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Alma

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Tre giorni dura il ritorno a Trieste di Alma, che dalla città è fuggita per rifarsi una vita lontano, e ora è tornata per raccogliere l’imprevista eredità di suo padre. Un uomo senza radici che odiava il culto del passato e i suoi lasciti, un padre pieno di fascino ma sfuggente, che andava e veniva al di là del confine, senza che si potesse sapere che lavoro facesse là nell’isola, all’ombra del maresciallo Tito “occhi di vipera”.
A Trieste Alma ritrova una mappa dimenticata della sua vita. Ritrova la bella casa nel viale dei platani, dove ha trascorso l’infanzia grazie ai nonni materni, custodi della tradizione mitteleuropea, dei caffè colti e mondani, distante anni luce dal disordine chiassoso di casa sua, “dove le persone entravano e se ne andavano, e pareva che i vestiti non fossero mai stati tolti dalle valigie”. Ritrova la casa sul Carso, dove si sono trasferiti all’improvviso e dove è arrivato Vili, figlio di due intellettuali di Belgrado amici di suo padre. Vili che da un giorno all’altro è entrato nella sua vita cancellando definitivamente l’Austriaungheria. Adesso è proprio dalle mani di Vili, che è stato “un fratello, un amico, un antagonista”, che Alma deve ricevere l’eredità del padre. Ma Vili è l’ultima persona che vorrebbe rivedere.
I tre giorni culminanti con la Pasqua ortodossa diventano così lo spartiacque tra ciò che è stato e non potrà più tornare – l’infanzia, la libertà, la Jugoslavia del padre, l’aria seducente respirata all’ombra del confine – e quello che sarà.
Federica Manzon scrive un romanzo dove l’identità, la memoria e la Storia – personale, familiare, dei Paesi – si cercano e si sfuggono continuamente, facendo di Trieste un punto di vista da cui guardare i nostri difficili tentativi di capire chi siamo e dov’è la nostra casa.


Lei non saprebbe dire dove sta la sua appartenenza, neanche la sua città lo si è pensata sempre parte di una nazione che non era la sua, immaginava l’Austria, sognava il regno degli slavi, e perfino la nazione garibaldina, ma poi è rimasta estranea a tutto e soprattutto a se stessa.

272 pages, Kindle Edition

Published January 16, 2024

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About the author

Federica Manzon

10 books24 followers
Federica Manzon is an Italian writer. She was the recipient of the Rapallo Carige Prize for Di fama e di sventura in 2011.

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22 (1%)
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Profile Image for Orsodimondo.
2,460 reviews2,434 followers
January 16, 2025
CARSO


Il Maresciallo Josip Broz Tito, presidente della Jugoslavia, insieme a sua moglie, a Sophia Loren e Carlo Ponti, porta a spasso gli ospiti per l’isola maggiore delle Brioni. Qui si svolge parte del romanzo: è un luogo prediletto da Alma che ci veniva portata dal padre quando era bambina. E un giorno le capitò di vedere il maresciallo da vicino.

Ritrovo Federica Manzon letteralmente in stato di grazia: questo suo Alma mi ha rapito, ho immediatamente avuto voglia di sapere tutto e di più sulla triade composta da Alma, il suo misterioso e affascinante papà slavo, e la madre.
Manzon costruisce mistero e attesa e sospensione, sembra senza il minimo sforzo, come se le fosse tutto naturale, come se ci fosse cresciuta insieme.
E pensare che il mio primo incontro con la sua narrativa è stato il detestabile e irritante La nostalgia degli altri: qui sembra un’altra scrittrice. Viva la differenza!

La chiesa serbo-ortodossa di San Spiridione a Trieste. È qui che si battezza Vili.

Da bambina sognava di scoprire chi era suo padre come si scopre il tesoro dell’isola, seguendo una mappa di indizi che lui disseminava sbadatamente, per metà fasulli e per metà fiabeschi…

La figura un po’ mitica di quel padre che sa dare una qualità speciale alla poca quantità di tempo che passa in famiglia, con figlia e moglie, brilla dal principio, sembra che Manzon voglia rivolgere il suo racconto proprio a lui. A me sono immediatamente venute in mente parole così:
Con questa faccia da straniero sono soltanto un uomo vero.. Ho gli occhi chiari come il mare capaci solo di sognare… Metà pirata metà artista…


8 maggio 1980, Belgrado, funerali di Tito: oltre un milione di persone e delegazioni da tutto il mondo. Si dice che dato l’odore putrescente del cadavere già in avanzato stato di decomposizione, la bara contenesse solo sabbia.

Oppure è a Vili che Manzon vuole dare più spazio. Vili, bimbo serbo, portato in casa dal padre di Alma, per salvarlo e proteggerlo dalla follia di una guerra fratricida che si stava annunciando: Vili cresce con Alma, si evitano da piccoli, si amano da giovani. Ma sono entrambi troppo inquieti e selvaggi per poter durare insieme.



