«La Geopolitica non è altro che quell’insieme di strumenti che, se usati correttamente, ci permettono di capire il mondo che abitiamo e che tutti quegli eventi, a un primo sguardo inafferrabili e imprevedibili, non sono altro che le conseguenze di continui rapporti causa-effetto, lo sbalzo in aria del coperchio quando l’acqua bolle – dimenticata – troppo a lungo nella pentola. Grazie alla Geopolitica, oggi sappiamo che analizzare i rapporti diplomatici e la situazione economica di uno Stato tralasciandone gli aspetti storici, religiosi e geografici significa guardare il quadro da un’unica prospettiva, e non è detto che sia quella giusta. Perché i legami tra i gruppi etnici, i cambiamenti climatici, i riti religiosi, la presenza di confini naturali come montagne, deserti, laghi, fiumi e mari ci dicono molte più cose di un Paese di quanto riesca a farlo il suo PIL. Uno sguardo ai temi principali della geopolitica, con approfondimenti legati a Stati Uniti, Russia, Cina, ma anche alla triade “incompatibile” Iran, Israele e Arabia Saudita, nonché a tutti i meccanismi che regolano i fragili equilibri mondiali, quali per esempio il rapporto fra crisi energetica e disponibilità di materie prime, o ancora l’importanza delle alleanze. Instant geopolitica, sempre con un linguaggio semplice e accessibile, si pone come un essenziale vademecum per iniziare a comprendere una disciplina estremamente utile per interpretare il mondo che ci circonda, in tutta la sua complessità.
Premessa: non conoscevo l’autore (ho scoperto solo ora a libro finito che ha un canale YouTube di divulgazione culturale dedicato a temi quali storia contemporanea e geopolitica) e ho comprato il libro solo perché un giorno in libreria me lo sono trovata ad altezza occhi (se era una strategia di trade marketing direi che è riuscita!)
È un buon libro per chi non è troppo esperto in materia e vuole avere una panoramica generale sulla geopolitica mondiale di oggi. Il tono è divulgativo e leggero per cui si legge molto velocemente.
Autismo mio: non sopporto che non vengano mai citate le fonti sotto le varie tabelle / grafici che troviamo nel libro (alcuni casi sono solo delle semplici mappe e quindi mi sta bene, ma altri dove ad esempio riporta dati e info molto specifiche direi che sapere da dove vengono sarebbe utile). In più non ho capito perché al fondo ci sia solo una (così chiamata) “bibliografia parziale”.
PS Il libro profuma di libri delle vacanze estive delle elementari. Decidete voi se è un pro o un contro. A me piace.
Un libro ideale per i neofiti dell'argomento, particolarmente consigliato per gli studenti delle scuole superiori. La scrittura dell'autore rispecchia spesso lo stile dei suoi video YouTube, tanto da risultare in alcuni punti quasi identica.
Infarinatura di argomenti complessi in poche chiare pagine: incredibile quanto si possa essere concisi ed efficaci quando non si hanno particolari pretese accademiche. I paragrafi vanno dritti al cuore della questione senza dar per scontato che il lettore sappia già di cosa si sta parlando. Trattandosi di geopolitica, quindi politica influenzata dalla geografia, l'autore non manca di includere mappe che aiutano a inquadrare meglio le situazioni. Veniamo ai nei: più che una bibliografia (parziale) a fine libro avrei piuttosto apprezzato la citazione di fonti nel punto in cui vengono impiegate. Alcuni commenti evidentemente personali dell'autore, specie in chiusura di paragrafo, risultano un po' sottotono, forse un po' qualunquisti.
Un libro fondamentale per decifrare l'attuale scenario geopolitico. Pur trattandosi di una sintesi, offre tutti gli strumenti necessari per sviluppare un pensiero critico autonomo sugli equilibri internazionali. Lo stile dell'autore si conferma eccellente, chiaro e coinvolgente come nei suoi contenuti su YouTube. Per aspera ad astra.