Mille grazie alla Fanucci Editore per avermi fornito una copia di questo libro!
2.75
Purtroppo questo libro non mi è piaciuto come speravo: la trama era davvero interessante (niente di davvero innovativo, ma comunque con delle belle premesse), ma lo stile dell'autrice ha un po' abbassato l'hype
Come detto prima, seppur non troppo nuova o particolare, avevo molte aspettative per la storia di base, soprattutto per il worldbuilding: in un mondo dai richiami veneziani in piena guerra, le persone si dividono principalmente in soldati costretti ad andare al fronte o a ricoprire cariche dello stato o in discepoli, persone che sono state scelte da uno dei 5 dei principali per aiutare il popolo con i poteri da loro donatigli. Gli dei inizialmente erano però 6, ma dopo uno dei suoi attacchi, Chaos è stato sconfitto e lasciato nel dimenticatoio, e i suoi discepoli esiliati - o almeno così credono ad Ombrazia
Again, le aspettative erano alte, poteva davvero essere una svolta, anche considerato il background dei protagonisti: Roz è la figlia di un disertore, ha passato la sua infanzia ad odiare la guerra e i soldati che hanno costretto suo padre ad andare al fronte, per poi odiarli ancora di più dopo che suo padre ha cercato di scappare dall'esercito ed è stato ucciso e, ciliegina sulla torta, ha poi scoperto di essere una discepola di uno di quei dei che non hanno mai risposto alle sue preghiere. Damian invece è il figlio dello spietato generale dell'esercito e unico nella sua famiglia a non essere diventato un discepolo, per questo è finito a combattere al fronte, lontano da tutto e da tutti e come unici compagni solo la morte e i ricordi della vita di prima che gli sembra tanto lontana. Mentre lei diventa apatica e aumenta lo spessore della sua corazza, l'anima di lui si svuota e si perde nonostante resti fedele alle regole dell'esercito che sono l'unica cosa che lo ha accompagnato per tutta la vita
A tutto questo va aggiunto il fatto che Roz e Damian inizialmente erano una coppia, ma dopo la partenza di lui e la morte del padre di lei, ovviamente i rapporti si sono troncati e le loro strade divise, finché non si sono trovati costretti a dover lavorare insieme per scoprire chi c'è dietro alle morti misteriose che stanno avvenendo ad Ombrazia
Un friends to lovers to enemies to reluctant allies to lovers again?? Io purtroppo ADORO queste vicende
Peccato che, come detto prima, lo stile di scrittura non ha reso giustizia all'incredibile potenziale che questa storia poteva avere
Partiamo col fatto che in generale il tutto mi è sembrato molto veloce: è vero che il libro è sulle 320 pagine, ma gli avvenimenti si susseguivano in una maniera così veloce, a volte avvenendo nella stessa giornata se non due gironi di fila, che diventava un po' difficile far sedentare tutto quello che accadeva nella mente del lettore. Sembrava che il tutto si fosse risolto in qualcosa come 3 giorni, il pacing era davvero troppo frettoloso per permettere di godersi davvero quello che stava accadendo, nonostante certe scene fossero anche descritte molto bene (altre purtroppo no, e mancava qualche descrizione degli ambienti in più che avrebbe sicuro fatto capire meglio che ci si trovava in una città che doveva ricordare Venezia).
Il mio più grande problema però è stato il poco realismo di quando si passava da un pov all'altro: sia Roz che Damian, infatti, hanno i loro pov e generalmente si alternano i capitoli. Sarebbe stata una maniera ottima di mostrare al meglio i loro caratteri diversi e soprattutto le loro realtà opposte, e vedere magari anche come potevano funzionare insieme. Purtroppo però così non è stato, principalmente perché questa differenza quasi non si è sentita, o almeno non in maniera evidente: i pov erano infatti troppo "continui". Quello che pensava Roz nel suo capitolo veniva poi pensato e/o rivisitato da Damian nel capitolo successivo. L'autrice ha portato vanti la trama in maniera lineare per arrivare dove voleva arrivare, ma così facendo ha sacrificato un altro aspetto per me comunque importante in una storia: non era realistico. È improbabile che il pensiero che ho avuto io venga poi ripreso e continuato, seguendo quasi la stessa lunghezza d'onda, da un'altra persona che chiaramente non è nella mia testa - e soprattutto considerando quanto apparentemente opposti i protagonisti erano, questo sviluppo sbagliato della narrazione ha distrutto quello che poteva dare un delineamento maggiore e migliore dei loro caratteri, e farli apprezzare di più al pubblico. Seppur interessanti e giustificabili nel modo di fare che avevano sviluppato a causa delle loro esperienze, Roz e Damian erano in alcuni punti un po' piatti, prevedibili ma allo stesso tempo impossibili da decifrare davvero. Mancava qualcosa che li facesse diventare a 360 gradi e non quasi stereotipati e fissi nei loro ideali "di base"
Seppur sia abbastanza interessata a sapere come finirà la storia (si tratta di una dilogia), ammetto che sono comunque rimasta, purtroppo, un po' delusa da questo libro, e da un metodo di scrittura che invece di appassionarmi ad una storia promettente, mi ha un po' distrutto l'esperienza.
Non è un libro da buttare, ma lo stile di scrittura non gli rende proprio giustizia. Spero che nel prossimo migliori.