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The White People
This scarce antiquarian book is a facsimile reprint of the original. Due to its age, it may contain imperfections such as marks, notations, marginalia and flawed pages. Because we believe this work is culturally important, we have made it available as part of our commitment for protecting, preserving, and promoting the world's literature in affordable, high quality, modern editions that are true to the original work.
132 pages, Paperback
First published January 1, 1917
About the author
Frances Hodgson Burnett
1,872 books5,205 followersFrances Eliza Hodgson Burnett was a British-American novelist and playwright. She is best known for the three children's novels Little Lord Fauntleroy (1886), A Little Princess (1905), and The Secret Garden (1911).
Frances Eliza Hodgson was born in Cheetham, Manchester, England. After her father died in 1853, when Frances was 4 years old, the family fell on straitened circumstances and in 1865 emigrated to the United States, settling in New Market, Tennessee. Frances began her writing career there at age 19 to help earn money for the family, publishing stories in magazines. In 1870, her mother died. In Knoxville, Tennessee, in 1873 she married Swan M. Burnett, who became a medical doctor. Their first son Lionel was born a year later. The Burnetts lived for two years in Paris, where their second son Vivian was born, before returning to the United States to live in Washington, D.C. Burnett then began to write novels, the first of which (That Lass o' Lowrie's), was published to good reviews. Little Lord Fauntleroy was published in 1886 and made her a popular writer of children's fiction, although her romantic adult novels written in the 1890s were also popular. She wrote and helped to produce stage versions of Little Lord Fauntleroy and A Little Princess.
Beginning in the 1880s, Burnett began to travel to England frequently and in the 1890s bought a home there, where she wrote The Secret Garden. Her elder son, Lionel, died of tuberculosis in 1890, which caused a relapse of the depression she had struggled with for much of her life. She divorced Swan Burnett in 1898, married Stephen Townesend in 1900, and divorced him in 1902. A few years later she settled in Nassau County, New York, where she died in 1924 and is buried in Roslyn Cemetery.
In 1936, a memorial sculpture by Bessie Potter Vonnoh was erected in her honor in Central Park's Conservatory Garden. The statue depicts her two famous Secret Garden characters, Mary and Dickon.
Frances Eliza Hodgson was born in Cheetham, Manchester, England. After her father died in 1853, when Frances was 4 years old, the family fell on straitened circumstances and in 1865 emigrated to the United States, settling in New Market, Tennessee. Frances began her writing career there at age 19 to help earn money for the family, publishing stories in magazines. In 1870, her mother died. In Knoxville, Tennessee, in 1873 she married Swan M. Burnett, who became a medical doctor. Their first son Lionel was born a year later. The Burnetts lived for two years in Paris, where their second son Vivian was born, before returning to the United States to live in Washington, D.C. Burnett then began to write novels, the first of which (That Lass o' Lowrie's), was published to good reviews. Little Lord Fauntleroy was published in 1886 and made her a popular writer of children's fiction, although her romantic adult novels written in the 1890s were also popular. She wrote and helped to produce stage versions of Little Lord Fauntleroy and A Little Princess.
Beginning in the 1880s, Burnett began to travel to England frequently and in the 1890s bought a home there, where she wrote The Secret Garden. Her elder son, Lionel, died of tuberculosis in 1890, which caused a relapse of the depression she had struggled with for much of her life. She divorced Swan Burnett in 1898, married Stephen Townesend in 1900, and divorced him in 1902. A few years later she settled in Nassau County, New York, where she died in 1924 and is buried in Roslyn Cemetery.
In 1936, a memorial sculpture by Bessie Potter Vonnoh was erected in her honor in Central Park's Conservatory Garden. The statue depicts her two famous Secret Garden characters, Mary and Dickon.
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Community Reviews
Displaying 1 - 30 of 85 reviews
January 31, 2019
This was a very enjoyable creeper set in Scotland.
April 13, 2010
A lovely, lilting story set mostly in the misty highlands of Scotland... where almost anything seems possible. I loved the innocence and joy of this book, and the unique perspective on life and death. I think readers of all ages could understand and relate to it.
March 7, 2016
Recensione completa su
Café Littéraire
Frances Hodgson Burnett con questo libro ci trasporta nelle misteriose e affascinanti atmosfere dei paesaggi della Scozia.
Tra gli abeti sottili e le ginestre color dell'oro si erge il maestoso castello di Muircarrie, residenza della piccola Ysobel, la quale, dopo aver perduto prematuramente i suoi genitori, trascorre la sua giovane esistenza, dividendosi tra gli scaffali della biblioteca che tanto ama, e le passeggiate nella brughiera coperta dalla nebbia.
Non ha amici, se non i due tutori, Angus e Jean. Non ha parenti, se non i lontani zii che le fanno visita di tanto in tanto.
Nessuno che le faccia compagnia, nessuno con cui trascorrere le giornate.
Eppure Ysobel è felice, nella campagna solitaria ha trovato la sua casa, nel silenzio l'amico fidato, nel fumo grigio, che tutto avvolge, il custode dei suoi segreti.
I giorni si susseguono l'uno dopo l'altro, senza grandi gioie e senza troppi scossoni, fino a quando, tra le colline, Ysobel incontra finalmente una bambina della sua età, Wee Brown Elspeth, la sua prima vera amica.
Il legame che si instaura tra le due ragazzine appare subito speciale. Non hanno bisogno di parole per capirsi, né di appuntamenti per incontrarsi.
Wee Elspeth è, agli occhi di Ysobel, diversa da tutti gli altri, un'anima pura, una creatura eterea e bellissima, unica nel suo genere.
Ma se Wee Elspeth riveste un ruolo importante nell'infanzia della nostra piccola protagonista, a far breccia nel suo cuore di giovane donna sarà invece uno scrittore dall'animo nobile, Hector MacNairn.
In lui troverà il complice di cui non sapeva neppure di aver bisogno, l'affetto e l'amore che per anni le era stato negato, una vera e propria nuova famiglia.
Solo lui sembra capirla fino in fondo, affascinato da tutti i suoi pensieri stravaganti, e da quelle che Ysobel definisce "le anime bianche".
Il rapporto che lega Ysobel ad Hector non ha nulla del tipico rapporto uomo-donna. La loro intesa è dapprima intellettiva, poi affettiva.
Non vi è banalità nei loro discorsi, ma una stessa visione del mondo, della vita e della morte.
In più l'amore per la Scozia, per le lande desolate e i castelli abbandonati, che entrambi condividono, non fanno che rimarcare ulteriormente quella che è senza dubbio un'affinità elettiva.
Il modo con cui la Burnett descrive la loro relazione, è solo uno degli elementi che rende il libro diverso da tanti altri.
Non le solite storie d'amore basate su una forte attrazione fisica, non la solita protagonista, e non la solita trama.
Ysobel è una giovane donna che non ha paura di nulla, neppure dell'ignoto. È forte e decisa, non teme la solitudine né nessun'altra cosa.
