Fiscalista tutto d'un pezzo di giorno e lettrice di gialli di notte, Violante ama il mistero, ma di solito se ne tiene ben alla larga. Eppure, durante una festa organizzata da un'amica nel suo appartamento in Brera, è proprio il mistero a trovare lei. Dopo l'incontro con Amedeo, irresistibile collega con cui c'è un'intesa istantanea su un terrazzo illuminato dalle luci di Milano, la serata prende una piega del tutto inaspettata: lo splendido quadro che avevano notato nel lussuoso appartamento di fronte – linee spezzate, colori accesi, forse un'opera futurista di Umberto Boccioni – svanisce nel nulla. Che qualcuno si sia introdotto furtivamente nell'appartamento e l'abbia trafugato proprio mentre erano persi nei loro discorsi? Violante non esita un secondo e decide di andare a controllare. Insieme ad Amedeo si intrufola nell'appartamento in cerca di indizi. Detective improvvisati per nulla abituati all'avventura, i due si lanciano in un'indagine che li condurrà a caccia di vecchie agende e quadri dimenticati. In una Milano di luci e ombre, arte e segreti, quello che è iniziato come un gioco potrebbe però nascondere insidie che Violante e Amedeo neanche immaginano... Saranno pronti a rischiare tutto, compreso il loro cuore? Un quadro scomparso, una coppia di detective dalla chimica irresistibile. Dalla penna di Anna Premoli, una commedia romantica piena di arte e mistero.
Nata nel 1980 in Croazia, nel 1987 si è trasferita a Milano, dove si è laureata in Economia dei mercati finanziari, presso la Bocconi. Ha lavorato alla J.P.Morgan e, dal 2004, al Private Banking di una banca privata, dove si occupa di consulenza finanziaria e ottimizzazione fiscale. La matematica è sempre stata il suo forte, la scrittura invece è arrivata per caso, come “metodo antistress” durante la prima gravidanza.
Scritto bene ma la storia non mi mi ha preso x niente, non è un giallo, non è un romanzo rosa, non è un libro comico…. La coppia di personaggi secondari sorella e ispettore molto più Interessanti dei due protagonisti
Non so proprio da dove partire e questo non sempre è un bene 🙈 Questo romanzo è un giallo con qualche piccola, microscopica parte romance ed è qui che ho trovato dei problemi. La parte del giallo con la sparizione del quadro e tutte le indagini da seguire dei nostri 3 protagonisti ( Vivi, Amedeo e sua sorella Jeanne) mi è piaciuta tantissimo ed è stata ben sviluppata mentre la trama romance per me è iniziata al primo capitolo e la è finita. Per intenderci se avete letto " Una ragazza d'altri tempi " vediamo come entrambi i trope, o trame, si sviluppano parallelamente e ovviamente andranno poi a cogliere. Qui no e questa cosa mi ha lasciato l'amaro in bocca. Nei ringraziamenti si parla di un seguito e lo spero vivamente perché le eventuali coppie che si formano hanno un potenziale abnorme ma io mi chiedo come possa essere un seguito se il mistero è stato risolto... sarebbe un seguito solo romance? Non saprei. I personaggi mi sono piaciuti tutti,soprattutto le donne che si sono dimostrate impavide e pronte all'azione, compresa la nonnina di oltre 90 anni 🤣. Scritto benissimo e ciò rende la lettura leggera e scorrevole. In definitiva poteva essere un romanzo da 5 stelle ma per me manca di una parte sostanziosa. Il mio voto è 🌟🌟🌟
Il migliore tra i libri di Anna Premoli che ho letto finora! È un romance senza romance, non c'è neppure un bacio, ma ci sono due storie d'amore allo stato embrionale, quel momento in cui due persone cominciano a conoscersi ed imparare cose l'uno dall'altro, fino ad arrivare a capire che può esserci tra loro un interesse ulteriore e reciproco. È anche un giallo, con un furto, un omicidio e tre detective allo sbaraglio. È anche una finestra che si affaccia sulla meravigliosa arte italiana di inizio '900, spesso troppo trascurata e lasciata da parte. Mi auguro che sia solo il primo di una serie di libri dedicati ad Amedeo e Violante, sarei proprio curiosa di conoscere altre parti della loro vita. *** The best of Anna Premoli's books I've read so far! It's a romance without romance, there isn't even a kiss, but there are two love stories in the embryonic state, that moment in which two people begin to get to know each other and learn things from each other, until they come to understand that there may be a further and mutual interest between them. It's also a detective story, with a robbery, a murder and three detectives on the run. It is also a window that overlooks the wonderful Italian art of the early 20th century, often too neglected and left aside. I hope that it is only the first of a series of books dedicated to Amedeo and Violante, I would be really curious to know other parts of their lives.