Ma invece, ovvio, a portare il peso del protagonista è la lei del titolo, Alma, chi altro? Donna che Manzon deve amare molto e sa fare amare molto a me lettore, donna sfuggente, libera, di poche parole, di sguardo chiaro, donna senza ancore: Alma va a Roma, nella capitale, a lavorare in un giornale nazionale. Ma non diventa meno inquieta e meno selvaggia, continua a fuggire, anche dai letti dove passa le notti, senza spiegazioni, in silenzio.
Nonostante tutti i discorsi del padre, la Storia non conta, conta solo la Geografia, il passato non serve, Alma e il lettore sanno bene invece che il passato ritorna, e bisogna conoscerlo se non vogliamo finirne schiacciati.


Vukovar, dove nell’agosto 1991 iniziò lo scannatoio.

Racconto che si sviluppa nel fascino di una scrittura che è bella e si legge con piacere, nella sospensione di accenni senza dichiarazioni, nella convinzione, o forse solo intuizione, che non tutto serve dire, che un’allusione, anche di sfuggita, costruisce più di un’asserzione, come sapesse rendere penetrabile anche un silenzio e “lasciarsi alle spalle puntini di sospensione senza che sembri una mancanza”, con il tempo passato che si fa presente quando meno me l’aspetto, e il narratore, o narratrice in terza persona, senza preavviso diventa un caldo e avvolgente “noi”, quasi che a raccontare fosse la stessa Alma, o qualcuno a lei molto prossimo.


Franco Basaglia, “il medico della rivoluzione alla città dei matti”.



Bagno Ausonia, Trieste.


Barcola, Trieste.

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Caffè San Marco, Trieste.
Profile Image for Marina Viti.
13 reviews3 followers
January 25, 2024
Non l'ho divorato come sono solita fare con i libri che mi piacciono, ci ho messo un po' di più perché è tanto denso, c'è tanto su cui riflettere, tanti sono i riferimenti da cogliere soprattutto per chi vive sul confine come me.
Il libro si svolge ai giorni nostri in sole 3 giornate ma racconta tutta la vita di Alma, assente da Trieste da decenni. Alma nipote della borghesia austroungarica, figlia di uno spirito libro che lavora al manicomio di San Giovanni durante la rivoluzione di Basaglia, figlia di un uomo che passa quasi tutto il tempo al di là del confine a scrivere i discorsi di Tito. E poi c'è Vili, serbo, portato di nascosto a vivere nella casa in Carso quando ha solo 11 anni. Radici che non ci sono o che, forse, sono troppe. Bello, scritto veramente bene, riferimenti alla città e alla Storia veramente precisi. Si sente tanto l'atmosfera anni 70/80 di Trieste e dell'ex Jugoslavia.
Profile Image for Giochi Linguistici.
42 reviews7 followers
March 9, 2025
Alma è la donna sul confine. E lo è in un duplice senso. In un senso concreto, perché sta materialmente sui confini, quelli di Trieste, sua città natale, che apre a est sulle nazioni dell’ex Jugoslavia, mentre a nord guarda all’Austria e al suo passato nell’impero austro-ungarico. E lo è anche in un senso metaforico. Della donna sul confine Alma ha tutte le caratteristiche. Si destreggia in un mix di lingue, scappa appena può con la sua bici – poi da grande sarà l’auto – come trasportata dal vento e, soprattutto, sente di non appartenere a nessuno e a nessun posto.

Per questo quando, dopo molti anni, ritorna nei luoghi della sua infanzia e adolescenza, lo fa da ospite, venendo scambiata per una turista e pernottando in un albergo impersonale, che aveva visto i suoi momenti di gloria sotto la Jugoslavia di Tito.

Alma, la donna sul confine, ritorna per accogliere un lascito del suo defunto padre, lo slavo sempre in partenza per quell’Est mitizzato e amato, immagine di unione fraterna tra i popoli slavi, che rivelerà tutta la sua forzatura quando il sogno di unità si disintegrerà con un effetto domino. Ma ancor di più il suo ritorno si rivela un’opportunità per accogliere dentro di sé i luoghi, un tempo famigliari, e redimerli dalla sua storia personale, ma ancor di più da quella di tutta l’Umanità.

Si dice che a fare di noi le persone che siamo siano gli incontri […] Tutte le persone che conosce danno una grande importanza alle amicizie e agli amori […] Alma pensa che siano invece i luoghi a decidere tutto, ma non lo dice, non è sicura che sia per tutti così, forse è solo un’altra delle sue stranezze.

Trovate il resto della mia recensione su https://giochilinguistici.it/alma-di-...
Profile Image for Ermocolle.
472 reviews44 followers
March 27, 2025
" Se qualcuno un giorno le avesse detto che lei avrebbe messo il piede dentro quelle stesse impronte, l'avrebbe guardato con orrore."

