Edimburgo, anno 1881. Sulla capitale scozzese imperversano il tipico gelido inverno e un’inspiegabile ondata di suicidi. Driscoll Farquhar, investigatore privato, viene incaricato di far luce su una di quelle morti da una giovane istitutrice, Cadence Rhymer. Le indagini si snodano tra melodie struggenti che gemono nel vento, misteriosi alchi- misti e ali nere. Potrà l’alleanza tra Driscoll, un corvo e un violinista immortale rendere giustizia alle vittime del mercante di incubi?
Laura Costantini nasce in una borgata romana. A otto anni inizia a scrivere storie, che illustra di sua mano. A undici decide che la sua scrittura sarà di fantasia ma anche di realtà: il giornalismo è il suo obiettivo professionale. Raccontare storie resta una passione che condivide con Loredana Falcone, senza mai offrirsi all’ansia della pubblicazione a tutti i costi. Giornalisticamente nasce con la carta stampata periodica, poi approda alla tv pubblica dove a tutt’oggi lavora presso la testata giornalistica regionale. Approdare alla pubblicazione di numerosi romanzi è una naturale conseguenza della tenacia nel continuare a scrivere narrativa. Non ama le classificazioni, spazia tra i generi. Ha un debole per le protagoniste.
RECENSIONE A CURA DI LADY MARMELADE Laura Costantini si conferma anche questa volta una narratrice poliedrica, capace di dare mille e una sfaccettatura a quell’epoca Vittoriana che non mi ha mai entusiasmato, ma che solo lei, e un’altra autrice di gotici, riesce a farmi apprezzare sempre. Il mio poco amore per quest’epoca deriva dal fatto che non mi ritrovo mai con le figure femminili di questo periodo; anche in questo libro all’inizio le donne non spiccano per indipendenza, ma mano a mano che la storia si svolgeva le donne comprimarie hanno preso coscienza di se stesse, capito che la storia devono farla in primis loro, mettendosi in gioco e lottare per quello che desiderano, se vogliono arrivare a essere considerate indipendenti e non pertinenza del marito di turno. Questa volta la Costantini si cimenta con uno dei capi saldi della letteratura horror, ovvero i vampiri, coadiuvati da streghe e maghi oscuri. C’è anche la presenza di di un corvo reale, simbolo eletto dal grande maestro del brivido e horror Edgard Allan Poe, che porta scompiglio e aiuto nella vita del giovane investigatore Driscoll Farquahr. Continua sul nostro blog!
Come forse saprete se seguite il mio blog ormai da un po’, sono da anni grande fan di questa scrittrice italiana. Venni a contatto con la sua scrittura grazie alla stupenda saga del Diario Vittoriano (a cui ho dedicato un articolo speciale che potete trovare QUI) e ho poi continuato a seguire le sue uscite negli anni successivi. Esattamente come questo nuovo romanzo edito per la Dark Abyss! Sono molto felice di aver avuto per la seconda volta la possibilità di partecipare ad un evento dedicato a una nuova uscita di Laura Costantini, dato che con Il Varcaporta (di cui trovate QUI la recensione) avevo avuto qualche piccola perplessità forse dovuta al lato steampunk. Ebbene, questa volta non è accaduto niente di tutto ciò, mi sono immersə nella lettura sin dalla prima pagina ed è stato ogni volta difficile staccarsi dalle pagine. Penso che ormai sappiate che non faccio sconti, quando un libro non incontra il mio gradimento, quindi fidatevi quando vi dico che Il Mercante di Incubi merita una possibilità anche se finora non avete letto ancora nulla di quest’autrice nostrana.
Lo stile di scrittura di Laura Costantini è da sempre, almeno per me, uno dei punti forti dei suoi romanzi. Adoro l’equilibrio tra descrizioni atmosferiche e dettagliate e tra quelle parti in cui invece l’azione è più preponderante, trovo sempre i suoi libri molto scorrevoli. Forse in alcune parti si perde un po’ troppo nelle descrizioni fisiche di alcuni personaggi, ma è un minuscolo difetto che si perdona ampiamente se paragonato a tutto il resto. Nonostante questo libro abbia più di 400 pagine, sono riuscitə a divorarlo praticamente in un paio di giorni. Sicuramente è complice di questo raro successo anche la trama, sempre intricata al punto giusto e che incuriosisce a ogni capitolo di più. Non credo serva dilungarsi troppo nel world building, soprattutto visto che ormai considero la Costantini la regina italiana indiscussa dell’epoca vittoriana. Non ho ancora trovato nessun altro, almeno qui in Italia, che sappia rendere bene come lei l’ambientazione storica di quel periodo. Per quanto riguarda invece il sistema magico ideato per questa storia, forse non è dei più originali in toto ma ha ugualmente degli spunti singolari che riescono a renderlo a suo modo molto interessante. Magari non unico, quello no (ma perché quante volte nella letteratura si parla di incubi e/o di vampiri), però sicuramente affascinante.
