Il giovane tenente della marina imperiale russa Pavel Volkov intraprende un viaggio avventuroso che lo porta dal Baltico al Mediterraneo, e da Corfù a Trieste. Siamo nel 1806 e la città diventa il teatro di sorprendenti scoperte e strane conoscenze: un maltese di nome Corto, un pittore di icone, il governatore del Porto Franco, il capitano di una nave corsara. E un amore travolgente. Un salto temporale di un secolo e mezzo ci porta nel cuore dei tumulti della rivoluzione ungherese e dell’intervento sovietico a Budapest: il cerchio si chiude ed emerge il filo che lega tutti gli accadimenti e gli eventi della Storia. Un romanzo d’avventura, diviso in tre libri, che tra naufragi e tradimenti si interroga sul diritto dell’individuo di opporsi al proprio destino e al fato.
Radoslav Vava Petković rođen je u Beogradu. Objavio je romane: Put u Dvigrad (1979, Nagrada „Miloš Crnjanski“), Zapisi iz godine jagoda (1983), Senke na zidu (1985), Sudbina i komentari (1993, nagrade: „Meša Selimović“ i „Borbina nagrada“ za najbolju knjigu godine, NIN-ova nagrada za najbolji roman godine) i Savršeno sećanje na smrt (2008, nagrada „Borisav Stanković“); knjige priča: Izveštaj o kugi (1989, „Andrićeva nagrada“) i Čovek koji je živeo u snovima (1998, „Vitalova nagrada“ za knjigu godine); i knjige esejističke proze Ogled o mački (1995), O Mikelanđelu govoreći (2006), Vizantijski internet (2007), Upotreba vilenjaka (2008) i i Događaj godine (2010).
Prevodio je sa engleskog Čestertona, Tolkina, Defoa i Stivensona.
Dalla banchina di Corfù seguiamo il viaggio dell'ufficiale della marina zarista Pavel Volkov fino alla Trieste investita dalla guerra napoleonica. Il giovane militare, di origine Serba, ha sulle sue spalle il peso di un incarico segreto per conto del governo. Giunto a Trieste, si introdurrà nella comunità serba, motivato a compiere la sua missione, tutto procede secondo i piani fino all'incrocio con lo sguardo della misteriosa Caterina Risnich che porterà l'amore nella vita del protagonista.
Un secolo e mezzo dopo, nell'Europa dei due blocchi, un giovane storico jugoslavo, incaricato di studiare la storia della comunità Serba di Trieste, si ritrova coinvolto nella rivoluzione ungherese.
Due storie apparentemente distante legate dalla questione del destino: siamo vittima delle circostanze o possiamo cambiare il nostro destino? In fondo, sembra dirci Petkovic, tutte le storie sono sempre la stessa storia: la presa di coscienza della propria libertà di dire no al fato. Un grande romanzo storico che sfocia nel fantastico, ricco di dettagli sulla storia di Trieste e della Serbia e dei loro personaggi. Lo stile è preciso ed efficace, l'autore interseca diversi espedienti narrativi come gli interventi diretti dell'autore, frammenti di lettere, trattati storici e filosofici e poesie per spezzare il ritmo.