Alma, la protagonista, che torna suo malgrado nel luogo della memoria e si apre al ricordo e alle proiezioni di se stessa e del suo vissuto.

" Sai, credo che quando una persona taglia così i ponti con il proprio passato, quando non dice una parola su di sé e diventa un figlio del vento senza radici, uno che pare nato ieri, senza una storia, senza un luogo, ecco in questi casi penso che sia una persona incrinata. Una persona che ha subito un torto e non ha imparato a difendersene. Un debole."

L'opinione del nonno materno, parole che Alma non può sentire su suo padre, per lei così mitizzato. E poi c'è il controverso rapporto con Vili.

" È arrivata in anticipo in città, due giorni prima della Pasqua ortodossa, per concedersi il lusso di indugiare, confidando che l'urbanistica delle strade le infonda coraggio. Non ha nessuna voglia di vedere Vili, tanto meno di parlargli. Trovarselo davanti, i suoi occhi scuri che sanno passare in un attimo dalla gioia alla spietatezza, l'accento belgradese che non ha mai perso. Ma ha anche paura che lui finga di avere molto altro da fare, che il loro incontro si riduca a poca cosa, una formalità burocratica."
Profile Image for Grazia.
505 reviews218 followers
July 6, 2024

“La geografia ha sempre la meglio sulla Storia”


Trieste è la protagonista tra le righe di questo racconto, racconto di confine, di guerra, di dittature e di persone che sembrano essere qualcosa ma che in realtà sono qualcos'altro.

Alma, cinquantenne, giornalista apparentemente apolide, libera per scelta operata in primis dal padre, ritorna nei luoghi della sua infanzia su richiesta di Vili, fratello acquisito, esule, compagno, amante, punto di riferimento e grande delusione. L'obiettivo del viaggio la comprensione di quali le motivazioni che hanno spinto l'agire dei due uomini più importanti della sua vita che si sono mossi in questa terra che è un impasto di culture, religioni, correnti.

Perché non è chiaro ad Alma chi sia stato in realtà suo padre: una persona priva di radici e di passato che si è prestato al regime o una spia che ha agito per contrastare il regime?


“Sai, credo che quando una persona taglia così i ponti con il proprio passato,” continua, “quando non dice una parola su di sé e diventa un figlio del vento senza radici, uno che pare nato ieri, senza una storia, senza un luogo, ecco in questi casi penso che sia una persona incrinata.


E chi è Vili? La persona che si butta in un mare in burrasca per evitare che un amico si metta nei guai o la persona che segue le gesta più turpi e violente di una guerra che nessuno ha voluto davvero vedere?


“Tu non sai niente.”
“So cosa significano quelle foto. Quello che fai.” “Non sai niente.” “Dio mio, Vili. Ti ho visto assieme a quelli!” urla. “Li fotografi e basta o gli fai compagnia quando violentano le donne e ammazzano i loro mariti?”


E poi c'è la madre, ribellatasi alla famiglia austroungarica, in cui i libri sono più importanti delle persone, in cui la cultura prevale sulle persone, che vive nella città dei matti durante la rivoluzione operata da Basaglia proprio a Trieste in quegli anni, perché, per l'appunto, per lei le persone vengono prima di tutto. La libertà prima della cultura, dell'ordine e delle imposizioni. Di qualsiasi natura.


“Capiva certe cose meglio di noi, che eravamo occupati a rivoltare le istituzioni e a difenderci nei tribunali. Avevamo studiato Medicina per anni sognando di indossare il camice, poi avevamo capito che il camice non serve a niente, e di colpo dovevamo guardarci dalla tentazione di trasformare questa scoperta in potere. Tua madre invece vedeva solo le persone, sapeva che l’importante era che fossero allegre


E in questo viaggio di tre giorni, finalmente Alma comprende e noi con lei.

(Molto bella l'intervista a Federica Manzon di Silvia Nencini- https://open.spotify.com/episode/5rs7...)
Profile Image for Marica.
413 reviews210 followers
August 28, 2024
Alma va veloce
L’autrice ha scritto une histoire d’amour, con un paesaggio e un periodo storico impegnativo.
La protagonista è una triestina e la sua vita è intrecciata alla città di Trieste, per discendenza e perché la madre ha lavorato nell’ospedale psichiatrico diretto da Basaglia, il padre, yugoslavo, era un intellettuale incaricato di elaborare i discorsi di Tito per la loro successiva divulgazione.
Si sente che l’autrice sa di cosa parla, conosce i luoghi e le atmosfere - le ho riviste mentre leggevo - e naturalmente ricorda bene la tragica guerra avvenuta negli anni 90 in Yugoslavia.
Mi sembra che nel libro ci sia qualche ingenuità / incongruenza, per esempio nel rapporto che Alma ha con vari personaggi maschili: non sembrano godere della sua stima ma non è detto perché spende il suo tempo con loro. Anche, sembra strano riferirsi a Basaglia e Sofri con giri di parole per evitare di nominarli esplicitamente – non si può?
Si apprezza però che il personaggio principale ammetta di avere gli stessi difetti del padre (quale figlio lo ammette mai?) e di avere rapporti utilitaristici, come fare sesso e intanto ottenere le informazioni che interessano. L’onestà intellettuale è merce rara e pregiata.
Apprezzo anche che si voglia ricordare un luogo defilato come Trieste e una guerra così dolorosa e sanguinosa, a pochi chilometri dall’Italia.
E’ una lettura non scontata, interessante.
Profile Image for Alfonso D'agostino.
931 reviews73 followers
March 11, 2024
“Alma” di Federica Manzon è già il mio libro 2024. Leggerò altre cose meravigliose, classici senza tempo e romanzi fulminanti, grandi conferme e voci del tutto nuove, ma “Alma” resterà qui, vicino al cuore e nell’anima che latinamente richiama.

