Ci sono libri che sono come quadri fiamminghi.
Riesci a vedere ogni particolare, ogni granello di polvere, ogni sfumatura di colore. In certi casi riesci a vedere persino oltre, come ai raggi x.
E poi ci sono libri che sono come acquerelli stinti. Colori che si amalgamano, ogni tanto qualche particolare accennato, come se tutto fosse dietro un velo.
Ecco, i libri della Yoshimoto appartengono alla seconda categoria.
Molti sono della banalità più disarmante, disadorni e poveri, brevi frammenti giustapposti di emozioni quotidiane. Eppure ti rendi conto che, tra una pennellata e l’altra, sei riuscito a cogliere l’insieme: sei andato oltre il velo.
Sennonché …questi passi di una sensibilità squisita scopri di ritrovarli ogni giorno. Scrutando l’espressione di uno sconosciuto sull’autobus. Guardando un raggio di sole estivo che ti individua la gamba. Osservando l’espressione assorta di un giovane padre, seduto su un mezzo pubblico, che contempla il figlio addormentato. Mangiando un gelato che sta per sciogliersi in compagnia di una persona a cui si vuole bene, e che si è riuscita a incontrare per appena dieci minuti tra i continui impegni. Ascoltando il suono di un carillon nella stanza di un bambino. Osservando la città da una finestra, i capelli scompigliati dal venticello, nel silenzio della notte.
Potrei continuare all’infinito. Ma nessuno può negare che, certe volte, la realtà si sospende e apriamo gli occhi oltre, per un solo attimo, e ci concentriamo su un momento apparentemente banale, rivalutandolo come un prezioso tesoro quando lo ripescheremo dai nostri ricordi.
La Yoshimoto riesce a mettere per iscritto questi momenti, e non è da tutti.
L’ultima amante di Hachiko narra fondamentalmente di una separazione annunciata. Di una ragazza che abbandona la comunità religiosa fondata dalla nonna, il Villaggio dell’Amore, dove amore reale non ce n’è più. Mao rincontra Hachi, di cui era stata il cucciolo accolto in casa la prima volta che era fuggita, e che aveva abbandonato alla morte della Mamma, la giovane con cui Hachi conviveva.
Ma la sua gioia è a breve scadenza: Hachiko, infatti, entro un anno dovrà abbandonare il Giappone e recarsi in India per esercitare le sue pratiche ascetiche.
Giorno dopo giorno, la Yoshimoto ci rivela i piccoli particolari della loro vita quotidiana, fino alla partenza di Hachiko. Quei piccoli frammenti a cui mi riferivo prima, quelli che tutti vediamo ma su cui non tutti ci soffermiamo.
Non leggete la Yoshimoto, se non sapete apprezzare la vista di un’anziana donna con gli occhi lucidi che attende l’autobus con una piantina in mano. Un pomeriggio di sole su una panchina del parco pubblico. Una tenda semitrasparente azzurra mossa dal vento.