"Ho imparato che non puoi cambiare il tuo partner, solo te stesso. Se tra voi c'è un baratro non puoi far altro che costruire un ponte e vedere se l'altro lo attraverserà" Cit.
Ennesimo caso di titolo tradotto dall’inglese in modo fuorviante. Mi sto rassegnando. Ovviamente Notting Hill non c'entra nulla, mentre l'originale L'amore in sette giorni rispecchiava la suddivisione in sette capitoli e il fatto che la storia inizia di domenica e si conclude il sabato successivo.
Anche se è un romanzo rosa - che notoriamente non è il mio genere preferito - si è rivelato una lettura non futile. Il tema è la routine della vita famigliare, che porta le coppie a dimenticare perché si sono scelte, a rimuginare su rancori e incomprensioni fino alla conclusione di aver sbagliato a scegliere il proprio compagno/a e all’illusione che, ricominciando da capo con qualcun altro, sarebbe tutto diverso.
Leggere lo stesso evento con gli occhi di entrambi i partner è molto istruttivo: azioni banali, come portare fuori la spazzatura o seguire i bambini nelle loro molteplici esigenze, diventano motivo d'incomprensioni e litigi, perché ognuno, a modo suo, si sente troppo qualificato o troppo impegnato con il lavoro per occuparsi di faccende così insignificanti. Ma la vita è, in realtà, fatta di tante piccole insignificanze ...
Chi, come me, non ha mai sperimentato la caotica vita famigliare di Polly e Arthur troverà probabilmente più interessanti gli altri due co-protagonisti. Malcolm è l'amico del cuore di Arthur, (per intenderci quello con cui spesso e volentieri esce a farsi una birra piuttosto che aiutare Polly con le faccende domestiche), mentre Em è l'amica single di Polly. La classica over trentacinque, impegnata con la carriera, ma con l’occhio sempre più attento sul proprio orologio biologico. Personalmente mi sono immedesimata più in Malcolm che in Em, non solo perché a me l'orologio biologico si sono dimenticati d'installarlo, ma soprattutto perché Malcolm è il personaggio zen del romanzo e la sua filosofia di vita mi è piaciuta da morire.
Trattandosi di un romanzo rosa non manca l' happy end, al solito abbastanza scontato, ma il romanzo è ricco di situazioni in cui ci si può facilmente immedesimare e che fanno riflettere.
A volte dimentichiamo che ogni medaglia ha due facce, che in ogni situazione non siamo da soli e che le nostre esigenze non sempre sono le più valide. Mettersi in discussione ogni tanto può fare solo bene. Ovviamente ne consiglio la lettura sia alle donne che agli uomini, anzi soprattutto loro potrebbero fare delle scoperte interessanti. Non a caso il romanzo è scritto proprio da un uomo.