La storia non è da buttare, il caso ha un certo valore storico e una portata culturale che avrei potuto apprezzare, se non fosse stato intervallato da una serie di gag e scenette da RomCom da quattro soldi che hanno rallentato il ritmo di anni luce. Una noia infinita.
La strana ossessione per questo trio fratello-sorella e interesse amoroso è quantomeno ambiguo, specie visto che il più delle volte Amadeo sembra riferirsi alle “due donne della sua vita” come se fossero intercambiabili. Jeanne è insopportabile, oltre che inutile, e la terza incomoda ogni volta che appare, senza di lei la storia sarebbe stata molto migliore. Non capisco perché è stato creato come personaggio: bastava fosse la persona che presentava Violante al fratello e basta.
L’infinita ripetizione del fatto che violante sia più alta di Amadeo è disturbante. Se Premoli ha cercato, a modo suo, di normalizzare un tipo di estetica non ci è riuscita anzi, ha fatto peggio. Gli stereotipi di genere e i luoghi comuni non si contano, “ah, gli uomini… ah le donne… si stava meglio quando si stava peggio, la tecnologia ci ha resi schiavi, l’uomo non sa corteggiare più la donna” e scemenze da boomer che finge di voler strizzare gli occhi a una specifica categoria di lettore (anzi, lettrice) che si crede tanto al di sopra della media giusto perchè ha letto un paio di libri in più.
Il mistero era partito bene, ma da quando ci scappa il morto Premoli si è divertita un po' troppo a mescolare i generi, passando da una commedia rocambolesca con tanto di chiavi in nascondigli segreti a scomparsa alla pistola puntata al petto. Il fulcro dell'azione viene completamente tagliato e descritto in un secondo momento, praticamente ha negato l'unica parte che il lettore aspettava da tutto il libro.
Abbiamo "il cattivo" che in quanto tale non ha il minimo spessore ma anzi: il suo evidente alcolismo depressivo viene sfruttato per gag e stereotipi su chi, tra lui e Amedeo, sia l'uomo migliore per Violante, altro personaggio scialbo come tutto il resto.
È proprio il classico romanzetto nato dal fatto che l'autrice aveva evidentemente una serie di luoghi comuni da voler elencare e spiegare a modo suo, un po' su tutto, dalla società alla tecnologia ai ruoli di genere all'arte. Moltissima carne al fuoco e niente di fatto. Non completamente orribile ma francamente non lo consiglio a nessuno. Rinnovo la proposta di leggere Ninfee nere di Bussi o, alla peggio, Prima regola non innamorarsi di Kingsley.
RECENSIONE IN ANTEPRIMA 📚- REVIEW PARTY ORGANIZZATO DA @newtoncomptoneditori che ringrazio per l'invito e la copia digitale in Anteprima https://www.instagram.com/p/C1tsYdvot...
Violante ama tantissimo leggere, quel genere di letture che da un tipo come lei, una donna pratica tutta d’un pezzo, riservata e posata in ogni ambito della sua vita, non ti aspetti. Letture affascinanti con un tocco di mistery.
Mai avrebbe immaginato che un giorno avrebbe vissuto un’esperienza fuori dal comune, imprevedibile e un tantino pericolosa, ma assolutamente entusiasmante, come fosse l’eroina di un film, anzi ancora meglio, come la protagonista di un romanzo giallo. Quelli che lei adora e che la appassionano al punto di finire per perdersi tra le pagine che raccontano casi irrisolti che lei trova entusiasmanti.
Un’indagine fitta di mistero che le darà una carica adrenalinica impressionante. Una boccata d’aria fresca, una vera e propria botta di vita di cui non sapeva di avere bisogno.
Una lettura piacevole che non prevede particolari drammi né colpi di scena inaspettati, scorrevole e veloce. Un mistero da risolvere tra le scintillanti strade milanesi, che coinvolge e appassiona il lettore. Una coppia di detective improvvisati molto curiosi che daranno inizio ad una storia d’amore romantica, leggera e ironica. Consigliato
È sempre la Premoli, quindi la sua scrittura è fluida e si legge in un battibaleno ma onestamente? Non aspettatevi un romance con un pizzico di giallo. Perché per quanto mi riguarda potrebbe essere tranquillamente il contrario. La parte “gialla” mi è piaciuta molto, quella romance non mi ha convinta del tutto. Probabilmente occorreva presentare il romanzo in maniera diversa e forse sarebbe riuscito a trovare anche lettori differenti dal target dell’autrice.
