Un imminente futuro fa da cornice a un mondo nel quale la tecnologia, invece di emancipare il genere umano, ha moltiplicato lo sfruttamento e le disuguaglianze sociali a livello esponenziale, arrivando a esercitare un controllo asfissiante sull'esistenza delle persone. Candido non è più il giovane ingenuo del capolavoro filosofico di Voltaire, ma un rider che, per guadagnarsi da vivere, pedala senza sosta su e giù per la città al soldo dei colossi del delivery. Un misterioso algoritmo, che tutto sorveglia e tutto stabilisce, è il sovrano indiscusso, sostenuto con forza da un novello Pangloss che appare come un ologramma sulle facciate dei palazzi, ripetendo in ogni angolo della città il potente mantra: "Tutto va bene". Ben presto però l'ottimismo di Candido si affievolisce, scontrandosi con la dura realtà quotidiana: un lavoro sfiancante e uno stipendio che non basta mai, una madre di cui occuparsi e una casa che cade a pezzi, un amore virtuale che non può dargli ciò che lui davvero desidera. Una serie di tragicomici eventi fa maturare in lui il disincanto, finché esplode la rabbia di chi si accorge di essere solo la minuscola parte di un ingranaggio di una società al collasso, nella quale solo i più ricchi possono sopravvivere. La storia di Candido - che ha ispirato un film in lavorazione coprodotto dai Diavoli - ci riguarda tutti: ribalta l'entusiasmo di chi crede ciecamente nella tecnologia, mostra le brucianti contraddizioni del capitalismo contemporaneo, e racconta il florido avvenire che poteva essere e, a quanto pare, non è.
Guido Maria Brera è un dirigente d'azienda e scrittore italiano. Studioso delle teorie economiche di Federico Caffè, nel 1999 diviene co-fondatore e amministratore del Gruppo Kairos che opera nel settore del private banking e dell'asset management. Nel 2014 esce I Diavoli, il primo romanzo con tinte autobiografiche.
Innanzitutto più che un romanzo lo definirei una sceneggiatura. Vengono fatti alcuni accenni a temi di attualità (e.g. precariato, gig-economy etc.) ma con estrema superficialità. I personaggi (anche il protagonista) sono assolutamente incolore e banali in tutte le fasi del racconto.
Il Candido moderno è ambientato in un mondo distopico a vent'anni dalla pandemia. Tutto è organizzato da un social network "Voltaire" e la città è divisa in quartieri inclusi ed esclusi.
Molto interessante e non troppo distante dalla realtà l'idea dell'autore di creare una società in cui non esiste più il lavoro dipendente. È sostanzialmente il regno delle Partite IVA, in cui la competizione in ogni ambito è portata alle stelle.
Candido è un rider, sfruttato e sottopagato, ma che vede tutto in modo positivo, poiché segue i consigli dell'uomo che viene proiettato sui teleschermi della città: Pangloss. Invece Martino, diventato libraio, non è più artefice del pessimismo, ma è piuttosto un realista, che aiuta Candido a svegliarsi dal sogno in cui vive.
Candido non viaggia più nello spazio, infatti il romanzo è ambientato tutto nella metropoli, che anche se mai nominata è chiaramente Milano. Eppure è molto meno statico rispetto al suo predecessore, grazie all'utilizzo delle scene in cui il protagonista pedala per la città, rese ottimamente da uno stile di scrittura moderno e scorrevole.
Candido viaggia invece nel tempo, non nel senso di andare nel passato o nel futuro, piuttosto nel senso che la sua presa di conoscenza della realtà avviene gradualmente attraverso le stagioni, che scandiscono i capitoli del libro.
Purtroppo gli ultimi capitoli rovinano l'intero romanzo, che diventa un manifesto anarchico in cui "le statue vanno abbattute e i monumenti deturpati, il nuovo mondo potrà nascere solo dalle ceneri del vecchio". Peccato, Candido ha capito che non viviamo nel miglior mondo possibile e bisogna lottare per renderlo migliore, ma sovvertire il potere è una soluzione che trovo anacronistica oppure da film di fantascienza.
Trovando ben fatti i podcast de "I diavoli" e di Brera, ho voluto leggere questo libro. L'avessi mai fatto. Chiaro esempio di come non sia stata messa in pratica la legge #1 per scrivere un buon libro "show don't tell". È infatti talmente pedante e ripetitivo da essere irritante. Scritto male, poco coerente, sia nel linguaggio che nella trama, sia nel delineare i personaggi, con situazioni buttate lì quasi a caso. Una cozzaglia tra 1984, Fahrenheit, Il cerchio e altre distopie degli ultimi anni.
Il corpo è l'unico documento necessario per la vita in città, il corpo è l'unico luogo nel quale si esercita la dialettica del potere, oggi che l'umanità è finalmente libera di essere controllata in ogni suo aspetto. Il lavoro è l'unico riconoscimento che al corpo del cittadino viene offerto. Esisti solo se hai un corpo per lavorare.
Incipit Candido pedala, cercando di darsi coraggio, ma il terrore lo avvolge come un cappio sul punto di stringersi nella morsa finale. Candido Incipitmania
A dimostrazione che la titanica potenza coercitiva della televisione non è mai stata l'aver rincoglionito qualcuno, ma l'essersi limitata a liberare il coglione che è sempre stato in noi.
Per quanto lo stile di scrittura non mi faccia impazzire, le storie di Guido Brera mi prendono sempre molto. Un romanzo che fa riflettere sulla direzione che sta prendendo la nostra società