Il Mercante di Incubi poi non sarebbe un libro di Laura Costantini se non affrontasse sapientemente anche tematiche molto delicate, argomenti particolarmente cari a quest’autrice da sempre. La sua sensibilità ma allo stesso tempo il suo rifiuto di non girare lo sguardo davanti ai comportamenti abietti dell’essere umano rendono sempre i suoi romanzi un vero colpo al cuore, ma anche allo stomaco. Tramite i suoi personaggi, la Costantini ci mostra ciò che c’è di più bello ma anche ciò che c’è di più brutto in noi in quanto umani (sebbene alcuni dei personaggi non lo siano in senso letterale).
“Il mercante di incubi” è una lettura trascinante e appassionante. Una storia Fantasy dall'anima tinta dal nero vischioso dei tormenti di un cuore immortale ossessionato da ciò che ha perso, dagli umani desideri di cuori che bramano vendetta, ricchezza, odio. Mi sono trovata a vagare tra i vicoli e le gallerie di una Edimburgo povera, gelata da un inverno impietoso, le cui notti sono affollate di orrore. Ho conosciuto personaggi indimenticabili, capaci di provare emozioni dirompenti, a volte intrise di disperazione, a volte illuminate da sentimenti profondi, che parlano di amore e di amicizia, anche dove sembrerebbe impossibile. Driscoll, Nariman, Ailish, Julian, Hiram, sono delineati con pennellate vivide e taglienti. Le ombre dei loro animi pulsano brucianti, le passioni dei loro cuori, che siano bianche o nere, giuste o sbagliate, condivisibili o aberranti, mi sono arrivate addosso come un treno in corsa. Stessa cosa dicasi per gli altri personaggi: nessuno è dimenticabile. Di questa carrellata impressionante di figure, principali e secondarie, che si muovono sulla scena posso dirvi che per alcune ho provato solo orrore, per altre anche pena, 2 le ho amate nonostante le colpe, una l'ho solo amata. Laura Costantini mi ha, ancora una volta, ammaliata con la sua capacità di creare una storia dalla trama fitta di eventi e di svolte. Ha saputo allacciare i fili di più vite, annodandole tra loro con maestria e un po’ di perfidia, dando concretezza a una vicenda complessa e articolata, che non lascia tregua, fino alla parola fine. Lo stile narrativo è avvolgente e agghiacciante, in grado di rendere reali gli incubi che descrive. Il ritmo è mozzafiato e si impenna sempre più velocemente, rendendo impossibile staccarsi dalla lettura. Le illustrazioni di Dany&Dany, Le Peruggine e Zel Carboni sono fantastiche. L'immagine di copertina assolutamente perfetta. E voi? Avrete il coraggio di inabissarvi tra sfere fragilissime di vetro, che contengono il nero più vischioso mai visto? Provate, ne vale la pena. Hugs&kisses
Ancora una volta torno a parlarvi di un romanzo di Laura Costantini che, come nei suoi migliori lavori, ci porta dritti dritti nella Londra Vittoriana che lei sembra conoscere molto bene e amare altrettanto. All’ombra della familiare città, stavolta seguiamo la storia di Driscoll, investigatore provetto che all’improvviso si ritroverà ad avere a che fare con creature sovrannaturali, i vampiri, che seminano zizzania nei giorni in cui s’ambienta la storia. La cosa però che rimane più impressa è come la Costantini li descrive, infatti le descrizioni sono sempre uno dei punti forti della sua scrittura, e l’autrice riesce a portare un vento di freschezza in cose che conosciamo un po’ tutti, in un modo o nell’altro. Per quanto riguarda il worldbuilding posso dire che non è originalissimi a livello di concept ma come sempre Laura riesce a trasformarlo e a gestirlo molto molto bene associandogli anche un bel sistema magico che mi ha intrigato da subito. Oltre alla familiare Londra vittoriana, ritroviamo qui dele tematiche che sono particolarmente cari all’autrice che vengono trattati con delicatezza ma con fermezza che non si ritrae davanti alle cose scomode. Insomma, un altro romanzo che porta il marchio dell’autrice e che io consiglio tantissimo.
