FATAL ERROR. NO WAY OUT. RUN. Net, a brilliant, unruly hacker, missteps into the web of Njla Host - a double-dealing bounty hunter he mistakes for an undercover cop. When his own team targets Njla, Net tips off the police to protect her and his team brands him a traitor. On the lam and cornered, he is about to surrender when an enigmatic Swarm of voices activates in his head, surprising artificial neural intelligence? Legacy? External process?Net has no idea, but he must make a choice: trust the Swarm or not. The right decision will restore the team's reliance on him and reveal the entanglement with the mysterious voice. The wrong one will shatter the last hope of outwitting the omnipotence of Deep City’s corporate overlords. Self-conclusive novelFrom the afterword to the book
Is the snowflake responsible for the avalanche? I’m a lifelong reader with a love for physics, psychology, and stories that ask hard questions, and don’t always offer easy answers. Consultant by day, author by night. Proud father. Grateful husband. Based in the U.S., often on the move.
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Qualche anno fa, quando provai a leggere la Trilogia dello Sprawl, trovai non poca difficoltà, perché il cyberpunk è un genere esigente. Lo è per temi (disumanizzazione tecnologica, inquietante potenziamento fisico, coscienza sovraccarica di informazioni) e per stile (scrittura nervosa, lessico tecnico e ibrido, punto di vista interno e frammentato, visioni chimiche). È un genere nato negli anni '80 come specchio deformante del neoliberismo, ma rimane attuale, perché anche noi sappiamo cosa siano la sorveglianza digitale, gli algoritmi che orientano il consumo, la precarietà sociale, le disuguaglianze globali. Il libro di Morgan si colloca nello stesso solco, un laboratorio di critica radicale al potere e alla disumanizzazione tecnologica. Racconta la lotta per la libertà di un giovane uomo, conosciuto solo con il soprannome da hacker, "Net", che per ritrovare il senso dell'essere umano deve affrontare i "giganti" che usano la massa per profitto, divertimento od ossessione di controllo. La sua unica guida è "Virgil", misteriosa entità innestata in lui alla nascita, che lo costringerà a risalire alle radici della propria esistenza. Si parla di confine tra psiche e coscienza, di memoria del corpo, di spazi liminali dell'anima, di tecnologia che invade e frammenta: tutti temi che tornano spesso nel lavoro di questo autore. In italiano Root Legacy: AI confini della coscienza - con Illustazioni (SciFi and Cyberpunk stories). Libro difficile ma affascinante.
Libro non per tutti ma ricco di spunti e riflessioni per chi sa guardare oltre. Il protagonista, l’hacker Net, mentre cerca di “fottere il sistema” va in realtà alla ricerca di un’identità perduta, cerca di tornare alla radice e all’origine di tutto. E proprio quando si trova nei casini, ecco che trova la pista da seguire anche grazie allo Swarm, un Virgilio moderno per inferni futuri. In questo libro ci sono domande importanti per lettori impegnati e che non si fanno spaventare da atmosfere cupe in cui scorgere un barlume di luce.
This book has a full cyberpunk style and engages the reader with visionary language. It may be difficult to understand at first, but becomes clear after a re-read. His vision of the future raises questions about what lies ahead. I recommend this book to cyberpunk enthusiasts.
Ho avuto il piacere di lavorare come editor con questo autore, a questo libro in particolare. I territori del cyberpunk sono difficili, bisogna essere opportunamente equipaggiati sia come autori che come lettori. In Root Legacy il senso di perduto e di incontenibile – rispetto soprattutto al flusso di dati che nessun uomo più controllare senza l’apporto delle macchine, le quali in realtà, dice Morgan, lo iper-generano – non stabilisce l’unico confine possibile. La marginalità dell’essere umano, rispetto al transumano, ritrova spazio di azione nelle terre di confine, zone a settori che preservano in qualche modo l’identità perduta. Morgan non fornisce risposte, ma accenna a una strada, mostra la soglia, come è caro a tutti cultori del più classico Matrix, e sussurra un monito che aleggia in ogni pagina del libro: senza memoria del passato non può esistere futuro. Mi è piaciuto, non è per tutti, è per coloro che vogliono arrivare fino in fondo e cercare strade nuove. Consigliato.