Quando Rosa suona il campanello di casa Marsili per quel secondo lavoro che le consente di arrivare alla fine del mese, non immagina che dovrà scalare una montagna di pregiudizi, né che, sulla cima di quella montagna, troverà Iv, un’anziana e bella signora che ha perso la memoria ma non se stessa. Il marito, fascinoso e scorbutico, si rivelerà subito un osso duro, ma Rosa, avvezza ai caratteracci, non s’impressiona neanche un po’. Rosa Cruzado, operatrice sociosanitaria peruviana, donna di cuore e di cervello, lavora a “Villa Pace e Bene”, una RSA milanese, e custodisce gelosamente un segreto che condivide con le sue colleghe, ma nasconde alla perfida coordinatrice Simonetta Spinelli, sua superiore. Rosa e le altre sono grintose, lavorano sodo, trattano ogni tipo di umanità con cura e dedizione, spesso in salita e “controvento”. E se la truce Spinelli toglie loro sonno e serenità, l’ultraottantenne e vispa direttrice Celestina Guarino sembra essere una buona alleata. Ma perché non reagisce alle nefandezze della coordinatrice? Cosa la obbliga a tollerarne l’arroganza? La situazione precipita in una notte di nubifragio, quando il segreto di Rosa e delle combattive Lupe, Teodora, Polina, Denisa e Maka viene accidentalmente scoperto, mettendo a repentaglio il lavoro di tutte. Rosa è una storia di emancipazione che sembra una favola, e in qualche modo lo è. Ma Rosa esiste davvero, e di donne come lei, arrivate nel nostro Paese per trovare un futuro degno, ce ne sono tante. La nostra casa è anche la loro.
Una favola bellissima, ricca di spunti di riflessione su temi difficili come il razzismo, la solidarietà tra donne, il mobbing sul lavoro e l’umanità troppo spesso dimenticata. Un libro che con ironia e delicatezza insegna che non esistono razze se non la “razza umana” e che da questa abbiamo solo che da imparare!!
Ps: alla presentazione di Veronica Pivetti ho scoperto che Rosa esiste davvero! Evviva Rosa!❤️