"La magia non si possiede. Ma è bello sapere che c'è." . Sapevo che questo libro mi sarebbe piaciuto! Un dark fantasy gotico, ambientato in una Edimburgo vittoriana. Un vampiro violinista, un altro vampiro ballerino, entrambi grigi e dannati. Un investigatore privato in compagnia di una corvetta e un Mercante ibrido. . Tutto questo e molto altro in un libro che ho divorato! A quanto pare apprezzo molto il morally grey! Una lettura scorrevole, nonostante i capitoli un po' lunghi! La storia è ricca e avvincente e, soprattutto, particolare e non scontata! I personaggi interessanti e ben caratterizzati! . Se proprio devo trovargli una pecca, riguarda proprio il Mercante! Siccome il libro porta il suo nome come titolo, mi aspettavo di conoscere e scoprire molto di più del suo personaggio e del suo passato! Le ragioni che lo hanno portato a diventare quello che è! Purtroppo del Mercante si sa molto poco e, nella storia, il suo personaggio diventa quasi marginale! . Inutile dire che ho amato follemente Nariman, il violinista! Quel personaggio mi ha rapito il cuore! Senza dimenticare, però, Ailish, la fantastica corva che è, senza dubbio, il miglior personaggio, per me! . I miei complimenti alla scrittrice, un ottimo libro, davvero! Vi consiglio di leggerlo, merita tantissimo!
Ciao stranieri e bentornati fra gli scaffali della mia biblioteca di Babele. La CE Dark Abyss Edizioni mi ha accontentata con una delle loro ultime uscite: Il Mercante di Incubi dell'autrice Laura Costantini e mi ha portata tra le vie di Edimburgo. Ovviamente ci tengo a ringraziare la CE per la copia digitale #giftedby del libro e per la loro fiducia!
“O tu che leggerai queste parole, invoco la tua misericordia e il tuo perdono, perché la storia che sto per narrarti ti toglierà il sonno e la pace e mai più ti consentirà di ascoltare il gracchiare di un corvo con animo sereno.”
Driscoll Farquhar è un investigatore privato, uno famoso nei sobborghi di Edimburgo nel 1881. Un giorno un'istitutrice dal nome Cadence Rhymer, appare alla sua porta con un nuovo caso. L'aristocratica lady Lauriston si è suicidata lasciando due figli al seguito e un marito disperato. Cadence, sa che Sir Reginald ha in qualche modo avvelenato la moglie, costringendola a buttarsi dalla finestra. In effetti, l'istitutrice ha trovato sotto il cuscino dei resti di un'ampolla di vetro con all'interno delle gocce di una sostanza oscura e malvagia. Ailish, il corvo di Driscoll, riconosce quella sostanze e cerca di guidare il suo amico sulla via oscura della verità. Una via che lo porterà ad intrufolarsi nella bottega di Hiram, un uomo metà vecchio e metà giovane. Lo porterà ad un incontro con un violinista dalle origini oscure e misteriose. La verità che gli farà capire chi è davvero Ailish.
“La magia non si possiede. Ma è bello sapere che c'è.”
Ho divorato questo libro una pagina dopo l'altra. Lo stile dell'autrice è incalzante e misterioso, un indizio dopo l'altro ti accompagna al gran finale. Ho amato l'ambientazione di Edimburgo, i suoi vicoli bui, le sue guglie gotiche e i suoi pub.
Per quanto riguarda i personaggi, il mio preferito in assoluto è stato Nariman. Una creatura antica, piena di sofferenze e la cui unica compagnia è il suo amato violino. Il rapporto di amicizia con Driscoll si sviluppa nella narrazione, un'amicizia che Nariman non vuole, ma di cui ha bisogno. Driscoll mi ha fatta sorridere per il suo carattere burbero e dolce allo stesso tempo. Ailish mi ha fatto venire voglia di avere un corvo domestico.
Consigliato a chi ama le ambientazioni gotiche, le storie misteriose e dark.
LA RECENSIONE DI BABETTE BROWN: Ho visitato Edimburgo in estate: cielo azzurro, sole, luoghi meravigliosi. Il castello, il Royal Mile, l’Holyrood Palace, la St. Giles Cathedral e così via. Niente di tutto questo appare nel romanzo di Laura Costantini. Facciamo conoscenza con un inverno crudele e un mondo in cui la bellezza sembra non essere mai nata. E il suono straziante di un violino che piange nella notte non calma l’orrore che, una pagina alla volta, l’Autrice ha scritto per noi.