È portatrice di un dono, pur non essendone consapevole. Sa leggere l'animo umano e comunicare con chi non può più proferire parola. Lei è il tramite fra due mondi che paiono non aver più nulla in comune.
La concezione dell'aldilà e delle cosiddette "anime bianche" è del tutto nuova e diversa da quello a cui siamo abituati. Non c'è nulla di spaventoso o crudele nella morte ma solo un naturale corso delle cose. I fantasmi non sono crudeli e vendicativi, né spiriti tormentati.
Tutto il racconto è intriso di filosofia, religione e superstizione, ed è proprio questa commistione di argomentazioni apparentemente inconciliabili, a rendere affascinante e appassionante il lavoro della celebre scrittrice inglese.
Un ruolo fondamentale lo giocano senza dubbio anche le suggestive descrizioni della brughiera avvolta nella nebbia, che creano una meravigliosa cornice per una vicenda fuori dal comune.
Un perfetto connubio tra poesia, mistero, erudizione e spiritualità che non potrà che conquistare i lettori.
Frances Hodgson Burnett con questo libro ci trasporta nelle misteriose e affascinanti atmosfere dei paesaggi della Scozia.
Tra gli abeti sottili e le ginestre color dell'oro si erge il maestoso castello di Muircarrie, residenza della piccola Ysobel, la quale, dopo aver perduto prematuramente i suoi genitori, trascorre la sua giovane esistenza, dividendosi tra gli scaffali della biblioteca che tanto ama, e le passeggiate nella brughiera coperta dalla nebbia.
Non ha amici, se non i due tutori, Angus e Jean. Non ha parenti, se non i lontani zii che le fanno visita di tanto in tanto.
Nessuno che le faccia compagnia, nessuno con cui trascorrere le giornate.
Eppure Ysobel è felice, nella campagna solitaria ha trovato la sua casa, nel silenzio l'amico fidato, nel fumo grigio, che tutto avvolge, il custode dei suoi segreti.
I giorni si susseguono l'uno dopo l'altro, senza grandi gioie e senza troppi scossoni, fino a quando, tra le colline, Ysobel incontra finalmente una bambina della sua età, Wee Brown Elspeth, la sua prima vera amica.
Il legame che si instaura tra le due ragazzine appare subito speciale. Non hanno bisogno di parole per capirsi, né di appuntamenti per incontrarsi.
Wee Elspeth è, agli occhi di Ysobel, diversa da tutti gli altri, un'anima pura, una creatura eterea e bellissima, unica nel suo genere.
Ma se Wee Elspeth riveste un ruolo importante nell'infanzia della nostra piccola protagonista, a far breccia nel suo cuore di giovane donna sarà invece uno scrittore dall'animo nobile, Hector MacNairn.
In lui troverà il complice di cui non sapeva neppure di aver bisogno, l'affetto e l'amore che per anni le era stato negato, una vera e propria nuova famiglia.
Solo lui sembra capirla fino in fondo, affascinato da tutti i suoi pensieri stravaganti, e da quelle che Ysobel definisce "le anime bianche".
Il rapporto che lega Ysobel ad Hector non ha nulla del tipico rapporto uomo-donna. La loro intesa è dapprima intellettiva, poi affettiva.
Non vi è banalità nei loro discorsi, ma una stessa visione del mondo, della vita e della morte.
In più l'amore per la Scozia, per le lande desolate e i castelli abbandonati, che entrambi condividono, non fanno che rimarcare ulteriormente quella che è senza dubbio un'affinità elettiva.
Il modo con cui la Burnett descrive la loro relazione, è solo uno degli elementi che rende il libro diverso da tanti altri.
Non le solite storie d'amore basate su una forte attrazione fisica, non la solita protagonista, e non la solita trama.
Ysobel è una giovane donna che non ha paura di nulla, neppure dell'ignoto. È forte e decisa, non teme la solitudine né nessun'altra cosa.
È portatrice di un dono, pur non essendone consapevole. Sa leggere l'animo umano e comunicare con chi non può più proferire parola. Lei è il tramite fra due mondi che paiono non aver più nulla in comune.
La concezione dell'aldilà e delle cosiddette "anime bianche" è del tutto nuova e diversa da quello a cui siamo abituati. Non c'è nulla di spaventoso o crudele nella morte ma solo un naturale corso delle cose. I fantasmi non sono crudeli e vendicativi, né spiriti tormentati.
Tutto il racconto è intriso di filosofia, religione e superstizione, ed è proprio questa commistione di argomentazioni apparentemente inconciliabili, a rendere affascinante e appassionante il lavoro della celebre scrittrice inglese.
Un ruolo fondamentale lo giocano senza dubbio anche le suggestive descrizioni della brughiera avvolta nella nebbia, che creano una meravigliosa cornice per una vicenda fuori dal comune.
Un perfetto connubio tra poesia, mistero, erudizione e spiritualità che non potrà che conquistare i lettori.
May 25, 2026
3.5 stars ⭐️- adding a half star for the beautiful old edition that was gifted to me last year by my sister, Gail.
This is a hard one to categorize- much different from The Secret Garden. A little bit ghost story- since the young girl, Ysobel, in the story can see the departed- white people. A little bit love story, and a little bit atmospheric Scottish moors and lore. I liked how the characters come to deal with The Fear. Beautiful novella but a strange one.
This is a hard one to categorize- much different from The Secret Garden. A little bit ghost story- since the young girl, Ysobel, in the story can see the departed- white people. A little bit love story, and a little bit atmospheric Scottish moors and lore. I liked how the characters come to deal with The Fear. Beautiful novella but a strange one.
January 9, 2020
2.5
My thoughts are muddled about this book.
It is a Scottish ghost story, but not like any ghost story you will come across.
It is narrated by a little girl who has the gift of seeing the spirits on earth after they die.
Family members of people who had died could not see them, but this little girl could. She called them the White People, and knew they were immensely happy and good.
The reason I gave it even 2.5 stars is because of the writing style. It is perfectly lovely, and has that pure charm that Mrs. Burnett infuses all her books with.
The reason 2.5 stars were taken away, is how they described 'the other world'. It was not really in a Christian way- even though the Bible was mentioned, and heaven. It was a bit weird, in that they had no wish to see Jesus and be with Him, but to have a certain 'feeling' in the Other World that was felt by the little girl and her author hero, Mr. Macrain, "On the hillside"; for that was were she had the dream that was not quite a dream that took her somewhere and brought her back.
Some of the storyline was, indeed, very good, but what is life- what is death, for that matter- if we see not Christ as the center in either state of being?
My thoughts are muddled about this book.
It is a Scottish ghost story, but not like any ghost story you will come across.
It is narrated by a little girl who has the gift of seeing the spirits on earth after they die.
Family members of people who had died could not see them, but this little girl could. She called them the White People, and knew they were immensely happy and good.
The reason I gave it even 2.5 stars is because of the writing style. It is perfectly lovely, and has that pure charm that Mrs. Burnett infuses all her books with.
