Mi sono trovata per caso alla presentazione di questo libro, a Più libri più liberi: tutte le sale dove sarei voluta andare, durante quell’ora di presentazione, erano pienissime.
Ero lì per caso, pensavo. Era la voce del vento silenziosa che mi chiamava ad essere presente lì e non altrove.
“Uno scrigno di parole rotte. Un involucro spesso. Una pellicola sotto la quale si muovono lava, carne e cenere, un po' opaca come gli amuleti in quarzo e grano, un po' trasparente perché non più profonda di uno sguardo.
Presente e lontana, lontana secoli.
Rido di fronte al plotone d'esecuzione, e tutto diventa un turbine, tutto diventa una miriade di petali nel vento.”
L’età di questa giovane non deve trarre in inganno: ha solo ventisette anni, ma dentro di lei ha tutta la saggezza di un popolo, il popolo Sinti, che non ha ancora ricevuto il riconoscimento come minoranza linguistica.
Questo romanzo è il romanzo del riscatto di un intero popolo. È il canto dell’amore di una nipote per i suoi nonni. È il mezzo attraverso cui ricuce le ferite di suo padre. È un libro delle risposte che possono arrivare solo attraverso il vento.
L’autrice con tutta la forza del suo racconto ci fa scoprire che ci sono giornate della memoria che non riguardano solo gli orrori perpetrati agli ebrei; ci sono giornate della memoria che riguardano tutte le minoranze che ancora non hanno avuto la forza necessaria per far venire allo scoperto i vari genocidi
“Così noi siamo al primo inverno, ci stringiamo alla famiglia, e così sarà per sempre, ogni sinto che cammini sulla terra. Per sempre.
Soffia sul fuoco, una fiamma si spegne. «Per sempre».”
Questa è anche la storia della resistenza: la protagonista Jezebel durante la Seconda Guerra Mondiale si unirà alla lotta partigiana per difendere il suo popolo.
“Ai partigiani rom e sinti perché il loro doppio sacrificio ci guidi ancora e ci scaldi nelle notti più gelide.”
Una bellissima scoperta.
“Il vento non si ferma.
Sposto gli occhi il tempo di un bacio, di un'offesa, di un sorriso. Li sposto perché voglio vivere, perché c'è troppa luce in questo mattino che io non vedrò, perché ogni muscolo del mio corpo rimane teso, asciutto, smania per ballare un'ultima volta intorno al fuoco.”