Siamo nel 1881, in piena era vittoriana. Edimburgo è colpita da una serie inspiegabile di suicidi. Nulla ha fatto presagire quelle morti autoinflitte che hanno sconvolto alcune famiglie dell’aristocrazia cittadina. Una giovane istitutrice, che ha lavorato nella casa di una delle vittime, nutre forti sospetti sul suicidio di Lady Eveline Laurington. Si rivolge, quindi, all’investigatore Driscoll Farquahr, e gli chiede di indagare. Comincia così una vicenda dal ritmo serrato, che vi tiene incollati fino all’ultima pagina.
Un mago dall’animo putrido che vende morte, due streghe alleate del Male, un corvo che conosce troppe cose, un prigioniero straziato nel corpo e nell’anima, un violinista che squarcia la notte con il suono del suo strumento… I personaggi sono molteplici, ognuno scolpito nella nostra immaginazione. Un worldbuilding accurato fino all’ultimo mattone scorticato dal gelo, nel quale ci troviamo e dal quale è difficile fuggire. Neve, freddo e sangue. Tanto sangue. Ampolle di vetro che sprigionano incubi e che vengono pagate con sacchetti di sovrane e giovani vite innocenti. Riemergiamo da questa storia a fatica. Laura Costantini ci ha trascinato con sé e sembra non volerci lasciar andare.
LA RECENSIONE DI FERNANDA ROMANI: La fantasia sfrenata di Laura Costantini ha sfornato un’altra splendida storia. Questa volta ci porta nel freddissimo inverno scozzese del 1881, a Edimburgo, dove l’investigatore Driscoll Farqhuar accetta di indagare su uno strano suicidio. Questo incarico darà il via a una vicenda articolata e piena di colpi di scena, immersa in sfumature gotiche che, fin dall’inizio, ci procurano brividi inquietanti.
Com’è nello stile dell’autrice, facciamo la conoscenza, a poco a poco, di una vasta galleria di personaggi, ognuno dotato di personalità e sfumature proprie. Conosceremo Nariman, il violinista immortale oppresso da un amore diventato disperazione. Entreremo nel laboratorio di Hiram, il mercante di incubi, studioso di scienze e alchimia, che ha rinunciato alla propria umanità in nome di una ricerca impossibile. Incontreremo le streghe Geillis e Agnes, due sorelle profondamente diverse, corrotte da troppe segreti. Staremo in ansia per Rhona, sorella di Driscoll, che ormai rappresenta tutta la sua famiglia. Digrigneremo i denti di fronte a Julian, danzatore sublime, ma persona egocentrica e ignobile. Guarderemo la polizia indagare e commettere un errore dopo l’altro, per incapacità e malafede. In tutto questo, seguiremo Driscoll, che indaga affrontando le creature che voleva fermare.
Un romanzo pieno di sfaccettature, popolato di personaggi che restano nella memoria. Ognuno di loro, anche quelli che compaiono in una scena soltanto, è cesellato con cura. E poi c’è l’inverno scozzese, descritto in maniera mirabile. I protagonisti si muovono attraverso giornate gelide, tempeste di neve, strade ghiacciate. Lo sentiamo fin dentro le ossa il freddo di Edimburgo.
E, in mezzo a tutto questo, accadono orrori inimmaginabili. Mentre qualcuno coltiva lo strazio di un amore finito in pezzi che va avanti da secoli, una serie di eventi deflagra, precipita, ghermisce, incatena i personaggi l’uno all’altro e costruisce quel puzzle perfetto che è una delle assodate abilità di Laura Costantini. Il suo uso della lingua italiana, preciso, ricco e affabulatorio ci porta per mano dentro la meraviglia e la paura, colmando di significati ogni particolare, dando vita a una galleria di ritratti umani dove nessun sentimento viene trascurato. Il fanatismo incontra l’ignoranza e se ne nutre, l’amore si sgretola nell’odio, l’onestà viene messa in pericolo dalla malafede, l’ambizione più oscura distrugge ogni innocenza. Il gelo in cui i personaggi sono costretti a muoversi sembra rispecchiare l’anima di alcuni di loro. Per sconfiggerli sarà necessario tutto il calore di chi ha cuore per la compassione e la giustizia e il sangue audace per rischiare tutto.
1881, un inverno freddissimo, le strade e i vicoli della parte vecchia di Edimburgo sono sferzate dal vento e dalle bufere di neve. Morti misteriose, apparentemente suicidi avvenuti in modo atroce, cadaveri sfigurati con gli occhi aperti sbarrati sull’orrore: sul posto solo piccoli frammenti di vetro sottilissimo. La polizia brancola nel buio, in fondo meglio archiviare i decessi come suicidio che condurre indagini scomode.