The reason 2.5 stars were taken away, is how they described 'the other world'. It was not really in a Christian way- even though the Bible was mentioned, and heaven. It was a bit weird, in that they had no wish to see Jesus and be with Him, but to have a certain 'feeling' in the Other World that was felt by the little girl and her author hero, Mr. Macrain, "On the hillside"; for that was were she had the dream that was not quite a dream that took her somewhere and brought her back.
Some of the storyline was, indeed, very good, but what is life- what is death, for that matter- if we see not Christ as the center in either state of being?
June 16, 2012
This is a MUST READ book. I can't believe I have never heard of it or run across it before now!!! Beautiful, thought-provoking, and all things amazing.
May 13, 2016
Un romanzo breve ma di grande pathos, con il quale la Burnett affronta, con grandissima delicatezza, uno dei più grandi dilemmi che affliggono il genere umano: ll mistero della vita oltre la morte.
Spinta dal bisogno di rielaborare un grave lutto, aveva perso un figlio quindicenne, l'autrice crea questo piccolo racconto ambientato nella magica e onirica Scozia, con intento quasi consolatorio, attraverso la solitaria figura di Ysobel, ragazzina sensibilissima e dotata di un grande dono, cioè vedere, sentire, la presenza di chi nn c'è più, le anime bianche appunto, eteree figure che lei percepisce come esseri speciali. Incontri che vive con grande naturalezza e che la porteranno a vivere esperienze uniche che cambieranno la sua vita. Primo fra tutti l'incontro con Hector McNairn, scrittore da lei particolarmente amato e con quale, attraverso i suoi scritti, sente da subito una grande affinità, rapporto che sarà determinante e chiarirà molti aspetti di questa sua straordinaria sensibilità . Feeling prima intellettuale e poi affettivo, la storia tra loro due avrà un epilogo molto particolare che lascerà, nel lettore più sensibile, una grande sensazione di pace interiore...
Spinta dal bisogno di rielaborare un grave lutto, aveva perso un figlio quindicenne, l'autrice crea questo piccolo racconto ambientato nella magica e onirica Scozia, con intento quasi consolatorio, attraverso la solitaria figura di Ysobel, ragazzina sensibilissima e dotata di un grande dono, cioè vedere, sentire, la presenza di chi nn c'è più, le anime bianche appunto, eteree figure che lei percepisce come esseri speciali. Incontri che vive con grande naturalezza e che la porteranno a vivere esperienze uniche che cambieranno la sua vita. Primo fra tutti l'incontro con Hector McNairn, scrittore da lei particolarmente amato e con quale, attraverso i suoi scritti, sente da subito una grande affinità, rapporto che sarà determinante e chiarirà molti aspetti di questa sua straordinaria sensibilità . Feeling prima intellettuale e poi affettivo, la storia tra loro due avrà un epilogo molto particolare che lascerà, nel lettore più sensibile, una grande sensazione di pace interiore...
April 4, 2012
Ooooh, this was creepy, but not for the reasons the author intended it to be.
November 23, 2016
See oli üks maagiline raamat. Mitte, et seal väga midagi tegevuste mõttes toimuks, aga see, kuidas kõik on kirjeldatud - see on nagu mingi teine reaalsus, haldjamaailm või midagi. Ja kui lugema hakkad, siis astudki justkui siit ilmast välja ning sisened teise. Kui nad lõpuks otsapidi piibli mainimiseni poleks jõudnud, oleksin isegi viieka andnud. Vahel võiks ju mõni lugu sellest usu-teemast puudutamata jääda, ma mõtlen. Sellele vaatamata meeldis mulle aga väga autori omanäoline ja poeetiliselt ilus kirjeldus elust pärast surma. Sest ühest ja samast asjast võibki vastavalt oskustele rääkida väga mitmel eri moel, asja sisu seejuures moonutamata. Ilu on vaataja silmades...
Minu lemmikkoht sellest raamatust, millega nõustun täiesti ning mis minu meelest kirjeldab meie maailma väga hästi:
"Arvan praeguseks kindlalt teadvat, et kõik asjad, mis meie arvates juhtuvad kogemata või juhuslikult, on vaid osa elu punutud plaanidest. Kui hakkad seda kahtlustama ja asja lähemalt uurima, hakkad ka nägema, kuidas tühiasjad ühenduvad üksteisega ning paistavad lõpuks omandavat põhjuse ja tähenduse, ehkki me ei pruugi olla piisavalt nutikad, et neid selgelt näha. Miski pole juhuslik. Meie ise paneme kõik juhtuma, valed asjad seetõttu, et ei tea või ei hooli, kas meil on õigus või mitte, õiged asjad seetõttu, et valime isegi oma võhikluses ebateadlikult või teadlikult selle, mis õige." (lk 58)
Minu lemmikkoht sellest raamatust, millega nõustun täiesti ning mis minu meelest kirjeldab meie maailma väga hästi:
"Arvan praeguseks kindlalt teadvat, et kõik asjad, mis meie arvates juhtuvad kogemata või juhuslikult, on vaid osa elu punutud plaanidest. Kui hakkad seda kahtlustama ja asja lähemalt uurima, hakkad ka nägema, kuidas tühiasjad ühenduvad üksteisega ning paistavad lõpuks omandavat põhjuse ja tähenduse, ehkki me ei pruugi olla piisavalt nutikad, et neid selgelt näha. Miski pole juhuslik. Meie ise paneme kõik juhtuma, valed asjad seetõttu, et ei tea või ei hooli, kas meil on õigus või mitte, õiged asjad seetõttu, et valime isegi oma võhikluses ebateadlikult või teadlikult selle, mis õige." (lk 58)
December 29, 2015
Dall'autrice di "Il piccolo lord" e "Il giardino segreto", una storia da leggere tutta d'un fiato, intrisa di fascino e mistero, di verità e illusione. Un racconto che offre molteplici spunti di riflessione su uno degli interrogativi più insoluti di sempre, quello della morte e che, allo stesso tempo, non manca di soddisfare il piacere di una lettura scorrevole e intrigante. Ho letto "The white people" di F.H Burnett qualche anno fa in lingua originale. Me ne innamorai da subito e il fatto di poterlo rileggere in lingua italiana mi ha resa assai felice. Ho ritrovato la stessa bellezza e la stessa atmosfera gotica e soprannaturale del libro originale, segno che la giovane traduttrice Annarita Tranfici ha fatto un ottimo lavoro di riscrittura del testo senza tuttavia snaturarne le peculiarità. Un gran bell'acquisto e una felice riscoperta quella di "Le anime bianche" grazie alla Panesi Edizioni e alla professionalità della traduttrice. Consiglio vivamente a tutti
Read
January 24, 2016Una storia positiva nella quale non esistono figure di “cattivi” ma dove tutti collaborano alla perfetta riuscita di un racconto che pur nella sua brevità rappresenta un Universo di personaggi stupendi, delicati, poetici e di una tenerezza incredibile.La storia nasce da un grande dolore. A portare l’autrice a dar vita a “Le Anime bianche” è infatti la necessità di dare sfogo a quello che per una madre è il dolore più grande. Veder morire, in giovane età, il proprio figlio prediletto. Questo e la volontà di trovare una risposta alla grande domanda relativa a: “Cosa c’è nell’Altrove che noi si raggiunge una volta varcata la soglia di questo nostro mondo terreno?”
