Den ene minns en teaterpjäs han sett som barn, kanske inte själva pjäsen, men miljön och kulisserna. Ett slags urbild som vandraren igenkänner i grannstäder, i en lada eller en kyrkogård. Den andre minns sin släkting i skyttegraven, som där umgicks med djuren.
Dialog är en rörelse mellan röster och minnen.
Jesper Festin har översatt till svenska.
Peter Handke, född 1942 i Griffen (Kärnten) och bor idag i Chaville utanför Paris. Hans rika författarskap omfattar romaner, berättande prosa, teater, dikter och essäer. Han tilldelades Nobelpriset i litteratur 2019.
Peter Handke (* 6. Dezember 1942 in Griffen, Kärnten) ist ein österreichischer Schriftsteller und Übersetzer.
Peter Handke is an Avant-garde Austrian novelist and playwright. His body of work has been awarded numerous literary prizes, including the Nobel Prize in Literature in 2019. He has also collaborated with German director Wim Wenders, writing the script for The Wrong Move and co-writing the screenplay for Wings of Desire.
„Komme eine Zeit, da das Wünschen wieder helfen wird? Ja, komme sie!“
Ein ziemlich perfekter Text von 2022. Knapp 60 Seiten. Am Ende angekommen, möchte man schon wieder von vorne beginnen, nur diesmal im dritten Gang statt im vierten oder barfuß statt in Wanderschuhen.
Für mich eine wunderbare Abwechslung, nach all den Geschichtenerzählern, sind Handke-Texte wie ein Aufenthalt in der literarischen Waschanlage, eine Art sprachliche Katharsis. Angenehm, einfach nur wohltuend.
Non è del vuoto che si parla. O invece sì. Solo che nel frattempo si è popolato. Vale a dire: si è animato. Certo, la popolazione si fa ancora aspettare. Ma come sarà, tra poco, adesso, l’ingresso, l’entrata in scena?”
Inizia così questo dialogo breve tra due vecchi amici, ciascuno dei quali ha le proprie ossessioni, chi per il teatro chi per il passato.
E in un clima confidenziale raccontano, giocano con le parole, esternano le proprie ansie
“Presagire? L’avo presago?
Niente false rime e giochi di parole! Già, presagi, né più né meno. Tracce che arrivano in volo! Lasciare che ci arrivino in volo.”
Il rapporto amicale si evince dagli scambi dei due e quando uno chiede all’altro di raccontare, questo risponde così
“Per molto, moltissimo tempo non c’è stato nulla da raccontare. Per tutta la città solo grida e strilli. O d’altra parte, se possibile ancora più assordante, un chiacchiericcio e bisbiglio che non voleva finire. Le strade e le piazze, senza giorno di festa e senza che ci fosse niente da festeggiare, piene di giovani e di giovani attori. E tutti costoro, come si dice in Omero della gioventù, rappresentavano «quelli nel tempo», hoi en hōra, e nessuno tra tutti i gruppi, nessuno tra tutti quelli lì raggruppati, che avesse occhi per gli altri.”
E alla fine che succederà?
“Verrà il tempo in cui il desiderio sarà nuovamente d’aiuto?
Sì, verrà.
Sicché noi due non ci daremo pace!
Noi non abbiamo alcun diritto alla pace. Per noi altri darsi pace non è un diritto.
Vabbè, di tanto in tanto – sporadicamente! – forse sì. La nostra pensione, la nostra capanna nel campo, il nostro teatrino, klísia: nelle Sporadi, nel Mar Greco orientale, in greco antico, nel greco antico e ancora giovane, nel greco eternamente giovane.”
Das leben als spiel und das spiel als leben, darum dreht sich dieser - durchaus dramatische - dialog. Der großvater des einen erscheint als paradigmatische bühnenfigur, der andere überträgt ein sehnsuchtsbild seiner kindheit, ein kulissenhaus, auf die wirkliche welt, in der er es immer wiederfindet, stets darauf bedacht, es belebt vorzufinden, gemäß seiner fantasie. Faszinierend ist handkes sprachbeherrschung, aber es mangelt dem zwiegespräch an gezwungenheit, an innerem drang. Das schweifende, zerfließende funktioniert hier nicht.
Ci sono libri che sono l'equivalente di una folata di vento che ti carezza i capelli. Di un tramonto visto all'aperto in compagnia di un amico caro. La più pura e profonda condivisione di sé stessi tramite conversazioni all'apparenza confuse e sconclusionate, che invece seguono un filo ben saldo, quello della condivisione pura e necessaria. Quella condivisione che dà forma ai nostri pensieri attraverso l'altro.
"Basta guardare nel vuoto ora."
E si inizia con il vuoto. Ci si conosce grazie ad esso, grazie al silenzio che lascia spazio.
Mentre leggevo mi pareva di non capire e invece a un certo punto ero nel dialogo, e la fine del libro non è stata la fine della chiacchierata. Un testo dalla potenza così delicata che quasi sfugge, tocca la sensibilità con parole forti, sempre sussurrate. Un libro particolare.
(més aviat posaria unes 2'5 estrelletes) En un moment del "Diàleg" un dels personatges diu «Una sorpresa rere l’altra, i cadascuna més sorprenent que l’anterior», així podria definir aquest petit llibre. Ho reconec, m’ha costat... Segon Handke que llegeixo, i sempre de la seva obra final. Crec que el següent cop hauria de llegir alguna de les seves novel·les primerenques per familiaritzar-me en el seu llenguatge! Ara bé, em sembla que per molt estrambòtic que sigui el text, sempre té moments veritablement poètics, en què alça una gran bellesa.