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La niña de oro

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En vísperas de las Navidades del año 2000 aparece asesinado en su casa de Buenos Aires el profesor de biología Aníbal Doliner. El crimen le hunde las vacaciones a la secretaria de la fiscalía, Silvia Rey, que debe hacerse cargo de las diligencias. Las pistas apuntan a un taxi boy albino apodado Copito, que frecuentaba el piso del asesinado. Pero cuando parece que el caso está a punto de cerrarse, la cosa se complica y se cruza con otro asunto criminal en el que está involucrado un brujo africano. Conforme avanzan las investigaciones, todo se va enmarañando y resulta que nada es lo que parecía en un principio.

Y es que la investigación policial, con sus deducciones y conexiones inesperadas, se parece mucho a un juego al que Silvia Rey juega con su padre desde que era niña. Consiste en acumular referencias inconexas al mismo objeto. Si las referencias son dos, se llama «duquesa». Las duquesas son bastante comunes. Si el referente se manifiesta tres veces, ya sea como palabra, como imagen o en carne y hueso, entonces se trata de una tricota. Duquesas y tricotas, cadáveres y sospechosos, acertijos y respuestas.

¿Cuánto de lógica deductiva y cuánto de puro azar hay en la resolución satisfactoria de un caso policial?

Pablo Maurette ha escrito una novela detectivesca repleta de ingenio, con unos personajes impagables —empezando por la secretaria de la fiscalía y su padre— y que funciona como un sofisticado mecanismo de precisión narrativa.

259 pages, Paperback

First published January 17, 2024

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About the author

Pablo Maurette

10 books33 followers
Pablo Maurette received his BA in Philosophy from the University of Buenos Aires, an MA in Late Antique and Byzantine Studies from the University of London (Royal Holloway College), and a PhD in Comparative Literature from the University of North Carolina at Chapel Hill. Between 2013 and 2017, he was a Harper Fellow in the Humanities at the University of Chicago. And in 2018-2019, he was a Fellow at Villa I Tatti, the Harvard University Center for Italian Renaissance Studies.

Maurette specializes in Early Modern comparative literature and the Classical Tradition and his approach is trans-historical, multilingual, and interdisciplinary. His research focuses on the intersections between literature, science, and the history of ideas in the period between 1400 and 1650 in England, Italy, France, Spain, and the New World.

In 2018, he published The Forgotten Sense: Meditations on Touch (The University of Chicago Press), a collection of essays dedicated to the role that the sense of touch has played throughout the Western literary and philosophical tradition, from Homer to Karl Ove Knausgaard.

He also published three books of essays in Spanish: La carne viva (2018) and Por qué nos creemos los cuentos (2021), and Atlas ilustrado del cuerpo humano (2023); and two novels, La migración (2020), that has been translated into Italian and Romanian, La Niña de Oro (2024), translated in italian.

Maurette also writes for wider audiences in Lapham’s Quarterly (USA), La Repubblica (Italy), and Letras Libres (Mexico/Spain). His second novel, La Niña de Oro, is forthcoming with Editorial Anagrama (Spain) in 2024.

(source: https://english.fsu.edu/faculty/pablo...)

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Community Reviews

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37 (10%)
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10 (2%)
Displaying 1 - 30 of 74 reviews
Profile Image for Nicolas Toranzo.
20 reviews3 followers
June 22, 2024
Al principio dije "está bueno pero no tiene final, nada se resuelve". Y quizás eso es lo que lo hace un policial argentino, que todo está ahí pero nada termina.
Profile Image for Gianni.
421 reviews57 followers
April 10, 2026
In una Buenos Aires alle soglie del nuovo millennio la viceprocuratrice Silvia Rey si trova a rinunciare all’agognata vacanza per seguire il caso di un professore di una scuola privata rinvenuto morto nel proprio appartamento, a una ventina di giorni dall’uccisione: legato alla sedia, forse picchiato, freddato con un colpo di pistola, ritrovato in una pozza di sangue e liquidi corporei. È l’inizio di indagini faticose, per la tenace viceprocuratrice, forse l’unica che cerca con dignità la giustizia, tra corruzione, menefreghismo, crisi economica e perseguimento del quieto vivere.
La storia si snoda a partire dal disvelamento della personalità del professore di biologia ucciso: la sua misantropia, l’interesse per lo studio dell’albinismo dopo il recupero di una copia rara del Systema naturalis di Linneo che lo cataloga come Troglodyta, cioè homo nocturnus, tipo scimmia antropomorfa; e poi le misteriose mutilazioni di giovani albini rapiti per strada, la scomparsa del ragazzo albino studiato e protetto dal professore. Tanta violenza, spesso efferata, talvolta nell’ambito della prostituzione , dello spaccio o nella miseria dei bambini di strada che fanno i giocolieri agli incroci per racimolare spiccioli per procurarsi la colla da sniffare.
Più che un’indagine è uno spaccato della società argentina.