Anche perché indagare significa scavare nell’orrore più profondo, quello che strazia l’anima e devasta la mente, che fa impazzire e che lascia in sospeso su un baratro, al confine fra realtà e magia. Un viaggio senza ritorno nella folle mente di Hiram che per denaro vende l’arma perfetta, un etere malefico che racchiude in sé tutto il male, per uccidere senza lasciare traccia. Hiram ha sete di denaro e di potere, reso folle dal sogno di divenire immortale, ma in fondo lui fa ciò che gli viene chiesto, vende desideri e speranze a uomini e donne disposti a tutto pur di raggiungere il loro scopo, resi ciechi dalla vendetta, dai soldi, dal rancore, dalla gelosia. Disposti a vendere l’anima, ad affidare il destino a magia e sortilegi.
Eppure, qualcosa sopravvive in mezzo a tanto orrore, l’umanità non è perduta, i buoni sentimenti e la forza dell’amore resistono, sono più forti della morte e della cattiveria. A saper ascoltare, si ode un suono di violino, note strazianti che suonano per l’eternità, a ricordare un amore perduto.
Atmosfera gotica, mistero, alchimia e magia ingredienti mixati sapientemente, anche stavolta la scrittura di Laura Costantini coinvolge e trasporta in un mondo lontano, onirico ma nello stesso tempo tanto reale, frutto di una ricerca storica precisa.
C’è il richiamo a tanta letteratura, dal Faust a Grandi Speranze, con una strizzatina d’occhio al Venditore di Felicità dell’Orfeo 9 di Tito Schipa Jr. Semplicemente fantastico NB : un cameo, Sir William Moncliff
Il Mercante di incubi è un racconto che mi ha coinvolta immediatamente! Ho amato sia la storia che i personaggi, ma soprattutto le atmosfere nebbiose e cupe che mi hanno ricordato Jack lo Squartatore anche se il romanzo non è ambientato a Londra ma Edimburgo. Driscoll Farquhar è un investigatore privato che viene incaricato da Cadence Rhymer per far luce sulla morte della sua giovane datrice di lavoro morta suicida. Durante le indagini Driscoll si imbatte in Hiram, un negoziante alquanto inquietante e Nariman, un giovane misterioso. Le indagini lo porteranno in un luogo fatto di incubi e creature magiche. I personaggi sono il fulcro del libro e sono tutti caratterizzati molto bene. Soprattutto è esposto perfettamente come l'animo umano, come dice lo stesso mercante, sia fatto di luci e ombre, soprattutto di ombre. Mi piace sempre tantissimo quando un personaggio presenta queste caratteristiche perché lo rendono tridimensionale e realistico. Anche la storia è molto ben strutturata e pur non essendo adrenalinica è riuscita a coinvolgermi e ad appassionarmi. Nonostante i miei mille impegni non volevo far altro che tornare da Driskoll, Nariman e Hiram. Sì, pure il villan se descritto in maniera così ben fatta mi affascina sempre. C’è un mini personaggio (se così si può dire) che accompagna e aiuta Driskoll in tutto il romanzo ed è Aislish il corvo. Proprio lei mi ha fatto venire in mente la famosa poesia di Edgar Allan Poe: Il corvo. Pur essendo completamente differenti gli intenti dei due pennuti la mia mente vagava verso quella direzione. Lo stile dell'autrice, e qui devo ripetermi, è coinvolgente, accattivante e leggero al tempo stesso. Le ore di lettura trascorse con questo romanzo sono volate. Mi piacerebbe leggere qualche altro suo scritto perché trovo che la sua penna sia proprio nelle mie corde.