La Premoli non delude mai, le sue storie sono sempre divertenti e piacevoli. Ben costruita la parte gialla, la parte romance rimane in uno stato embrionale, seppur molto promettente, ci stavo rimanendo male, ma da quello che ho capito non finisce qui, non vedo l'ora di leggere ancora di Amedeo e Violante, di Jeanne e dell'ispettore Martini, forza Anna al lavoro 😅...
Una meraviglia. Un romanzo, diverso dai soliti dell'autrice, che mi ha catturato. La storia è ben congeniata e il mistero è ben narrato. I personaggi sono belli, meritano di più per cui mi piace pensare che questo sia un prequel per qualcosa di nuovo che li coinvolga nuovamente. Ci sono troppi sottintesi che mi piacerebbe scoprire. Non è un romance anche se finisce bene ma è la base perfetta per uno di sicuro!
1.5/5 ⭐️ Con la Premoli mi arrendo, è ufficiale! Ho adorato i suoi primi libri, ma più il tempo passa e più le sue storie tendono a deludermi. Stavolta non è stato il problema dello stile di scrittura ripetitivo, quando per la storia in sé. La prima parte era interessante, calzante ed era divertente investigare con i personaggi. A lungo andare però la storia è andata perdendosi, cadendo nel banale. Inoltre non aspettatevi che il romance in questa storia sia protagonista. È a malapena accennata.
Un libro insulso che ho faticato a terminare, il più brutto mai letto, me lo hanno regalato pensando fosse simile ai libri della kinsella, invece una trama monotona e molto banale, piatto per nulla avvincente, un libro che ho sofferto a finire per quanto sciapo e sciocco mi aspettavo di meglio Lento, dialoghi scontati, ripetitivi, prevedibili, storia d'amore scritta male e prevedibilissima senza emozioni trama di una banalità e lentezza inaudite Non perdeteci tempo
Due stelle e mezzo. Il giallo è poco credibile e i protagonisti, investigatori improvvisati più arguti della polizia, ancora meno. I dialoghi sono privi di ritmo e si trascinano, le digressioni artistiche/moraleggianti sono spesso noiose.
Mi dispiace moltissimo dare tre stelle, soprattutto perché io sono una fan della Premoli di lunga data e tra alti e bassi credo resti comunque un'ottima narratrice. Temo però che abbia subito un importante calo d'ispirazione nell'ultimo periodo, avendo esplorato la maggior parte delle declinazioni di dinamiche romance e impieghi possibili per i suoi protagonisti, e di conseguenza abbia provato a fare un "cambio di genere" andando però a incasellarsi in un romanzetto in stile Alessia Gazzola, ovvero quello del "sa solo quello che non è". Non è propriamente un rosa (no romance se non vaghissimi accenni) non è propriamente un mystery (era tutto talmente chiaro sin dal principio che parlare di mystery è impossibile) non è propriamente un chicklit (alla fine della fiera non sappiamo nemmeno chi fosse il famoso padre che Violante non fa che nominare, e io sono rimasta a bocca asciutta).
C'è un ritorno alle origini con i protagonisti che fanno gli avvocati fiscalisti, e nonostante io trovi il mondo dell'arte davvero interessante (avrà per sempre un pezzo del mio cuore) non sono così appassionata dell'arte del 900 per perdonare alla Premoli questo libro "introduttivo" che, a quasi un anno e mezzo dall'uscita, ancora non ha un seguito.
Mi interesserebbe molto vedere una narrazione sia di Jeanne e Marco, sia (anche se meno) di Violante e Amedeo.
Ho letto vari romanzi di Anna Premoli e anche se sono tutti simili, ovvero a pagina due già sai chi si mette con chi, li ho sempre trovati divertenti e scorrevoli. Questo, no. Per prima cosa non è autoconclusivo, ha un finale aperto che non ho gradito perché voglio sapere prima se il romanzo avrà un seguito o meno. Seconda cosa, due dei protagonisti sono fiscalisti, e le pagine che raccontavano del loro lavoro sono state da me saltate a piè pari per la noia. Terza cosa basta con sti protagonisti bellissimi con gli occhi magnetici, fighetti e bla bla. Hanno stufato. Quarta e ultima cosa: le spiegazioni di storia dell'arte, dettagliate e comprensibili anche a chi non è del settore, erano ben contestualizzate e anche abbastanza interessanti ma troppo lunghe, così ad un certo punto ho comunque saltato pagine pure qui perché.... che noia che barba che barba che noia. Conclusione: non leggerò il seguito di questo romanzo.
davvero bello e intrigante, ma al finale avrei voluto più suspense/azione/movimento.