È interessante la relazione di Silvia Rey con l’anziano padre, soprattutto nella rievocazione di un gioco che i due facevano quando lei era bambina, un gioco basato sul cogliere associazioni relative a un oggetto che casualmente saltano fuori nel giro di qualche giorno: quando si presta attenzione a qualcosa, da quel momento capita spesso che fatti relativi alla stessa cosa si manifestino. E succede anche nel corso dell’indagine.

Altrettanto interessante è la digressione sull’albinismo africano che si collega alla narrazione. Cercando in rete, emerge che nell’Africa sub-sahariana l’incidenza dell’albinismo è dieci volte maggiore che negli altri continenti; da studi nel campo de diritto si legge che:

”l’uccisione degli albini era, in molte aree, se non legittima, ampiamente tollerata, in virtù della credenza in una loro non compiuta umanità, quali creature sospese ambiguamente fra mondo degli spiriti e mondo degli uomini, fra natura e sovranatura, fra realtà umana e caos incombente. Il diavolo dagli africani è dipinto come un bianco, “diabolum ab Aethiopibus album pingi”: lo si legge, fra gli altri, nella Historia Aethiopica (XVII sec.) di Ludolf Hiob.
Più in generale, l’albino era ed è considerato nel sub-Sahara portatore di sventura. La comparazione degli albini con streghe/stregoni appare illuminante e decisiva. Nella cultura e nel diritto popolari essere stregone, come anche essere albino, non è una scelta, bensì una condizione naturale, una condizione organica, impressa nelle carni, o meglio negli intestini nel caso dello stregone, nella pelle, nei capelli e nello sguardo nel caso degli albini.
Peraltro, con la venerazione e i segni d’onore conviveva talvolta una dimensione cruenta sotto almento due profili. In primo luogo, se il corpo dell’albino è sacer, intessuto di poteri in sospeso fra natura e sovranatura, il possesso di brandelli di certe parti di quel corpo può garantire prosperità e protezione. Di qui il fenomeno del commercio – ancora oggi assai diffuso – di organi di albini come fetiches, garanzia di buona sorte. In secondo luogo, se il corpo dell’albino è “sacer”, ben può essere oggetto di sacrifici rituali, come è attestato in Età Moderna nell’Impero Segou in Mali, dove gli albini finivano per essere rinchiusi in lazzaretti in attesa della loro periodica immolazione.”
(Marco Cavina, “Dor Bui” [“Escremento dell’uomo bianco”].
Prime note intorno allo status degli albini nel diritto tradizionale africano)

Ecco che la digressione della storia, attraverso questa lettura, assume connotazioni diverse e potrebbero essere questi aspetti che nella quarta di copertina fanno parlare sì “soprannaturale”.
Profile Image for Mauro.
218 reviews10 followers
April 11, 2024
La resolución de la novela quizás no cumpla con las expectativas que uno puede tener del género policial... lo que podría considerarse tanto un defecto como una virtud.
Profile Image for Micaela.
39 reviews8 followers
January 26, 2026
Una novela completamente adictiva que retrata la impunidad en el sistema de justicia argentino. Muy buenos personajes, una trama que se ramifica para todos lados y un misterio que se resuelve sólo a través de los ojos de los protagonistas, mas no por el sistema en el que son engranajes. Me encantan este tipo de libros que se nota que están escritos por personas que tienen dos mil datos curiosos y que logran hilarlos en una sola historia!
Profile Image for Carolina Estrada.
248 reviews63 followers
May 11, 2025
Una novela negra bastante entretenida, fue una lectura fácil, pero me quedaron debiendo el final.
Profile Image for Rosenkavalier.
258 reviews119 followers
May 19, 2026
La tricota improbabile
Buenos Aires, fine anni novanta. La Secretaria (sostanzialmente, la prima assistente del Pubblico Ministero, nel sistema argentino, quel che faceva il personaggio di Ricardo Darin ne Il segreto dei suoi occhi) Silvia Reyes si trova invischiata in un caso di omicidio.
Un professore di scuola superiore, insignificante e senza legami, viene ucciso con un'esecuzione dopo essere stato torturato.
Da lì parte una detection di cui poco si può dire, perché sarebbe tutto uno spoiler, basti sapere che la vicenda è molto più intricata (e bizzarra) di quanto si possa immaginare all'inizio.
Dagli ambienti della prostituzione si passa alla malavita, poi ci sono ampie digressioni scientifiche (la vittima era un ricercatore "dilettante" di biologia), poi c'è un gioco di ricerca delle coincidenze che coinvolge Silvia e il padre nei loro incontri a colazione, e così via.