Cinque stelline sono poche per questo ultimo lavoro di Laura Costantini. Cinque, perlomeno, se ne dovrebbero dare allo stile, perfetto e denso, senza nessuna sbavatura, e che a ogni prova migliora e si rafforza in una consapevolezza così profonda da lasciare ammirati come davanti a un quadro di grande valore. Cinque all'intreccio, complesso e per niente scontato, anch'esso oggetto di meraviglia da parte del lettore per via delle intuizioni originalissime e sorprendenti, che fanno pensare contemporaneamente "ma come ha fatto a immaginarsi una cosa del genere" e "io non ne sarei mai capace". Cinque all'ambientazione, resa in maniera dettagliata senza mai scadere in noiosi momenti di autocompiacimento, il lettore si trova catapultato in quel mondo fumoso e carico di mistero e pericolo e ne saggia gli odori, le angosce con una tale facilità da rendere poi il distacco ancor più difficoltoso. Cinque alla creazione dei personaggi, tutti, dai protagonisti a quelli secondari, così magnificamente descritti da provare quasi dolore fisico al doversene staccare. Ma chi conosce la produzione passata di Laura Costantini sa che non è un caso isolato, che tutti i protagonisti da lei disegnati anche in altre produzioni si lasciano andare a fatica. Cinque stelline, dunque sono poche, ma se moltiplicate per le svariate chiavi di lettura che questo splendido romanzo illumina, il numero si alza esponenzialmente e raggiunge, forse, la giusta valutazione. Consigliatissimo a chi ama l'epoca vittoriana, lo steampunk, le atmosfere fumose e sinistre, e il mistero spalmato su ogni parola
Un nero cupo, denso, vivo, che striscia verso la sua preda nelle notti più buie, nelle notti più fredde... Nero e viscido come cuori ormai pieni solo di odio e di vendetta... Nero come le ali piumate di un corvo che vola da una strada umida e fredda ad una stanza vuota d'amore e di compassione... Tutto il destino, tutto ciò che può essere e purtroppo non sarà più, racchiuso in una sfera di vetro, cristallo che brilla malignamente di una falsa luce splendente... Vite spezzate, vite deturpate, vite che non sono più tali... Edimburgo, fredda e aliena come non l' avete mai conosciuta... strade che risuonano di una melodia perduta...un violino solitario che richiama chi non è più... Un uomo, vivo, tenace, ostinato che vuole cercare di capire l'insondabile... Un' epoca vittoriana/ gotica tratteggiata da una maestra di questo stile, che è riuscita a creare personaggi dall' animo nero e ombroso che intrecciando le fila delle loro vite creano una trama complessa ma reale, densa di avvenimenti e sorprese... Non si possono non amare, con le loro luci ed ombre, personaggi di un mondo sommerso, che ci è vicino ma anche lontano, che ci avvolge e ci toglie il fiato nei momenti più intensi... Worldbuilding pazzesco, personaggi indimenticabili, atmosfere dark che di più non si può, una trama infida e con plot twist che non ti aspetti... Una lettura da fare tutta in un fiato, magari con una sfera di vetro in mano, cercando di non romperla, per vedere al di là del nero più nero...
3,5⭐️ Mi piange il cuore nel dover dare un voto così basso a Laura, che ritengo una scrittrice fenomenale, (a Il varcaporta ho dato 5⭐️ e lo ritengo uno dei migliori fantasy italiani), ma ho fatto davvero fatica nella lettura e se non fosse stata lei l’autrice penso che lo avrei abbandonato. La storia è molto interessante! Un Dark e Mistery Fantasy, con elementi storici ben precisi e dei personaggi molto interessanti, primi tra tutti Driscoll e Nariman. La scrittura è bellissima e molto evocativa, quello che ha rallentato molto la lettura, a mio parere, è stato il continuo alternarsi tra punti di vista nello stesso capitolo, di personaggi molto secondari che compaiono poche volte e che contribuiscono a creare un po’ di confusione. Tutti questi personaggi che si alternano hanno avuto come conseguenza la poca introspezione di ognuno di loro, inclusi i protagonisti, ai quali non sono riuscita ad affezionarmi. Anche ne Il varcaporta ho notato questo stile, ma i pov erano meno e la storia più avventurosa, con la conseguente attenzione alle stelle e la maggiore introspezione dei personaggi. Consiglio comunque questo romanzo a chi non si faccia spaventare da una storia che si prenda il suo tempo, con molti personaggi e una scrittura sublime.
Ci troviamo nella Edimburgo vittoriana, bellissima con la sua atmosfera grigia e un po' fredda. Ancora una volta Laura riesce a fare sentire il lettore come se fosse lì, per le strade della città ad aiutare il detective Discoll Farquhar. A parte alcuni momenti che definirei un po' lunghi, la storia prende fin dalle prime righe. Mi sono ritrovata anche ad urlare contro Ricky e la sorella ad un certo punto. Ma chi li ha mandati questi alla povera Rhona?🙄😂 Due personaggi odiosi, quindi ottimo lavoro Laura per aver creato due gioiellini 😂 In fondo si sa..più sono cattivi più se ne parla! Nonostante la storia sia una, si divide in più parti. Nel senso che le persone coinvolte sono più di due o tre e completamente diverse tra loro. Non c'è solo mistero in questo romanzo, ma troviamo anche del fantastico e del magico, cosa che lo rende ancora più favoloso. Come sempre non posso che consigliarvi di leggere i suoi romanzi che non deludono mai.