A rispondere a queste domande e necessità è Ysobel, la profondissima e complessa protagonista del racconto. Seguiamo Ysobel nelle varie fasi della sua vita, dall’infanzia alla giovinezza. Ysobel è una ragazza timida che vive in un castello isolato nel nord della Scozia. L’essere timida e silenziosa non attira a Ysobel l’interesse e la simpatia dei suoi parenti londinesi che si ritengono estremamente fortunati quando possono venir esentati dal rendere visita a quella parente “stramba”. Ysobel ha però un dono meraviglioso. Sa vedere le persone che, pur se morte, restano attaccate a questo mondo allo scopo di cercare di consolare i propri cari travolti dal dolore. Ysobel le chiama “anime bianche” e ne parla, prima ai tutori che l’hanno allevata fin da piccola e poi al proprio scrittore preferito, conosciuto durante un ricevimento nella capitale inglese. Con quest’uomo, ancor giovane ma già segnato terribilmente a causa di un difetto cardiaco, intreccerà un legame profondo. Legame che poi si allargherà anche alla madre di lui. Grazie al suo “dono” Ysobel aiuterà madre e figlio a superare la “Paura”, ossia quell’orrore di non sapere, come si diceva in precedenza, “cosa aspettarsi dopo il passaggio tra il nostro mondo e quello di là”. Grazie al racconto di un sogno fatto, sogno che ha tanto l’aspetto di un’esperienza di premorte, Ysobel riuscirà a comunicare una sorta di pace ai due, pace che li aiuterà ad affrontare il “passaggio di Hector”, questo il nome del figlio scrittore.
Una storia poetica e dolcissima. Un piccolo scrigno di Bellezza. Una Bellezza assoluta da gustare con calma così da potersi immergere dentro il racconto e poterne assaporare, oltre all’indiscutibile Bellezza, anche i significati profondi e positivi che esso porta con sé.
A rispondere a queste domande e necessità è Ysobel, la profondissima e complessa protagonista del racconto. Seguiamo Ysobel nelle varie fasi della sua vita, dall’infanzia alla giovinezza. Ysobel è una ragazza timida che vive in un castello isolato nel nord della Scozia. L’essere timida e silenziosa non attira a Ysobel l’interesse e la simpatia dei suoi parenti londinesi che si ritengono estremamente fortunati quando possono venir esentati dal rendere visita a quella parente “stramba”. Ysobel ha però un dono meraviglioso. Sa vedere le persone che, pur se morte, restano attaccate a questo mondo allo scopo di cercare di consolare i propri cari travolti dal dolore. Ysobel le chiama “anime bianche” e ne parla, prima ai tutori che l’hanno allevata fin da piccola e poi al proprio scrittore preferito, conosciuto durante un ricevimento nella capitale inglese. Con quest’uomo, ancor giovane ma già segnato terribilmente a causa di un difetto cardiaco, intreccerà un legame profondo. Legame che poi si allargherà anche alla madre di lui. Grazie al suo “dono” Ysobel aiuterà madre e figlio a superare la “Paura”, ossia quell’orrore di non sapere, come si diceva in precedenza, “cosa aspettarsi dopo il passaggio tra il nostro mondo e quello di là”. Grazie al racconto di un sogno fatto, sogno che ha tanto l’aspetto di un’esperienza di premorte, Ysobel riuscirà a comunicare una sorta di pace ai due, pace che li aiuterà ad affrontare il “passaggio di Hector”, questo il nome del figlio scrittore.
Una storia poetica e dolcissima. Un piccolo scrigno di Bellezza. Una Bellezza assoluta da gustare con calma così da potersi immergere dentro il racconto e poterne assaporare, oltre all’indiscutibile Bellezza, anche i significati profondi e positivi che esso porta con sé.
June 27, 2016
Racconto lungo più che un romanzo vero e proprio, ‘Le anime bianche’, dell’autrice angloamericana nota soprattutto per romanzi per ragazzi, è un esempio della produzione che, negli anni di passaggio tra ‘800 e ‘900, si è legata ai temi dello spiritualismo e della teosofia. La pregevole traduzione ha il merito di far conoscere un testo della scrittrice che era finora inedito in Italia e rivela un lato della personalità di Frances Hodgson Burnett strettamente legato alla sua biografia, spiegando perché i temi dell’infanzia travagliata le siano stati così a cuore. La creatrice di ‘Il piccolo Lord’ e di ‘Il giardino segreto’ ha reso dei ragazzi sfortunati e cresciuti in condizioni disagiate protagonisti dei suoi due romanzi più famosi e uno dei suoi marchi di fabbrica: oltre ai piccoli protagonisti di ‘Il giardino segreto’, tra cui un ragazzo paralitico orfano di madre e abbandonato a se stesso, e il fortunatissimo piccolo Lord Fauntleroy, ricordiamo anche la sfortunatissima Sarah di ‘La piccola principessa’ – da cui, per gli amanti degli anime anni ’80, è tratta la storia strappalacrime di ‘Lovely Sarah’.
Non è che fosse una novità l’uso letterario dei bambini scalognati, soprattutto nell’Inghilterra vittoriana di Oliver Twist e Bob Scratchit, ma anche in altre letterature, e del resto l’uso che Hodgson Burnett fa di questa figura dipende anche dal fatto che nelle pubblicazioni a puntate o in appendice – la scrittrice è giornalista di professione e con i proventi delle pubblicazioni su periodici come Harper’s Bazaar mantiene la sua famiglia, dopo la morte di entrambi i genitori – il tema in questione risultava molto spendibile. E però la scelta dell’infanzia ‘sfigata’ non è, allo stesso tempo, priva di legami anche con le questioni sociali, per le quali la scrittrice aveva avuto un notevole interesse, se osserviamo che uno dei suoi romanzi all’epoca più noti, ‘That Lass o’ Lowrie’s’ del 1877 descriveva la vita delle donne lavoratrici nel Lancashire.
Continua su:
http://www.lastambergadeilettori.com/...
Non è che fosse una novità l’uso letterario dei bambini scalognati, soprattutto nell’Inghilterra vittoriana di Oliver Twist e Bob Scratchit, ma anche in altre letterature, e del resto l’uso che Hodgson Burnett fa di questa figura dipende anche dal fatto che nelle pubblicazioni a puntate o in appendice – la scrittrice è giornalista di professione e con i proventi delle pubblicazioni su periodici come Harper’s Bazaar mantiene la sua famiglia, dopo la morte di entrambi i genitori – il tema in questione risultava molto spendibile. E però la scelta dell’infanzia ‘sfigata’ non è, allo stesso tempo, priva di legami anche con le questioni sociali, per le quali la scrittrice aveva avuto un notevole interesse, se osserviamo che uno dei suoi romanzi all’epoca più noti, ‘That Lass o’ Lowrie’s’ del 1877 descriveva la vita delle donne lavoratrici nel Lancashire.