Lo scrittore è un professore universitario, quindi do per scontato che la pressoché completa destrutturazione del romanzo sia una scelta voluta (un ricercatore pensa in modo strutturato).
L'unico elemento strutturale che sono riuscito a trovare è il contrasto tra un mondo che opera nella regola(rità) o addirittura fa rispettare le regole, la protagonista e i suoi colleghi, e tutto ciò che li circonda, ossia una collezione di irregolarità (fisiche, biologiche, morali, criminali).
Il tutto scritto in una lingua che, nell'originale (e per quanto posso dire io), mescola abilmente diversi registri, dal dialetto bonaerense al gergo scientifico, al burocratese del palazzo di giustizia.

Non un giallo classico, all'evidenza, probabilmente non un giallo e basta, certamente non ha nulla del realismo magico che (forse per esigenze commerciali) mi dicono viene citato nella quarta di copertina dell'edizione italiana.
Ciononostante, nonostante tutto, un libro interessante, non saprei ben dire perchè.

*Il titolo si riferisce al gioco che intercorre tra la protagonista e il padre; si devono incontrare "coincidenze" del tutto slegate dal momento e dalle cose del giorno, due coincidenze sono una "duquesa", tre sono una "tricota".
Profile Image for Hugo Damián.
192 reviews12 followers
February 24, 2026
Realmente una novela diferente, que escapa un poco al clásico policial rioplatense. Es liviana, es rápida, se pasea por tropos poco habituales en su categoría como por ejemplo la biología evolutiva y las culturas africanas.

El final, como es habitual, es mucho menos organizado que el comienzo, y se desinfla bastante en el caos de idas y vueltas que solo prolongan el cierre definitivo de la historia.

Es breve, es entretenido, recomendable para segunda lectura liviana con la que cortar algo más denso o de muchas páginas.
8 reviews
February 2, 2025
En Buenos Aires, alrededor del cambio de milenio, un mórbido crimen sacude la vida de Silvia, secretaria de la fiscalía. La investigación la lleva a interesarse por el extraño mundo de los excluidos de la sociedad, los científicos tercos y los magos africanos. Maurette entrega un libro muy divertido y algo preocupante en cuanto a su imaginación. Desde mi punto de vista y con lo que pude entender en el lanzamiento del libro en la CDMX, al cual tuve el gusto de asistir, ese libro es, sobre todo, una excusa para escribir anécdotas refrescantes, describir personajes reales bajo el manto de la ficción y comunicar algunas costumbres divertidas que el autor ha recogido a lo largo de su vida.
Me divertí leyendo sobre albinos, enanos, prostitución y especulación científica, con un toque de crimen organizado. Todo esto me llevó a reflexionar sobre cosas tan simples como la racionalidad y el aspecto místico de algunas personas. Me sentí transportado al Buenos Aires de hace 25 años. Creo que el hecho de haber podido conversar con el autor antes de la lectura del libro le dio un sabor gracioso e íntimo que despertó en mí el deseo de repetir este tipo de eventos, en los cuales los autores se enfrentan a un ejercicio complicado: el de mostrarse vulnerables, pararse frente al público, sin pudor.
Profile Image for Germán.
155 reviews24 followers
May 24, 2026
"—¿Te acordás en el campo cuando eras chiquita y te llevaba a darles de comer a los chanchos? Y te trepabas al alambrado y les gritabas «Cuchi, cuchi, cuchi» y venían todos corriendo y les tirabas maíz. ¡Cómo te divertías!
—Sí. Y vos siempre me recordabas la anécdota del chico que se cayó dentro del chiquero y la chancha se lo comió vivo.
—El chico de un peón en La Matilde, sí. De película de terror." (págs. 169-170)

