Non accade solo in la propaganda è sempre stata uno strumento potente e largamente utilizzato in tempi di guerra. In Italia abbiamo assistito a una comunicazione sul conflitto ucraino viziata da fake news e ricca di omissioni volontarie. Le voci considerate non conformi sono state inserite in liste di proscrizione e accusate di intelligenza col nemico. I nostri media hanno persino avviato una sorta di “caccia al putiniano”, silenziando ogni complessità e gettando un’ombra sulla nostra democrazia, che talvolta sembra aver scordato la propria natura dialettica e critica. Secondo la narrazione dominante, saremmo davanti a uno scontro tra civiltà e la stessa convinzione dogmatica che nei primi anni Duemila ha già portato l’Occidente in rovinose guerre in tutto il pianeta. Attingendo da fonti autorevoli e indipendenti, Benedetta Sabene decostruisce i grandi miti occidentali sull’Ucraina e sul conflitto e mette in luce i fatti che un dibattito pubblico a senso unico ha tenuto nascosti, su il condizionamento euro-atlantico sulla politica di Kiev, soprattutto durante e dopo la Rivoluzione arancione; il preoccupante dilagare del neonazismo nella società e nelle istituzioni del paese; le violazioni della libertà di informazione e dei diritti umani, che minano alle fondamenta la democrazia ucraina.
E' sicuramente una ricerca puntuale e approfondita, piena di riferimenti interessanti. Pero'l'ho trovato davvero noioso. Speravo facesse una ricostruzione piu' dettagliata dello scoppio della guerra civile in Donbass e dell'invasione russa del 2022.
Avevo idea della complessità della situazione politica in Ucraina ma ignoravo quanto questa complessità fosse profonda. Questo libro vi guida nelle pagine nere del nazionalismo ucraino, ovviamente celato dai media occidentali, e di come l'aggressività atlantica della NATO ha radicalizzato il nazionalismo ucraino e russo. Un libro scritto benissimo, chiaro, pieno di citazioni e fonti. Lo consiglio assolutamente per tutte quelle persone che non vogliono fermarsi presso la soglia del conflitto raccontato dall'Italia.
Lavoro minuzioso e imparziale, fornito di ampia documentazione facilmente consultabile. Fa capire bene quanto il dibattito pubblico sia inquinato e spesso superficiale. Vorrei un giornalismo altrettanto efficace e coraggioso.
Molto ricco di citazioni, fa un'analisi super dettagliata della storia dell'Ucraina dall'inizio del ventesimo secolo. Da leggere assolutamente per chiarirsi le idee sul conflitto Russia/Ucraina.
Non c’è bisogno di essere sostenitori di Putin per mettere in discussione la narrativa occidentale sull’Ucraina. Purtroppo, su questo e innumerevoli altri argomenti, l’occidente fatica molto ad analizzare criticamente le proprie narrative, nonostante i dichiarati valori di libertà di pensiero della civiltà occidentale.
È per questo che il mondo occidentale ha un disperato bisogno di libri come questo, purtroppo molto rari, gocce nel mare di una narrativa ufficiale che vede l’Ucraina baluardo della democrazia occidentale contro il mostro autarchico russo.
Perché le cose non stanno oggettivamente così. L’Ucraina è travagliata da corruzione, neonazismo, violazioni dei diritti umani e censura, mentre l’occidente ha fatto il possibile negli anni per alimentare il senso di insicurezza nazionale della Russia.
Guardare in faccia questi fatti non significa prendere una posizione nel conflitto, significa avere coscienza che le cose non sono così semplici come vengono presentate.
Complimenti a Benedetta Sabene per aver avuto il coraggio di scrivere un libro del genere a un anno dall’inizio del conflitto, in un clima decisamente ostile a questo tipo di discorsi.
Il libro si presenta con la pretesa di restituire "complessità" al dibattito sul conflitto ucraino, ma in realtà cade nella trappola opposta: quella di una semplificazione ideologica travestita da analisi critica. L'autrice, pur dichiarando di voler superare le narrazioni unilaterali, finisce per costruire una contro-narrazione altrettanto parziale, che privilegia sistematicamente una lettura del conflitto funzionale a tesi preconcette.
La struttura stessa dell'opera rivela questo approccio problematico: anziché affrontare la complessità geopolitica del conflitto attraverso un'analisi equilibrata delle responsabilità multiple, Sabene organizza la sua argomentazione attorno a tre "miti occidentali" da demolire. Questo schema binario - miti occidentali da una parte, verità nascoste dall'altra - tradisce fin dall'inizio l'incapacità di superare quella logica manichea che l'autrice pretende di criticare.
Illuminante da leggere proprio in questi giorni in cui l'Ucraina è travolta dal tradimento statunitense. Prima hanno fomentato il nazionalismo e lo hanno armato per combattere la Russia... ora i nuovi padroni alla Casa Bianca accusano invece l'Ucraina di aver prosciugato le risorse americane per una guerra che nessuno avrebbe voluto. Che follia. La parte del libro che mi è più piaciuta è quella sul neonazismo ucraino, ci sono delle chicche davvero uniche.