Alma è un romanzo sul passato (personale e di una città tutta), è un romanzo sulla Storia (personale e di un intero continente), è un romanzo che accarezza con dolcezza e dolore il concetto di casa, il senso delle radici in una terra (“mia”, avrebbe aggiunto Saramago), la difficile convivenza sociale e familiare. Sono pagine in cui ho incontrato le mie fragilità, i miei orgogli, il buco nell’anima di quando parti e il senso - meno durevole - di pace quando ritorni. Le passeggiate fatte, gli angoli nascosti, il vociare più recente dei turisti, la sensazione che una comprensione piena di cosa dicano e come respirino quelle strade e quel mare non la potrai raggiungere mai.

Alma che ritorna a Trieste per una eredità paterna che straccia il cuore, Alma che incontra Vili, che fu bambino e poi ragazzo e poi uomo e le cui vicende trascinano direttamente in piena guerra nei Balcani, Alma che intreccia la sua biografia e la sua professione di giornalista, perché certe cose le puoi raccontare se ti hanno lasciato una ferita e se stai lavorando da anni alla sua cicatrizzazione.

Che regalo grande è leggere “Alma”, davvero.
Profile Image for Come Musica.
2,065 reviews630 followers
November 24, 2024
Trieste è la città del ritorno, a un passo dai Balcani, custode della storia di una famiglia che affonda le proprie radici a Belgrado

“Alma ascolta suo nonno mettere ordine alla realtà: le sue parole, la calma della voce sono un ansiolitico in quei tempi e in quella città dove hanno tutti i nervi a fior di pelle.

“Nonno, cosa ci faccio qui?” gli chiede sentendo le lacrime risalire in gola. Non c’è nessuno a tenerle una mano sulla fronte, a portarle un bicchiere d’acqua, a cucinare per lei qualcosa di buono.
“Continua a fare quello che stai facendo. Scrivi quello che capisci, dai una storia alle persone.”
“Papà dice che è dalla Storia che arrivano i guai. Qui sono tutti ossessionati dalla Storia, nonno, dalle ossa del loro principe sconfitto, dalle reliquie... Stanno facendo una guerra per questo.”

A Trieste Alma incontra Vili. Nasce l’amore. Ma le eredità pesanti dei due fanno dividere le loro strade:

“L’eredità è un lascito di per sé vischioso, da cui guardarsi come dalle trappole della memoria e del passato – era stato suo padre a insegnarglielo, un giorno, seduti sugli scogli di questo mare, dall’altra parte del golfo, in quella che ai tempi era la costa jugoslava, così alle porte della città che a loro non serviva il passaporto per andarci, bastava il foglietto ripiegato della propustnica bilingue.”

Un romanzo che merita tutti i premi che ha vinto

“La solitudine e le incomprensioni, tutto l’amore e tutti quei morti, la Storia e la geografia da teppisti e la memoria che risale agli imperi e che vorrebbero seppellire in fondo a una dolina, quei loro teneri anni, e anche tutti quei pensieri sul caos delle loro vite lontane.”

🏆Premi
🔹Libro vincitore del Premio Campiello 2024
🔹Libro vincitore del Premio Alassio Centolibri 2024
🔹Libro vincitore del Premio Stresa di Narrativa
🔹Libro finalista del Premio Lattes Grinzane 2024

🗞️Federica Manzon scrive un romanzo dove l’identità, la memoria e la Storia – personale, familiare, dei Paesi – si cercano e si sfuggono continuamente, facendo di Trieste un punto di vista da cui guardare i nostri difficili tentativi di capire chi siamo e dov’è la nostra casa.