Tuttavia, è stato un bel viaggio nell’arte e nel mistero che mi ha davvero presa!✨
Anna Premoli è riuscita a farmi avvicinare a una corrente artistica (il Futurismo!) che non mi aveva mai stuzzicato, prima di questo libro! 💓
I personaggi sono carini e la lettura leggera, come il romance! A me, che non cercavo un vero proprio romanzo rosa, è piaciuto che la storia d’amore non fosse completamente al centro degli eventi e che venisse data importanza anche alle investigazioni. È uno slow slow burn ed è bello come verso la fine cambi l’equilibro tra romance e mistery.
Consigliato! ⭐️ Soprattutto se cercate una lettura leggera, interessante, scorrevole, divertente e con tanta, tanta arte! 🎨
Come ogni libro di Anna Premoli che si rispetti, è scritto bene ma la storia non mi ha preso come credevo. La componente da romanzo giallo è interessante fino ad un certo punto, però speravo forse che fosse sviluppata in maniera diversa. Ma ciò che lascia veramente a desiderare è la componente romance. Ho trovato molto più intriganti i personaggi secondari come Jeanne, l’ispettore e la nonna con i suoi amici piuttosto che i nostri due protagonisti. Spero di ricredermi con il sequel
Ci ho messo un sacco a finire di leggerlo perché purtroppo l’ho trovato carino, abbastanza scorrevole, ma non coinvolgente…non avevo sempre voglia di leggerlo e di sapere come sarebbe andata a finire la storia! Speravo che la parte romance fosse stata sviluppata di più e che ci fossero più colpi di scena! Nel complesso carino, ma più aspettavo molto di più!
Carinissima questa storia intrisa di arte e mistero!
Mi aspettavo qualcosina in più nella parte finale, ma complessivamente il libro mi è piaciuto e non vedo l'ora di scoprire cos'ha in serbo la Premoli per questi personaggi.
recensione a cura del blog "Libri Magnetici" by El «In ogni caso, vediamo di rifare le cose a modo mio: Vivi, lui è mio fratello Clemens. Clemens, lei è la mia meravigliosa amica Vivi. Siete entrambi fiscalisti e, siccome ai miei occhi il vostro è un mondo inconcepibile nonché incomprensibile, ho ritenuto inderogabile che vi conosceste».
È con le parole di Jeanne che decido di aprire questa recensione, Amici Magnetici, il terzo moschettiere protagonista del nuovo romanzo di Anna Premoli, oltre che il personaggio che forse ho amato di più. Non me ne vogliano assolutamente né Violante né Amedeo, coppia in stato di grazia che scivola lungo le pagine come fossero compagni di tango da decenni, ma con Jeanne e la sua sfacciata e allegra follia ho subito trovato un’intesa. Va da sé, così ci togliamo tutti i dubbi, che spero arrivi presto un libro a lei dedicato, a lei e a qualcuno di cui davvero non vedo l’ora di leggere ancora. Mi fermo, perché rischio lo spoiler, dunque torniamo indietro e procediamo per gradi, come si conviene. E a proposito di convenienza non so bene da dove iniziare quando si parla di un libro scorrevole oltre ogni dire, piacevolissimo e scritto in modo impeccabile, grondante d’ironia, battute brillanti e personaggi così vicini a noi che sembrano quasi uscir fuori dalle pagine, prendendosi vita e spazio come fosse loro di diritto. Amedeo, Violante, Jeanne, Marco (ebbene sì, lo chiamo Marco), l’allegro gruppetto di anziani capitanati dalla nonna Elisa, esperta di arte e profondamente legata ai nipoti, tutti contribuiscono a creare un’atmosfera ricca e animata, dove un semplice e fortuito caso diventa motore principale che sfuma di giallo un romance fuori dagli schemi, che ti prende dalla prima all’ultima pagina. Perché basta un brunch sul terrazzo a casa di Jeanne, in una Milano invernale, ma non impietosa, per assistere per puro caso a un evento stranissimo; nella casa di fronte movimenti strani nel buio catturano l’attenzione di Violante, e poi di Amedeo, e da lì una serie di improbabili quanto rapide decisioni li porterà addirittura a rischiare di essere arrestati per effrazione, non fosse che l’appartamento in questione, da