Non c’è bisogno di essere sostenitori di Putin per mettere in discussione la narrativa occidentale sull’Ucraina. Purtroppo, su questo e innumerevoli altri argomenti, l’occidente fatica molto ad analizzare criticamente le proprie narrative, nonostante i dichiarati valori di libertà di pensiero della civiltà occidentale.
È per questo che il mondo occidentale ha un disperato bisogno di libri come questo, purtroppo molto rari, gocce nel mare di una narrativa ufficiale che vede l’Ucraina baluardo della democrazia occidentale contro il mostro autarchico russo.
Perché le cose non stanno oggettivamente così. L’Ucraina è travagliata da corruzione, neonazismo, violazioni dei diritti umani e censura, mentre l’occidente ha fatto il possibile negli anni per alimentare il senso di insicurezza nazionale della Russia.
Guardare in faccia questi fatti non significa prendere una posizione nel conflitto, significa avere coscienza che le cose non sono così semplici come vengono presentate.
Complimenti a Benedetta Sabene per aver avuto il coraggio di scrivere un libro del genere a un anno dall’inizio del conflitto, in un clima decisamente ostile a questo tipo di discorsi.