🖌️«Se volete navigare nei labirinti mentali e nelle inquietudini della frontiera orientale d’Italia, un luogo dove "la geografia ha la meglio sulla storia", allora lasciatevi andare alla lettura di Alma di Federica Manzon.» - Paolo Rumiz, la Repubblica

🖌️«Con Alma Federica Manzon conferma nuovamente la forza della sua penna, una scrittura fine capace di vertigini liriche e di una vividezza rara, che restituisce l’intensità dei temi del romanzo.» - Francesca Peligra
Profile Image for JR_❤️_books.
139 reviews6 followers
February 29, 2024
Un romanzo che mi è piaciuto molto, anche se ha lasciato un sapore dolce amaro arrivata all’ultima pagina. È una storia m, a modo suo, a lieto fine, malgrado tutto quello che succede prima di arrivare all’epilogo, eppure è come se il racconto della protagonista, con tutta la sua melanconia anche dopo aver ritrovato l’amore della sua vita, si trascini fino alla fine, dando al tutto un aspetto cupo, quasi a voler mantenere un tono di rispetto nei confronti delle vicende terribili vissute e testimoniate da Alma e Vili.

Una scrittura fluida, a tratti cruda e mai banale, dei personaggi ben caratterizzati e verosimili in tutta la loro imperfetta umanità. Gli orrori della guerra, che ci riguarda da vicino poiché è una guerra del nostro tempo, vengono trattati con la giusta dose di rispetto e crudezza, senza mai scadere nel sensazionale.

Trieste, che se non sbaglio non viene mai chiamata per nome ma solo fatto intuire si tratti di quella città, resta la vera protagonista del romanzo, silenziosa, discreta, quasi in disparte eppure sempre presente.
Profile Image for Elettra.
357 reviews28 followers
October 22, 2024
Mi piace Trieste e non perché, io ligure di mare, la senta più affine alle mie radici genovesi. Anzi… direi proprio di no. Trieste è unica, a cominciare dall’orizzonte, dal vento, dall’aria, non assomiglia a nessuna altra città. C’è in lei qualcosa di ammaliante che ti incanta ma nello stesso tempo c’è qualcosa che ti sfugge o che non comprendi, magari. E la frontiera è così vicina! di là c’è “altro”!. C’è poi in essa un convivere di più realtà, di vissuti diversi, di storie dal passato differenti. Ecco: il libro della Manzon descrive proprio questo: due anime, due storie, due solitudini dolorose, due vissuti diversi che vivono le loro contraddizioni in Alma, la protagonista di questa bella e dolorosa vicenda. In lei convergono la memoria asburgica dei nonni materni e il sogno dell’unità slava, dolorosamente e drammaticamente infranto. Il toccare la recente guerra dei Balcani è stato per la scrittrice un atto di grande coraggio e di particolare importanza perché ci invita a riflettere su quanto accaduto e a sensibilizzarci sui pericoli sempre in agguato. Alma, che sembra non aver radici o che le rifiuta, è invece legata a doppio filo e doppio nodo alla sua terra e solo lì potrà scoprire la vera sé stessa.
Profile Image for Elalma.
901 reviews103 followers
January 26, 2025
Molti temi in questo libro e lo sradicamento che la mancanza di memoria può dare, soprattutto in una terra di confine come Trieste, è forse il più importante. Lo sgretolamento della ex-Jugoslavia, la guerra, il silenzio, le radici perdute e cercate. Molto belli i personaggi, che rappresentano le culture che la stessa città possiede, Alma stessa sembra esserne davvero l' "anima". Tema bellissimo, dunque, ma scrittura farraginosa, troppo simile a tanti romanzi letti in questi anni, manca un'impronta più decisa, cosa che questo romanzo per me meriterebbe.
Profile Image for Betta.
23 reviews9 followers
July 12, 2024