cui un quadro è misteriosamente scomparso per poi riapparire nelle ombre, sia tutt’altro che chiuso a chiave. La monotonia rassicurante di una vita abitudinaria si spezza quando, spronati anche dallo spirito sbarazzino di Jeanne e, perché no, una sana follia che parrebbe estranea a due persone che per lavoro giocano con numeri inflessibili, quello che pareva solo un episodio di poco conto diventa un’indagine vera e propria, sulla trama di una storia che s’intreccia con gli autori del Futurismo e una collezione di tutto rispetto di proprietà della famiglia Ghezzi. Il passato, riportato alla luce dai ricordi degli amici novantenni di Elisa, dalle foto in bianco e nero che hanno il sapore dei ricordi e dalla polvere di cui si ammantano le soffitte abbandonate, vuole riappropriarsi del proprio ruolo, scandendo con precisione gli attimi della ricerca, dell’analisi e dei confronti che questi moderni e improvvisati detective cercano di mettere insieme. Amedeo è la voce della ratio, mentre le due donne sono il motore esasperato che gira oltre il numero raccomandato col rischio di fondere tutto; poco importa però perché insieme, come un magico trio, si completano e bilanciano vicendevolmente.Sulla carta Amedeo non sembra la persona con cui ingaggiare una simile partita, stretto com’è nel suo completo grigio scuro, severo e dal perfetto taglio sartoriale. La cravatta è blu, senza fronzoli, a testimoniare una predilezione per le scelte sensate e razionali. Nemmeno a farlo apposta, anch’io ho indosso un tailleur pantaloni grigio, sebbene il mio sia gessato. Nonostante la precisione inequivocabile del percorso che ha scelto, Violante è consapevole della parte di se stessa che scalpita e che sempre più vuole vedere la luce. I binari delineati e immobili creano un senso di pace che è in parte prigione e, anche per questo motivo, non ha alcun timore a gettarsi a capofitto in qualcosa che può scardinare completamente le sue abitudini. In questo rappresenta l’ago della bilancia mentre Amedeo, nonostante le responsabilità e il ruolo di erede dello studio di famiglia, ha meno freni apparenti e osserva con spirito analitico, ma sornione, creando uno dei personaggi maschili di cui ho amato di più leggere negli ultimi mesi. Si combinano come il caffè con la panna, per dire, creando un gusto oltre il gusto semplice dell’abbinamento, al di là di rigidi completi e atteggiamenti che ben presto, soprattutto davanti a domande molto precise da parte di un certo ispettore, si scioglieranno come neve al sole.
Abbiamo dunque una moderna Signora in Giallo accompagnata da superbi comprimari, potreste pensare, invece vi dico di più; il romanzo ha l’enorme merito, tra l’altro, di intrattenere con un ritmo divertente e serrato, ricco di colpi di scena e scelte avventate, personaggi secondari che non ci pensano nemmeno per un secondo a rimanere tali, e una serie di battute esilaranti che mi hanno alleggerito il cuore. A tutto questo, ed è un elemento di non poco conto, va aggiunto che la scrittura della Premoli ti catapulta come sempre nel luogo di cui sta parlando grazie ad uno stile fresco, diretto, ben consapevole del peso di ogni singola parola. Ci troviamo quindi a camminare per Milano, percorrendo con tacchi troppo alti i marciapiedi in pavé per raggiungere Brera, mentre i profumi di una città sempre di corsa, con i suoi bar affollati, le sue luci, e i ristoranti dove gli habitué decidono di trovarsi di solito, ci abbracciano con la dolcezza di un Irish Coffee che fa tanto anni Novanta. Ci sono le nubi e i cieli tersi di Dicembre, oltre che le luminare di un Natale che adesso sembra solo un giorno come un altro se paragonato a un mistero tutto da scoprire.
«Amedeo, siamo in quella meravigliosa terra di mezzo dove ci sembra di iniziare a conoscerci, ma ancora non a sufficienza da poterci ferire o usare certe informazioni riservate per lanciare dardi avvelenati. Non pensi che dovremmo rimanere lì? Al sicuro?».
