Maurizio Roncaldi è un giornalista di successo, ma arrivato ai fatidici cinquant'anni si ritrova invischiato nella famigerata "crisi di mezza età". La solitudine, che un tempo gli era apparsa invitante spingendolo a troncare tutte le sue relazioni sentimentali prima che divenissero importanti, ora gli pesa. E in fondo, l'unica persona della quale si sia mai innamorato è il suo vecchio amico Oliver; ma si tratta di un amore che non ha mai osato confessare neppure a se stesso. Nell'intento di dare voce alle sue frustrazioni comincia a scrivere un romanzo: una storia d'amore tra un uomo, Raymond, ed un ragazzo più giovane di lui, Derek; una storia destinata a finire tragicamente, con la morte di quest'ultimo. Durante la stesura, però, Derek e Raymond appaiono al loro creatore ed esprimono le proprie opinioni sulla trama, assumendo pian piano un'identità a sé stante, indipendente da quella che lui ha dato loro. E ad un certo punto arriveranno a chiedere un finale diverso... (romanzo breve)
Maurizio è un uomo irrisolto. Alla soglia della mezza età, ha un buon lavoro, una bella casa, amici importanti, primo fra tutto il fedele Oliver, ma non l'amore. E per questo tutto gli sembra vuoto. “Si era sempre detto che probabilmente il suo vero amore, ammesso che esistesse da qualche parte, aveva altri progetti, o forse era finito sotto un treno”. Cerca di riempire questo vuoto scrivendo un romanzo, e inizia a raccontare un tragico amore vissuto nell’ombra. Da questo momento seguiamo due vite: la sua e quella di Derek e Raymond. Come avviene per tutti gli scrittori, anche quelli insicuri come Maurizio, dalla penna, in questo caso una vecchia macchina per scrivere, prende vita una storia che proprio all’autore somiglia, pur se non se ne rende conto. E “prende vita” è proprio la vera definizione e la sorpresa di questo romanzo. Non dico “come”, e soprattutto con quanta dolcezza, siano proprio i personaggi inventati a influire sui suoi pensieri, col loro disperato e legittimo bisogno di stravolgere la trama e dare la degna conclusione al loro amore. E da autore, Maurizio, impara da loro, cambia e si rende conto che il suo amore non è per niente finito sotto un treno, ma è più vicino di quanto pensasse. Synclair non aveva bisogno di biglietto di presentazione con me: amo la sua scrittura e ho amato questo libro che appare più conciso e per questo arriva immediatamente al cuore. Ma ho una richiesta: che non ci prenda l’abitudine perché le sue descrizioni approfondite, il suo scavare per pagine e pagine (e pagine e pagine) è un dono straordinario che apprezzo tantissimo.
Ho dovuto pendermi mezza giornata prima di scrivere una recensione che non fosse dettata solo sui sentimenti che questo racconto ha suscitato nei miei dotti lacrimali. Premesso che ho acquistato questo libro spinta dal puro istinto, mi inchino ad esso perché mi ha guidata bene. Per qualche ignota ragione, non ho potuto aspettare. Chi conosce l'autore sa come scrive, sa quanto scrive, sa che non lascia niente al caso e per quanto qui manchino 3-400 pagine al suo standard, non manca di nulla. E' perfetto. I tempi, seppur allungati, sono ristretti in poche parole. I modi, seppur raffinati, prendono sembianze buffe. Le emozioni, seppur intense e drammatiche, sono alleviate dalla leggerezza e dalla tenerezza dei personaggi. Questo romanzo, che balza tra la vita reale di Maurizio, lo scrittore protagonista, e il romanzo che sta scrivendo, mi ha sinceramente sorpresa e commossa. E' un viaggio nei suoi sentimenti inespressi, la creazione di personaggi che vogliono rispecchiare la parte di sé che non ha il coraggio di rivelare alla persona che ama sinceramente da tutta la vita, il suo amico Oliver. Ovviamente combattuto e ormai arrivato al limite, persino i suoi personaggi emergono nella realtà chiedendo insistentemente di non inabissarsi nel finale a cui aveva pensato, ma di raccogliere il coraggio di scoprire qualcosa di diverso dalle proprie paure. Da sognatrice e da scrittrice ho tanto riso e pianto leggendo questo piccolo capolavoro, forse perché ha toccato degli argomenti, delle corde che solo chi ha una certa sensibilità sente venir toccati. Mi sono davvero commossa e ne consiglio la lettura con tutto il cuore perché riempie di speranza e gratitudine. Questo racconto si è preso un pezzettino del mio cuore. A detta mia, e lo dico dopo combattute valutazioni personali, "Un finale diverso" è il migliore tra i romanzi scritti da questo autore.
Ho sentito un’affinità con questo romanzo fin da subito, anche perché ho visto qualcosa di me e della mia storia nei personaggi, sia quelli “reali” (Maurizio), sia in quelli “inventati” (Derek e in parte Raymond). Chiunque scriva, che siano romanzi, racconti o fanfiction, sa perfettamente che le decisioni in realtà le prendono i personaggi (io stesso, che sono uno “scrittore della domenica”, ho dovuto sottostare al volere dei miei personaggi) e l’idea che questi si presentassero a Maurizio e lo tormentassero fino a ottenere ciò che volevano era perfetta. Qui però l’autore ha deciso di fare un ulteriore passo avanti, rendendo Derek e Raymond reali per Maurizio, in un gioco un po’ in stile twilight zone. Questo escamotage ha permesso di sondare in modo più funzionale il dilemma psicologico di Maurizio e il suo modo di porsi nei confronti della paura che ha sempre avuto di perdere Oliver, l’unico che ha sempre amato. Il romanzo nel romanzo, quindi, assume per Maurizio (e per Oliver) un ruolo e un significato tutti particolari, perché diviene una sorta di gioco metalinguistico con il quale i due si avvicinano e si parlano senza dire fisicamente nulla. In quest’ottica, il “difetto” che alcuni hanno trovato in questo libro, cioè il fatto che il rapporto tra Derek e Raymond evolva troppo in fretta, a me è sembrato inesistente, proprio perché in un certo qual modo il “romanzo nel romanzo”, e gli incontri impossibili, sono l’artificio con cui Maurizio porta avanti in primis la propria autoanalisi e in subordine la volontà di far finalmente evolvere il rapporto con Oliver, essendo Maurizio arrivato ad avere la necessità di trovare quell’amore che gli manca. Nella storia di Derek e Ray poi, comunque, ci sono momenti che smuovono decisamente i sentimenti del lettore, quindi anche da questo punto di vista non ho trovato manchevole il testo.