*

"No dejaba de azorarla el hambre de fantasía que tiene la gente, la fascinación ante la posibilidad de lo sobrenatural, la voluntad de creer cualquier cosa que confirme que el universo tiene sentido y que, de paso, prometa un beneficio. El pensamiento mágico es el modo natural del espíritu humano, estaba convencida. El pensamiento racional, en cambio, es un artificio forzado. Aceptar la incertidumbre fundamental de la existencia requiere de un esfuerzo mental enorme y de una fortaleza anímica descomunal. Hay que resignarse a la inconclusión permanente, a la duda constante, a la perplejidad como modo perenne de enfrentarse al mundo. Los científicos entienden esto a fuerza de frustraciones. Los trabajadores de la Justicia, que es la utopía mayor del ser humano, también." (págs. 229-230)
Profile Image for Andrés Quintero.
261 reviews2 followers
April 23, 2026
Un viaje policial por Buenos Aires, un libro que parece siempre a punto de despegar.

“cuando uno baja a esas regiones de la experiencia humana, las cosas más que aclararse suelen oscurecerse”

“se vengaba de los vivos invadiéndoles el cuerpo a través de la nariz”

“el mundo era un festival de peligros, pero no por ello un sitio hostil”
Profile Image for Pablo Reyes.
188 reviews8 followers
November 12, 2025
Como paseo por Buenos Aires tiene su encanto y que el investigador del policiaco sea una fiscal le da un giro curioso a la novela de detectives, pero la narración es demasiado convencional, la detective antipática y la trama inverosímil.
Profile Image for Nadia David.
159 reviews16 followers
January 7, 2026
Me encanta como está escrito y me enganchó un montón, pero el final no me encantó.
Profile Image for Clarisa Altieri.
124 reviews1 follower
January 26, 2026
Seis meses de investigación y obsesión en el Juzgado de la secretaria Silvia Rey. La muerte de un profesor de biología, se engancha con la muerte de un albino y su amiga en dos momentos distintos. También con la brujería africana y la impunidad de la policia, nuestra sociedad y su complicidad con las instituciones.
⭐⭐⭐ 1/2
#LaNiñaDeOro #PabloMaurette #6/50 #librosleidosen2026 #policial #judicial #literaruraargentina #libropendiente #publicadoantesde2025 #retolector #enero2026
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Rocio.
417 reviews254 followers
March 9, 2024
Le clavé cuatro porque me encantó, me recontra enganché y es original PERO el final medio tiraduchi de los pelos. Igual creo que vale la pena.
Profile Image for David Monthiel.
Author 8 books12 followers
December 19, 2025
Resulta siempre curioso hacerle caso a la publicidad que pregonan las editoriales, prestarle atención para que, a su manera, te vendan una novela. En este caso, llegué a “La niña de oro” por la charla que el autor sostuvo con Carlos Zanón dentro del canal de vídeos de la editorial.
La novela se presenta dotada de “una frescura inusual para el género”, con ciertas novedades brillantísimas que el autor mismo atribuye a la escasa afición por el género, a su insuficiente interés a lo largo de los años como ensayista y profesor. Pero que, gracias a una idea que mantuvo durante diez años, se puso al día leyendo una lista de policiales, para escribirla.
Otra de las garantías que prometen placer lector es que la novela es “magistral” en el estilo y el ritmo. Enrigue, Álvaro, asegura que es “alta literatura policial”. Pauls, Alan, también escribe maravillas de la novela. Llama al autor “renacentista depravado” y asegura que deben “Abstenerse los multitaskers”.
¿En serio?
Pero aquí llega el giro de guion. Y lo diré como se dicen las cosas en la Baja Andalucía:
—Andevá shavá, que tampoco es pa tanto.
Sí, la lectura es ágil. Pero con esa agilidad joeldickeriana que acaba directamente en el olvido una vez han pasado dos semanas de haber leído la novela.
-¿De qué carajo iba esto?
-Ni idea.
Se trata de una facilidad para leer muy buena y positiva para la gente que se encasquilla y no avanza en los farragosos párrafos de novelas que, según ellos, “son lentas porque no pasan cosas todo el tiempo, porque describen mucho la ciudad, a los personajes, lo que hacen los personajes y apagan la trama espídica poco a poco”. “La dejé”, aseguran como si la novela fuera una suerte de fentanilo trucho, quiero decir, falso.
Un hecho similar me sucede con las SIETE novelas de Guido Guerrieri, el abogado de Gianrico Carofiglio. Se leen a todo meter. A todo puño. Pero una vez acabadas, desaparecen. No recuerdo la trama de ni una sola de las novelas, que, repito, son ágiles, se leen de un tirón con esa idea facilona y básica de lector de novela negra: saber qué ha pasado. Para cerrar el caso. “Aditivas”, que calificarías Álvaro Enrigue. “Abstenerse vazquezmontalbianos, paladeadores de estilo y amantes del policial que analiza una sociedad y sus males”, afirmaría Alan Pauls.
El problema de esta forma de escribir es que van pasando capítulos y todo se hace plano, rápido, ágil pero escaso en sustancia, en profundidades de la trágico-stand-comedy humana. Y esta planicie o meseta afecta también a los personajes. No es que sean planos o tengan poco “arco”, como se argumenta en los talleres de escritura donde se ensaña el joeldickerismo. En la publicidad se afirma que son “impagables”. Cuando en realidad tienen que pagar su terraplanimo acérrimo.