Continua su:
http://www.lastambergadeilettori.com/...
March 3, 2020
Frances Hodgson Burnett has a really infectious way of making you feel like you are being told the very best and most secret of secrets. The White People is an ethereal insight into the afterlife and it completely dismantles anything that might make you fear it.
Ysobel tells us her story ,always in a hushed kind of way like a faint blush on the page. But then there are frequent moments where the places and feelings she takes us to burst open in the most spectacular and glorious ,and unexpected ways. Hodgson Burnett really knows how to measure her moments ,making the experiences feel real but she does so in a way that has her very own ,distinctive ,odic brilliance. Rare and treasured moments of rapture captured in just the right arrangement of words and voice.
Ysobel, like Mary in The Secret Garden, is another girl in love with the wild. And the sprawling landscapes will leave your heart dancing. And the stillness will seduce and mesmerise you so that you can see all that Ysobel can see. A world without endings ,where no one is ever parted from their loved ones and life is a story that continues transcendentally and sublimely.
You will find comfort and sustenance to salve your restless spirits. The White People will move through you like a ghost and leave you changed forever.
Ysobel tells us her story ,always in a hushed kind of way like a faint blush on the page. But then there are frequent moments where the places and feelings she takes us to burst open in the most spectacular and glorious ,and unexpected ways. Hodgson Burnett really knows how to measure her moments ,making the experiences feel real but she does so in a way that has her very own ,distinctive ,odic brilliance. Rare and treasured moments of rapture captured in just the right arrangement of words and voice.
Ysobel, like Mary in The Secret Garden, is another girl in love with the wild. And the sprawling landscapes will leave your heart dancing. And the stillness will seduce and mesmerise you so that you can see all that Ysobel can see. A world without endings ,where no one is ever parted from their loved ones and life is a story that continues transcendentally and sublimely.
You will find comfort and sustenance to salve your restless spirits. The White People will move through you like a ghost and leave you changed forever.
June 24, 2017
Non so come pormi di preciso nei confronti di questo libro. Non ho percepito nessun input o messaggio; penso che sia scritto bene in termini di stile/capacità espressiva (stiamo pur sempre parlando di una maestra della scrittura), ma che poi non lasci il segno a livello di contenuti. Sarà perché è vecchio di un secolo; sarà che non siamo noi i destinatari. Forse, la causa di questo mancato dialogo è Lionel, il figlio della Burnett, che è il vero destinatario dell'opera essendo morto a 15 anni di tubercolosi. Forse a me non dice nulla perché io sono solo un'intrusa che ha messo il naso dove non doveva grazie alla riscoperta da parte della CE.
Un dettaglio però lo ricorderò in positivo: Ysobel Muircarrie, la protagonista. Una bambina che ha il dono di vedere i fantasmi, di non sentirsi mai sola né triste e di non rendersene conto. Un'innocente, pura, dotata di profonda sensibilità e devozione per ciò che è stato tale da sfociare nell'amore per i libri (e, di conseguenza, nella metaletteratura). Quelle parti infatti sono veramente preziose. È una storia ultraterrena in tutti i sensi.
Un dettaglio però lo ricorderò in positivo: Ysobel Muircarrie, la protagonista. Una bambina che ha il dono di vedere i fantasmi, di non sentirsi mai sola né triste e di non rendersene conto. Un'innocente, pura, dotata di profonda sensibilità e devozione per ciò che è stato tale da sfociare nell'amore per i libri (e, di conseguenza, nella metaletteratura). Quelle parti infatti sono veramente preziose. È una storia ultraterrena in tutti i sensi.
February 19, 2016
I bought this book because I fell in love with the gilt castle on the cover. I discovered it at a secondhand bookshop in Lincoln City, Oregon, and had to have it.
I read this so fast—in a day, which is crazy for me! First, I didn't realize Burnett wrote stories that weren't just for children—although I love The Secret Garden and The Little Princess. And while The White People read simply, it wasn't a simple story at all.
Ysobel has a gift of seeing spirits and it's something that doesn't frighten her because she was able to do it her whole life. She even had one recurring little girl who would come play with her. Rather than reading like a ghost story (although it is that), this book is more about exploring the idea that spirits may still be on earth, hanging around their loved ones, but we just don't have the gift and can't tell they're there.
There was even a love story thrown in and a tragic ending (my favorite). Add the mysterious, secluded castle on the rock and you've got my perfect kind of story. I simply loved this!!!
I read this so fast—in a day, which is crazy for me! First, I didn't realize Burnett wrote stories that weren't just for children—although I love The Secret Garden and The Little Princess. And while The White People read simply, it wasn't a simple story at all.
Ysobel has a gift of seeing spirits and it's something that doesn't frighten her because she was able to do it her whole life. She even had one recurring little girl who would come play with her. Rather than reading like a ghost story (although it is that), this book is more about exploring the idea that spirits may still be on earth, hanging around their loved ones, but we just don't have the gift and can't tell they're there.
There was even a love story thrown in and a tragic ending (my favorite). Add the mysterious, secluded castle on the rock and you've got my perfect kind of story. I simply loved this!!!
October 2, 2016
Ho acquistato il libro solo per il nome dell'autrice, una delle mie preferite per i libri per ragazzi, senza nemmeno leggere la trama e con mia sorpresa è una storia di fantasmi, non il classico romanzo per spaventare, in questo caso i fantasmi sono solo una presenza che non fa nulla per interferire con le vite dei vivi. Per alcuni, come Ysobel la protagonista del racconto, sono una realtà. Solo questo.
L'ambientazione scozzese e le descrizioni della brughiera sono molto affascinanti.
Leggendo la prefazione ho scoperto che la Burnett ha scritto questo racconto come un tentativo di esorcizzare il dolore per la perdita del figlio e, nel racconto, c'è una scena straziante di una madre che non si rassegna alla perdita del figlio,.
Mi trovo sempre in difficoltà a dare un voto ai racconti, mi lasciano sempre quella sensazione di incompiuto, sono sempre troppo brevi!
L'ambientazione scozzese e le descrizioni della brughiera sono molto affascinanti.
Leggendo la prefazione ho scoperto che la Burnett ha scritto questo racconto come un tentativo di esorcizzare il dolore per la perdita del figlio e, nel racconto, c'è una scena straziante di una madre che non si rassegna alla perdita del figlio,.
Mi trovo sempre in difficoltà a dare un voto ai racconti, mi lasciano sempre quella sensazione di incompiuto, sono sempre troppo brevi!
June 7, 2020
A sweet young Scottish girl has the gift of seeing those who have passed on. They appear pale and ethereal to her, and she calls them “the white people.” Naturally she assumes that everybody else can see them, too. Oh, yes, and she’s also the chieftainess of a clan, and she has her own castle, but that’s not essential to the story. She befriends a famous author that she has always admired, and the plot takes some interesting twists and turns on its way to a really satisfying ending. The book was written by Frances Hodgson Burnett, author of The Secret Garden and A Little Princess. This one is just as captivating, even though it isn’t very well known.
