Il motivo principale per cui ho deciso di leggere questo libro è chiaramente il titolo: poiché nel mio cervello Ansia è l’emozione dominante dal momento della sua comparsa (questa la capite se avete visto Inside Out 2), come potevo resistere al richiamo di una saggio di astrofisica, materia che tra l’altro mi ha sempre affascinato, dedicato nello specifico alle persone come me?
Certo, mi ha incuriosito anche che l’autrice fosse Licia Troisi, che è sì laureata in astrofisica, ma è più nota al pubblico come autrice fantasy della saga Cronache del Mondo Emerso e dei suoi sequel.
Astrofisica, ansia e fantasy: cosa chiedere di più?
Eh... sì, mi sa che qualcosa di più si poteva chiedere.
Troisi parte dagli asteroidi per arrivare alla distruzione dell’Universo, passando per buchi neri, scontri tra galassie e altre assurde ipotesi che potrebbero portare alla distruzione della Terra (e quindi dell’umanità), confutando questa ipotesi una per una e arrivando alla piuttosto ovvia conclusione che la principale minaccia per la nostra sopravvivenza siamo proprio noi.
Nel mentre, ne approfitta per dare qualche semplice spiegazione sui concetti fisici riguardanti la meccanica di svariati fenomeni dell’Universo, talvolta con qualche svista sui dati che anche l’editor deve aver mancato (va beh, peccato veniale) e aggiornare su recenti ricerche e scoperte (qui qualcosa di interessante e che non sapevo in effetti l’ho trovato).
Quello che mi è sembrato di notare durante la lettura è una certa mancanza di fiducia nei propri lettori: dare una breve e semplificata spiegazione di cosa sia l’effetto Doppler ci può anche stare, visto che non siamo tutti Sheldon Cooper, che usa l’effetto Doppler come costume per Halloween, ma si suppone che per avere un po’ di familiarità con la fotosintesi clorofilliana bastino le scuole elementari.
Forse però il target era più basso di quanto immaginassi, visto il linguaggio e il tono estremamente colloquiali utilizzati dall’autrice: più o meno quelli che si usano per spiegare a bambini piccoli concetti fuori dalla loro portata e, secondo me, in questo libro non c’è molto che sia al di là della portata di un adulto di cultura media.
Sempre che la mia idea di ‘adulto di cultura media’ riferita alla popolazione italiana sia corretta, cosa della quale tendo sempre più a dubitare.