Le straordinarie capacità narrative dell'autrice non dovrebbero più stupirmi, tuttavia lasciano sempre quel gradevole aroma di appagamento che pasteggio poi per giorni, ripensando ai punti che mi sono piaciuti di più, rileggendo alcuni stralci. I personaggi sono tutti vividi e vivi, la trama è coerente, incalzante, coinvolgente ! L'ambientazione è un tratteggio di rara bellezza. E sono lì, a sentire freddo, in una Edimburgo fumosa, movimentata, stonata. E sono lì a parteggiare per un vamPirlo, a stringere i denti per un umano che è davvero molto umano: è un eroe, ma avrebbe anche evitato di esserlo se solo avesse potuto. E per una piccola corva indomita che sarebbe fighissimo avere come compagna. Per concludere ancora una volta grazie all'autrice che è in grado di trasportarmi in epoche (non poi così) lontane, tanto affascinanti quanto crudeli, con una tale maestria e una forza narrante incredibile!
Difficile non essere ammaliati da questo romanzo che fin dalle prime frasi porta la mente e il cuore alla fine dell'800, in una Edimburgo fantastica eppure estremamente viva. Non sono solo le descrizioni e i personaggi, impeccabili come Laura Costantini sa fare, a portarci lì. La magia la fa soprattutto il linguaggio, l'attenta scelta dei termini e il punto di vista con il quale si apre la vicenda. Laura Costantini declina in modo estremamente personale ed efficace il mito dei vampiri; esseri che pure non sono presentati come fini a sé stessi, ma il pretesto per porci l'annosa domanda: dove ciascuno pone il limite tra ciò che desidera e fino a che punto spingersi per arrivare a ottenerlo. Avrei potuto leggerlo tutto d'un fiato, ma ho preferito centellinarlo, per permettermi di accomodarmi in quelle atmosfere per qualche giorno in più. Consigliatissimo.
Questo volume è un dark fantasy autoconclusivo (anche se il finale, volendo, lascia aperte strade anche ad eventuali seguiti) ambientato ad Edimburgo in Epoca Vittoriana.
Driscoll è un investigatore privato e viene assunto per indagare su una morte sospetta che è stata archiviata come suicidio. Da lì in poi, gliene succedono di tutti i colori.
Le descrizioni delle ambientazioni e del vestiario dei personaggi trasportano il lettore in un passato così vivido che pare quasi tangibile. Sembra di camminare nei cunicoli bui, di sentire l'odore del fumo dei comignoli, il sapore del liquore forte.
Mi è piaciuta da morire la storia, perché l'ho trovata intrigante e originale; soprattutto, però, l'ho trovata stratificata: molti personaggi con storie e personalità diverse che finiscono per intrecciarsi alla perfezione in una ragnatela di vicende che non ha buchi di trama e si presenta intricata ma ben delineata. Ho adorato il continuo rimbalzo fra una situazione e l'altra (che in teoria poteva portare confusione nella lettura, se gestito male, ma che in questo caso ha solo portato dinamismo e azione).
Ci sono scene molto molto crude e splatter, con dettagli macabri e pesanti. Di certo non fa per tutti, ma per chi lo apprezza (come me) è stato soddisfacente in modo agghiacciante. C'è un continuo senso di inquietudine che però non porta a volersi distaccare ma a volerne sapere ancora di più, quasi in modo morboso.
Ho adorato ogni personaggio, ma ho delle preferenze: - Hiram, per come è descritto visivamente, per il suo essere uno scienziato (alchemico) pazzo, per il suo essere un mercante di incubi; - Nariman, affascinante a dir poco, tormentato e pieno di passione, un animo buono ma anche una creatura dell'oscurità; - Ailish, un corvo che racchiude l'essenza di un'umana che si è fatta travolgere dai sentimenti sbagliati fino alla rovina ma che nella sua forma animale è leale e buona, in una sorta di arco di redenzione; - Julian, che mi ha fatto rabbrividire perché lui È l'incubo stesso, col suo aspetto da angelo dannato, mostro senza pietà, arrivista che sfrutta chiunque e non ama nessuno, spietato e sofferente.
