Margherita si è uccisa il giorno del suo ventiseiesimo compleanno. Senza riuscirci. È in stato vegetativo da un mese e il primario del reparto la dà per spacciata. Sua madre le fa visita ogni giorno, e le parole pronunciate al lato del letto sbrogliano la matassa della loro relazione che, come ogni legame profondo, si nutre di ambivalenze mostruose e conflittuali. Margherita, tuttavia, anche se nessuno lo immagina, vede e sente, pensa. Neppure Bianca, l’infermiera che con cura meticolosa si occupa di lei, si accorge di nulla. Nel tentativo di stabilire una connessione, però, sottopone la paziente a una pratica che si trasforma ben presto in sadica esplorazione di un corpo spento.
In Ventre, Giulia Della Cioppa architetta, grazie a una scrittura limpida e spietata al tempo stesso, una geografia emozionale che straripa dalla pagina interrogandosi sul lato oscuro del sé, sulle ossessioni e sulle ombre custodite nel corpo-prigione della protagonista. Come in una tragedia elisabettiana l’autrice mette in scena l’innaturale attenuazione del dolore, preludio alla nascita del nuovo.
la scrittura dell’autrice mi si è attaccata addosso come una seconda pelle. che forza. che paura. in certi punti ho ingioiato un po’ di rospi per riuscire ad andare avanti con la lettura. che potenza e che meraviglia. grazie Giulia
Ventre è il romanzo d’esordio di @giuliadellacioppa , ringrazio tantissimo @alter_ego_edizioni per l’opportunità e la collaborazione.
Margherita si uccide il giorno del suo ventiseiesimo compleanno, ma senza riuscirci davvero. Si ritrova in uno stato di coma irreversibile da un mese ed è costretta ad ascoltare passivamente tutto ciò che la circonda.
Romanzo ambientato interamente in una stanza di ospedale, Margherita ci apre finestre temporali dove ci racconta cos’è e cos’è stato il rapporto con la madre durante la sua vita: molto ingarbugliato e di manipolazione.
Con uno stile limpido ma al tempo stesso spigoloso, Giulia “costringe” il lettore ad essere un osservatore, proprio come la protagonista. Lo fa sentire impotente, anche quando Bianca, un’infermiera meticolosa che si prende cura del corpo di Margherita, si concede a esplorare il suo corpo ormai privo di vita.
La fa sentire viva, e i piccoli taglietti che Bianca le lascia sul corpo, l’aiutano ad affrontare con monotonia le giornate che scorrono. Non è stato facile stare nella sua mente, i pensieri intrusivi di Margherita sono difficili da affrontare, ma è possibile percepire quanto lei perdona tutti gli errori della madre, facendosi un po’ un esame di coscienza, restando però sempre se stessa.
I temi trattati non sono per tutti, e ciò che aleggia sin dall’inizio è il perché Margherita non vuole un futuro, ma anche se alla fine del libro tutti i nodi sembrano essere sciolti, forse la risposta a questa domanda non si ha del tutto.
Sebbene abbia poco più di 140 pagine, posso dire che è stato molto intenso. Mi è piaciuto, lascia riflettere e temi così importanti sono stati trattati nei migliori dei modi, ve lo consiglio!
Ventre é la violenza di una donna su un’altra donna, ma è anche un simbolo dell’origine. È un tentativo di comprendere la ferocia con cui veniamo al mondo, corpi sanguinanti che vengono dati alla vita da un altro corpo in preda al dolore. È come se, anche per i gesti più crudeli, ci fosse una sorta di attrazione connaturale se è una donna a eseguirli; ponendoli, persino, al limite del sopportabile.
È un libro doloroso, una santissima trinità femminile che esprime il proprio, sfaccettato, concetto di morte, dove chi racconta è in uno stato di coma vegetativo dal quale, finalmente riesce ad affrontare sua madre. Una madre contraddittoria, depressa ma pur sempre una madre che ama sua figlia. Tra loro una donna sadica, Bianca, infermiera, a cui la protagonista dona i suoi primi accenni di risveglio. Ti attrae leggerlo pur facendoti male.
Ottimo esordio con stile interessante e trama che conturba, ricorda da vicino Cuore cavo di Viola di Grado sia per l'originalità con cui viene affrontato il tema del suicidio (in entrambi i casi si ha l'opportunità di affrontare il valore e le conseguenze dell'atto a posteriori e in prima persona) sia per la capacità di delineare un complesso rapporto madre-figlia con tratti precisi e sintetici.
Letto in una sera: che esordio pazzesco! Tipo “Endgame” di Samuel Beckett, ma si parla di più, c’è più corpo e ci sono più pervertiti (chi lo leggerà scoprirà perché XD). Non vedo l’ora di leggere altro di Della Cioppa!
È soltanto il quarto libro che leggo nel 2024, ma già so che sarà una delle letture migliori dell’anno! Un libro breve ma carico di dolore e sofferenza, crudo e profondamente introspettivo. La scrittura poi è davvero trascinante, di quelle che mordono e fanno sanguinare, così come piacciono a me. Bellissimo davvero.