Y ahí entra lo raro: recordamos a los personajes por su aspecto (albino, enana) o por lo que toma (caramelos o corticoides). Y un detalle que me derrumba: ¿qué me dicen de la sagacidad de la protagonista que no sabe por qué come tantos caramelos el policía y tiene que preguntarle casi doscientas páginas después de reseñar ese detalle de su personalidad? ¿No se ha dado cuenta? ¿De verdad?
-Joeldickerismo al canto.
Pero vayamos a los trucos del autor para no ser Joel Dicker. ¿Cuáles? Como ya dijimos, Maurette se centra en lo raro, en el sentido que le da el tan citado Mark Fisher (oh, acabo de citarlo otra vez, meu deu). Es decir, el recurrir al albinismo o al enanismo o al volantazo de guion que nos merecemos: la magia negra, el curandero negro y su negocio de talismanes albinos. Maurette recurre continuamente a lo raro para que el personaje llame la atención, brille entre tanta meseta: científico independiente que no es científico, la extraña conexión con los albinos de Etiopía, un profesor húngaro (sí, si aceptamos Hungría como exotismo para un bonaerense) que tiene el libro de Linneo (aunque aquí vemos una suerte de capita de distinción novelística bourdieuana en el plano intelectual).
El albinismo diluye su fuerza cuando aparece el primer libro del tema (en inglés) en el piso del asesinado. El que lee se dice: “ya verás que salen albinos o hay algo extraño y misterioso con los albinos”. Ea, pues salen rápidamente. Y todo al garete. ¿Se cree Maurette que somos tontos? No creo, pero es bastante facilón el recurso.
Todo eso está ahí puesto para llamar nuestra atención en una trama, repito, bastante plana, lineal, por lo cotidiana (pero sin analizar realmente lo cotidiano a fondo, de verdad), sin giros peliculeros de thriller (esto es bueno). Solo sobrevive el escuálido y básico interés carofigliano de “saber lo que ha pasado”. Lo que unos analizan como “hallazgos del género” yo veo “trampitas”.
También se habla mucho de la casualidad y de las Duquesas y de las tricotas como señuelo. Se explicita en la ficha del libro como si fuera algo importantísimo. Pero acaba siendo un recurso baratito que solo sale tres veces en la novela. Una para explicarlo, otra sin motivo y la última como guiño en el vacío. Porque es un detalle sin trascendencia.
Y el truco final: el llamado “sofisticado mecanismo de precisión narrativa”. La secretaria de una fiscal lo único que hace es entrevistar a los testigos, sospechosos, amigos de la víctima y demás. Casi en fila. Lo más facilón del mundo. Apenas tiene que descolgar el teléfono y quedar con ellos. ¿Es ese el tan aclamado ingenio de Maurette? ¿Quedar día y hora con los implicados e interrogarlos? ¿Ya? ¿Eso era?
Este sofisticado mecanismo es fallido. Sobre todo, a partir que sabemos qué le pasó realmente a Copito, cómo, quién y dónde lo matan. Entonces la novela se hace bola. ¿Para qué alargar más? ¿Para marearnos con ese humor (que incluye juegos de palabras de los que mejor no hablar como Copito-Coputo) que a mí no me ha sacado ni una sonrisa?
Ah, es para hablar (¡Sí, por qué no!) de magia negra, de una sociedad enferma de magia y supersticiones. Porque el molinete de guion es contar toda la historia de un brujo que usa a los albinos para curar el mal. Echémosle al caldero, además del brujo negro emigrado, sacrificios humanos, dos macarras de barra brava que secuestran y mutilan, clientes adinerados, una red de gente importante y muy supersticiosa que compra talismanes albinos.
Ja.
El final, a la altura de lo dicho.
Parece que todo está dispuesto, así en orden, para que el libro llegue a la gran masa de los llamados “no lectores” y allí encuentren su sitio, su goce de leer, su ración de “lo raro”, su pizquita de “misterio sin resolver por culpa del mal funcionamiento de la justicia y sus investigadores”, su mijita de “oscura conspiración”. Y olvidar.
Todo está joeldickerizado: el título, el estilo, el ritmo, personajes. Menos mal que no alcanza el despropósito de vergüenza ajena de la “narrativa” de Joel Dicker en la que todo sucede por la mismísima cara porque solo lo afirma el narrador, y palante. Y aclaro, no veo mal que se lea a Dicker. Lo que no compro es que “eso” que perpetra sea buena literatura policial.
Hay quien alaba el lenguaje argentino repleto de recontras, soretes, milanesas, tuco. Es la cuota de color local o trampantojo de lugar de enunciación. Porque la ciudad de Buenos Aires está ausente en la novela, no existe. No aparece. ¡Y además la Buenos Aires de 1999! La de la precrisis. La dejaste pasar, che. Aquí la ciudad es un decorado de cartón piedra de lo que al final es un capítulo de una serie de relleno que vimos a las dos de la mañana un martes de noviembre y que nos ha ofrecido un misterio que nos distrae con esa indolencia de los casos facilones que van sucediendo delante nuestra. Así.
Aún así digo: me voy a leer su primera novela. A ver qué tal. Es una distopía. Deséenme suerte.
Profile Image for Manuel Romero.
9 reviews1 follower
February 9, 2024
"La niña de oro" es un libro del cual el disfrute del mismo se verá condicionado de acuerdo a las expectativas de género literario que se tenga, y es uno de estos casos de aquel tipo de títulos que se ven acompañados de sinopsis no muy precisas o ligadas en cuanto al contenido de la obra.