September 13, 2016
Questo libro tratta argomenti così vicini alla scrittrice che sembra quasi di stare invadendo la sua privacy. Mentre scorrevo le parole, avevo il sentore di leggere qualcosa di privato, una sorta di diario segreto che non avevo il permesso di sfogliare.
La storia viene narrata con la pacatezza e la leggiadria tipica della Burnett, e benché il testo sia corto, non mancherà di illuminarvi con pensieri importanti e sorprendenti.
Recensione: http://chelibroleggere.blogspot.it/20...
La storia viene narrata con la pacatezza e la leggiadria tipica della Burnett, e benché il testo sia corto, non mancherà di illuminarvi con pensieri importanti e sorprendenti.
Recensione: http://chelibroleggere.blogspot.it/20...
May 16, 2010
A wonderful story about life and the fear of death. I think this quote can say more than anything I write:
"If, after it was over, a man awakened as you said and found himself—the self he knew, but light, free, splendid—remembering all the ages of dark, unknowing dread, of horror of some black, aimless plunge, and suddenly seeing all the childish uselessness of it—how he would stand and smile! How he would stand and SMILE!"
"If, after it was over, a man awakened as you said and found himself—the self he knew, but light, free, splendid—remembering all the ages of dark, unknowing dread, of horror of some black, aimless plunge, and suddenly seeing all the childish uselessness of it—how he would stand and smile! How he would stand and SMILE!"
Read
July 19, 2009Good old theosophy...
June 16, 2011
A young girl mysteriously sees the ghosts of people who have passed who she calls the white people. It is a short, sweet story written by the author of the Secret Garden
March 4, 2016
libro molto particolare e profondo, sicuramente recupererò qualcos'altro dell'autrice!!
April 4, 2021
Although she is primarily known now for three books (The Secret Garden, A Little Princess and Little Lord Fauntleroy), Frances Hodgson Burnett was a regular story-writing machine in her day, and frankly not all of her literary output could be expected to stand the test of time. The Secret Garden this is not. The modern reader will determine Le Big Secret long before the young protagonist does -- that the "White People" she keeps seeing, so fair and pale as to appear nearly transparent, are the spirits of the dead -- but it's atmospheric in a vaguely Theosophist kinda way. Despite the appearance of spirits, it's not what I would call a ghost story, in that the only aspect of the tale I found creepy was a particular character's unsettling (and reciprocated!) devotion to his mother. It's a quick read at just 10 chapters, so if you're looking for an evening's read in a late-Victorian, early-Edwardian vein, this may just hit the spot.
July 23, 2025
Cute, but confusing
This was a cute story, fairy tale, ghost story. It fits in many of those places. A lonely orphan child raised by servants, finds a friend who is a 500 year old ghost. It is interesting that the child's name was not recognized until a hidden story is found in the library. Isobel meets a man interested in her and her ability to see ghosts.
This was a cute story, fairy tale, ghost story. It fits in many of those places. A lonely orphan child raised by servants, finds a friend who is a 500 year old ghost. It is interesting that the child's name was not recognized until a hidden story is found in the library. Isobel meets a man interested in her and her ability to see ghosts.
December 26, 2023
Charmingly dreamy, but the slight story meanders a bit. A curious, eerie kind of tale.
June 1, 2019
A most extraordinary novella. . From the title, you may think this is about Caucasians, but of course, it is nothing of the sort. The White People are people that only Ysobel, a landed/titled Scottish orphan, who lives in an old castle on the Scottish moors sees. They are people who appear very pale and faint and it is revealed that they are people who have recently died.
Her world is peopled with two servants who have taken care of her all of her life and the family's piper and his dog. She has a massive library and loves to read, eventually meeting her favourite author and his mother and becoming close friends with them.
There are such beautiful passages in the book about death, dying, spirituality....here are some:
"Perhaps the whole mystery is as simple as this: that there are tones of music too fine to be registered by the human ear, so there may be vibrations of light not to be seen by the human eye; form and colour as well as sounds; just beyond earthly perception, and yet as real as ourselves, as formed as ourselves, only existing in that other dimension."
"It is really AWAKENING....beauty such as we see now; only seeing it without burdens of fears before and behind us and knowing there is no reason to be afraid."
The author's mother reveals that her son is terminally ill. That they feel that he, his mother, and this odd young woman of the moors, have had strong connections in the past, even though their time together in this life will prove to be fleeting.
One morning, she and the author go to the moors, so she can show him in it's morning mistiness, how magical it is. She hears her piper, at a distance, playing his pipes, sees him in the swirling mist and waves, he tips his cap to her and continues on, away. He is playing a tune she has never heard before and is struck by it's sheer beauty.
They return home to find that they have had to lock up the piper's sheepdog, who is howling for him from the stables. She finds that he has died that morning while they were out on the moors.
Lastly, she describes her author friend's death, he dies while sitting on the terrace, where they have sat and discussed their beliefs so often, accompanied by the sound of nightingales singing. She describes finding him looking "more beautiful than any human creature I had ever seen before. It had happened as they said it would. He had not ceased--but something else had."
I had the same feeling after my husband died...his face was clear of all pain, he looked so at rest. Our dog also seemed to see his spirit (?) leaving his body, about half an hour or so later. He'd been sleeping and suddenly leaped up and ran to his side, whining, and licked his hand from where he lay. I have read of many similar occurrences with pets and have now also witnessed it.
This is a very short tale, but very moving. I am thankful it found it's way to me, through a path that was created by my husband's music, which he often said just "came to him," all he had to do was write it down and play it.
Her world is peopled with two servants who have taken care of her all of her life and the family's piper and his dog. She has a massive library and loves to read, eventually meeting her favourite author and his mother and becoming close friends with them.
There are such beautiful passages in the book about death, dying, spirituality....here are some:
"Perhaps the whole mystery is as simple as this: that there are tones of music too fine to be registered by the human ear, so there may be vibrations of light not to be seen by the human eye; form and colour as well as sounds; just beyond earthly perception, and yet as real as ourselves, as formed as ourselves, only existing in that other dimension."
"It is really AWAKENING....beauty such as we see now; only seeing it without burdens of fears before and behind us and knowing there is no reason to be afraid."
The author's mother reveals that her son is terminally ill. That they feel that he, his mother, and this odd young woman of the moors, have had strong connections in the past, even though their time together in this life will prove to be fleeting.
One morning, she and the author go to the moors, so she can show him in it's morning mistiness, how magical it is. She hears her piper, at a distance, playing his pipes, sees him in the swirling mist and waves, he tips his cap to her and continues on, away. He is playing a tune she has never heard before and is struck by it's sheer beauty.
They return home to find that they have had to lock up the piper's sheepdog, who is howling for him from the stables. She finds that he has died that morning while they were out on the moors.
