Pochi anni dopo lo scoppio della pandemia in Italia, un esorcista viene inviato come parroco nella cittadina abruzzese di Atri, per indagare sulla presunta possessione della moglie di un importante avvocato e parlamentare. Dopo un esorcismo, uno specchio si impregna di una strana chiunque lo osservi vede il proprio riflesso animarsi e gettargli conto peccati e sensi di colpa più remoti.
È effettivamente il diavolo, imprigionato dallo specchio?
O si tratta semplicemente di una proiezione del subconscio individuale di chi lo guarda?
Questa è la domanda che genera il conflitto tra diversi personaggi chiave della il Papa, il Segretario di Stato Vaticano e l’esorcista stesso, relativista e in opposizione alla visione dogmatica della Santa Sede.
Il prete rafforza la propria posizione agnostica non tanto osservando lo specchio, ma le vicende umane di tutti i personaggi che davanti a esso eseguono una vera e propria scansione della propria vita.
La donna posseduta è vittima di quarant’anni di senso di colpa, per aver tradito il marito e abbandonato il figlio illegittimo; l’uomo con cui ha tradito il marito è il Segretario di Stato Vaticano, che preferisce identificare nel diavolo l’agente del male, piuttosto che nella debolezza del proprio libero arbitrio; vi è poi un cardinale dalle passate militanze neofasciste, reo di aver ucciso il padre poliziotto durante una manifestazione; il giovane figlio della donna posseduta, titubante nell’accondiscendere alla sua richiesta di eutanasia; c’è l’esorcista stesso, che riesce a sconfiggere il demone nello specchio soltanto perdonando se stesso dalle ombre del proprio passato.
C’è una grande domanda che accompagna tutta la che cos’è il male? Secondo la tesi finale dell’esorcista, è l’atto di coprire le proprie verità interiori, negando ciò che non capiamo e che ci spaventa, generando l’immagine del diavolo per esternare le responsabilità morali che non riusciamo a perdonare a noi stessi.
Ritengo che questo sia un libro importante perché ci racconta una storia interessante e coinvolgente, perché titilla la passione per il mistero, perché affronta temi profondi in un modo coerente, mettendoci davanti a ragionamenti che spiazzano. Il sospetto di una possessione demoniaca, l'invio di un esorcista, il rito che invece di liberare la vittima, la riduce in uno stato vegetativo. E uno specchio che, all'improvviso, non riflette l'immagine di chi vi si pone davanti, ma gli restituisce la parte più oscura di sé. È quello il diavolo? Esiste il contraltare di Dio? Oppure, come lo stesso esorcista ipotizza, siamo davanti a un evento che attiene alla sfera psichiatrica più che a quella religiosa? Questo romanzo parla dei segreti che non abbiamo il coraggio di affrontare, degli errori compiuti e dei quali non siamo capaci di perdonarci. Ci spiega che il Diavolo non è lo specchio che ci irride, ma il nostro tentativo di coprirlo, di nasconderlo, di negarlo. Lo spunto parte, per l'autore, dalla pandemia e dall'ondata negazionista che ha, di fatto, infettato buona parte del mondo con l'irrazionalità. E, se si perde la fiducia nella scienza, cosa resta? Forse la convinzione che il Male possa essere combattuto con la cieca fede, con l'osservanza delle gerarchie, con l'affidarsi all'uomo forte, delegandogli tutti i nostri dubbi e mettendo a tacere lo specchio che, invece, vorrebbe spingerci a guardare fino in fondo ciò che di noi stessi ci spaventa. Un libro importante, sì. Lo consiglio.
In un periodo in cui faccio veramente fatica a leggere libri cartacei, per questioni purtroppo di tempo, sono riuscita a divorare queste pagine immergendomi piacevolmente in un libro che parla di storie lontane in luoghi vicini. O, forse, anche le storie sono molto vicine? C’è del male in ognuno di noi? Che forma ha? Lo vediamo? Lo conosciamo? Lo ri-conosciamo?
Magari troverete risposta in queste pagine che scorrono precise e lineari senza essere però scontate, anzi. Oserei dire scattanti, simpatiche, spesso ironiche e soprattutto molto originali; pagine che ti permettono di immergerti in atmosfere cupe e misteriose in una pagina e in quella dopo ti obbligano a schermarti gli occhi dal sole a causa del cielo terso del panorama descritto.
Non voglio narrarvi oltre, sono convinta che le atmosfere di questo libro vadano vissute e le battute lette, interiorizzate e amate.
Il potere magico attribuito allo strumento catottrico ha antichi natali, ma in questo romanzo assume connotati più filosofici che esoterici. Lo specchio mette in contatto chi vi si rimira con la parte più intima di sé: lo si può chiamare diavolo, nemesi, doppelgänger, ma alla fine è il mezzo per mettere a nudo il proprio io, in un loop solipsistico che può condurre fatalmente alla perdizione. E in "Talk Show con il diavolo" ci cascano tutti, alcuni in via definitiva, altri solo temporaneamente. Bel romanzo d'esordio che si fa leggere velocemente e con interesse: nonostante qualche coup de théâtre troppo incline all'istrionismo, i personaggi sono ben tratteggiati, la prosa è scorrevole e i ragionamenti di caratura filosofica sono esplosi con efficacia e senza appesantire la narrazione.