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Postuma: Canzoniere Di Lorenzo Stecchetti

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Paperback

First published January 1, 1877

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Olindo Guerrini

80 books3 followers
Olindo Guerrini, noto principalmente con lo pseudonimo di Lorenzo Stecchetti ma anche con altri nomi d'arte come « Argia Sbolenfi», «Marco Balossardi», «Giovanni Dareni», «Pulinera», «Bepi» e «Mercutio» (Forlì, 4 ottobre 1845 – Bologna, 21 ottobre 1916), è stato un poeta e scrittore italiano, nonché bibliofilo e studioso di letteratura italiana.

Considerato esponente della poesia realista di epoca positivista, spaziò dalla lirica intimista alla poesia dialettale e satirica (spesso di tono anticlericale), dallo stile classico e carducciano fino alle tematiche anticonformiste, pre-decadentiste e naturalistiche della scapigliatura.

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Profile Image for Gianluca.
315 reviews1 follower
April 27, 2021
Gozzano:
"Perché nella tua favola compianta —
Renzo Stecchetti, musa prediletta
dello scolaro e della feminetta —
resusciti un passato che m’incanta?

Tu mi ricordi l’ottocento e ottanta,
mi ricordi la mamma giovinetta
che ti rilegge e ti ripone in fretta;
e intorno un Maggio antico odora e canta.

Per quel passato, pel destino bieco
tu mi sei caro, finto morituro
che piangi e imprechi e gemi nello strazio.

Io non gemo, fratello, e non impreco:
scendo ridendo verso il fiume oscuro
che ci affranca dal Tempo e dallo Spazio"

"Nell'aria della sera umida e molle
Era l'acuto odor de' campi arati
E noi salimmo insiem su questo colle
Mentre il grillo stridea laggiù nei prati.

L'occhio tuo di colombo era levato
Quasi muta preghiera al ciel stellato;

Ed io che intesi quel che non dicevi
M'innamorai di te perchè tacevi" (XXVII)

"Sei pur bella, Venezia, in mezzo all'onde
Specchio tranquillo ai monumenti alteri!
Sei pur bella, canzon de' gondolieri,
Cui dal Lido muggendo il mar risponde!" (XXXVI)

"Non gridate cogli Arcadi e coi preti:
- Lungi dalle città, lungi dal vizio. -
Son ciarle di poeti:
L'innocenza dei campi è un pregiudizio." (XXXVIII)

"Muoio. Cantan le allodole
Ferme sull'ali nel profondo ciel,
E il sol d'ottobre tepido
Albeggia e rompe della nebbia il vel.

Caldo di vita un alito
Sale fumando dall'arato pian.
Muoio. Cantan le allodole
E le giovenche muggon da lontan.

La vostra lieta porpora,
Roselline d'inverno, io non vedrò,
Le carni mie si sfasciano...
Domani al mio balcon non tornerò." (LXXXV)
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