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La malattia: la trappola dell'eros

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La dottoressa Mereu, ormai famosa in tutta Italia per la sua ricerca, presenterà la sua tecnica d'interpretazione del sintomo, "la terapia verbale" che consiste infatti nel decodificare il linguaggio metaforico con cui il paziente esprime la sofferenza emozionale che genera il sintomo, questo produce una immediata presa di coscienza portatrice di guarigione e benessere.

"La totalità delle persone che richiedono le mie cure, sono ammalate di mancanza di eros. Il linguaggio della malattia, decodificato da me in maniera poetica, dice sempre che stanno male per mancanza di amore, piacere, gioia, novità, unione, tranquillità, unione sessuale, libertà, espressione, bellezza, tutte caratteristiche dell'eros. Perché si è creata questa situazione? Ve lo dirò con una parabola tratta da un libro di Ouspenski, allievo di Gurdjieff. Questa parabola è stata da me modificata senza toglierne il significato principale."

192 pages, Paperback

First published January 1, 2005

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Gabriella Mereu

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Profile Image for Valter.
88 reviews3 followers
January 9, 2014
Gabriella Mereu è un personaggio particolare, l'incontrai anni fa e tutt'ora la ricordo: dottoressa anticonvenzionale, ricca di simpatia, umanità e intuizione.
Di sicuro la ritengo piena di buona volontà e in buona fede, ma trovo il suo approccio (come evidenziato da questo libro) troppo semplicistico, schematico e soggettivo.

Il che non impedisce al libro di offrire numerosi spunti per comprendere la dimensione psicofisica dell'uomo e i malanni che la affliggono.
Questo libro è essenzialmente una compilazione di aneddoti terapeutici, inframmezzati da qualche riflessione: spesse volte gli aneddoti possono indurre intuizioni od osservazioni costruttive (da trasportare nel proprio vissuto), altre volte suonano come atti di "magia" (veni, vidi, guarii) di cui non si comprende il funzionamento o il nesso.

Alla fine, la mia sensazione è stata di aver compreso un po' meglio i legami tra i nostri pensieri o comportamenti, e le malattie che questi provocano; nonché la possibilità che certe parole o frasi inducano "rivelazioni" che portano le persone a guarire (questo è in sostanza il concetto del libro).
Però rimane il dubbio su tutte le volte in cui le parole, per quanto rivelatorie, non sortiscono alcun effetto (o non abbastanza); e di queste volte, l'autrice non fa mai praticamente menzione, lasciando il dubbio se lei sia così "onnipotente", o se preferisca sorvolare sulle volte in cui la sua terapia non sortisce alcun effetto.

Il libro inizia con una parabola, dove tutti i mali vengono ricondotti all'opera di uno "ipnotizzatore" che avrebbe stregato l'umanità intera. Benché la metafora abbia un suo valore (certamente siamo condizionati dalla società e questo provoca molti malesseri), di nuovo suona semplicistica, complottista e pure ingenua.
L'autrice pare dimenticare che, spesso, ci adeguiamo alla società per i vantaggi che essa ci porta; e che molte delle nostre scelte non sono indotte da chissà quale "mago", ma semplicemente da un personale tornaconto.
Ma forse riconoscere queste contraddizioni avrebbe minato il paradigma dell'autrice, dove l'Eros può risolvere tutto e la complessità del mondo moderno appare evitabile.
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