Mentre i sentimenti si fanno spazio timidi, tra ricerche sempre più serrate emergono i quadri e la storia, dove Boccioni tiene banco con i suoi dipinti e la prematura morte, oltre che una costruzione sapiente che tanto ci dice dello studio che deve essere stato compiuto dall’autrice. In modo naturale siamo trasportati agli inizi del Ventesimo secolo, quando un gruppo di artisti decide di rompere col passato e proiettarsi verso un futuro veloce e inarrestabile ricco di luci, ombre e movimento, deciso come le pennellate implacabili delle loro opere. In bilico tra certezza e dubbio, il romanzo si snoda puntuale tra i due estremi, come un intenditore che paziente analizza in modo minuzioso quella che potrebbe rivelarsi alla fine una copia perfetta, ma pur sempre una copia. Il colore è gettato sulle tele e le sculture prendono forma, così come le idee dei nostri protagonisti che si lanciano, anche in modo abbastanza rocambolesco, in un’avventura che potrebbe rivelarsi tutt’altro che semplice e di certo non priva di pericoli.
A vederci oggi, verremmo giudicati come due persone con la testa sulle spalle. Ma siamo pur sempre le stesse persone che dieci giorni fa si sono intrufolate nell’appartamento di chissà chi alla ricerca di non si sa bene cosa. È stata una sfida? Un’avventura? Una risposta francamente non ce l’ho.
Non ce l’ha Violante e come lei nemmeno Amedeo o Jeanne; per non parlare di quanto la polizia possa essere messa in imbarazzo dai tentativi di questi improbabili investigatori dell’arte che, per una serie di motivi incastrati in modo strano, si trovano a seguire tracce e persone, fino a scavare nel web e cedendo anche alle lusinghe di appuntamenti di facciata. Il ritmo è tenace, senza cedevolezze, autorevole come Amedeo prima di lasciarsi trascinare dalle due donne, frizzante come gli scambi tra Jeanne e un certo ispettore. Abbiamo tra le mani un piccolo gioiello, un modernissimo connubio di giallo e rosa, scritto con la sagace precisione che caratterizza la penna di quest’autrice che, ancora una volta, scrive ed è come se dipingesse, lasciandoci felici della nostra scelta come un acquirente soddisfatto durante un’asta andata a buon fine, dove si vince anche solo per aver partecipato. quattro petali e mezzo
Dear romantic readers, la penna dell’inconfondibile Anna Premoli torna ad allietarci questo nuovo anno. Con mia grande fortuna (complice uno scalo a Milano) ho trovato il libro in anteprima e conseguentemente l’ho divorato.
Violante ama il mistero, ma di solito se ne tiene ben alla larga. Durante una festa organizzata da un’amica nel suo appartamento in Brera, è proprio il mistero a trovare lei. Dopo l’incontro con Amedeo, irresistibile collega con cui c’è un’intesa istantanea su un terrazzo illuminato dalle luci di Milano, la serata prende una piega del tutto inaspettata: lo splendido quadro che avevano notato nel lussuoso appartamento di fronte.
Un’autrice che non mi delude mai. Questa volta la Premoli si cimenta nella costruzione di un mistero da risolvere. Tra le strade della mia amate Milano scopriremo un pizzico di avventura e vedremo nascere un’attrazione tra due protagonisti che possono essere paragonati a Poirot e alla signora in giallo. Scorrevole e avvincente ve lo consiglio senza ombra di dubbio!
L’ultimo romanzo della Premoli mostra che con un pizzico di coraggio si può uscire dalla comfort zone producendo ottimi risultati. Lo stile rimane scorrevole, le dinamiche parallele dei personaggi primari e secondari sono più mature rispetto ai libri precedenti ed è un libro ideale per combattere la noia dei giorni invernali. Assolutamente consigliato.
Sono una grande fan di Anna Premoli, penso infatti di aver letto tutti i suoi libri e mi sono praticamente piaciuti tutti. Per questo motivo ho, ancora una volta, accettato più che volentieri quando mi è stato chiesto se volevo leggere e recensire il suo ultimo libro, “Tutto troppo complicato”.
Ve la butto qui così…se deciderete anche voi di leggerlo, fatelo con la mente libera da ogni pregiudizio. Dico questo perché è proprio quello che io non ho fatto, salvo poi pentirmene.
È un libro che ho trovato diverso dai suoi soliti libri perché non è un romance puro. Con questo libro, la Premoli ha un po' cambiato registro, regalandoci una storia avvincente, una storia di quelle che tengono incollati alle pagine e che è fatta di tante piccole cose che non ti aspetti. È un romance ma non è un romance ed è un “giallo” seppure molto soft.
Lo stile di scrittura è quello della Premoli, per cui questo libro è sicuramente scritto bene, scorre via velocemente e si legge piacevolmente. Rispetto agli altri libri della Premoli mi viene da dire che è il libro che non ti aspetti o, quanto meno, è il libro che io non mi aspettavo. È un libro che, soprattutto nella parte iniziale, mi ha fatto pensare al film “La finestra sul cortile” di Hitchcock, ma che poi va a prendere una strada propria, un po' più rilassante e, a tratti, anche divertente rispetto al film.