Lastly, she describes her author friend's death, he dies while sitting on the terrace, where they have sat and discussed their beliefs so often, accompanied by the sound of nightingales singing. She describes finding him looking "more beautiful than any human creature I had ever seen before. It had happened as they said it would. He had not ceased--but something else had."
I had the same feeling after my husband died...his face was clear of all pain, he looked so at rest. Our dog also seemed to see his spirit (?) leaving his body, about half an hour or so later. He'd been sleeping and suddenly leaped up and ran to his side, whining, and licked his hand from where he lay. I have read of many similar occurrences with pets and have now also witnessed it.
This is a very short tale, but very moving. I am thankful it found it's way to me, through a path that was created by my husband's music, which he often said just "came to him," all he had to do was write it down and play it.
March 30, 2016
Sinossi, ambientazione e copertina sono i tre elementi che mi hanno convinta a leggere il romanzo.
Ysobel vive in un castello scozzese nella brughiera, ambientazione che rende davvero suggestiva la storia che viene raccontata. A farle compagnia oltre ai due tutori e ai libri, alcune persone speciali che a volte incontra, coloro che lei chiama le "anime bianche". Ysobel non lo sa, ma sono anime di persone defunte. Nessuno è in grado di vedere queste persone particolari se non lei, con la sua dolcezza e sensibilità. Il libro narra, in prima persona, la presa di coscienza da parte di Ysobel del suo dono. Una figura sarà essenziale per questo scopo: Hector McNairn. Il legame tra i due non è la solita storia d'amore che viene narrata, non esistono etichette per descrivere il loro legame. Non sono amici, non sono amanti, non sono una coppia così come viene intesa comunemente, ciò che li unisce è qualcosa che va oltre tutto ciò, oltre l'intelletto.
Il tema che fa da sfondo al romanzo non è proprio semplice da affrontare. Si parla essenzialmente della morte, o meglio, del rapporto che può esserci tra il mondo dei vivi e l'aldilà. La scrittrice tenta di darsi delle risposte su cosa ci sia dopo e solo l'innocenza degli occhi di Ysobel sembra raggiungere questa possibile verità. Nonostante quindi l'argomento su cui si fonda il romanzo non sia facile, l'autrice ci accompagna con delicatezza durante tutto il romanzo.
Non ci sono grandi colpi di scena, se non il finale che sorprende ed emoziona allo stesso tempo. La sinossi stessa ci svela il segreto di Ysobel per questo può risultare un po' lento e poco coinvolgente. Non considero però questo aspetto del tutto un difetto, fosse stato un libro di 300/400 pagine allora lo potrei considerare tale.
Un sogno, è questa la sensazione che ho avuto leggendo il romanzo. La nebbia che avvolge la brughiera crea un'ambientazione quasi onirica e la brevità del romanzo sicuramente contribuisce a questa sensazione.
Consiglio Le anime bianche a chi, come me, ama i classici, ma anche a chi vorrebbe leggerne di più, questo potrebbe essere il libro giusto per iniziare a farlo!
Recensione completa: http://twinsbookslovers.blogspot.it/2...
Ysobel vive in un castello scozzese nella brughiera, ambientazione che rende davvero suggestiva la storia che viene raccontata. A farle compagnia oltre ai due tutori e ai libri, alcune persone speciali che a volte incontra, coloro che lei chiama le "anime bianche". Ysobel non lo sa, ma sono anime di persone defunte. Nessuno è in grado di vedere queste persone particolari se non lei, con la sua dolcezza e sensibilità. Il libro narra, in prima persona, la presa di coscienza da parte di Ysobel del suo dono. Una figura sarà essenziale per questo scopo: Hector McNairn. Il legame tra i due non è la solita storia d'amore che viene narrata, non esistono etichette per descrivere il loro legame. Non sono amici, non sono amanti, non sono una coppia così come viene intesa comunemente, ciò che li unisce è qualcosa che va oltre tutto ciò, oltre l'intelletto.
Il tema che fa da sfondo al romanzo non è proprio semplice da affrontare. Si parla essenzialmente della morte, o meglio, del rapporto che può esserci tra il mondo dei vivi e l'aldilà. La scrittrice tenta di darsi delle risposte su cosa ci sia dopo e solo l'innocenza degli occhi di Ysobel sembra raggiungere questa possibile verità. Nonostante quindi l'argomento su cui si fonda il romanzo non sia facile, l'autrice ci accompagna con delicatezza durante tutto il romanzo.
Non ci sono grandi colpi di scena, se non il finale che sorprende ed emoziona allo stesso tempo. La sinossi stessa ci svela il segreto di Ysobel per questo può risultare un po' lento e poco coinvolgente. Non considero però questo aspetto del tutto un difetto, fosse stato un libro di 300/400 pagine allora lo potrei considerare tale.
Un sogno, è questa la sensazione che ho avuto leggendo il romanzo. La nebbia che avvolge la brughiera crea un'ambientazione quasi onirica e la brevità del romanzo sicuramente contribuisce a questa sensazione.
Consiglio Le anime bianche a chi, come me, ama i classici, ma anche a chi vorrebbe leggerne di più, questo potrebbe essere il libro giusto per iniziare a farlo!
Recensione completa: http://twinsbookslovers.blogspot.it/2...
March 1, 2017
"Le anime bianche” è un romanzo breve in cui la Hodgson presenta, attraverso gli occhi della propria protagonista, le sue personali considerazioni circa ciò che attende l’uomo dopo la morte. Si tratta di un racconto carico di motivi gotici, di verità e saggezza, in cui emergono non soltanto il talento narrativo dell’autrice ma anche alcuni dettagli che rimandano al personale rapporto con il suo primogenito e con la religione. L’opera è infatti dedicata al figlio Lionel, che morì di tubercolosi nel 1890, all’età di quindici anni. Una perdita dolorosa per la donna, la quale non si abituò mai al pensiero di aver perso la sua creatura in età così prematura.
Con "Le anime bianche" la Burnett ci porta nella brughiera scozzese, un luogo molto affascinante, che di sicuro mi piacerebbe visitare. Un luogo che, solo a pensarci, evoca immagini misteriose: nebbie, ampi spazi, magari battaglie epocali (stile Braveheart, per capirci), e anche fantasmi, presenze oscure e quant'altro. La brughiera gioca un ruolo importante nel romanzo, in quanto non è una semplice ambientazione bensì è casa per la protagonista, è un luogo (forse il luogo) in cui si sente sicura e protetta, a suo agio, a differenza della caotica Londra, piena di gente che la guarda sempre con diffidenza.
La protagonista è Ysobel, una bambina minuta, che vive da sola nel grande castello di famiglia, a Muircarrie, aiutata soltanto da due figure che per tutta la vita si prenderanno cura di lei, anche quando crescerà, considerandola un po' come loro figlia: Jean Braidfute, una lontana cugina, che svolge funzioni di governante della casa, e Angus Macayre, responsabile della biblioteca e anche della formazione della bambina. Questa bambina ha però una particolarità: riesce ad avvertire delle presenze, che lei definisce come "anime bianche", senza capire cosa siano davvero. Vede delle bambine silenziose, con cui spesso si intrattiene a giocare, e altre persone, quasi fossero avvolte da una strana luminescenza, ma non fa mai il passo successivo. Ossia rendersi conto che queste persone sono morti.
