'artista seicentesca Artemisia Gentileschi, ma in agosto il manoscritto va distrutto nei bombardamenti tedeschi su Firenze. Con «ostinazione accorata» la scrittrice torna allora al suo personaggio, «pittrice valentissima» ma soprattutto «una delle prime donne che sostennero colle parole e colle opere il diritto al lavoro congeniale e a una parità di spirito fra i due sessi». Il risultato è Artemisia : un libro di forti emozioni, chiaroscuri e identità nascoste, proprio come la pittura caravaggesca di Artemisia. Un dialogo tra due donne – l'autrice e la sua protagonista – che, a distanza di trecento anni, si parlano, si ascoltano, si raggiungono. Le voci si intrecciano: la narratrice rievoca gli eventi bellici, la pittrice narra le proprie vicende, a partire dal celebre processo in cui accusò il suo stupratore, fino ai successi come artista e maestra di pittura e allo scandaloso viaggio nell'eretica Inghilterra
Anna Banti is the pseudonym of Lucia Lopresti, an Italian biographer, critic, and author of fiction. Much of her fiction has a central theme of women's struggles for equal opportunity.
Banti graduated from the University of Rome. She directed the literary section of the magazine Paragone and took on direction of the art section after the death of her husband, famous art critic Roberto Longhi.
Her most famous work is Artemisia, based on life of seventeenth-century painter Artemisia Gentileschi, written when she was 52 years old.
Banti died in Ronchi di Massa, Italy, at the age of 90.