I protagonisti di questo libro sono Jeanne, Violante e Amedeo. Jeanne e Amedeo sono fratelli mentre Violante è una tra le più care amiche di Jeanne. Una festa organizzata a casa di Jeanne e un terrazzo panoramico che vede il primo incontro tra Violante e Amedeo, danno il via a tutti gli accadimenti che la Premoli, in maniera abbastanza avvincente, ci racconta in questo libro.
Un po' spinti dalla curiosità e dalla voglia di fare qualcosa di diverso e di meno monotono rispetto al lavoro di fiscalista, Violante e Amedeo si trovano, per caso coinvolti in una indagine di polizia. Ovviamente tra loro e l’Ispettore Martini, si scatenerà una piccola battaglia a chi riuscirà a svelare prima il mistero di un famoso quadro scomparso. Battaglia che coinvolgerà anche Jeanne (che si ritroverà affascinata dall’Ispettore Martini) e la nonna di Violante e Amedeo.
Se dovessi dare una definizione a questo tipo di libro, non saprei darla, perché è veramente tante cose. Ma posso sicuramente dire che mi è piaciuto. È un libro che parla di amicizia, di famiglia, di amore (forse!) e che ci regala la curiosità di svelare insieme ai protagonisti il mistero che si cela tra le pagine.
È ovvio che non si tratta di un giallo puro, ma la Premoli è stata molto brava, pagina dopo pagina, a svelarci la soluzione di questo mistero, che è il filo conduttore di tutto il romanzo. È ovvio che qualcosina, ad un certo punto, la si intuisce, soprattutto se si è amanti dei gialli, ma la soluzione a questa storia o quanto meno le motivazioni che si celano dietro a questo mistero, arrivano proprio sul finale. Pagina dopo pagina la Premoli ci porta in giro per Milano, in un racconto che unisce presente e passato e che cattura l’attenzione del lettore.
Ho amato molto questo libro, anche se mi ha parecchio stupita nella parte romance (che forse non è poi così romance), e l’ho amato anche per il grande lavoro che sicuramente ci sarà stato dietro. Questo infatti è un libro in cui l’arte dei primi del ‘900 è molto presente. Questo poteva ritorcersi contro all’autrice, perché alto era il rischio di sbagliare, anche solo nei dettagli ma invece la Premoli è stata veramente brava e mi piace dire che questa lettura, alla fine mi ha anche insegnato qualcosa. Molto belli sono anche i tre protagonisti + 1. E il + 1 altro non è che l’Ispettore Martini, un finto burbero che sa fare bene il suo lavoro e che, un po' per caso o forse per disdetta, incrocia il suo cammino con quello di Violante, Jeanne Amedeo.
Non mi metto a dire altro perché non vorrei svelare troppo, togliendo così al lettore quella curiosità che nasce dal disvelare un mistero pagina dopo pagina. Anzi no, una cosa la dico…se una piccola nota stonata in questo libro la devo trovare è nel fatto che tante cose sono rimaste in sospeso, lasciandomi con una curiosità che spero l’autrice vorrà presto soddisfare con una novella o un altro libro che veda ancora una volta in azione Jeanne, Amedeo, Violante e Martini.
A parte questo, mi sembra abbastanza chiaro che vi consiglio di leggerlo questo libro ma con la consapevolezza che, una volta iniziato, non riuscirete più a fermarvi.
“L’arte è maledetta. Ti spreme, ti soffoca, non ti dà pace. Temo che tutta la vita di mio nonno sia stata ostaggio di questa spasmodica ricerca dell’opera più significativa, o più misteriosa, o di quella introvabile…».
In una Milano che si prepara a festeggiare il Natale a suo modo, un po’ freddo, molto lavorativo e organizzato, impariamo a conoscere una donna bionda altissima, una fiscalista con l’animo avventuroso, tenuto nascosto sotto troppi strati di polvere. Violante si trascina con pochissima voglia alla festa della sua amica pittrice Jeanne che le ha organizzato un incontro con una persona che se non è perfetta per lei ci si potrebbe avvicinare pericolosamente. Peccato che il pericolo che Vivi cerca sia solo quello che esula da una qualsiasi storia d’amore, e ad Amedeo, il fratello di Jeanne, non rimane altro che buttarsi insieme a lei in un’avventura affascinante e briosa.