Para empezar, si bien el libro tiene pretensiones de ser una novela policial, el acercamiento al género resulta ser en su media fase, puesto que también es en sí una exploración hacia la cultura y vida del ciudadano en Buenos Aires, Argentina. Tal es el motivo que lleva a contener diversos capítulos que, por sus propios medios, no aportan en lo absoluto al progreso de la historia, pero contribuyen a elaborar un bosquejo de la vida citadina bonaerense.

Igualmente, debe de resaltarse que los asuntos propios del género pretendido, como lo es la investigación que ocupa centralmente la historia, son los que más brillan dentro del mixto conjunto. Particularmente el último segmento de la narrativa es en donde más se ocupa en desentrañar los misterios del crimen, del cual parten afortunadas ideas creativas, conjurándose elementos de magia negra y corrupción que no muchas veces tienen oportunidad de presentarse en conjunción. En dado caso, lo negativo de esta faceta de la novela es su poca extensión, más tomándose en cuenta la corta extensión de esta novela.

Se tiene que cerrar comentando que su historia da a entrever posibles continuaciones, siendo esto muy común dentro del género. Pero mi interés en querer continuar futuros trabajos del autor (porque, tal como he dicho, cuando se ocupa del género policial sabe aportar contenidos frescos) se encontrará directamente suscitado a la presencia, dentro de la futura secuela, de un enfoque más restricto en aquello que realmente es lo que pudiera retener a un lector: La novedad en las ideas y escenarios planteados.
Profile Image for Àlex A. T. .
187 reviews3 followers
January 22, 2025
un extravagante profesor de biología acaba de aparecer asesinado en su casa. silvia rey, secretaria de la fiscalía, asumirá las diligencias judiciales. a medida que el caso avance, silvia empezará a ver similitudes entre la investigación y un juego que ha practicado durante años con su padre, estableciendo conexiones entre hechos aparentemente no relacionados entre sí. si las referencias son dos, se tratará de una "duquesa". y si son tres, una "tricota".

