Il titanico obiettivo che si è posto il protagonista nella sua personale rivoluzione che dura sette giorni, è nientemeno che quello di “ricreare l’uomo”. Una settimana di congedo dalla vita per provare a essere persona umana intera, dotata di valore in quanto tale e non per la funzione che svolge e ciò che produce. Così Konrad Johnson, operaio n. 403 nella grande fabbrica, kafkianamente assurta a simbolo del destino umano, combatte la sua guerra personale contro le vuote parole d’ordine della società, contro l’ipocrisia e l’anestetizzante routine che porta a sopportare ciò che non si dovrebbe sopportare.