Il ritorno a Trieste dopo la morte del padre rappresenta per Alma, giornalista cinquantenne, una sorta di viaggio a ritroso nella memoria, alla ricerca delle proprie incerte radici. È figlia di una triestina, collaboratrice di Basaglia alla "città dei matti" e di uno slavo, che svolge imprecisati incarichi "di là", oltre confine, dove sparisce per lunghi periodi, al servizio del maresciallo Tito, che diviene, per Alma, una figura mitica della sua infanzia. Divisa fra l'amore per il padre, che le ha insegnato a fidarsi della geografia più che della storia e le ha trasmesso il valore della libertà, e quello per i nonni materni, simboli dell'equilibrio borghese e dell'ordine asburgico, che la indirizzano alla stabilità e alla chiarezza, Alma è una sradicata, non solo estranea alla sua città, in cui torna come un'ospite alloggiando in una stanza d'albergo, ma fuori posto ovunque, anche a Roma, dove abita in una dimensione di non appartenenza e solitudine intellettuale. Alma infatti è diversa, perché porta in sé le profonde cicatrici di una guerra orribile e sanguinosa, che si è combattuta alle porte della sua città quando lei era poco più che ventenne, e che non ha vissuto come altri dal divano di casa, ma direttamente sulla propria pelle, mettendosi in gioco in prima persona e andando incontro a una lacerazione di sè, delle proprie certezze e dei propri affetti, una guerra che ha segnato il destino suo e di Vili, l'amico/amante di tutta la vita, separandoli in modo apparentemente irreparabile.
Ma questo lungo viaggio alla ricerca di sé si conclude in modo inaspettato e tale da ribaltare la storia e ricomporre le fratture: la memoria è una scatola misteriosa e questo finale, in parte a sorpresa e consolatorio, è proprio la parte che mi è piaciuta di meno, insieme allo stile narrativo, che ho trovato a volte troppo intimista e lirico e sbilanciato nel focalizzarsi su Alma a discapito degli altri personaggi.
Profile Image for Lucia Barbo.
1 review
March 25, 2024
Racconto avvincente per me che vivo a Trieste, non so quanto lo possa essere per chi non conosce questa città, tanti sono i riferimenti puntuali geografici.
Non mi tornano diverse cose però della narrazione, poco credibili.
Ho letteralmente detestato l’ultimissima parte, quella parola “sexy” che non c’entra niente con tutto il resto.
Profile Image for Mirela Petre.
73 reviews22 followers
July 21, 2025
Ce bijuterie de roman
Inițial a mers mai greu - credeam că de la italiana mea prea puțin exersată în ultima vreme, și sigur a contribuit și asta - că e densă și se țese treptat până cand realizezi că ești parte din lumea asta impresionantă. Superb stilul.
E și o lecție de Istorie, cu o perspectivă nouă pentru mine asupra războiului din Iugoslavia, în special partea croată, viețile pe granițe cu vecinii italieni din Trieste și generațiile dinainte desprinse din alte imperii (austro-ungar aici).
Viața la graniță nu are cum să fugă de istorie, oricât ar încerca.
Apoi e și o poveste de iubire care era să fie, ratată din nesincronizare, ca-n viață.
Și un portret brici al unei femei care se face și se desface la graniță cu Istoria mare și istoriile mici din care face parte, prin ea și prin cei dinaintea ei.
Profile Image for Roberta.
209 reviews14 followers
February 9, 2025
Questo libro è stato per me accompagnato da lunghe letture parallele per ricordare, conoscere e comprendere il conflitto dei Balcani. Ai quei tempi ero alle elementari, ma mi è comunque dispiaciuto tantissimo di saperne così poco. Per il resto il libro si legge più perché la scrittura è decisamente superiore alla media che per la trama in sé. A dire il vero direi quasi che di trama non ce n’è. La qualità della prosa comunque rende la lettura tutto sommato piacevole.
Profile Image for Dejavu.
73 reviews2 followers
December 15, 2024
Premio Campiello 2024, accuso l’autrice di aver raccontato a tutti la sensazione di smarrimento identitario tipica di chi nasce e cresce tra i Topolini e i sentieri di Val Rosandra, di chi ha compagni di classe con proiettili conficcati nei muri delle case dei nonni, di chi mangia la Sacher con genitori un po’ ruvidi e slavi. l’accuso perché a leggere confusamente di ciò che succedeva “di là” ho avvertito l’eco inaccessibile dei discorsi tra i grandi della mia infanzia e mi è tornato lo stesso broncio di quando non riuscivo a capire.
Non mi piace niente di questa recensione, son coinvolta e il mio giudizio viziato: superate le prime 60/80 pagine si può ammettere che il testo sia ben scritto e strutturato; penso che per apprezzare lo stile dell’autrice invece, sia necessario stimare chi studia a lungo i suoi testi per renderli sempre più pieni e contestualmente più scarni, dettagli che inducono idee, idee volutamente inafferrabili nella loro totalità.

