Due scene: nella prima, Gabriele e Anna; nella seconda il Lux Hotel, con Nettuno, Marte e Mercurio.
Due storie in versi di amanti arrestati dalla vita a continuare il loro sogno e di antieroi che giocano la loro vita a un tavolo verde.
“Volerti batte la vergogna
salta anche l’ultimo diaframma
tra il vero che sono e chi vendo,
a te la prima spalanco la mia casa
umile cosa estratta dalla terra
sacrificio di mattoni mai finito
da mio padre vissuta come un dono
in cambio di una vita sfinita dal lavoro.
Dove costruita io vedo la penuria
tu cogli l’amorosa altezza
delle mani operose di mio padre,
a un’altra grandezza del vedere
mi porti attraverso la mia casa,
tutto grazie a te si fa bellezza.”
Era tutto un crepitio di scintille, fino a quando non è arrivato il buio irreversibile della morte.
E dopo trent'anni, quel fuoco adolescente che continua a bruciare sotto le ceneri
“Un giorno saprò dire tutto questo
con una sola parola, miracolosa,
dirà tutto svelerà ogni cosa,
cadranno una volta pronunciata
tutti gli inganni sparsi sul percorso,
la via apparirà chiara senza intralci
salvarti sarà un gioco da bambini,
per te riuscirò nell’impensabile
il primo a schiavare l’universo.
Niente di tutto questo.
L’intero verso del futuro
si consumerà senza fuochi dal cielo,
ai tuoi piedi mai poggerò la preda
la prova che alla fine resisteremo,
ma tolta l’impazienza che mi smania
altro atto vuole la mia fede,
dare rinascita ogni giorno
al clamore che sei per i miei occhi,
poi con ogni fibra di esistenza
amare e ringraziare, questo mi basta.”
Mentre Storia d'amore era stata già presentata a Pordenone Legge 2015, sebbene Mencarelli ci abbia rimesso mano, Lux Hotel è inedita.
Scrive l'autore alla fine
“Lux Hotel, inedito, offre una novità formale rispetto alla mia produzione passata: spesso il verso lineare si divide in emistichi. Ancora più aria, sospensione.
La vicenda, in una realtà alternativa, prova a smascherare, ridicolizzare, il tema dell’eroismo nella sua accezione tipicamente maschile, guerresca. La Storia, passata e presente, pullula di eroi celebrati da popoli interi e odiati da altri perché considerati massacratori senza pietà.
Disinnescare nel cuore degli uomini il bisogno di questa forma di eroismo da imitare, se non elevare a vero e proprio culto, è uno dei passi fondamentali per avviarsi a una nuova era di umanesimo.
Invece, piccoli o grandi, narrati o dimenticati, pullulano i fronti di guerra da cui la pace è fuggita da decenni, luoghi dove si continua ad allevare questo mito: l’eroe senza macchia e senza paura, che si abbatte come un dio invincibile.
La speranza, meravigliosamente utopistica, è che si arrivi a un mondo dove a essere festeggiato è l’eroismo del perdono, della compassione, del coraggio che soccorre.”