“«È una donna interessante, non lo nego. Ma anche un po’ fuori di testa, nonché troppo alta, e capace di trascinarmi in avventure demenziali»”
In una serata tranquilla, i due si incontrano e davanti ai loro occhi qualcosa di inspiegabile coglie la loro attenzione. Un appartamento senza tende, il proprietario fuori casa, un quadro che scompare e ricompare senza una ragione. L’occasione scatena un istinto irresistibile quanto per Violante che per Amedeo, soprannominato Clemens dalla sorella che si ritroverà a tirarli fuori di galera quando verranno beccati dalla polizia e dal poliziotto Martini, un personaggio secondario particolarmente interessante.
Il trio Vivi, Clemens e Jeanne sembra nato per infastidire, irritare e mandare fuori di testa proprio il povero Martini che cerca di portare avanti l’indagine.
«Lei, ispettore, ci sopravvaluta», provo a scherzare. «Affatto. Ho molti difetti, ma riesco sempre a capire chi ho di fronte. Voi appartenete ai cittadini della peggior specie: quelli alla ricerca di qualcosa d’avventuroso, annoiati dalla perfetta vita borghese, desiderosi a tutti i costi di scontrarsi con qualche mistero…».
Un’indagine ricca di colpi di avventura, di giochi di seduzione, di intrighi complicati, piena di affascinante storia dell’arte e saghe familiari. I personaggi sono ben costruiti, come la storia costruita a diversi livelli narrativi e che tiene gli occhi incollati alle pagine con alcuna fatica fino alla fine e al doppio, graditissimo, epilogo.
Anna Premoli ha voluto osare con una storia diversa dal solito dove l’amore non trova quello spazio che ci saremmo aspettate e che non si evolve nello spazio di un romanzo, non per questo le lettrici dal cuore sensibile non hanno ciò che cercano in particolare nelle parole di Amedeo che ci fanno sognare un seguito inevitabile e dolcissimo.
“Solleviamo entrambi gli occhi dal menu che stavamo consultando e tratteniamo lo sguardo uno sull’altra. È una strana sensazione che non saprei bene definire: c’è quella complicità che si prova in quei fortunati incontri con persone che ti sono simili e che sanno comprenderti.”
Ogni volta che mi dico che devo smettere di comprare libri se non ho intenzione di leggerli (non dico subito ma almeno a breve) mi capita di dover ammettere che avete una libreria ben fornita di tanti volumi che aspettano di essere scelti è un'ottima cosa.
Tutto troppo complicato, ad esempio, aspettava bello pacioso pacioso il suo momento da più di un anno. L'avevo recuperato più o meno appena uscito perché della penna della Premoli mi posso fidare e perché la trama mi incuriosiva un sacco. Visto l'autrice si può pensare che si tratti di un "semplice" romance, ma in realtà la parte romance (che ho adorato) è solo accennata, i protagonisti si conoscono, passano tempo insieme, sorprendono loro stessi provando un sentimento a cui non danno nome nemmeno nella loro testa. Insomma oggi si dice slowburn, io direi che in questo caso è slooooooooowburn quindi non vi aspettate dichiarazioni d'amore o scene piccanti altrimenti rimarrete delus*.
Ed è una cosa che ho apprezzato davvero tanto, dare il tempo alla loro storia di crescere rende solo tutto molto più reale e, per me, non toglie nulla dal lato romantico anzi. È un po' come le vecchie lettere scritte a mano, avevano bisogno del loro tempo, ma questo non le rende forse più autentiche dei nostri messaggi a tempo zero che ci inviamo ogni santo giorno?
Ma se non è un romance cos'è? È un giallo con sfumature rosa, come i petali di certe rose. Racconta Milano, quella moderna ma anche quella futurista. Un quadro che sparisce e poi ricompare, due fiscalisti che si scoprono avventurosi, un'artista che vuol far cupido, un ispettore burbero che alla fine amerete, e un gruppo di nonnetti meravigliosi.
Premessa doverosa, io sono cresciuta a serie gialle ormai considerate "classiche" da chi le ama, semplicemente "vecchie" dagli altri. Per me Colombo, Fletcher, Marple, Mason, Queen, Poirot, Wolfe e compagnia cantante sono amici di vecchia data sia dalla TV sia, quando possibile, dalle pagine dei libri. Quindi questo libro, con i suoi personaggi che ficcano il naso dove non dovrebbero e con un povero ispettore che cerca con tutte le sue forze di non ucciderli quando se li trova sempre in mezzo ai piedi, non poteva che piacermi.