Il libro sembra strutturato come un'intervista, ma al posto delle domande abbiamo i titoli dei capitoli. la storia professionale e personale di Vanni abbraccia oltre sessant'anni di Italia, dal secondo dopoguerra agli anni della pandemia, seppur solo accennati. Il mondo del giornalismo, non solo di moda, sembra molto più semplice di quello odierno, ma risulta chiarissimo il suo assetto elitario: solo chi faceva parte di una determinata classe sociale aveva accesso a cene e incontri determinanti. Il classismo l'ho ritrovato anche in molte dichiarazioni e riflessioni, ma soprattutto é evidente la "tossicità" di un ambiente lavorativo senza orari, in cui viene elogiato chi non guarda l'orologio.
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