Se la salute è un diritto umano, l’accesso alle cure dovrebbe essere paritario e democratico. Eppure, ancora oggi, non è così. Di certo non lo è per le donne e le persone AFAB. Da qui parte il saggio di Alessandra Vescio, per capire come e perché il genere e l’intersezione tra le identità condizionino scienza, medicina e accesso alle cure. Dalla difficoltà a credere al dolore delle donne allo stigma delle mestruazioni, dalla violenza ostetrica fino alla patologizzazione della menopausa e all’odio culturale verso le donne grasse, il volume è strutturato come un viaggio nella salute delle donne e delle persone AFAB, attraverso dati ed excursus storici, testimonianze dirette e interviste a persone esperte. Con un focus sulla medicina occidentale e un’attenzione particolare all’Italia, l’autrice indaga le origini di questo gap di genere, domandandosi se esistano modi per colmarlo, finalmente, e ritrovare fiducia nella scienza e nella medicina.«Risorse, interventi concreti, impegno, sono queste le parole chiave venute fuori dalle mie conversazioni con le tante esperte con cui ho parlato per capire come colmare il gap di genere, e tutte sono già fortemente impegnate per metterle in atto, per trasformare le intenzioni in fatti concreti. Non possiamo però pensare che il cambiamento debba riguardare solo l’ambito medico e a cambiare, piuttosto, deve essere la società intera. È tutto il sistema che va messo in discussione, per poterne immaginare uno nuovo.»
Mi è piaciuto molto l'idea dietro il libro cioè analizzare la salute dal punto di vista del genere perché è un ambito in cui le donne vengono spesso silenziate, non credute e sottovalutate e su cui storicamente si è studiato troppo poco. Aggiungo anche mi è piaciuto lo sguardo con cui affronta il tema, uno sguardo che prova ad andare oltre una prospettiva solo bianca e cis, pur muovendosi nei limiti dei dati disponibili.
Un’ottima introduzione agli argomenti. L’autrice definisce i termini di riferimento e delinea un quadro informato e aggiornato della situazione in cui ci troviamo, quella in cui salute, medicina, cura non possono più ignorare le differenze. Il grande pregio di questo libro,secondo me, é rispondere in maniera davvero efficace a chi ancora si chiede: “sì, capisco, ma in fondo, qual è il problema?”
Estremamente attuale, utile e importante per far capire a sanitari e non che la salute non è uguale per tutti, che è un diritto solo in base al genere, in cui il privilegio di essere curato è per coloro che rispecchiano il canone di maschio bianco cisgender. La sanità e la cura è ancora impregnata da stereotipi di genere e questo libro ne illustra alcuni.