Quando ho visto questa copertina in libreria, sono rimasta decisamente sorpresa. Sono una (grandissima) fan dal lontano 2007, quando Taylor in Italia era completamente sconosciuta, e vedere un libro del genere sugli scaffali è per me ancora un'emozione.
Ero anche un po' scettica. Autore italiano, analisi delle opere... sarà completo, sarà accurato? Per una accanita come me, era importante.
Le risposte a queste domande sono complesse. Si vede che dietro quest'opera c'è stato lavoro, ricerca e passione. Inoltre è super aggiornata, arriva praticamente all'inverno 2023, dopo un anno incredibile per Taylor. Vengono analizzate tutte le canzoni di tutti gli album di Taylor (standard version, però. Scelta comprensibile) e di pari passo, si parla di vita privata e scelte di business.
Si dà molta enfasi anche alla parte strumentali e alla produzione, cosa che non sempre viene approfondita. Questo mi è piaciuto molto.
Ci sono anche cose, però, che non mi sono piaciute tanto.
Apro una breve parentesi per dire che non sono d'accordo con l'opinione dell'autore in diversi punti (ma direi che è normale!), per esempio avrei elogiato di più Hey Stephen e Stay Beautiful e avrei dedicato più spazio a You're not sorry e soprattutto la perla che è All Too Well.
In realtà non è questo che non mi è piaciuto.
Esistono delle imprecisioni, soprattutto per quanto riguarda il background delle canzoni. Qualcuno potrebbe obiettare: "Ma a chi importa?" Non solo a me, ma anche all'autore a quanto pare. E giustamente. Nella vita di una cantautrice, in particolar modo di Taylor che ha sempre scritto con l'anima, è abbastanza importante per capire anche la spinta della scrittura.
Le imprecisioni di cui parlo sono le seguenti:
- I wish you would non è una canzone di fantasia. Parla del periodo in cui H.S. era a New York dopo la loro rottura, ci sono diversi indicazioni e anche la presentazione di questa canzone alle 1989 secret sessions.
-Non lo è neanche I think he knows, che parla dell'inizio della relazione con J.A. e dell'entusiasmo ritrovato.
-Dress riguarda J.A. e a differenza di quanto afferma l'autore, gli indizi sono nel testo: "your buzz cut, my hair bleached".
-Death by a thousand cuts e Tolerate It sono stati ispirati rispettivamente da un film, "Someone Great" di Kaytin Robinson, e un romanzo, "Rebecca" di Daphne du Maurier.
-Would've, Could've, Should've non riguarda l'argomento citato dall'autore (ho editato per delicatezza verso Taylor). Le lyrics di All Too Well parlano da sole.
-Mirrorball riguarda più esplicitamente il suo rapporto con la fama, il successo, il voler essere anche in un certo qual modo una people pleaser.
-Seven è una dolce storia di amicizia tra bambine, qui l'amore assume tutto un altro aspetto, quello fra amiche d'infanzia.
-Cowboy like me. In realtà più che imprecisione, ci tenevo a specificare che in realtà qui la canzone può avere anche un'accezione positiva con un happy ending. Che però non viene menzionato.
-Infine, a me non risulta che Taylor e Lorde abbiano mai collaborato (oppure ho frainteso il testo).
Detto ciò, mi sono divertita molto a leggere questo libro, che è davvero ben fatto. Avrei solo voluto maggiore precisione riguardo il contesto di alcune canzoni, o almeno avrei riportato le possibili varie interpretazioni.