Due percorsi narrativi in versi, due vasti movimenti poetici che rivelano, nei termini di una insolita energia espressiva, il carattere di un autore che da sempre si è mosso con efficacia coinvolgente sul doppio registro della scrittura in versi e del romanzo. Daniele Mencarelli, con Degli amanti non degli eroi, riesce qui a comporre un doppio quadro, con due poemetti complementari nella loro diversa fisionomia, nella linearità internamente turbata dell'ampio racconto d'amore fra due giovanissimi, in apertura, e nelle screziature interne, anche sul piano della pronuncia e della versificazione, di Lux Hotel, il testo successivo. Due impostazioni alternative, dalle aperture e dai turbamenti di Storia d'amore, al complesso gioco metaforico del secondo poemetto, dove viene messo in risalto il tema dell'eroismo negativo nella sua connotazione guerresca, nella speranza, «meravigliosamente utopistica» come dichiara lo stesso autore in nota, «che si arrivi a un mondo dove a essere festeggiato è l'eroismo del perdono, della compassione, del coraggio che soccorre».
Una straordinaria ricchezza di situazioni concrete, vissute e ritratte in vivi dettagli, nell'affiorare del «dolore che non s'affoga», caratterizza il primo capitolo, nel quale Mencarelli riprende, con sensibili, decisive modifiche, un testo apparso anni fa; mentre nel secondo, ambientato tra le luci e le ombre di un albergo di lusso, si muovono emblematici personaggi frutto di un'immaginazione quanto mai ricca e variegata. Ecco allora la figura del concierge, ecco l'ombra di un dittatore e i soldati Mercurio, Marte, Nettuno. Umani traffici e minuzie di orrori si manifestano con imprevedibili esiti nel gioco d'azzardo di Lux Hotel, realizzando un singolare e affascinante contrasto rispetto al racconto d'amore «nella sua dismisura» del primo poemetto, in un'opera poetica che conferma Mencarelli come una delle personalità di maggior spicco e solidità della nostra nuova ricerca letteraria.
Neologismo: Bruh Espressione di disappunto nei confronti di un comportamento del quale però non si vuole spiegare lo sbaglio o si vuol fare in modo che l'altro lo capisca da solo.
Due scene: nella prima, Gabriele e Anna; nella seconda il Lux Hotel, con Nettuno, Marte e Mercurio. Due storie in versi di amanti arrestati dalla vita a continuare il loro sogno e di antieroi che giocano la loro vita a un tavolo verde.
“Volerti batte la vergogna salta anche l’ultimo diaframma tra il vero che sono e chi vendo, a te la prima spalanco la mia casa umile cosa estratta dalla terra sacrificio di mattoni mai finito da mio padre vissuta come un dono in cambio di una vita sfinita dal lavoro. Dove costruita io vedo la penuria tu cogli l’amorosa altezza delle mani operose di mio padre, a un’altra grandezza del vedere mi porti attraverso la mia casa, tutto grazie a te si fa bellezza.”
Era tutto un crepitio di scintille, fino a quando non è arrivato il buio irreversibile della morte. E dopo trent'anni, quel fuoco adolescente che continua a bruciare sotto le ceneri
“Un giorno saprò dire tutto questo con una sola parola, miracolosa, dirà tutto svelerà ogni cosa, cadranno una volta pronunciata tutti gli inganni sparsi sul percorso, la via apparirà chiara senza intralci salvarti sarà un gioco da bambini, per te riuscirò nell’impensabile il primo a schiavare l’universo. Niente di tutto questo. L’intero verso del futuro si consumerà senza fuochi dal cielo, ai tuoi piedi mai poggerò la preda la prova che alla fine resisteremo, ma tolta l’impazienza che mi smania altro atto vuole la mia fede, dare rinascita ogni giorno al clamore che sei per i miei occhi, poi con ogni fibra di esistenza amare e ringraziare, questo mi basta.”
Mentre Storia d'amore era stata già presentata a Pordenone Legge 2015, sebbene Mencarelli ci abbia rimesso mano, Lux Hotel è inedita. Scrive l'autore alla fine
“Lux Hotel, inedito, offre una novità formale rispetto alla mia produzione passata: spesso il verso lineare si divide in emistichi. Ancora più aria, sospensione. La vicenda, in una realtà alternativa, prova a smascherare, ridicolizzare, il tema dell’eroismo nella sua accezione tipicamente maschile, guerresca. La Storia, passata e presente, pullula di eroi celebrati da popoli interi e odiati da altri perché considerati massacratori senza pietà. Disinnescare nel cuore degli uomini il bisogno di questa forma di eroismo da imitare, se non elevare a vero e proprio culto, è uno dei passi fondamentali per avviarsi a una nuova era di umanesimo. Invece, piccoli o grandi, narrati o dimenticati, pullulano i fronti di guerra da cui la pace è fuggita da decenni, luoghi dove si continua ad allevare questo mito: l’eroe senza macchia e senza paura, che si abbatte come un dio invincibile. La speranza, meravigliosamente utopistica, è che si arrivi a un mondo dove a essere festeggiato è l’eroismo del perdono, della compassione, del coraggio che soccorre.”