Un romanzo breve ma intenso, che si legge tutto d'un fiato, grazie anche allo stile semplice e leggero dell'autrice, ben reso dalla traduzione curata da Annarita Tranfici per Panesi Edizioni.
October 12, 2016
ho letto una breve storia, inviatami dalla persona che l'ha tradotta: Annarita Tranfici.
si tratta di un racconto di poche pagine, che non tratta di avventure fantastiche e mondi sconosciuti, ma che comunque tiene incollati (allo schermo in questo caso) alle pagine scritte.
è una storia molto dolce, scritta bene e fluida, personalmente ci ho impiegato davvero poco per finirla.
mi è piaciuta molto nella sua semplicità.
la protagonista mi è piaciuta tantissimo, per la sua riservatezza, la sua ingenuità e la sua dolcezza, nonostante non si tratti della strafiga di turno (lei stessa si definisce una ragazza brutta e che passa inosservata), ma che, nonostante tutto, è bella se non bellissima dentro.
in quelle poche pagine mi sono affezionata a lei ed alla brughiera, come alle anime bianche che circondano la piccola Ysobel.
per la prima volta sono in difficoltà nello scrivere una recensione.. questo perchè si tratta di una storia dolcemente triste, che mi ha lasciato dentro un profondo senso di vuoto (è una sensazione piacevole e spiacevole allo stesso tempo, ma in modo positivo.. non so se riesco a spiegarmi..)
incuriosita ho cercato l'autrice su internet, si tratta della stessa persona che ha scritto "il piccolo lord" e "il giardino segreto" per chi (come me prima della ricerca) non lo sapesse, e credo che, come le sue opere maggiori, anche questa debba essere valorizzata.
per quanto riguarda la traduzione, posso dire che è stato reso abbastanza attuale e comprensibile un linguaggio che sicuramente non lo era; comprensibile perchè un tempo si usavano parole delle quali magari oggi faremmo fatica a comprenderne il significato.
è un libro che consiglio vivamente a tutti, credenti e non per poter trovare, ognuno a proprio modo, il coraggio di affrontare la Paura.
grazie Annarita per avermi dato la possibilità di leggere questa bellissima storia!
si tratta di un racconto di poche pagine, che non tratta di avventure fantastiche e mondi sconosciuti, ma che comunque tiene incollati (allo schermo in questo caso) alle pagine scritte.
è una storia molto dolce, scritta bene e fluida, personalmente ci ho impiegato davvero poco per finirla.
mi è piaciuta molto nella sua semplicità.
la protagonista mi è piaciuta tantissimo, per la sua riservatezza, la sua ingenuità e la sua dolcezza, nonostante non si tratti della strafiga di turno (lei stessa si definisce una ragazza brutta e che passa inosservata), ma che, nonostante tutto, è bella se non bellissima dentro.
in quelle poche pagine mi sono affezionata a lei ed alla brughiera, come alle anime bianche che circondano la piccola Ysobel.
per la prima volta sono in difficoltà nello scrivere una recensione.. questo perchè si tratta di una storia dolcemente triste, che mi ha lasciato dentro un profondo senso di vuoto (è una sensazione piacevole e spiacevole allo stesso tempo, ma in modo positivo.. non so se riesco a spiegarmi..)
incuriosita ho cercato l'autrice su internet, si tratta della stessa persona che ha scritto "il piccolo lord" e "il giardino segreto" per chi (come me prima della ricerca) non lo sapesse, e credo che, come le sue opere maggiori, anche questa debba essere valorizzata.
per quanto riguarda la traduzione, posso dire che è stato reso abbastanza attuale e comprensibile un linguaggio che sicuramente non lo era; comprensibile perchè un tempo si usavano parole delle quali magari oggi faremmo fatica a comprenderne il significato.
è un libro che consiglio vivamente a tutti, credenti e non per poter trovare, ognuno a proprio modo, il coraggio di affrontare la Paura.
grazie Annarita per avermi dato la possibilità di leggere questa bellissima storia!
March 20, 2016
Le anime bianche è una storia molto particolare, dove a farla padrona è Ysobel ed il suo "dono".
La narrazione parte in solitudine, dove lei, in prima persona, racconta la sua vita solitaria e del suo non-legame verso un mondo fatto di apparenza.
Tra obblighi dettati dalla sua posizione sociale e familiare, Ysobel scopre e conosce Hector MacNairn e la Madre. Due anime fini che la accolgono e la amano in modo incondizionato tanto quanto lei.
Nello svolgersi del racconto, scopriamo la pace che prova Ysobel dopo aver conosciuto quelle due splendide persone e del suo non chiedersi per quale motivo percepisce le famose "anime bianche". Solo alla fine prenderà coscienza di tutto ed in modo molto naturale.
Siamo tutti alla ricerca di una risposta. Com'è la vita dopo la morte? Fa paura? Esiste? Le anime rimangono al nostro fianco o vanno da qualche altra parte?
In questa lettura, c'è forse una risposta ma sopratutto, per crederci, bisogna avere Fede. Senza quella, si continua a brancolare nel buio.
Tutto questo mi è piaciuto? Ni.
Frances Hodgson Burnett scrive bene e le sofferenze che prova Ysobel le ho percepite chiaramente ma non credo sia una lettura per tutti. Perchè? Perchè per quanto sia una cosa inventata, vuole esserci un fondo di verità e per chi non crede, diventa quasi una lettura inutile...
La narrazione parte in solitudine, dove lei, in prima persona, racconta la sua vita solitaria e del suo non-legame verso un mondo fatto di apparenza.
Tra obblighi dettati dalla sua posizione sociale e familiare, Ysobel scopre e conosce Hector MacNairn e la Madre. Due anime fini che la accolgono e la amano in modo incondizionato tanto quanto lei.
Nello svolgersi del racconto, scopriamo la pace che prova Ysobel dopo aver conosciuto quelle due splendide persone e del suo non chiedersi per quale motivo percepisce le famose "anime bianche". Solo alla fine prenderà coscienza di tutto ed in modo molto naturale.
Siamo tutti alla ricerca di una risposta. Com'è la vita dopo la morte? Fa paura? Esiste? Le anime rimangono al nostro fianco o vanno da qualche altra parte?
In questa lettura, c'è forse una risposta ma sopratutto, per crederci, bisogna avere Fede. Senza quella, si continua a brancolare nel buio.
Tutto questo mi è piaciuto? Ni.
Frances Hodgson Burnett scrive bene e le sofferenze che prova Ysobel le ho percepite chiaramente ma non credo sia una lettura per tutti. Perchè? Perchè per quanto sia una cosa inventata, vuole esserci un fondo di verità e per chi non crede, diventa quasi una lettura inutile...
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