Dylan Thomas (Swansea, Galles 1914 - New York 1953) è generalmente considerato l’iniziatore del “Nuovo romanticismo” (New Apocalyptics), il movimento poetico contrapposto al “classicismo” coevo e incline al rifiuto della poesia politicamente impegnata e al ritorno al mito. Le prime opere di Thomas – Eighteen Poems (1934), Twenty-Five Poems (1936), The Map of Love (1939) – catturarono l’attenzione dei critici per l’unicità delle visioni e per lo stile personalissimo, basato su strutture anti-tradizionali e metafore arditissime composte in un linguaggio oscuro, ma sempre carico di una comunicatività prorompente. Nel 1943 lavorò per il cinema e per la BBC, componendo radiodrammi come Under Milk Wood. Dopo la guerra Thomas viaggiò spesso negli Stati Uniti per conferenze e letture di poesia; dotato di una rara capacità di retore, commuoveva le platee al punto che si formò un vero mito intorno alla sua basti pensare a Bob Dylan, nome d’arte in onore del gallese. Nel 1946 pubblicò Deaths and Entrances e nell’anno della morte Collected Poems. Morì alcolizzato il 9 novembre 1953 presso il Saint Vincent Hospital di New York, in seguito a delirium tremens. L’anno seguente Igor Stravinskij gli dedicò un pezzo per voce, archi e fiati (In memoriam Dylan Thomas), in cui il tenore intona la villanella thomasiana Do not go gentle into that good night, elegia scritta per la morte del padre.
Dylan Marlais Thomas (1914-1953) was a Welsh poet who wrote in English. Many regard him as one of the 20th century's most influential poets.
In addition to poetry, Thomas wrote short stories and scripts for film and radio, with the latter frequently performed by Thomas himself. His public readings, particularly in America, won him great acclaim; his booming, at times, ostentatious voice, with a subtle Welsh lilt, became almost as famous as his works. His best-known work includes the "play for voices" Under Milk Wood and the celebrated villanelle for his dying father, "Do not go gentle into that good night." Appreciative critics have also noted the superb craftsmanship and compression of poems such as "In my craft or sullen art" and the rhapsodic lyricism of Fern Hill.
Era grande l’attesa di questa raccolta di Dylan Thomas di cui nel 2024 scadono i diritti.
Un poeta complesso, le cui poesie hanno una forza tra il trascendente e il materiale.
“Ora
Ora Di’ di no, Uomo arido uomo, Arido amato mio Le fondamenta di pietra morta e l’ancora fiorita Dovrebbe lui, il pazzo, colpire, per salvare il centro, saltare nella polvere, Rinunciare alla forza dell’ira.
Ora Di’ di no, Signorile mutismo, Morte al sì, Il sì alla morte, l’uomo del sì e la risposta, Dovrebbe lui che divise i suoi figli con cura Lasciare senza fratello la sorella con la sega.
Ora Di’ di no, Signore muto Sì il morto fermento, E questo – e non questo – è ombra, il corvo terriero, Lui che giace in fondo col disastro nelle orecchie, La corrente del galletto che si alza dal fuoco.
Ora Di’ di no, Così che cada la stella, Così che fallisca la sfera, Così che si dilegui il sole mistico, la sposa della luce, Il sole che guizza sui petali attraverso uno zero, Il pilota del fiore dalla brutta caduta.
Ora Di’ di no, Un fico per Il sigillo di fuoco, La morte dai talloni pelosi e lo spettro intercettato nel bosco, Mi rendiamo mistico come il braccio dell’aria, Colui dalle due vene, prepuzio e nuvola.”
“È la luce a creare gli spazi
È la luce a creare gli spazi Fra le piramidi così ampie, Per mostrarle nitide al buio, La luce che obbliga L’uccello giallo a mostrare il suo colore. Luce, non farlo a me; Fatemi cambiare in blu, O proiettare un’ombra viola a comando. Oggi, se tutti i miei sensi collaborano, Mi approprierò della tua forma, Crescerò dentro la tua pelle delicata, Sentirò i tuoi seni da donna sollevarsi come fiori E vibrare per aprire Il tuo grande sorriso per me. Sfida la mia metamorfosi E infrangerò la tua luce incessante. Prendimi in giro E vedrai il tuo colore spezzarsi Come vetro in mano dotato di duplice forza. Ma se tu infrangi e io soffro, Rimarranno le mie ossa: Oh, fatemele distruggere del tutto, Stracciarne la carne viva, E intrecciarne gli arti attorno alle mie mani. Io non mi spezzo mai ma sento improvvisamente il dolore, Il ritorno della sofferenza. Dovrò irrompere di nuovo nel pensiero, Distruggere la tua luce tagliente E frantumare, in silenzio e in lacrime, La tua roccia sonora.”