Non saprei nemmeno se catalogare questo libro tra la poesia o la prosa, ma didascalismi a parte, mi é piaciuto molto. Tragico, tenero e struggente il primo, paradossale, ridicolo e drammatico il secondo. Un altro bel libro da un autore da continuare a scoprire.
“Di questo tempo di tutti i tempi di tutte le madri le mani dei padri del tuo viso inciso nei giorni non rimarrà che il niente, siamo un urlo nello spazio per caso viventi per caso amanti disordine è il padre da onorare. Questa è la terra dell’inferno questo niente da tramandare niente da difendere niente da sperare, ti prego fai presto, torna, senza di te sono meno di un disperso, io senza il tuo neo come mi oriento?”
Dubito di aver capito il senso di questo testo. Fatto sta che è piuttosto verboso e alquanto inconcludente, un fluire di considerazioni , spesso banali e futili , e passi poetici che alla fine stancano soltanto il lettore senza incantrarlo un minimo. Evitabile!
Daniele Mencarelli ci narra due storie in versi, ben diverse tra di loro. “Storia d'amore”non è del tutto inedita, infatti si tratta del libro “Storia d'amore”pubblicato nel 2015. Questa volta però l'autore ,ci restituisce un racconto rivisitato. Anna e Gabriele sono due giovani innamorati, che vivono con voracità il loro amore. Una realtà la loro sempre attuale, nonostante la narrazione si svolga negli anni novanta. I vizi di Gabriele, sono il fulcro di questo amore “fragile” fino a rendere entrambi prigionieri,oltre il tempo e le distanze che li separa. Ogni singolo verso di questa storia porta con sé un retrogusto dolce e amaro della vita. Di “Lux Hotel” mi ha colpita la rapida successione degli eventi, non lascia spazio alle domande perché il tutto si svolge in maniera chiara e netta. Non c'è alcun bisogno di scoprire il colpevole perché tutto scritto nero su bianco. Dei personaggi citati, avrei voluto che ci fosse qualche particolare in più sul portiere del hotel, in quanto personaggio dalla dubbia moralità non che gli altri personaggi siano da meno. In conclusione, entrambe le storie si leggono facilmente. Apprezzabile la scelta di Mencarelli di esporre queste storie in forma di poesie. Consiglio la lettura di questo libro anche ai giovanissimi, dato che “Storia d'amore ” è un racconto formativo, utile per molti ragazzi. Buona lettura!
La valutazione non è altissima e un po’ mi dispiace visto che Daniele è il mio autore preferito. Sono convinto che la sua prosa sia più coinvolgente rispetto alla sua poesia che trovo molto prolissa e confusionaria. Le storie proposte sono emozionanti e permettono la riflessione. Avrei preferito che fossero scritte in prosa per accentuare ancora meglio il messaggio che nascondono. Sarà che è il mio primo approccio alla lirica di Mencarelli ma non mi ha convinto del tutto. Detto questo, non vedo l’ora che pubblichi un nuovo libro.
Si apre con un racconto poesia di una storia d'amore dove ho conosciuto per la prima volta la sua prosa e devo dire che mi piace il suo realismo diretto. La seconda parte però é quella che ho preferito. Una tavolata di gioco utopistica dove si sfidano i grandi eroi che conosciamo celati da soprannomi con un finale invito al mondo in un cambio di rotta nel festeggiare più che gli eroi senza macchia e senza paura chi sceglie il perdono e la compassione.
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Del vocabolario in uso ai fidanzati "amore" è l'unica che suoni, è questione di pura melodia gioco infantile di vocali ma il solo pronunciarlo ti sorride, un contenitore più che parola di quella luce che hai visto scintillare sui volti del sempre o di sfuggita dentro gesti pagati in un niente. E sia "amore" la parola la chiave sulle nostre labbra di baci, ma con la giusta parsimonia
Sono venuti ragazzi. Uomini. Sono venuti e andati, tanti qualcosa hanno lasciato, tanti altri hanno preso senza dare niente. Ma non c’è rancore, né rimpianto, la vita trascorre con i suoi dispiaceri e i suoi premi, quello che conta è vedere le cose nella loro reale grandezza, e la reale grandezza delle cose è enorme, questa è la lezione che mi hai lasciato, lasciarsi catturare dall’enormità di tutto, anche dal dolore.