"la niña de oro" es un peculiar híbrido entre novela policíaca y un supuesto juego de observación que, aunque prometedor en un inicio, termina tomando un rumbo frustrante. como thriller, la investigación es arquetípica —o directamente irreal: ¿en serio una secretaria de fiscalía debe recurrir forzadamente a su ex para obtener una información importante?— , la presentación de los sospechosos forzada y la temática escogida bastante anodina por mucho que se la haya querido contextualizar. como juego literario, la presencia de duquesas y tricotas a lo largo de la historia propone cierto juego con el lector, pero sin que en ningún momento sea tan relevante como para haberlo rescatado en la contraportada del libro como elemento diferencial de tantos otros relatos de investigación, culminando, además, en un final anticlimático que termina dejando la historia en un extraño e insatisfactorio limbo.
Profile Image for Leire Mauleon.
Author 2 books4 followers
February 3, 2025
No hay acción trepidante, ni persecuciones, ni tiroteos, ni genios del bien o del mal. Hay funcionarios cansados, sobrepasados, voluntades que chocan con la falta de medios y los intereses. Hay relaciones que no son perfectas, gente con problemas, dudas y limitaciones que vive su día a día tratando de llegar a fin de mes. Hay casualidades, corazonadas y mucho trabajo. Lo que sí reconocemos del imaginario estadounidense es ese héroe solitario que lucha contra el mal, aunque Silvia Rey es argentina, lo que marca ciertas diferencias.
El autor construye un caso interesantísimo con un ritmo lento pero sin pausa. La forma de narrar te atrapa y te lleva de paseo por Buenos Aires. Maurette, además, hace confluir varias historias, muy bien documentadas, con momentos de la vida cotidiana que les sirven de contrapunto, pero también de reflejo.
Personajes humanos, bien construidos. Un caso misterioso. Un submundo (o mundo) oscuro y cruel. Una narración ágil y una prosa precisa y sobria.
121 reviews1 follower
February 20, 2024
No está mal este libro, si bien creo que se queda por debajo, tanto de las expectativas como del planteamiento de la historia, que inicialmente es muy atractivo.

Un solitario profesor de instituto aparece asesinado en su domicilio, siendo la principal pista una relación que el mismo tenía con un chico de compañía albino (taxi boy según el argot manejado en el libro) que se encuentra desaparecido. La búsqueda del asesino por parte de la fiscalía argentina nos conducirá a conocer el funcionamiento de la policía y justicia de ese país, dibujada como ineficaz y corrupta. Junto a esta trama conoceremos la historia de un africano que practica magia negra para las altas esferas de Argentina, confluyendo ambas tramas en parte de libro.

Reseña completa en: https://366libros.blogspot.com/2024/0...
Profile Image for Jazmín Nogaró.
158 reviews163 followers
July 31, 2025
Lo que más me gustó fue la teoría de las duquesas y las tricotas. También los diálogos entre Silvia y Francisco, entre Silvia y Carucci, entre Silvia y Ana María. En definitiva, me enterneció la obsesión de Silvia, su mundo rico en historia que se entreveía en sus teorías opacado por lo meticuloso de su método.

Por momentos no pude parar de leer. Por otros tuve que dejar pasar días hasta reencontrarme con la historia. No me canso de decir que cuando un libro logra eso es porque está bien escrito. Espero seguir leyendo a Maurette.
Profile Image for Alfonso Guanzini.
46 reviews
January 8, 2026
4.5

me atrapó de principio a fin y me gustó mucho el ritmo que tiene, como va soltando la información de a poco y de una manera en la que el lector se entera de todos los detalles aún sin que los propios protagonistas de la historia lo hagan

puede ser que el final sea un poco polémico, pero leí una reseña que decía que así es la justicia argentina y un poco me convenció
Profile Image for Eliana Orfanudis.
5 reviews1 follower
November 6, 2024
Atrapante. En un primer momento el final me decepcionó. Pero después llegué a la conclusión que la historia terminó tal cual uno espera que termine un caso policial en Argentina. Y ahí me amigué con el final. Podría ser mi favorito del año.
Profile Image for Amanda Vargas.
15 reviews
December 17, 2025
De lectura rápida, te atrapa en la primera página. No se queda en detalles y aún así logra sumergirte en cada escenario de la historia. Lo lees como si vieras una serie, tiene el encanto leer argentinxs
Profile Image for Manuela Rocca.
19 reviews
January 2, 2026
no me gusto para nada.

