`·.,¸,• •,¸,.·´`·.,¸,• •,¸,.·´`·.,¸,• •,¸,.·´`·.,¸,• •,¸,.·´
La condizione della donna nel Medioevo era di totale sottomissione al volere degli uomini: padri, fratelli, mariti, figli, ma anche legislatori e responsabili delle istituzioni, padri della Chiesa, predicatori e teologi. Tutti insomma potevano decidere del futuro e del destino delle donne tranne che le donne stesse, costrette ad adeguarsi a una vita che nel migliore dei casi non corrispondeva alle proprie inclinazioni e desideri, ma che nella maggior parte dei casi significava anni di sacrifici, umiliazioni, soprusi, violenze, stupri.
Queste sono le donne del Medioevo. Donne che non hanno alcuna voce in capitolo nelle proprie scelte, che non possono avere sogni o progetti, escluse dal mondo dell'istruzione e della cultura, che non possono possedere né beni materiali né denaro, che non possono disporre del proprio corpo, che non possono decidere in cosa credere, che non possono nemmeno dimostrare liberamente la loro intelligenza o la loro determinazione.
Molte di loro hanno deciso di ribellarsi a questa condizione, alcune di esse ce l'hanno fatta, della sorte di altre non sappiamo più nulla, molte sono morte o sono state arrestate e giustiziate.
Ma tutte le donne citate in questo libro hanno questo in comune: hanno cercato di fuggire. Ognuna a modo suo, attraverso diverse modalità, secondo le proprie disponibilità e capacità, e secondo le proprie esigenze, ha tentato.
`·.,¸,• •,¸,.·´`·.,¸,• •,¸,.·´`·.,¸,• •,¸,.·´`·.,¸,• •,¸,.·´
Stavolta non si tratta di un romanzo, ma di un saggio. Un ottimo saggio ricco di testimonianze di donne più o meno famose, da Giovanna d'Arco la cui storia conosciamo tutti quanti, ad altre donne di cui si conosce a malapena il nome e le cui vicende sono state estrapolate da antichi documenti o registri e di cui si perdono poi le tracce. Donne di ogni estrazione sociale: dalle nobildonne promesse in spose dai genitori in giovane età per stipulare convenienti alleanze, a quelle costrette a prendere i voti e a recludersi in un convento per tutta la vita, dalle donne benestanti o figlie di mercanti, alle povere ragazze vendute come serve o prostitute.
Tante ragazze, tanti destini, e in tutte lo stesso sentimento di rivalsa nei confronti di un sistema incapace di riconoscere i loro diritti e che non è in grado di tutelare nemmeno la loro dignità di esseri viventi. Ragazze stanche di essere considerate oggetti, di essere considerate deboli e incapaci di giudizio, o bisognose di essere costantemente guidate e corrette.
Queste donne hanno percorso strade pericolose che le hanno condotte spesso alla morte, ma non sono mai state sole, perché quelle sono in fondo le stesse strade che milioni di donne in ogni epoca e in ogni luogo hanno percorso, come un flusso costante di anime attraverso la storia, e che purtroppo sono costrette a continuare a percorrere ancora oggi.