LA SERIE COMPLETA DI MILITAT OMNIS AMANS IN UN SOLO VOLUME
Arminius è uno schiavo con più fuoco nelle vene che buon senso. Nella sua personale classifica dell’odio, i gladiatori sono giusto un gradino sotto i padroni che reggono l’estremità della catena che lo grava da quando è bambino. Tullius non è un gladiatore, nonostante il marchio sul braccio e la spada nel pugno. Vorrebbe solo tornare a casa e dimenticare gli orrori che lo hanno gettato nella sabbia dell’arena. Ma per far ciò ha una sola possibilità: diventare il migliore. Il ludus è un inferno in cui entrambi annaspano e sprofondano. Non vorrebbero, non dovrebbero, ma si trovano ad aggrapparsi l’uno all’altro per non affogare. Ma quando la giustizia viene calpestata, non resta altro che la vendetta. La strada per la libertà gronda sangue. Nonostante la paura e il pericolo che incombe in ogni ombra, saranno costretti a percorrerla. Fino alla fine. Fino alla morte.
Questo libro mi ricorda un po’ la serie tv Spartacus, di cui ero una grandissima fan. Ecco perchè non posso che esprimermi positivamente su questi due romanzi, adesso raccolti in un unico volume, che narrano le vicende di un gladiatore e di uno schiavo, costretti ad amarsi in circostanze tutt’altro che favorevoli.
L’epoca Romana, si sa, è caratterizzata dalla legge del più forte. Chi detiene il potere, che sia per meriti o altro, incombe sui poveri, deboli e sfortunati. Ed è proprio un evento sfortunato che costringe Tullius a vivere come Gladiatore, sotto le dipendenze di una donna spietata e crudele. Nella sfortuna, però, trova anche Arminius, un giovane schiavo che ha visto morire l’amore della sua vita sotto le lame dei gladiatori. Per questo motivo, quando viene incaricato di salvare la vita al nuovo acquisto del Ludus, i primi sentimenti che Arminius prova verso Tullius sono rabbia e disprezzo. Tuttavia il nostro combattente è una persona talmente buona e pura che riuscirà in breve tempo a far breccia nel cuore del giovane.
Mentre il primo volume parla di come i due protagonisti sono capitati sotto le grinfie di Cornelia, del loro incontro e del loro periodo di adattamento nella Domus, il secondo, invece, si concentra sulle mire di vendetta di Arminius, scatenate da episodi che definire spiacevoli è dire poco. La parte finale poi è davvero esplosiva (in tutti i sensi).
Come in “La valle del Silenzio”, ma in misura minore, anche qui troveranno spazio altri personaggi: Flamma, il siriano dal passato troppo doloroso; Lygdamus, che da subito instaura con Tullius un rapporto di amicizia, fatto di sorrisi e pacche sulla schiena; Elira, una donna dall’animo forte, costretta a subire i soprusi della liberta Porcia; Grethe, una giovane ragazza che riesce a nascondere dietro la sua innocenza un animo da guerriera; Junius, il doctor del Ludus, che ho apprezzato fino alla fine per il suo onore e la sua sincerità; e infine Cornelia, il villain della situazione (a volte è proprio vero che le donne sanno essere più brutali degli uomini).
L’autrice è bravissima nel descrivere scene e personaggi, e anche le parti del combattimento non mi hanno deluso.
Mi piacerebbe ci fosse un altro libro, magari su un’ avventura in alto mare😉