Inizialmente noioso, perché si mescolavano i suoi ricordi con i miei, non ci vedevo nulla di straordinario, e poi si fa libro di misteri: un racconto d’amore incompiuto, un rapporto padre e figlia incompreso, una madre apparentemente marginale che lavora nella città dei matti, infine da sfondo una guerra indecifrabile. Un’insieme di storie e di Storia. Narratrice è la giornalista Alma, tornata nella sua città natale per una questione di eredità, rivanga nella geografia del suo passato attraverso descrizioni di uno spatriato (alla Desiati) e dialoghi grezzi, maschi e magniloquenti soppesati da suoi silenzi. Ho apprezzato molto la scelta della protagonista di non spiegarsi perché è nella sua arrendevolezza che si manifesta la reale comprensione, intesa come capacità di giustificare, perché i personaggi, tutti, sono sia algidi che infervorati, come lo è la convivenza forzata tra tante identità. C’è la guerra tra vicini, i matti di San Giovanni, c’è Tito, i borghesi di San Vito e un giovane fotografo serbo, un valzer di idee che si sedimentano e rendono contrastanti le ragioni. Dove sta la ragione? Un inno all’aporia del passato.
Profile Image for Chiara Merolla.
39 reviews15 followers
October 12, 2024
I genitori di Alma credono che la mancanza di radici, la noncuranza per il passato, possa rendere la figlia libera di essere chi vuole, senza condizionamenti che la trascinino nelle correnti emozionali della Storia, come invece accade ai personaggi maschili del racconto. Lucio cerca la ragione delle proprie sofferenze presenti nei torti subiti dal proprio popolo nel passato, ed allora le violenze che subisce dal padre si legano inconsciamente all’esproprio subito dai suoi nonni esuli istriani. Vili è un profugo che vive in un luogo alieno, ma riconosce la sua appartenenza ad un popolo, ad una città e ad una famiglia, sebbene perdute, e si crogiola nel dolore per lo sradicamento subito, assumendo atteggiamenti distruttivi verso Alma, che teme possa dargli un appiglio a Trieste. Il tentativo dei genitori di rendere Alma libera dal passato, la rende solo inconsistente ed emotivamente indisponibile a qualsiasi rapporto, in quanto incapace di capire il prossimo dato che non ha mai capito sé stessa. Alla fine, il padre cerca di rimediare al male fatto alla figlia, che non ha mai realmente vissuto la propria vita, fornendo l’occasione ad Alma e Vili di riappacificarsi per trovare finalmente, non un posto, ma una persona a cui appartenere e da cui sentirsi compresi.
Profile Image for Titti Scimè.
135 reviews9 followers
May 6, 2024
Bellissimo, il miglior libro letto nel 2024. Algido come la città di cui parla. "Alma" tratta di troppe tematiche da poter condensare in una recensione, è un libro estremamente denso e significativo, ben scritto, uno di quello che è necessario leggere con attenzione per non perdere il filo. Meriterebbe molti più lettori, ed è un gran peccato che sia passato in sordina e non sia neppure stato proposto nel "corposissimo" elenco dei proposti al premio strega (sul quale sarebbe meglio stendere un velo pietoso....).
Profile Image for Martina Degl'Innocenti.
51 reviews3 followers
April 4, 2025
Questo libro mi ha devastata. Profondamente commossa, emozionata, tenuta incollata.