solamente le pongo 2 estrellas y no 1 porque entiendo que se quiere lograr en el lector una cierta indignación ante la justicia argentina y, aunque el escritor es capaz de transmitirlo, a mi no me gustó.

cada vez estoy más lejos del género policial, y que esta novela no haya sido pochoclera no contribuye

en primer lugar, el caso no me gusto PARA NADA: la víctima es un profesor de biología que se mezcla con albinos, una teoría genética descabellada que después no tiene nada que ver con nada, un curandero africano, taxi boys, prostitutas. siento que se podría haber desarrollado mejor la historia pero como que a mitad del libro, el hombre Mourette se cansó y empezó con lo del chamán este africano que no me gustó nada

en segundo lugar, me costó demasiado empatizar con la protagonista, solamente logrado en las últimas 20 páginas y apenas. ella es una secretaria de fiscal totalmente amargada y ácida, diría que hasta resentida, que me deprimía totalmente

POR ÚLTIMO LUGAR, los otros personajes para NADA desarrollados o sea la fiscal, el subinspector de policía, el padre. escribo esto casi enojada, lo acabo de terminar.

ni hablar del final. todo raro che
creo que hasta puedo concluir que me arrepiento de haberlo leído
50 reviews
July 2, 2026
Trovato per caso nel solito banchetto davanti al negozio di filati: lì ognuno porta i libri che ha letto e che non vuole tenere ed altri, come me...passano in piazza per fare la spesa e ne scelgono alcuni.
Certi da tenere, altri da regalare.
Questo dell' editore Sellerio, mi ha colpita,pur non conoscendo né titolo, né autore....ed è stata una piacevole lettura!
Non è il solito giallo che ti tiene in sospeso fino al colpo di scena finale: qui la storia si snoda in un saliscendi di notizie e di piste.. per andare a rivelarsi venti pagine prima della fine.
Si indaga sulle morti di un professore di teratologia e di un giovane albino.
E il colpevole è, come nella realtà, troppo potente per essere punito!
Nelle pagine finali, alla sostituta procuratrice Silvia Rey, non resta che andare a comunicare ad una madre la più terribile delle notizie.
Profile Image for Chloé.
83 reviews
July 25, 2026
This somehow pulled a lot of weight with very little machinery. The amount of social commentary happening on the sidelines of the story splits the novel into two parts: a criminal investigation with a linear resolution and a collection of observations popping up in no particular order.

The mystery is one thing, but I also really enjoyed Carrucci’s non-divorce and the scene where the jugglers follow Silvia to her car. The small challenges to how we imagine the social order.

It was also the first murder story for me that truly connected the person to the dead body. Criminal investigations usually have a subject (the murderer) and an object (the victim), and introduce the latter very superficially. This was really the first time ever I read about a murder and thought "but wait, that’s a person, how can anyone do this?". Good job 👍🏼
Profile Image for asegura7.
345 reviews7 followers
February 9, 2024
Esta novela negra tiene las características que a mi me gusta encontrar en obras de este género:
lenguaje original, en este caso los giros argentinos, en algunos casos cerca del lunfardo. Estar más cerca del arpa que de la guitarra, Más duro que un sanguche de tortuga; información relevante sobre el ambiente donde se desarrolla la trama, de los procedimientos policiales de la investigación. Información extra de algún aspecto de interés, en este caso sobre la situación de los albinos en África.
Me ha desorientado que en un momento de la novela la voz pase de la investigadora que avanza entre sombras al narrador omnisciente; este cambio queda justificado a la conclusión de la novela con la resolución o no resolución del caso.
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Profile Image for Fany.
246 reviews48 followers
September 24, 2025
Una de detectives en la que toda la información les llega a la oficina a los investigadores. Eso en cine es mala escritura. No hay deducciones ni juegos de ingenio ni pistas ni trabajo intelectual ni puntos de giro, solo informantes que aparecen de repente y avisan, a este lo mató este, o ese no es, es este otro. Y si no es un informante, es el propio autor que, para no poner a trabajar a la investigadora y dejarla que se divierta con alguno en el cine, cambia el punto de vista y nos explica a los lectores algunas truculencias secundarias. Eso sí, es toda una fiesta escuchar hablar a los porteños.
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