In seno al Bloomsbury Group – il circolo di intellettuali, scrittori e artisti che si era costituito nei primi anni del Novecento e che aveva tra i suoi protagonisti Virginia Woolf – il Memoir Club, che venne inaugurato nel marzo del 1920, aveva in primo luogo lo scopo di riunire i membri del gruppo, dopo la dispersione dovuta ai drammatici effetti della Prima guerra mondiale. Protagonisti di questi raduni erano dunque gli stessi rappresentanti del Bloomsbury: oltre a Virginia Woolf, il marito Leonard, e poi la sorella Vanessa con il marito Clive Bell, e ancora Desmond e Molly MacCarthy, John Maynard Keynes, Edward Morgan Forster, Roger Fry, Duncan Grant, Lytton Strachey. Nell’ambito di questi incontri, venivano lette ad alta voce delle “memorie”, e quattro furono quelle di Virginia Woolf, che vengono raccolte integralmente per la prima volta in questo volume. Sono testi di grande fascino, che ci offrono l’immagine viva di quell’epoca e di quel gruppo inimitabile di amici, permettendoci anche di gustare ancora una volta la grandezza della Woolf saggista e memorialista. Queste quattro “memorie” della Woolf coprono un arco di tempo che va dal 1921 al 1940; se le prime due, 22 Hyde Park Gate e Vecchio Bloomsbury, sono bellissimi affreschi della vita della famiglia Stephen (questo il cognome di Virginia prima delle nozze con Leonard Woolf) – con il passaggio dalla casa natale in Hyde Park Gate al quartiere di Bloomsbury – la terza e la quarta hanno carattere differente: Sono una snob? è l’autoironica riflessione sulla natura dello snobismo, un’altra chiave per leggere l’ambiente del Bloomsbury Group; mentre La beffa della Dreadnought, qui per la prima volta tradotta in italiano, è la divertentissima ricostruzione dell’incredibile scherzo giocato da un gruppo di amici (tra i quali la stessa Virginia) ai danni della Royal Navy britannica. Ma anche in questo caso, come scrive Federico Mazzocchi nella prefazione, «Virginia Woolf non ci mostra soltanto le peripezie dello scherzo, ma anche le reazioni di parenti e conoscenti, facendoci tornare a quel clima di scandalo e sbigottimento che permeava il Vecchio Bloomsbury».
(Adeline) Virginia Woolf was an English novelist and essayist regarded as one of the foremost modernist literary figures of the twentieth century.
During the interwar period, Woolf was a significant figure in London literary society and a member of the Bloomsbury Group. Her most famous works include the novels Mrs. Dalloway (1925), To the Lighthouse (1927), and Orlando (1928), and the book-length essay A Room of One's Own (1929) with its famous dictum, "a woman must have money and a room of her own if she is to write fiction."
La Rolls Royce attendeva davanti al cancello... Adeline Virginia Woolf, nata Stephen (1882 – 1941), tra il 1921 e il 1940, compone le quattro "memorie" contenute in questo libro; furono lette dalla scrittrice nel corso di alcune riunioni del “Bloomsbury Group”, il circolo ristretto e quasi ‘clandestino’, che vedeva la partecipazione di scrittori, artisti e intellettuali, compresi alcuni membri della sua famiglia. Le prime due, 22 Hyde Park Gate e Vecchio Bloomsbury, si soffermano sulla quotidianità della famiglia Stephen (cognome di Virginia prima delle nozze con Leonard Woolf). Sono una snob? è una riflessione sullo ‘snobismo’, mentre La beffa della Dreadnought è il racconto dello scherzo, molto snob!, messo in piedi da Virginia, suo fratello e altri amici, ai danni della Royal Navy. All’epoca, il comandante della corazzata Dreadnought, ammiraglia della flotta britannica di stanza a Portland, era Willy Fisher, cugino di Virginia, che non perdonò mai a lei e suo fratello lo scherzo. E ne aveva ben donde... Travestiti da imperatore e dignitari abissini, si faranno ricevere sulla nave ammiraglia e visiteranno tutte le strutture durante l’intera giornata. All’atto di lasciare la nave, venne chiesto loro se gradissero una salva di ventuno cannoni che, in un ultimo sussulto di decoro, l’”Imperatore” rifiutò con garbo. Fossi stato l’ammiraglio May, per dirla con il caro Argus Gazza, li avrei fatti appendere per i pollici... Virginia conobbe tantissimi personaggi della cultura e della politica del tempo, H.G. Wells, Bernard Shaw, Henry James, Bertrand Russell, Ludwig Wittgenstein, Winston Churchill, ebbe relazioni con Violet Dickinson e Vita Sackville-West. Virginia si batté per il suffragio delle donne e molte sue opere si soffermano sulla condizione femminile, una per tutte, Una stanza tutta per sé. Nel 1917, fondò insieme al marito la casa editrice Hogarth Press (si narra che in origine il nome scelto fosse... ehm... Hogwarts, si narra...) per la quale pubblicarono fra gli altri Katherine Mansfield, Thomas Stearns Eliot, James Joyce e la stessa Virginia. Insomma Bloomsbury, questo eterogeneo gruppo di eccentrici artisti, scrittori e intellettuali, con la sua volontà di distinguersi dalla rigidità della società vittoriana dell’epoca, si rivelerà un formidabile strumento per lo sviluppo dell’autonomia di pensiero e dello sviluppo artistico di Virginia. Malauguratamente, nel 1941, a cinquantanove anni, Virginia riempie le tasche di sassi e si lascia annegare nel fiume Ouse. Virginia Woolf ci racconta di personaggi singolari, di piccoli episodi, di tribolazioni familiari, ma il quadro che ne esce è quello di un’intera classe sociale privilegiata che, tra una caccia alla volpe, una tazza di tè e una... Dreadnought Hoax, ha da sempre dominato la scena politica, culturale ed economica inglese. Del resto, stesso copione in tutto il mondo. Da sempre.
Se dovessi usare un solo aggettivo, questo testo lo definirei ILLUMINANTE. È un libro che accende l’attenzione sul contesto sociale e culturale di un’epoca straordinaria. Virginia Woolf non si limita a raccontare aneddoti personali, ma riflette su temi come l’educazione, le convenzioni sociali, la libertà intellettuale e il ruolo delle donne.
Mi è piaciuto il modo in cui Virginia Woolf ha spalancato le porte della sua memoria per mostrare il mondo che l’ha formata (e trasformata). È stato un bel viaggio che mi ha fatto sentire quasi un’ospite nella sua vita. Sinceramente, avrei pagato oro per partecipare anche a uno solo degli incontri del Bloomsbury Group!
Woolf in queste quattro memorie racconta un po’ la trasformazione della sua esistenza: dai primi anni di vita familiare a Kensington alla libertà intellettuale del circolo di Bloomsbury, dalle riflessioni pungenti sullo snobismo all’esilarante beffa alla Royal Navy.
È un libro ricco di ironia, intelligenza ed emancipazione, a metà tra autobiografia e documentazione. È stato gratificante leggerlo e ho segnato molte frasi, ma tra tutte ho scelto di condividere questa. La trovo davvero significativa nella sua brevità e mi ha fatto riflettere anche su ciò che stiamo facendo noi, nel nostro piccolo.
[…] il Vecchio Bloomsbury vive ancora. E se cercate una prova, guardatevi attorno.