Si ringrazia la ce per la copia digitale in omaggio
[...] La scrittura è incalzante, 400 pagine scorrono veloci anche per una persona che non hai mai letto libri un pochino gotici, e sono intersecate tra loro le vite e i destini dei personaggi. [...]
E' da parecchio tempo che non leggo un libro che mi fa emozionare e mi appassiona, finalmente ho trovato questo. I personaggi sono tutti ben descritti con personalità davvero intriganti, Driscol e il violinista fantastici ti rimangono dentro, come Edimburgo che mi è venuta voglia di conoscere. Magia, amicizia, male malvagio ma neanche così tanto, davvero bello
Ogni tanto ci sono delle parti descrittive molto lunghe e pesanti che ti fanno perdere il filo del discorso, i personaggi e le vicende non sono pochi da seguire e i dialoghi alquanto brevi.
Però la trama è avvincente e ti incolla alla lettura, sinceramente ho faticato un po’ a finirlo probabilmente perché si tratta di un genere un po’ troppo fantasy per me!
La storia scorre veloce, con un’indagine che tiene vivo il senso di minaccia fino all’ultima pagina. Ho apprezzato soprattutto il modo in cui l’autrice mescola paura psicologica e realtà, creando un confine sottile tra ciò che è sogno e ciò che è vero.
~Ti consiglio un #darkfantasy in base a tre elementi🪶~ . . . 🏴Edimburgo 🔮Alchimia ✝️Anime dannate
Scrivo questa recensione con un senso di appagamento ENORME, perchè questa lettura, oltre ad essere perfetta per il periodo, ha saziato in parte ed acuito dall’altra il mio bisogno di volare nella città più dark è infestata di tutta l’Europa✈️🧳
📚Con questo piccolo capolavoro ho scoperto la @darkabyss.edizioni CE esotericamente sorprendente, della quale spero tanto di conoscere presto altri titoli su cui ho messo gli occhietti 👀
Ma torniamo a noi… “Il mercante di incubi” ha tutti gli elementi per soddisfare sia gli amanti di questo sottogenere fantasy, sia incuriosire i neofiti. L’Edimburgo descritta dall’autrice è suggestiva, misteriosa e intensa, percossa dal vento gelido delle Highlands è infestata da un oscuro mercante in grado di distillare incubi ed espanderli per le vie come una piaga.
😏Non ho potuto fare a meno di trovare attraente il personaggio di Nariman Tjomnij (Vampiro + legame con la cultura russa con me ha fatto centro per forza di cose 🙈🩸) e di provare una simpatia immediata verso Driscoll Farquar, un protagonista apprezzabile per essere autentico.
Altra piccola chicca che ho apprezzato è stato l’inserimento nella storia di tanti piccoli dettagli della cultura scozzese, segno dell’impegno e della cura che l’autrice ha messo nella stesura di questo progetto.
🍻Altro punto a favore di questa storia? I villains della situazione (e no, non si tratterà solo dell’uomo a cui Driscoll finirà per dare la caccia). Personaggi con un’ottima struttura, a metà fra demoni e umani…
🤫Per il resto lascio a voi il desiderio di scoprirne di più e di dargli una possibilità nelle vostre librerie❤️
Un romanzo ambientato a Edimburgo a fine ottocento, scritto dalla penna di Laura Costantini. Si può già acquistare e leggere a scatola chiusa e sulla fiducia. Per chi come me conosce, legge e ammira questa autrice sa che non può aspettarsi niente di meno che qualità nella costruzione della trama, dei personaggi, dell'accuratezza storica e non di meno dello stile del linguaggio. Aggiungo che in questo caso è stato fatto un ulteriore salto di qualità. Si tratta di una storia dark, un filone che l'autrice aveva già iniziato a esplorare con il Varcaporta e che qui raggiunge a mio parere profondità ancora maggiori. C'è oscurità nei vicoli di questa città brumosa, nei suoi sotterranei accadono cose oscure, terrori che non si riescono nemmeno a immaginare. L'Ispettore Driscoll, la cui figura antieroica e spiegazzata, piena di mancanze e debolezze e che per questo si accattiva tutta la simpatia e il supporto del lettore, si occupa di un caso che finisce per coinvolgerlo in maniera personale e conturbante. Il romanzo è fortemente evocativo, lascia alcune immagini scolpite nella mente, due mani pallide e un violino che emergono dalla nebbia, una musica triste che fa anche accapponare la pelle. La bellezza e la grazia della danza perdute per sempre a causa di chi ha cercato di rubarle e possederle. La potenza dell'inconscio concentrata in sfere di vetro, arma potente e spaventosa. Voto massimo.