Il romanzo racconta, attraverso lunghi flashback della protagonista, i due decenni che vanno dalla crisi alla caduta del regime di Tito, alla disgregazione della Jugoslavia, alla guerra nei Balcani; visto dal punto di vista di Trieste, città di confine, tanto erede dell'impero austroungarico quanto attraversata dai venti slavi.

L'autrice riesce a rendere benissimo la scissione interiore tra identità e libertà, la mescolanza, la scomodità di un confine che è normale attraversare perché è a un passo da casa propria, il tentativo di non farsi sovrastare dall'eredità storica e dalla memoria che però alla fine ti vengono a cercare, la complessità di comprendere gli eventi mentre accadono, la difficoltà di capire se c'è una parte giusta con la quale schierarsi.

Io ho viaggiato qualche giorno nei Balcani, ne sono rimasta affascinata e ne ho un po' approfondito la storia recente: forse questo è necessario per poter apprezzare appieno questo libro, che non intende spiegare per esteso gli eventi storici e alcune questioni particolari. In ogni caso la scrittura è molto piacevole e credo che possa risultare a chiunque un'ottima riflessione sulla guerra e sull'appartenenza.

Ho trovato interessante anche il punto di vista: la narratrice non si identifica con la protagonista, ma quando parla della vita a Trieste passa dalla terza persona alla prima prima persona plurale.
Profile Image for Davide Giordanengo.
24 reviews2 followers
February 27, 2025
peggior libro della cinquina del campiello, che infatti ha vinto. classica storia di sentimenti contrastati all'ombra della Storia (quella con la S maiuscola, ovviamente) a lieto fine, senza stile e con una continua sfilza di citazioni di nomi cose persone città (al limite del name-dropping da manuale, vedasi il "dottore dei matti"). totalmente dimenticabile e di sicuro non meritevole del premio. peccato.
Profile Image for Silvio Pierbattista.
15 reviews
January 27, 2025
Bellissimo, in questo libro non c'è nulla di banale.
La complessità della vita viene resa in maniera realista, così come viene resa la complessità di una storia d'amore tra due persone che hanno un vissuto molto diverso, con differenze amplificate dalle tensioni e successive guerre dell'ex jugoslavia. Il conflitto non fa semplicemente da contorno, ma, come avviene nella vita reale, impatta fortemente sulle persone e sulle relazioni personali.
Profile Image for Gloria.
15 reviews
June 30, 2024
Un capolavoro. Uno di quei libri che quando li finisci ti mancano.
Profile Image for Lorenza Alessandri.
558 reviews19 followers
February 9, 2025
Il libro è bello, appassionante, pieno di personaggi indimenticabili.
Ma tutto questo non detto, tutto il sottinteso, tutto il lavoro lasciato da fare a chi legge, ecco, che noia.
14 reviews
May 30, 2025
L'ho portato a termine solo perché non lascio mai un libro a metà. Come già detto da altri, è un libro faticoso da leggere perché pieno di riferimenti a luoghi ed eventi storici senza fornire altri dettagli. So che la città della protagonista è Trieste solo perché c'è scritto in copertina, perché il nome della città non viene mai citato nel libro.
E poi questa formula molto di moda al giorno d'oggi di fare una storia non lineare piena di flashback, che lo fa diventare ancora più pesante. Insomma, per me è un no, ci sono tanti altri libri molto interessanti che meritano di più il vostro tempo.
Profile Image for Daniela.
160 reviews24 followers
February 22, 2025
Difficile da giudicare. Il tema è forte e importante. È sicuramente spunto per riflessioni e ricerche storiche, ma questo non è un romanzo. È piuttosto un saggio, con il racconto di Alma e Vili.
Profile Image for Stefania.
548 reviews10 followers
December 30, 2025
Amo moltissimo Trieste perciò questo libro mi ha attratta subito. La vicenda è davvero interessante per dinamiche e contesto storico ma la scrittura confusionaria dell'autrice non mi ha convinta, forse non è nelle mie corde o forse il motivo è che prediligo i romanzieri che tratteggiano più meticolosamente i loro personaggi, non solo descrivendoli nei loro gesti, ma compiendo soprattutto un viaggio interiore dentro di loro. Anche la gestione del racconto delle tensioni in Jugoslavia e delle complicate relazioni tra i popoli che vivono nei Balcani non mi è piaciuta molto, forse l'intento dell'autrice non era scrivere un romanzo storico ben affrescato e posso capirlo, tuttavia ne sono rimasta molto delusa. Ma una cosa positiva c'è: la curiosità che mi è rimasta di approfondire le ragioni di quel conflitto sanguinario e fratricida, se ci sono letture interessanti in merito i vostri consigli sono ben accetti. Grazie!
151 reviews
February 3, 2025
⭐️⭐️⭐️⭐️
Un libro ben scritto che mescola le vicende personali di Alma e del suo mondo con la Storia del confine orientale e la vita di tutti I giorni. Sullo sfondo della meravigliosa città di Trieste, ricca di nostalgia e di storie, l'autrice ci propone interessanti riflessioni sulla memoria, sull'identità e sulle radici.
57 reviews
February 23, 2025
Appunti iniziali:

Inizio un po' lento. Non amo.quando.si parla.di.luoghi precisi solo evocando troppo a lungo.
Perché non citare Trieste? Perché non citare Basaglia. Va bene lo sguardo infantile che non nomina il conosciuto in modo eccezionale (un medico è un medico, Franco è solo Franco, non Basaglia) però alla lunga diventa faticoso non capire il quadro e avere l'impressione di essersi persi di cosa stiamo parlando.

Appunti finali:

Il libro è scritto bene, mi è sempre interessata la (ex)jugoslavia e collega in modo interessante la guerra dei balcani alla guerra in Ucraina (anche se il parallelo è solo sulla guerra in sé, non mi pare approfondisca punti di contatto particolari).

Bello (attenzione spoiler!) il twist finale sul ruolo di Vili, che ribalta quello che avevi capito del racconto fino a quel momento, anche se rende un po' tristi sull'incomunicabilità: finita la guerra Vili non poteva cercare Alma per spiegarle? O forse l'autrice vuole proprio dire che certo amori si perdono per certe incomunicabilità che non sempre si risolvono facilmente come in un romanzo a lieto fine? In questo libro questa incomunicabilità sembra risolversi e il lieto fine arrivare, ma resta l'amaro di 30 anni persi. 

Mi è piaciuto il tema del conoscere o non conoscere l'altro, del poter non conoscere qualcuno che vive affianco a noi.

Interessante anche il tema delle radici: i nonni che le osannano, i genitori che, gravati da quel peso, cercano di crescere la figlia senza quel peso e lei che in realtà soffre questo sentirsi sradicata. Alla fine la scatola di ricordi sembra dar ragione al nonno e all'importanza delle radici, anche se resta il monito dei genitori sul fatto che le radici non diventino zavorre né armi contro gli altri.

Interessante la frase di Alma sul fatto che lei sappia cosa significa perdere qualcuno ma non perdere un Paese, a contrario del padre.

Non mi è piaciuta la scrittura eccessivamente allusiva: trovo esagerato che il nome di Trieste, se non sbaglio, non sia mai citato. é chiaramente una scelta stilistica, non può essere un caso; scelta coerente con la vaghezza del testo (si parla per pagine e pagine del maresciallo che solo dopo un po' è nominato come Tito; idem per l'assedio di Vukovar, per l'isola iniziale, ecc...). Immagino sia una scelta per rendere il pdv della protagonista, che non ha bisogno di mettere i nomi alle cose nei propri ricordi. Però l'ho trovato difficoltoso per il lettore, che arriva tardi a capire di cosa si sta parlando.
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