In un’afosa serata d’agosto, alla periferia di Milano si consuma un brutale omicidio: tre vittime di nazionalità diversa, apparentemente senza legami tra loro. Due pistole, ma – garantiscono i testimoni – un unico assassino. Un vero rompicapo per gli inquirenti, e anche per Enrico Radeschi, giornalista inviato sul posto e incaricato di seguire quello che si preannuncia come il giallo dell’estate…
Paolo Roversi è nato il 29 marzo 1975 a Suzzara (Mantova). Scrittore, giornalista, sceneggiatore e podcaster, vive a Milano. Collabora con quotidiani e riviste ed è autore di soggetti per il cinema e per serie televisive, spettacoli teatrali e cortometraggi. Ha scritto undici romanzi e i suoi libri sono tradotti in Francia, Spagna, Germania, Polonia, Serbia, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacchia e Stati Uniti. Ha vinto diversi premi letterari tra cui il Premio Selezione Bancarella 2015 col romanzo Solo il tempo di morire (Marsilio) È fondatore e direttore del NebbiaGialla Suzzara Noir Festival e del portale MilanoNera. Il suo sito è www.paoloroversi.me Twitter e Instagram: @paoloroversi
Sono tornata indietro nel tempo, MilanoNera era ancora lontana e Radeschi era ancora un giornalista free lance per il Corriere. Potrebbe far ridere, facendoci pensare ad altro, ma la storia inizia proprio con: un italiano, un brasiliano, un cingalese, uccisi in piazza Dateo. Enrico, con la sua perspicacia, aiuterà l'amico vicequestore Loris Sebastiani a trovare il colpevole. Seppur breve, una storia ben congeniata, che si fa leggere tutta d'un fiato, ma una cosa non ho capito,
Un breve racconto di Paolo Roversi con Protagonista Radeschi. Tutto il limite di una indagine raccolta in un racconto ma gradevolissima la lettura di Fabrizio Martorelli. Mezza stellina in più tutta per la sua lettura.
Radeschi stavolta è alle prese con un triplice omicidio avvenuto in strada, tre persone che, almeno apparentemente, non avevano alcun tipo di legame tra loro. Una lettura veloce ma sempre molto piacevole e intrigante.
Non volevo iniziare un nuovo romanzo di Radeschi, così mi sono buttato al volo su uno dei tanti racconti del giornalista con il Giallone. Un Ferragosto meneghino di sangue. Si legge in una giornata di pioggia a Febbraio per pensare al caldo. Non fa una piega
Racconto estivo per eccellenza in quanto ambientato alla vigilia di Ferragosto in una Milano semideserta, ma gli assassini non vanno in vacanza ed eccoci alle prese con un triplice, inspiegabile, omicidio. Le vittime apparentemente non sono collegate in alcun modo e sono state usate non una ma ben due pistole. Chi riuscirà a venire a capo di questo enigma? Io punterei tutto su Enrico Radeschi, segugio dal fiuto infallibile, che indaga spalla a spalla col perennemente imbronciato vicequestore Sebastiani. Consigliato!